Paesana

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Paesana
comune
Paesana – Stemma Paesana – Bandiera
Paesana – Veduta
La chiesa di Santa Maria, situata nel centro del paese.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoEmanuele Vaudano (lista civica) dal 26/05/2019
Territorio
Coordinate44°41′N 7°17′E / 44.683333°N 7.283333°E44.683333; 7.283333 (Paesana)Coordinate: 44°41′N 7°17′E / 44.683333°N 7.283333°E44.683333; 7.283333 (Paesana)
Altitudine614 (min 544 - max 2,385) m s.l.m.
Superficie58,27 km²
Abitanti2 690[1] (30-11-2019)
Densità46,16 ab./km²
FrazioniAgliasco, Battagli Calcinere, Croce, Croesio, Erasca Ghisola, San Lorenzo
Comuni confinantiBarge, Crissolo, Oncino, Ostana, Sampeyre, Sanfront
Altre informazioni
Cod. postale12034
Prefisso0175
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004157
Cod. catastaleG228
TargaCN
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitantipaesanesi
Patronosan Bernardo
Giorno festivo20 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Paesana
Paesana
Paesana – Mappa
Posizione di Paesana nella provincia di Cuneo
Sito istituzionale

Paesana (Paisan-a in piemontese, Paisana (pron. /paizano/) in occitano) è un comune italiano di 2 690[1] abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte.

Articolata su due borghi distinti a cavallo del Po (Santa Margherita a destra e Santa Maria a sinistra del fiume), si trova nella omonima valle (Valle Po).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'epoca longobarda vi operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo reale ed imperiale monastico[2][3][4], cui dipese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, mentre in seguito dall'VIII secolo la gestione delle valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita sarà poi organizzata dall'abbazia di Pagno.

Feudo dei marchesi di Saluzzo, fu contesa più volte dai Savoia, che la ottennero definitivamente nel 1601 con il trattato di Lione.

Il castello, del quale sopravvive solo qualche resto delle fondazioni, e che svettava sopra la frazione Erasca, fu distrutto dai Francesi nel 1585.

Nel Cinquecento fu un importante centro di diffusione delle idee della Riforma, portate dai nuclei Valdesi giunti dalle vicine valli del Pellice e del Chisone. Negli anni 1510-13 la marchesa di Saluzzo, Margherita di Foix, operò una lunga serie di repressioni contro le frazioni di Bioletto, Bietonetto, Croesio e Pratoguglielmo (ancora oggi portano il nome di origine valdese).

Il 1º agosto 1944, dopo vari avvertimenti alla popolazione da parte degli alti comandi nazifascisti, l'abitato fu oggetto di rappresaglia ed incendiato. Vennero sommariamente giustiziati alcuni partigiani e civili. Il ricordo di tali fatti è ancora vivo nella popolazione paesanese tanto che la sala consigliare del Comune di Paesana è intitolata a tale episodio. Sul territorio paesanese sono distribuite numerose lapidi alla memoria dei partigiani barbaramente uccisi durante il periodo della Guerra di Liberazione. Sull'episodio dell'incendio di Paesana e, più in generale, sulla situazione della popolazione durante la Guerra di Liberazione, degne di menzione, insieme alle numerose fonti storiche, sono le pagine del diario del parroco del paese Don Ghio poi raccolte nella pubblicazione "Pagine memorande di Storia". Tali testimonianze, in occasione della festività del 25 aprile, vengono lette dagli alunni delle scuole elementari e medie del paese.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Piccolo centro occupato dall'esercito tedesco, partecipò con generoso slancio alla lotta di Liberazione e diede accoglienza a numerosi sfollati. Il paese subì furti, saccheggi e bombardamenti che provocarono alcune vittime e danni al patrimonio abitativo. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— 1943/1944 - Paesana (CN)

[5]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • la chiesa parrocchiale di Santa Maria: eretta tra il 1767 e il 1783, sulla facciata presenta due statue in marmo (scuola lombarda del primo Cinquecento) raffiguranti il marchese di Saluzzo Ludovico II e un abate (forse l'abate di Staffarda). Lo stile barocco dell'interno e dell'esterno è impreziosito dagli affreschi del Borgna.
  • la chiesa parrocchiale di Santa Margherita, all'ingresso di Paesana: edificio rinnovato in stile barocco, conserva al suo interno notevoli stucchi del Beltramelli, statue in legno dorato, alcuni dipinti dell'Arnaud e un quadro del Borgna e del Giacone raffigurante il Battesimo di Gesù (1876).
  • il Santuario della Madonna dell'Oriente: già citato in documenti del 1386, si trova risalendo il vallone del Croesio, lungo il confine con Sanfront. Edificio in stile tardo-settecentesco dedicato all'Annunziata, la tradizione vuole che sia sorto in riconoscenza alla Vergine per aver salvato un bambino dallo straripamento del Croesio.
  • il Bric Lombatera, nella zona di Pian Muné: sono qui presenti numerose incisioni rupestri del tipo "a coppelle", probabile testimonianza di un antico luogo di culto.
  • Pian Muné: nata nel 1980, è la stazione sciistica più panoramica del saluzzese ed è posta a 1500 metri di altitudine. Mediante una seggiovia biposto si raggiungono i 1876 metri d'altitudine, mentre un lungo skilift permette di raggiungere il punto più alto della stazione, a 2070 metri d'altitudine.
La chiesa parrocchiale di Santa Maria
Il Monviso visto da via Crissolo a Paesana

Le frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ghisola sulla strada che conduce a Crissolo. Conserva edifici dalle antiche forme rustiche, tra cui la casa a cinque arcate, detta "di re Desiderio". La tradizione, infatti, vuole che sia la casa dove il monarca si rifugiò per qualche tempo dopo la sconfitta da parte dei franchi di Carlo Magno.
  • Calcinere: oltre Ghisola. L'ottocentesca chiesa parrocchiale di sant'Antonio Abate è ornata da un portale rinascimentale e due sovrafinestre in marmo bianco locale ricavate da un'acquasantiera opera dello scultore Matteo Sanmicheli (prima metà del Cinquecento).
  • le cave di marmo bianco di Calcinere, un tempo famose per aver fornito marmi per Torino e per il Piemonte intero, furono chiuse nei primi dell'Ottocento, in quanto non erano più in grado di competere con quelle di Carrara.
  • Agliasco (m.970). La parrocchia di san Giacomo, di antica origine, reca sulla facciata un affresco raffigurante san Filippo e san Giacomo.

Croesio

Paesana vista dalla collina di Agliasco

Altre frazioni del comune di Paesana, di minor importanza, sono:
Battagli (1,15 km), Borghini (3,89 km), Bossa (2,15 km), Cantone (1,58 km), Cascina Erasca (1,29 km), Croce (2,08 km), Croesio (3,12 km), Erasca (1,00 km), Ferrere (3,52 km), Gari (4,49 km), Lucchi (4,22 km), Morena (2,39 km), Pamparini (3,56 km), Pertus (5,80 km), Piana (3,56 km), Raina (1,96 km), Rocciaia (3,35 km), Roe' (0,98 km), Ruata Bossa (1,18 km), San Lorenzo (3,80 km), Saretto (2,46 km). Il numero in parentesi che segue ciascuna frazione indica la distanza dal comune.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Paesana presenta due santi patroni, legati alle due parti principali di cui è composto il Comune:

  • S.Giuseppe, patrono della buona morte (seconda domenica di luglio) per la Parrocchia di S.Margherita,
  • S.Bernardo (la domenica più vicina al 20 agosto) per la Parrocchia di Santa Maria.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Paesana sono 152[7], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[8]:

  1. Romania, 37
  2. Marocco, 28
  3. Bangladesh, 21

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1905 e il 1935 il comune fu capolinea di una tranvia per Saluzzo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese ha ospitato una fabbrica tessile che ha dato lavoro a diverse generazioni di operai e operaie, diventando quindi uno dei principali motori dell'economia paesanese fino agli anni novanta, quando la fabbrica chiuse dopo una serie di cambi di gestione. Dopo una decina di anni che la struttura è rimasta abbandonata, l'edificio è stato ristrutturato ed oggi ospita la sede della società "Acqua Eva".

Numerosi artigiani sono presenti sul territorio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1985 25 maggio 1990 Donato Pellizzeri Democrazia Cristiana Sindaco [9]
25 maggio 1990 24 aprile 1995 Giovanni Battista Mattio - Sindaco [9]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Oreste Garellis Partito Popolare Italiano Sindaco [9]
14 giugno 1999 20 marzo 2003 Giovanni Battista Mattio - Sindaco [9]
20 marzo 2003 14 giugno 2004 Lorella Masoero Comm. straordinario [9]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Mario Anselmo lista civica Sindaco [9]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Mario Anselmo Lega Nord Sindaco [9]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Mario Anselmo lista civica: alpes Sindaco [9]
26 maggio 2019 in carica Emanuele Vaudano Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune faceva parte della Comunità montana Valli del Monviso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia
  3. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale
  4. ^ C. Cipolla - G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918
  5. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=265204
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dato Istat al 31/12/2017, su demo.istat.it. URL consultato il 23 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  8. ^ Dati superiori alle 20 unità
  9. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN135139565
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