Sant'Albano Stura

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Sant'Albano Stura
comune
Sant'Albano Stura – Stemma Sant'Albano Stura – Bandiera
Sant'Albano Stura – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Giorgio Bozzano (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°31′00″N 7°43′00″E / 44.516667°N 7.716667°E44.516667; 7.716667 (Sant'Albano Stura)Coordinate: 44°31′00″N 7°43′00″E / 44.516667°N 7.716667°E44.516667; 7.716667 (Sant'Albano Stura)
Altitudine 378 m s.l.m.
Superficie 27,45 km²
Abitanti 2 394[1] (31-12-2010)
Densità 87,21 ab./km²
Comuni confinanti Fossano, Magliano Alpi, Montanera, Morozzo, Rocca de' Baldi, Trinità
Altre informazioni
Cod. postale 12040
Prefisso 0172
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004211
Cod. catastale I210
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti santalbanesi
Patrono san Liberato
Giorno festivo 1º settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Albano Stura
Sant'Albano Stura
Sito istituzionale

Sant'Albano Stura (Sant Alban in piemontese) è un comune italiano di 2.369 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte. Comune dalla curiosa forma triangolare, situato nella bassa provincia Granda, sulle rive del fiume Stura di Demonte, a circa 5 chilometri da Fossano e a circa 15 chilometri da Cuneo e Mondovì. Oltre al nucleo cittadino, dove è presente il municipio, il comune ingloba anche le frazioni di Dalmazzi, Ceriolo e Consovero, quest'ultimo diviso in parte con il comune di Rocca de' Baldi. Piccolo paesino immerso nella campagna, in cui sorgono numerosi palazzi del fine Settecento. Notevole il palazzo situato sulla via per Fossano, dotato di un parco che scende piano piano verso il fiume. Conosciuto per l'industria chimica e per le numerosissime aziende artigianali e agricole. Curiosa un'espressione tipica riferita ai "vicini" paesani di Trinità: "col lì a l'é pròpi un vergnòc".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

[2] La prime fonti scritte individuano Sant’Albano come appartenente al comitato di Bredulo «tra Tanaro e Stura»; fra il 901 e il 1236, sono i vescovi di Asti a disporne come signoria spirituale e temporale ed essi sono confermati, da un documento del nel 1041, nel feudo di Sant’Albano (insieme con Carrù e Bene), nonché dalle bolle papali del 1153-54 (papa Eugenio III e di papa Anastasio IV). Lo scarso potere esercitato del governo centrale stimola conflitti, negli anni 1236-50, tra coalizioni comunali varie, fra cui Alessandria, Mondovì, Cuneo, Busca e Savigliano contro i vescovi di Asti. Sono gli, allora, conti di Savoia a portare pace, con una tregua, mediata da Tommaso II, riconfermando però gli ampi poteri del vescovado sul territorio di Sant’Albano.

Nel 1251 e 1396 sono i marchesi di Monferrato che occupano quei territori brevemente e nel 1387 e 1399 i Savoia ma nessuno interviene seriamente a modificare  l’assetto giurisdizionale e amministrativo di Sant’Albano.

Solo nel 1402, dopo una guerra tra i Savoia e i marchesi di Monferrato, si ha il passaggio di Sant’Albano ai Savoia ma con la clausola di divieto di nominare ufficiali preposti all’amministrazione locale, in modo da  porre le premesse per incorporazione definitiva del territorio entro il nascente Stato sabaudo, avvenuta formalmente nel 1409.

Nel 1412 Sant’Albano fu infeudata, a sua volta con amplissimi poteri, a una famiglia di cavalieri di Savigliano, i Beggiamo, fedelissimi del principe Amedeo d’Acaia, che acquistarono in tal modo il titolo di conti.

Sotto i Beggiamo si ha la formazione del territorio comunale che deriva dalla divisione tra Sant’Albano e Trinità a partire dai decenni finali del secolo XVI[3], con un lungo periodo di appartenenza alla provincia di Fossano.

Il feudo Beggiamo dura fino al 1789 poi passa ai Fauzone (1741-1789), durante la caduta dell’antico regime piemontese in favore di quello francese (Editto 1749 con passaggio finale nel 1798), ed infine ai Barel (1789-1851).

All’interno della organizzazione amministrativa francese, Sant’Albano segue le sorti dell’intero territorio della vecchia provincia di appartenenza, aggregato però a una circoscrizione assai più ampia e di estensione variabile avente per capoluogo Cuneo; nel 1799 viene creato il dipartimento della Stura, durante il primo effimero periodo di occupazione (1799) e confermato dopo il ritorno dei Francesi.

Nel 1805, in seguito alla riorganizzazione amministrativa, Sant’Albano fu compreso nel circondario (arrondissement) di Savigliano e dopo la parentesi napoleonica, il comune entrò, nel 1814, a far parte della ricostituita provincia di Fossano, che, dopo ulteriori rimaneggiamenti amministrativi, fu ridotta a circondario della provincia di Cuneo.[2]

La presenza Longobarda[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Necropoli Longobarda di Sant'Albano Stura.

Nonostante non esistano tracce scritte, l’area di Sant’Albano Stura, dal 600 d.C. fino agli inizi dell’VIII secolo è stata occupata dai Longobardi.

La certezza è avvenuta grazie al ritrovamento fortuito di una estesa necropoli longobarda in piena terra nella parte meridionale del comune, in prossimità della frazione Ceriolo, nella primavera 2009, nel corso dei lavori per la realizzazione dell’autostrada A33 Asti-Cuneo. La necropoli, nonostante l'elevato numero di tombe (circa 800) e la vastità dell'area (oltre 3000 mq.), è rimasta a cielo aperto solo il tempo necessario (circa 1 anno) per effettuare tutti gli studi e rilievi scientifici, dopodiché si è proceduto a ricoprirla per permettere la continuazione del tratto autostradale. La scelta è stata dettata dal cattivo stato di conservazione del sito, peraltro privo di strutture murarie ma solo materiale terroso e litoide. Dal sito sono stati prelevati innumerevoli reperti e interi blocchi terrosi (pani), in corso di analisi e studio in laboratorio.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

In località denominata Nostra Signora del Pilone è presente l'oasi "La Madonnina".

L'oasi fa parte di un progetto di recupero ambientale di una cava di estrazione di materiale inerte. L'habitat ricreato è di tipo palustre e sono presenti sei capanni e un'Altana per l'osservazione dell'avifauna presente. L'area si estende su una superficie di 220.000 m². Nel corso degli anni sono state catalogate 200 specie di avifauna presenti nel sito.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Sant'Albano Stura[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Giuseppe Audetto lista civica Sindaco
2009 2014 Donatella Operti lista civica Sant'Albano Insieme Sindaco
2014 in carica Giorgio Bozzano lista civica Sindaco

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dalla ferrovia Torino-Fossano-Savona, che in tale tratta andò a sostituire la precedente tranvia Fossano-Mondovì-Villanova, attivata nel 1884 e soppressa nel 1939, la quale aveva una stazione al bivio con Sant'Albano lungo la direttrice poi divenuta Strada statale 28 del Colle di Nava.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b Sandro Lombardini - 1996 - Schede storico-territoriali dei comuni del Piemonte [1]
  3. ^ Archivio Storico del Comune di Sant’Albano: AC Sant’Albano, Cat. III [anni 1594sgg.]
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN241700213
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