Garessio

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Garessio
comune
Garessio – Stemma Garessio – Bandiera
Garessio – Veduta
Il centro storico
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoSergio Di Steffano (lista civica) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate44°12′N 8°01′E / 44.2°N 8.016667°E44.2; 8.016667 (Garessio)Coordinate: 44°12′N 8°01′E / 44.2°N 8.016667°E44.2; 8.016667 (Garessio)
Altitudine621 m s.l.m.
Superficie131,29 km²
Abitanti3 150[1] (31-8-2017)
Densità23,99 ab./km²
FrazioniCappello, Cerisola, Deversi, Garessio 2000, Mindino, Mursecco, Pianbernardo, Piangranone, Trappa, Valdinferno
Comuni confinantiBardineto (SV), Calizzano (SV), Castelvecchio di Rocca Barbena (SV), Erli (SV), Nasino (SV), Ormea, Pamparato, Priola, Roburent, Viola
Altre informazioni
Cod. postale12075
Prefisso0174
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004095
Cod. catastaleD920
TargaCN
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitantigaressini
Patronosan Rocco, compatrono Madonna del Rosario
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Garessio
Garessio
Sito istituzionale

Garessio (Garess in piemontese, Garesce in ligure e Garéshe nel dialetto locale) è un comune italiano di 3 150 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Colle San Bernardo

Il territorio comunale è diviso dallo spartiacque padano-ligure delle Alpi (gli Appennini iniziano convenzionalmente al Passo o Colle di Cadibona, in provincia di Savona, sopra Altare), diviso dal Colle San Bernardo (957 m). Le frazioni di Cerisola e Le Volte infatti si trovano al di là dello spartiacque padano e hanno collegamenti regolari con Albenga. Il colle del Quazzo lo collega con Calizzano, in Val Bormida.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Garessio è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Nel novembre 1994 la cittadina ha subito pesanti danni, specie al Borgo Ponte, a causa di una violenta alluvione causata dal fiume Tanaro e da alcuni suoi piccoli affluenti; già nel 1744 un'alluvione altrettanto disastrosa aveva ridotto in cattive condizione la chiesa parrocchiale del Ponte posta nell'attuale Piazza Marconi, essa fu abbandonata e ricostruita poi sull'altra sponda, più lontano dal fiume.

Nella frazione di Valdinferno, chiamata così da Napoleone Bonaparte forse per via di antiche torbiere che vi bruciavano nel Settecento, ha abitato fino alla fine del 2008, tutto l'anno, una sola persona, un reduce del fronte russo, Armando Sereno che fece un particolare voto alla Madonna: se fosse tornato vivo dalla guerra, non sarebbe mai più andato via da Valdinferno, e così è stato (è deceduto il 20 marzo 2009 all'età di 88 anni).

Nel 1903 venne istituita la prima linea extraurbana con autobus d'Italia che collegava Garessio a Ventimiglia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Garessio-Stemma uff.png

Con decreto emanato a Firenze, allora capitale del Regno, e datato 25 agosto 1870, fu concesso al Comune di Garessio dal re Vittorio Emanuele II il titolo di città[2], con diritto di portare l'antico stemma marchionale «fasciato d'oro e di nero di quattro pezze, cimato dalla corona murale propria della Città (cioè di un cerchio di muro aperto di tre porte e due finestre semicircolari, sostenente cinque torri merlate, il tutto d'oro; le torri unite da muricciuoli d'argento, ciascuno con una guardiola o torricella d'oro equidistante dalle torri laterali e sporgente a piombatoio dalla metà del muricciuolo): lo scudo, inoltre, accostato da due rami d'olivo, fruttati al naturale, decussati sotto la punta e legati di rosso»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Si può visitare il centro storico, diviso in tre borgate (Ponte, Poggiolo e Maggiore, che sembra ma non è la più antica esistendo al Ponte una Pieve di San Giovanni, poi diventato un negozio di fiorista, già citata come «nelle vicinanze del Tanaro», un centinaio di metri [il Borgo Maggiore è invece a due chilometri] dalla donazione cosiddetta di Toirano che Carlo Magno fece, nell'ottavo-nono secolo, al monastero di Varatella, mentre una quarta borgata è Valsorda, sede di un santuario mariano). Garessio è ricco di antiche e monumentali chiese (alcune del Gallo) e sono visibili costruzioni medioevali.

Oltre il Colle di Casotto sorge l'omonimo castello di villeggiatura e di caccia dei Savoia che si è sviluppato sul sito di una certosa del XII secolo, una delle prime in Italia, fondata da san Brunone.[3] La costruzione fu trasformata su progetto di Vittone, nel 1800, unendo al carattere di semplicità quello della monumentalità. La trasformazione in castello avvenne con Re Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, grandi appassionati di caccia. Mentre vi villeggiava coi fratelli cui accudiva dopo la morte alla madre, la principessa Clotilde vi ricevette la notizia che per ragioni di Stato doveva andar sposa al fratello di Napoleonne III di Francia. Nel castello, restaurato dalla Regione Piemonte ma non visitabile, si trovano gli arredi delle stanze, tra cui il salotto verde e l'ampia camera della musica. Qualche anno fa scavi archeologici condotti dal politecnico di Torino hanno fatto emergere le fondamenta e, forse, le cantine della certosa quattrocentesca oltre a un cimitero di frati.

A differenza di altri comuni della valle, Garessio è dotata di un ricco Archivio storico (fra i pezzi più interessanti il quattrocentesco Libro della Catena con gli Ordinati medioevali della Comunità garrexina), copia di un precedente più antico, di un Museo Civico dedicato all'Archeologia e alle Scienze della Terra, di una Pinacoteca Civica «Colmo» (fondata nel 1970, riaperta nel 2004, espone 150 opere di Eugenio Colmo, Giovanni Colmo, Paulucci, Lattes, Cappellin, Mario Giugiaro, Morscio, Zumino, Decalage, West etc.) e di una biblioteca ricca di volumi e dedicata al commediografo Camillo Federici. Le quattro istituzioni culturali sono collocate nello stesso edificio della biblioteca.

Nel 1990, il poeta garessino Gian Paolo Canavese vi fondò il Museo della Poesia, accogliendo liriche giunte da ogni parte del mondo (oltre che da tutta l'Italia, anche da Francia, Svizzera, Stati Uniti d'America, Australia ecc.), per un totale di oltre cinquecento poeti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Garessio sono 272[5], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[6]:

  1. Albania, 122
  2. Romania, 43
  3. Moldavia, 25

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto locale afferisce al gruppo delle parlate liguri con parecchi apporti piemontesi e un substrato lessicale anche occitano (secondo Bernardino Biondelli, nel saggio «Sui dialetti gallo-italici» del 1853, apparterrebbe a quelli di passaggio dal dialetto monferrino ai liguri).

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

A Garessio si svolge nell'oratorio di San Giovanni Decollato al Borgo Maggiore, con cadenza quadriennale/quinquennale, la Sacra Rappresentazione pasquale del Mortorio. La forma scenica, nella struttura principale, risale, come attestato dai documenti storici e dagli ordinati dell'omonima Confraternita, alla metà del settecento (1750 o 1751), benché tragga origine dalle processioni penitenziali tardo-medioevali introdotte dalle locali confraternite di battuti, poi unificatesi all'inizio del 1600. Il Mortorio è costituito da una recita della deposizione, a cui partecipano vari personaggi evangelici, alternata da parti recitate e parti cantate dagli angeli maggiori e dagli angeli dei misteri. Dopo la II guerra mondiale furono introdotti alcuni quadri preparatori tratti dal testo evangelico narranti gli episodi antecedenti la crocifissione e la morte di Gesù. In origine e sino ai primi anni del Novecento tutti i personaggi, anche quelli femminili, erano interpretati da ragazzi e da uomini.

Le processioni mortoriali che seguono la sacra rappresentazione, hanno luogo nella serata del venerdì santo lungo le vie del Borgo Maggiore, e nella serata del Sabato Santo lungo le tre borgate, Borgo Maggiore, Borgo Poggiolo, Borgo Ponte, con partenza dal suggestivo oratorio di San Giovanni Decollato nel Borgo Maggiore. Alla processione del sabato, detta del Cristo risorto, che un tempo era effettuata all'alba della domenica di Pasqua, partecipano tutti i personaggi della recita.[7]

A Garessio si svolgeva fino all'anteguerra la Festa dell'Abao, una sorta di bahío occitana o, piuttosto, il ricordo di quando sulla piazza l'abao, una sorta di giudice popolare, dirimeva le questioni sorte fra popolo e signori.[senza fonte]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Valeria Anfosso lista civica sindaco
2009 2014 Renato Chinea lista civica sindaco
2014 in carica Sergio Di Steffano lista civica sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha fatto parte della Comunità montana Alto Tanaro Cebano Monregalese[8].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Sul Colle San Bernardo posto sulla strada per la vicina Liguria sono stati installati 5 generatori eolici di notevole dimensioni, già visibili dal lungo rettilineo che provenendo da Ceva conduce nel centro del paese. Essi sarebbero in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di più di trentamila abitazioni civili[senza fonte].

Ma Garessio ha alle spalle una lunga tradizione di sviluppo industriale e tecnologico. Per citare solo le attività principali c'è stata la «Vetreria Polti-Campioni-Venini», iniziata nel 1825 (anzi qualche anno prima alla Certosa di Casotto) e chiusa un secolo dopo, favorita nel suo sviluppo dall'arrivo della ferrovia. Poi la «Ledoga», che era attiva nella produzione del tannino per la concia delle pelli, in seguito voltasi alla produzione di farmaci. E ancora l'Acqua San Bernardo (sorgente originale sul colle omonimo). Nel secondo dopoguerra, grazie anche alla scuola professionale voluta da don Mario Ansaldi al Ponte e dal sindaco Renzo Amedeo, si impiantarono a Garessio alcuni stabilimenti metalmeccanici. Non mancò in passato una filanda a Trappa, una fabbrica di mattoni e di calce (sempre a Trappa), segherie, una lavorazione di perle, un'altra di biancheria intima, piccole aziende di pasta fresca, un biscottificio, un caseificio e altro ancora.

Altro settore economico rilevante per Garessio è stato, specie nel secondo dopoguerra, quello turistico-alberghiero, con prestigiosi hotel - primo fra tutti il «Miramonti» sorto negli anni Trenta -, pensioni, locande e ristoranti vari, quasi tutti chiusi all'infuori di qualche bed & breakfast e di ristoranti-pizzerie. Una crisi quella turistica dalla quale Garessio, stenta a riprendersi.

Il territorio comunale ospita inoltre nella zona del Colle di Casotto e del Monte Berlino la stazione sciistica di Garessio 2000 che funziona a fasi alterne per vicende burocratiche e fallimentari, più che climatiche.

Da pochi anni c'è un allevamento di asine ragusane nella zona della Correria del Castello di Casotto, allevate per la produzione cosmetica e alimentare.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Diploma di concessione del titolo di città a Garessio, su fondostorico.it. URL consultato l'11 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2013).
  3. ^ Le prime notizie della Certosa risalgono al 1171 (Maurizio Minola, Residenze minori di Casa Savoia, Sant'Ambrogio di Torino, Susalibri, 2012 ISBN 978-88-88916-90-3, p. 65)
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Dato Istat al 31 dicembre 2017, su demo.istat.it. URL consultato il 22 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  6. ^ Dati superiori alle 20 unità
  7. ^ Fulvio Basteris, Il Mortorio di Garessio, 1988., su librinlinea.it. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  8. ^ Comunità montana Alto Tanaro Cebano Monregalese, su vallinrete.org. URL consultato l'11 maggio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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