Busca

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Busca
comune
Busca – Stemma Busca – Bandiera
Busca – Veduta
L'abitato di Busca visto dall'Eremo di Belmonte
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoMarco Gallo (lista civica) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate44°31′N 7°28′E / 44.516667°N 7.466667°E44.516667; 7.466667 (Busca)Coordinate: 44°31′N 7°28′E / 44.516667°N 7.466667°E44.516667; 7.466667 (Busca)
Altitudine500 m s.l.m.
Superficie65,85 km²
Abitanti10 116[1] (30-4-2017)
Densità153,62 ab./km²
FrazioniAttissano, Bosco, Castelletto, Loreto, Madonna del Campanile, Morra San Bernardo, Morra San Giovanni, Roata Raffo, San Barnaba, San Chiaffredo, San Defendente, San Giuseppe, San Martino, San Mauro, San Quintino, San Rocco, San Vitale, Sant'Alessio, Santo Stefano
Comuni confinantiCaraglio, Costigliole Saluzzo, Cuneo, Dronero, Rossana, Tarantasca, Valmala, Villafalletto, Villar San Costanzo
Altre informazioni
Cod. postale12022
Prefisso0171
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004034
Cod. catastaleB285
TargaCN
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitantibuschesi
Giorno festivoprima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Busca
Busca
Sito istituzionale

Busca (Busca in piemontese) è un comune italiano di 10 116 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.

Già parte della comunità montana Valli Grana e Maira[2], a seguito della soppressione di tale ente, nel mese di marzo 2015 entra a far parte dell'Unione montana Valle Varaita.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si trova al termine della valle Maira ed al limite della pianura cuneese. A poca distanza dall'abitato scorre il torrente Maira.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Busca risalgono almeno al periodo romano e i reperti archeologici rinvenuti nelle zone limitrofe sono numerosi: ritrovamenti di necropoli, di lapidi e di resti di mura sono la testimonianza del processo di romanizzazione del territorio. Le aree più interessanti dal punto di vista archeologico sono S. Martino e S. Quintino. Durante il periodo di dominazione romana, le villae che sorgevano sulle colline limitrofe all'attuale città, costituivano forse un nucleo chiamato Antilia.

Con le invasioni barbariche del IV - V secolo, la città fu distrutta e della "bella Antilia" rimasero soltanto dei fuscelli, da cui una possibile etimologia del nuovo nome: "Busca" (il termine potrebbe derivare dal piemontese "buscaja", che sta a significare ramaglia, scheggia di legno[3], rimasuglio). Il suo nome, infatti, non è di chiara derivazione e ci sono diverse altre spiegazioni: l'origine preromana, quella latina oppure quella più attendibile, celtica, che lo identifica col termine germanico "busk". Termine simile, con significato attinente, ovvero cespuglio, risulta essere il termine piemontese "bucc"; altro termine simile si riscontra, ad esempio, nella parola inglese "bush", ossia cespuglio, ramoscello.

Le prime testimonianze scritte sulla cittadina risalgono al X secolo. Con il documento del 6 marzo 1123 viene sancito il dominio di Busca sulla valle Maira, parte del Saluzzese e Villafalletto. Benché anticamente parte della marca arduinica, divenne poi feudo di Bonifacio del Vasto, che lasciò Busca ed altri territori al figlio Guglielmo, capostipite dei marchesi di Busca e Lancia. Il marchesato viene schiacciato di lì a poco da Cuneo e da Saluzzo, mentre i marchesi trovano nuova fortuna in Sicilia alla corte di Federico II. Nel 1361 Busca passa sotto il controllo dei Savoia. Nel Cinquecento le vicende del Piemonte hanno effetti anche sulla storia della città di Busca, che vede il passaggio delle truppe spagnole (1536 -1552), poi nel 1557 (assedio di Cuneo) delle truppe francesi.

Lo sviluppo della città arriva con il nuovo secolo, quando le coltivazioni del grano, della vite e di altre piante da frutto permettono alla città di espandersi e di arricchirsi. A fine Seicento - inizio Settecento tornano i francesi, le occupazioni e le guerre conseguenti. Con un decreto di Carlo Emanuele III Busca viene dichiarata città. Durante la seconda guerra mondiale diversi bombardamenti distruggono la città. In particolare si segnala una mancata strage in quanto centinaia di bombe lanciate da migliaia di metri di quota finiscono nei campi e una zona scarsamente abitata appena fuori dal centro abitato, alcune case vengono colpite e sono segnalate vittime.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo centro cuneese, durante l'ultimo conflitto mondiale, subiva una delle più feroci rappresaglie da parte delle truppe naziste, che trucidarono brutalmente numerosi cittadini inermi ed incendiarono una ventina di case rurali. La popolazione, con eroico coraggio e indomito spirito patriottico, partecipava alla guerra di Liberazione e offriva ammirevole prova di solidarietà umana nel dare ospitalità ad alcune famiglie ebree.»
— Fraz. Ceretto - Busca (CN), 5 gennaio 1944

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico della città racchiude nelle sue vie le testimonianze di un passato da non sottovalutare: partendo dalla via centrale parzialmente porticata (Via Umberto I) si arriva in piazza XX Settembre (chiamata anche "Piazza della Rossa") alla chiesa della SS. Trinità (conosciuta come "La Rossa"). Al suo interno è custodito un sacello dedicato alla "Madonnina" che, secondo la tradizione popolare, liberò la città dalla pestilenza nel 1745. Grandi architetti come Francesco Gallo (artefice della cupola del santuario di Vicoforte a Mondovì) hanno lavorato in Busca: la chiesa della Santissima Annunziata (chiamata anche "La Bianca") ad esempio è un capolavoro di architettura barocca piemontese con pianta a croce greca; il Gallo lavorò anche nella parrocchiale di Maria Vergine Assunta tra il 1717 ed il 1728. Nelle sue vicinanze si può ancora notare la porta dell'antica cinta muraria, con arco in pietra squadrata.

Nei dintorni, in direzione di Villafalletto sorge l'antica Cappella di San Sebastiano in stile tardo romanico e gotico. Al suo interno si possono ammirare affreschi quattrocenteschi. In direzione di Rossana sorge la cappella di Santo Stefano. In direzione di Saluzzo si arriva al castello del Roccolo, disegnato da Roberto D'Azeglio in stile gotico - moresco. Poco prima di Costigliole Saluzzo, sulle pendici collinari, si trova la Cappella di San Martino, triabsidata, con una facciata romanica in pietre squadrate, portale con lunetta affrescata e finestra sovrastante a bifora.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

cappella di San Martino
  • Chiesa parrocchiale di Maria Vergine Assunta, conserva la pala di San Vitale, eseguita nel 1729 da Giovan Francesco Gaggini da Bissone.
  • Chiesa della Santissima Trinità, detta la Rossa
  • Chiesa della Santissima Annunziata, detta la Bianca
  • Chiesa di Santo Stefano
  • Cappella di San Sebastiano
  • Cappella di San Martino (X sec.)
  • Cappella della Madonna del Campanile
  • Chiesa parrocchiale Santa Maria Maddalena di Castelletto
  • Chiesa parrocchiale di San Chiaffredo
  • Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine Assunta di Bosco

Architetture gentilizie[modifica | modifica wikitesto]

Castello del Roccolo
  • Castello e Parco del Roccolo - Posto in zona collinare, è situato alle spalle dell'abitato. Fu edificato a partire dal 1831 dal marchese Roberto Tapparelli d'Azeglio, fratello del più celebre Massimo. È inserito in un parco plurisecolare di circa 500.000 m² nel quale, per un particolare microclima cresce l'olivo, pianta abitualmente non coltivata in queste zone. Il maniero è di stile neogotico ed ha tre torri di imponenti dimensioni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Concorso Internazionale Musicale Alpi Marittime[5]

Cinema sotto le stelle - Notti da Oscar[6]

In Coro per un sogno[7]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal dopoguerra si sono verificate trasformazioni nell'ambito dello sfruttamento economico delle risorse di questa terra. Accanto all'agricoltura e all'allevamento tradizionali, è stata potenziata la coltivazione di alberi da frutto, che hanno trovato nella zona di Busca un ambiente funzionale al loro sviluppo. Inoltre non bisogna trascurare il settore artigianale, rappresentato in Busca da aziende e piccole fabbriche tipografiche, laboratori per la produzione di ceramiche e di materiale edile.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Busca, posta lungo la ferrovia Savigliano-Saluzzo-Cuneo, che fra il 1912 e il 1982 fungeva da località di diramazione della Ferrovia Busca-Dronero, risulta priva di traffico passeggeri dal 2012.

Tra il 1880 e il 1948 la città era inoltre servita dalla tranvia Saluzzo-Cuneo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Angelo Rosso Centro Sindaco [8]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Luca Gosso Lista civica Sindaco [9]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Luca Gosso Lista civica Sindaco [10]
26 maggio 2014 in carica Marco Gallo Lista civica Sindaco [11]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Busca è gemellata con le seguenti città:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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