Valle Grana
| Valle Grana | |
|---|---|
| Stati | |
| Regioni | |
| Province | |
| Località principali | Caraglio, Bernezzo, Valgrana, Montemale di Cuneo, Monterosso Grana, Pradleves, Castelmagno |
| Comunità montana | Comunità montana Valle Grana |
| Fiume | Grana |
| Cartografia | |
| Sito web | |
La Valle Grana (Val Gran-a in piemontese) è una valle del Piemonte, i cui comuni afferiscono alla provincia di Cuneo e alla Unione Montana Valle Grana.
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]La valle è situata tra la valle Maira a nord e la valle Stura di Demonte a sud, non arriva al confine con la Francia. Si snoda per circa ventiquattro chilometri partendo da Caraglio, per arrivare fino al Colle Fauniera (2.481 m[1]).
Orografia
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- Monte Tibert (2647 m, prominenza 131 m)
- Rocce Ciarmetta (2553 m, prominenza 106 m)
- Punta Parvo (2523 m, prominenza 151 m)
- Monte Grum (2366 m, prominenza 191 m)
- Punta dell'Omo (2299 m, prominenza 114 m)
- Monte Borel (2287 m, prominenza 100 m)
- Beccas del Mezzodì (1931 m, prominenza 157 m)
- Monte Ribé (1576 m, prominenza 126 m)
- Monte Lombernardo (1467 m, prominenza 141 m)
- Croce Praboccone (1422 m, prominenza 166 m)
- Monte Tamone (1393 m, prominenza 207 m)
Economia
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La valle Grana è la patria del famoso e rinomato formaggio Castelmagno, celebre ormai in tutto il mondo. Il formaggio, una delle DOP casearie del Piemonte, viene prodotto nei tre comuni più alti della Valle: Monterosso Grana, Pradleves e Castelmagno[2]. Prodotto di tradizione millenaria, ha mantenuto anche nelle tecniche di produzione moderne gli aspetti che lo rendono diverso da tutte le altre produzioni. Particolarmente pregiato quello prodotto negli alpeggi sopra i mille metri di quota nella stagione estiva.
Particolarmente vocata alle produzioni agricole di pregio la media e bassa valle ha orientato in gran parte la sua attività verso le produzioni biologiche, proponendosi così come una realtà di avanguardia nel settore, pur scontrandosi con la frammentazione fondiaria. Tra i prodotti della zona l'Aglio di Caraglio è stato riconosciuto come P.A.T..[3]
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Centri abitati
[modifica | modifica wikitesto]Salendo la valle si incontrano i seguenti comuni[4]:
- Caraglio - si trova in pianura allo sbocco della valle,
- Valgrana,
- Monterosso Grana,
- Pradleves,
- Castelmagno - è il comune più elevato della valle,
- Montemale - sulla sinistra idrografica della vallata, al confine con la vicina Val Maira.
Monumenti e luoghi di interesse
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Sono presenti sul territorio della valle Grana alcune testimonianze artistiche di pregio e di valore assoluto. Il santuario di San Magno, che si trova a 1761 metri di quota nella località dove sarebbe stato martirizzato il santo titolare[5], ospita nella sua cappella più vecchia due cicli di affreschi davvero importanti: più antichi quelli di Pietro da Saluzzo (fine del XIV secolo) e appena più recenti quelli del Bottoneri realizzati nel '500.
Le cappelle di San Sebastiano a Monterosso, di San Bernardo e San Mauro a Valgrana e la chiesa di San Giovanni a Caraglio sono affrescate in parte dallo stesso Pietro da Saluzzo.[6]
Merita una citazione la chiesa di Santa Maria della Valle, edificata attorno al 1018[7] e che ospita al suo interno affreschi tardo gotici riemersi e restaurati a cavallo tra gli anni novanta e duemila. Questa chiesa è fedele testimone del legame che da sempre caratterizza le valli occitane con la restante parte dell'Occitania.
A Bernezzo, ai limiti sud-orientali della vallata, sono da segnalare gli affreschi nella chiesa parrocchiale realizzati da Hans Clemer, pittore belga autore del capolavoro artistico ospitato nella parrocchiale di Elva.
Degni di nota sono anche il castello dei Conti di Monterosso, situato nell'omonimo centro abitato, risalente nella sua configurazione attuale al primo quarto del XVII secolo[8], e il castello di Montemale, appartenuto a varie famiglie nobili tra cui i marchesi di Saluzzo ed adibito a prigione durante la seconda guerra mondiale.[9]
Ambiente
[modifica | modifica wikitesto]Tutela naturalistica
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio della Val Grana comprende tre aree tutelate come S.I.C. / Z.S.C. nell'ambito della direttiva europea Natura 2000:
- ZSC Stazione di muschi calcarizzanti - Comba Seviana e Comba Barmarossa (codice IT1160016),
- ZSC Stazione di Linum narbonense (codice IT1160017),
- SIC Comba di Castelmagn (codice IT1160065).
La gestione di queste aree è affidata all'ente di gestione del Parco naturale delle Alpi Marittime.[10]
Sport
[modifica | modifica wikitesto]In Valgrana è stato realizzato attorno all'anno 2000, per iniziativa di vari soci del CAI, un itinerario di trekking di lunga durata che si sviluppa in sei tappe contornando la vallata con un itinerario a ferro di cavallo che collega Vignolo con Caraglio.[11] Su tale precorso escursionistico si sviluppa anche il CAUT (Curnis AUta Trail), una gara di skyrunning con due possibili tracciati, una da 80 km di sviluppo con 4500 metri di dislivello positivo, l'altro da 35 km di sviluppo e 1700 metri di dislivello positivo.[12]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Daniel Friebe e Pete Goding, Colle Fauniera Italy, in Mountain Higher Europe's Extreme, Undiscovered and Unforgettable Cycle Climbs, Quercus, 2017, ISBN 9781786486745. URL consultato il 4 luglio 2024.
- ↑ CASTELMAGNO-FORMAGGIO.IT, su formaggio.it. URL consultato l'11 aprile 2018.
- ↑ Ventiduesima revisione dell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali - 28/03/2022 - Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali ai sensi dell’articolo 12, comma 1, della legge 12 dicembre 2016, n. 238 (Allegato 1), su politicheagricole.it, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. URL consultato il 19 ottobre 2022.
- ↑ Agenzia regionale per gli insediamenti montani, Comunità Montana Valle Grana; vedi www.regione.piemonte.it (PDF) (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2018).
- ↑ AA.VV., 12. Le valli di Cuneo, in Piemonte, collana Guida d'Italia, Milano, Touring club italiano, 1986, p. 325.
- ↑ Ada Quazza, Piemonte, Valle d'Aosta, Touring club italiano, 1996, p. 118, ISBN 8836510183. URL consultato il 25 giugno 2025.
- ↑ AA.VV., Itinerari del Sacro (PDF), Diocesi di Alba, Cuneo, Fossano, Mondovì e Saluzzo, 2023, p. 18. URL consultato il 27 giugno 2025.
- ↑ Castello dei Conti di Monterosso, su catalogo.beniculturali.it, Ministero italiano della cultura. URL consultato il 25 giugno 2025.
- ↑ Castello di Montemale di Cuneo, su fondoambiente.it, FAI. URL consultato il 17 novembre 2025.
- ↑ Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime - Aree gestite, su regione.piemonte.it, Regione Piemonte. URL consultato il 27 giugno 2027.
- ↑ Curnis Auta, su alpicuneesi.it. URL consultato il 27 giugno 2027.
- ↑ CAUT - CURNIS AUTA TRAIL, su curnisautatrail.com. URL consultato il 27 giugno 2027.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Elisa Fantino: Prospettive di sviluppo e progettualità identitaria di una valle occitana, tesi di laurea, Torino 2009 (in linea (PDF). URL consultato il 17 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2016)., PDF)
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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