Ormea

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Ormea
comune
Ormea – Stemma
Ormea – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Giorgio Ferraris (Lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°09′N 7°55′E / 44.15°N 7.916667°E44.15; 7.916667 (Ormea)Coordinate: 44°09′N 7°55′E / 44.15°N 7.916667°E44.15; 7.916667 (Ormea)
Altitudine 736 m s.l.m.
Superficie 124,5 km²
Abitanti 1 751[1] (31-07-2011)
Densità 14,06 ab./km²
Frazioni Aimoni, Albra, Alpisella, Barchi, Bossi, Bossieta, Campocomune, Cantarana, Case Rian, Chionea, Chioraira, Eca, Isola Perosa, Nasagò, Pian del Fò, Ponte di Nava, Pornassino, Prale, Quarzina, Toria, Valdarmella, Villaro, Viozene
Comuni confinanti Alto, Armo (IM), Briga Alta, Caprauna, Cosio di Arroscia (IM), Frabosa Soprana, Garessio, Magliano Alpi, Nasino (SV), Pornassio (IM), Roburent, Roccaforte Mondovì
Altre informazioni
Cod. postale 12078
Prefisso 0174
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004155
Cod. catastale G114
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti ormeaschi o ormeesi
Patrono san Martino
Giorno festivo Corpus Domini
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ormea
Ormea
Sito istituzionale

Ormea (Ulmèa nel dialetto ormeasco, Ormèa in piemontese, Urméa, o Ormëa in ligure) è un comune italiano di 1.751 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte, al confine amministrativo con la Liguria.

Fa parte dell'Unione montana Alta Val Tanaro ed è, con Garessio, uno dei due comuni principali dell'Alta Valle Tanaro, nel cuore delle Alpi Liguri.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dal latino Ulmeta, per la gran quantità di olmi presenti un tempo sul territorio. Il nome si modificò poi in Ulmea (rimasto ancora nel locale dialetto), Olmea, Ormea.

Linguistica[modifica | modifica wikitesto]

Una delle caratteristiche del territorio è la parlata, specifica di gran parte del comune, di carattere tipicamente ligure (secondo la classificazione dei linguisti Schladel e Parodi). La specificità del dialetto ormeasco ha fatto sì che diversi studiosi locali, ma anche stranieri, abbiano avviato degli studi di fonetica e abbiano pubblicato sia la grammatica che il dizionario. La prima grammatica con vocabolario risale all'inizio del XX sec. in lingua tedesca ad opera del prof. Schladel che visse per alcuni mesi ad Ormea. Più recente è l'opera di Giuseppe Colombo che diede alle stampe, nel 1986, il Vocabolario Italiano-Ormeasco e Ulmioscu-Italian, con una piccola grammatica iniziale, composto dal 1965 al 1985. In epoca successiva la valorizzazione del dialetto ormeasco è stata affidata alle rappresentazioni teatrali su copioni redatti direttamente in "ulmioscu" dall'autore commediografo contemporaneo Mirco Rizzo.

Nella frazione di Viozene, si parla il brigasco, un dialetto ligure di montagna, cosicché il borgo diventa parte integrante della Terra brigasca (tera brigašca).

Il comune ha dichiarato la sua appartenenza (limitatamente per la frazione di Viozene) alla minoranza di lingua occitana[2][3]

Vocabolario[modifica | modifica wikitesto]

Le seguenti parole nel dialetto locale, presentate qui con la trascrizione nell'alfabeto fonetico internazionale e l'equivalente in italiano, nonché la derivazione etimologica, sono citate da Gerhard Rohlfs. Le etimologie sono tratte dal Wikizionario (italiano) o dal Wiktionnaire (francese). In quest'ultimo caso sono segnate con un asterisco. Da notare la sequenza evolutiva: a > ɒ > ɔ

Trascrizione IPA significato in italiano origine
'kɔmpu campo dal latino campus
'krɔva capra dal latino capra
'ʧɔve chiave dal latino clavis
'drɔpu drappo dal latino drappus*
'fɔme fame dal latino fames
'nɔzu naso dal latino nasus
'pɔa padre dal latino pater
'vɔca vacca dal latino vacca

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2011.
  2. ^ Pagina della regione Piemonte con l'elenco dei comuni della minoranza occitana
  3. ^ Secondo Fiorenzo Toso è da escludere una presunta appartenenza della parlata locale alla lingua occitana, tesi sostenuta più che altro per ragioni politico-economiche. Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Bologna, Il Mulino, 2008

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rohlfs, Gerhard, Historische Grammatik der Italienischen Sprache und ihrer Mundarten, 3 vol., Francke, Berna, 1949–1954; trad. italiana: Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti (in 3 volumi: Fonetica. Morfologia. Sintassi e formazione delle Parole), Einaudi, Torino, 1966-69, 1970; § 18.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ormea è situata nell'Alta Val Tanaro, nel sud del Piemonte e della Provincia di Cuneo, alla confluenza tra il torrente Armella e il Fiume Tanaro. A monte di Ormea, nella frazione di Ponte di Nava, la strada SS28 attraversa il Tanaro ed entra in Liguria nel territorio della Provincia di Imperia. Superata la frazione di Nava, nel comune di Pornassio, e giunti al famoso Colle di Nava, la Statale 28 declina fino al mare di Imperia e Albenga. Ormea si trova in una conca dominata dalle vette più alte delle Prealpi Liguri (come il massiccio del Monte Armetta (1739 m), che sovrasta tutto l'abitato di Ormea) e delle Alpi Liguri: come il Pizzo d'Ormea (2.476 m) e il Monte Antoroto (2.144 m). Il Monte Mongioie (2.630 m) sovrasta invece la frazione di Viozene, che si trova all'inizio della cosiddetta Terra Brigasca, sul confine con il Comune di Briga Alta. Dalla vetta e dalle pendici del Monte Armetta è riconoscibile il centro storico di Ormea caratterizzato da una particolare forma a cuore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Balconata rurale in borgata Airola
La stazione al termine della ex ferrovia Ceva-Ormea

Della sua storia è molto importante il periodo dei Saraceni, nel X secolo. Rimangono segni sul territorio nella torre cilindrica di Barchi, in quella del Castelletto (oggi rimangono solo le fondamenta) e nella caverna fortificata detta Balma del Messere a Cantarana.

Nel XIII secolo è motivo di continua disputa tra i i marchesi Clavesana (poi Del Carretto) e i marchesi di Ceva, con annesse ingerenze della Repubblica Genovese.[1]

Nel '700 divenne marchesato e per merito del suo marchese Carlo Vincenzo Ferrero d'Ormea si costruì un lanificio che poteva competere con le industrie inglesi, tanto che fu scelto come fornitore di stoffe rosse dell'esercito sabaudo. La rivoluzione francese e la campagna napoleonica in Italia portò morte e distruzione. In quegli anni furono ridotti in macerie sia la fabbrica che l'antico castello che domina il centro storico.

Bisogna arrivare alla fine dell''800 per vedere la cittadina risollevarsi. Grazie alla ferrovia Ceva-Ormea, che agevolava le comunicazioni, Ormea divenne un centro turistico di risonanza europea. È di quel periodo la costruzione del Grand Hotel frequentato dalla nobiltà inglese, francese e tedesca; per alcuni anni funzionò anche una sede estiva del casinò di Sanremo. Si costruirono ville per la villeggiatura da parte di nobili famiglie europee.

Nel 1804 venne insignita da Napoleone del titolo di città, poi confermato nel 1815 da Vittorio Emanuele I di Savoia.

Ebbe avvio anche lo sviluppo industriale della zona. La ricchezza di acqua facilitò la costruzione di una cartiera che diventò presto importante per la produzione di carte molto sottili: carta da sigarette per il mercato del Medio Oriente e da condensatori.

La crisi della montagna ha spopolato sia le frazioni che il centro storico.

Oggi si cerca di rilanciare l'offerta delle tradizioni locali relative alla cucina, al territorio, alle tradizioni delle feste.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Si riscoprono piatti della cucina locale che beneficia del fatto di essere al confine tra Piemonte e Liguria usando componenti delle due regioni, rielaborandoli. Nascono così le sagre (della polenta di grano saraceno e della lasagna ormeasca) mentre ristoranti e trattorie propongono queste ricette che si fanno apprezzare dai buongustai. Da ricordare il "cin", una purea di patate e porri e erbe varie da mangiare come purea o per riempire tortelloni di pasta sfoglia che vengono fritti. Una nota la si deve anche alla patata di Ormea, tubero che risente positivamente della coltivazione ad alte quote e di un terreno ideale che dà luogo ad un prodotto unico per sapore e per consistenza.

Manifestazioni e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Le tradizioni vengono mantenute nella solennità del Corpus Domini con l'infioramento della strada principale dove passa la solenne processione. Alla sera, festa accompagnata da uno spettacolo pirotecnico.

Il carnevale storico di Ormea ripropone la tradizione de j'Aboi (personaggi mascherati che fanno la questua) risalente probabilmente al tempo dei Saraceni.

Interessante e probabilmente unico, il sistema di pulizia (detto "bioa" nel dialetto locale) delle strade cittadine. Utilizza l'acqua del torrente Armella che viene deviata in canali sotterranei e fatta risalire, attraverso alcune botole, nelle vie (che hanno un profilo convesso), cosicché sfruttando la pendenza naturale, tutto il paese può essere percorso dalle acque che lavano e in inverno portano via la neve.
Altra peculiarita della Città di Ormea è il suo centro storico urbanisticamente a forma di cuore e il nome Ormea è l'anagramma della parola "Amore" da qui il simbolo "turistico" di Ormea e lo slogan "un Cuore di Città" numerose le manifestazioni estive enoculinarie che vengono organizzate nella bellissima cittadina medievale, pregevole la rievocazione storica in costume con sbandieratori, Terre d'Ormea manifestazione enogastronomica che si svolge a giugno in tutte le piazzette e le "corti", ogni "corte" un piatto tipico dell'Alta Val Tanaro abbinato ad un vino diverso. Recentemente nel 2013 è stato organizzato nel periodo estivo per la gioia dei numerosi turisti l'Ormea Love Fest con inaugurazione della "Grotta dell'Amore" dove sono esposti i "cuori" di ormea con le poesie d'amore,ed una cassetta postale raccoglie le lettere d'amore che verranno lette durante la manifestazione l'anno successivo, sfilate di moda con gli abiti delle boutiques di Ormea e sfilata di abiti da sposa vintage gentilmente prestati dalle "spose" di Ormea. Grande anche la tradizione musicale di Ormea, protagonista del panorama musicale dell'Alta Val Tanaro nell'800 e nei primi del Novecento con la "Mandolinistica Ormeasca" tradizione purtroppo ormai persa per quanto riguarda il mandolino ma che in parte vive ancora per gli altri strumenti nella Banda dell'Alta val Tanaro.

La locale sezione del CAI ha lanciato un progetto di riscoperta del territorio tracciando un sentiero di circa 40 km denominato Balconata di Ormea, percorribile a tappe, che attraversa il territorio di 9 frazioni e ben 24 borgate. Si possono "scoprire" case rurali, chiese seicentesche, piloni votivi, seccatoi per le castagne, forni comunitari, canali per l'acqua, muri in pietra a secco in una natura incontaminata.

L'11 novembre si tiene la festa di San Martino di Tours, santo patrono della Città, a cui è dedicata la romanica chiesa parrocchiale. Un altro santo protettore della città, anche se molte persone (anche del posto) non lo sanno, e San Carlo Borromeo, che si narra avevesse salvato Ormea da un'epidemia di peste. A lui è dedicato un altare sulla navata destra della parrocchiale.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

La collegiata di San Martino

Nel centro storico si possono ammirare:

  • l'antica porta di ingresso in città, all'interno del campanile nella romanica chiesa di San Martino. La porta è composta da due archi, quello verso l'interno della città romanico a tutto sesto, mentre quello verso l'esterno è gotico a sesto acuto.
  • in via Tanaro una casa del '300 con bifore e formelle in pietra locale; case con portali in pietra.
  • piazzette e vie tortuose ("trevi" in ormeasco) con bellissimi scorci. Piazza Nuova con il suo acciottolato e le sue fontane.
  • il museo etnografico "La Casa", dove si è ricostruita un'abitazione della fine Ottocento con mobili e oggetti vari in via Madonna degli Angeli.
  • la chiesetta della Madonna degli Angeli nell'omonima via.
  • le statue in marmo nero di Ormea realizzate da professori e studenti dell'Accademia delle belle arti di Torino e altri artisti, distribuite in tutti i giardini.
  • la collegiata di San Martino
  • gli archi della ferrovia Ceva-Ormea in località Gorreto risalenti al 1890

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La scuola forestale

In comune è attiva la Scuola Forestale di Ormea, un istituto secondario fondato nel 1985 grazie alla collaborazione tra provincia di Cuneo, il comune di Ormea, istituto P. Barbero di Cuneo, Coordinamento regionale del Piemonte del C.F.S. e Università degli studi di Torino. La scuola è collocata nella storica sede dell'ex Grand-hotel e, oltre a portare avanti varie attività culturali e ambientali rivolte al territorio della valle, ospita il corso post-qualifica per “Addetto alla valorizzazione delle risorse territoriali, ad indirizzo forestale e montano”.[2]

Persone legate a Ormea[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti ad Ormea sono 125[4], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[5]:

  1. Albania, 38
  2. Germania, 27
  3. Romania, 22

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Massimo Seno centrosinistra Sindaco
2009 2014 Gianfranco Benzo lista civica Ormea per cambiare davvero Sindaco
2014 in carica Giorgio Ferraris lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Ormea fa parte della rete di comuni Alleanza nelle Alpi, che riunisce varie amministrazioni comunali alpine con lo scopo di realizzare concretamente gli obiettivi della Convenzione delle Alpi per uno sviluppo sostenibile nel territorio alpino.[6]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN137398817
  1. ^ Accademia delle scienze di Torino, Memorie, 1° gennaio 1811. URL consultato il 18 febbraio 2016.
  2. ^ Storia, scheda su www.istitutosuperioreceva.it (accesso:26 aprile 2015)
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  5. ^ Dati superiori alle 20 unità
  6. ^ Rete di comuni "Alleanza nelle Alpi", sezione sull'associazione su www.comuni-italiani.it (consultato nel settembre 2012)