Diocesi di Saluzzo

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Diocesi di Saluzzo
Dioecesis Salutiarum
Chiesa latina
2586SaluzzoDuomo.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Torino
Regione ecclesiastica Piemonte
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Giuseppe Guerrini
Vicario generale Franco Oreste
Vescovi emeriti Diego Natale Bona
Sacerdoti 105 di cui 94 secolari e 11 regolari
877 battezzati per sacerdote
Religiosi 18 uomini, 50 donne
Diaconi 9 permanenti
Abitanti 99.400
Battezzati 92.100 (92,7% del totale)
Superficie 1.815 km² in Italia
Parrocchie 91
Erezione 29 ottobre 1511
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Vergine Assunta
Santi patroni San Chiaffredo
San Costanzo
Indirizzo Corso Piemonte 56, 12037 Saluzzo [Cuneo], Italia
Sito web www.saluzzo.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario pontificio 2015 (ch · gc?)
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Saluzzo (in latino: Dioecesis Salutiarum) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Torino appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2014 contava 92.100 battezzati su 99.400 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Giuseppe Guerrini.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende la parte settentrionale della provincia di Cuneo. Confina a nord con la diocesi di Pinerolo e con l'arcidiocesi di Torino, con la quale confina anche ad est; a sud confina con la diocesi di Fossano e la diocesi di Cuneo; infine ad ovest con la diocesi di Digne e la diocesi di Gap, entrambe in territorio francese.

Sede vescovile è la città di Saluzzo, dove si trova la cattedrale di Maria Vergine Assunta.

La mappa delle zone pastorali

Il territorio è suddiviso in 91 parrocchie raggruppate in 8 zone pastorali:

  • Zona pastorale di Barge e Bagnolo Piemonte - 8 parrocchie
  • Zona pastorale di Busca - 7 parrocchie
  • Zona pastorale della Pianura - 6 parrocchie
  • Zona pastorale Urbana di Saluzzo - 9 parrocchie
  • Zona pastorale della Valle Maira - 20 parrocchie
  • Zona pastorale della Valle Po - 17 parrocchie
  • Zona pastorale della Valla Varaita - 16 parrocchie
  • Zona pastorale di Verzuolo - 9 parrocchie

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi fu eretta, su istanze della marchesa di Saluzzo, Margherita di Foix, il 29 ottobre 1511 con la bolla Pro excellenti di papa Giulio II, ricavandone il territorio dalla diocesi di Torino per 55 parrocchie, dalla diocesi di Alba per 10 parrocchie e dalla diocesi di Asti per 4 parrocchie. La diocesi copriva l'intero territorio del marchesato ed era immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Il seminario diocesano fu istituito il 30 ottobre 1629. Nello stesso periodo il vescovo Marenco affrontò il problema dei valdesi, diffusi nelle alte vallate, con l'aiuto dei padri cappuccini. Nel 1633 passò parecchie settimane a Paesana nel tentativo di far ravvedere gli eretici. Il suo impegno ebbe buon esito, tanto che nel gennaio 1634 una solenne processione celebrava la raggiunta unità religiosa.

Alla fine del XVII secolo il vescovo Lepori si distinse per la sua severità. In primo luogo volle ristabilire la disciplina nelle celebrazioni liturgiche parrocchiali e riaffermare la disciplina del clero. Richiese alla Sacra Congregazione dei Riti un decreto contro il culto di Giovanni Giovenale Ancina, che era già diffuso fra il popolo. Rigorosissimi e apertamente discriminatori i suoi decreti contro gli ebrei del 1673: si vietava ai cristiani ogni familiarità con gli ebrei, al punto di dover evitare persino i medici ebrei. Inoltre agli ebrei era imposto di portare sugli abiti un contrassegno ed erano esclusi dalle cariche politiche.

Dopo il 1686, quando fu revocato l'Editto di Nantes, gli ugonotti francesi trovarono rifugio nelle alte valli della diocesi e Vittorio Amedeo II, per ragioni soprattutto diplomatiche, li imprigionò nelle carceri di Saluzzo.

Il 9 dicembre 1798 il re si rifugiò in Sardegna e il 15 febbraio 1799 tutto il Piemonte diventava un dipartimento francese. Per Saluzzo cominciava un periodo di storia giacobina e repubblicana. Il palazzo del collegio dei gesuiti diventò sede del municipio; il vescovado fu adibito a deposito d'armi e munizioni; più tardi le stanze furono usate per balli a spese del comune.

Chiese e conventi furono adibiti ad uso profano. Napoleone Bonaparte nominò sottoprefetto l'ex canonico Bressy da Marmora. Nel 1802, Bressy soppresse i conventi di San Bernardino, di San Domenico, di San Nicola, di Sant'Agostino, dei Cappuccini, dei monasteri di Santa Chiara, di Santa Maria della Stella (di Rifreddo) e dell'Annunziata.

Nel 1803 la diocesi di Saluzzo entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Torino.

Nel 1805 la diocesi di Pinerolo fu soppressa e il suo territorio aggregato a quello della diocesi di Saluzzo fino al 17 luglio 1817, quando la sede di Pinerolo fu ristabilita con la bolla Beati Petri di papa Pio VII.

Nel 1848, dopo la morte del re Carlo Alberto, i vescovi subalpini, in seguito all'usurpazione dei diritti ecclesiastici da parte del governo, deliberarono di riunirsi in un congresso, che visto l'esilio del metropolita Luigi Fransoni si svolse nella villa del vescovo di Saluzzo a Villanovetta. Vi si trattarono i problemi della censura ecclesiastica su Bibbie e catechismi, dell'insegnamento religioso e delle scuole cattoliche, dell'anagrafe parrocchiale, della disciplina ecclesiastica e della buona stampa.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Antonio Della Rovere † (26 ottobre 1511 - agosto 1512 dimesso)

Persone legate alla diocesi[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Maero, sacerdote[1]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2014 su una popolazione di 99.400 persone contava 92.100 battezzati, corrispondenti al 92,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 115.459 115.503 100,0 288 230 58 400 138 280 102
1970 98.960 99.000 100,0 229 184 45 432 51 248 109
1980 95.883 96.293 99,6 187 161 26 512 35 210 109
1990 90.872 91.180 99,7 138 130 8 658 11 169 91
1999 89.400 92.356 96,8 121 121 738 2 3 148 91
2000 89.400 92.356 96,8 122 122 732 2 3 148 91
2001 89.160 92.152 96,8 116 116 768 2 3 148 91
2002 89.160 92.356 96,5 116 115 1 768 2 7 148 91
2003 89.160 92.356 96,5 114 113 1 782 2 1 148 91
2004 89.160 93.193 95,7 107 106 1 833 2 1 148 91
2010 94.083 99.192 94,8 109 101 8 863 10 15 69 91
2014 92.100 99.400 92,7 105 94 11 877 9 18 50 91

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito Quirinale visto 28 marzo 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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