Ormea

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Ormea
comune
Ormea – Stemma
Ormea – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoGiorgio Ferraris (Lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate44°09′N 7°55′E / 44.15°N 7.916667°E44.15; 7.916667 (Ormea)Coordinate: 44°09′N 7°55′E / 44.15°N 7.916667°E44.15; 7.916667 (Ormea)
Altitudine736 m s.l.m.
Superficie124,5 km²
Abitanti1 607[1] (31-12-2017)
Densità12,91 ab./km²
FrazioniAimoni, Albra, Alpisella, Barchi, Bossi, Bossieta, Campocomune, Cantarana, Case Rian, Chionea, Chioraira, Eca, Isola Perosa, Nasagò, Pian del Fò, Ponte di Nava, Pornassino, Prale, Quarzina, Toria, Valdarmella, Villaro, Viozene
Comuni confinantiAlto, Armo (IM), Briga Alta, Caprauna, Cosio di Arroscia (IM), Frabosa Soprana, Garessio, Magliano Alpi, Nasino (SV), Pornassio (IM), Roburent, Roccaforte Mondovì
Altre informazioni
Cod. postale12078
Prefisso0174
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004155
Cod. catastaleG114
TargaCN
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitantiormeaschi o ormeesi
Patronosan Martino
Giorno festivoCorpus Domini
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ormea
Ormea
Sito istituzionale

Ormea (Ulmèa nel dialetto Ormeasco, Ormèa in piemontese, Urméa, in ligure) è un comune italiano di 1.607 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte, al confine amministrativo con la Liguria.

Fa parte dell'Unione montana Alta Val Tanaro ed è uno dei comuni principali dell'Alta Valle Tanaro, nel cuore delle Alpi Liguri.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ormea è situata nell'Alta Val Tanaro, nel sud del Piemonte e della Provincia di Cuneo, alla confluenza tra il torrente Armella e il fiume Tanaro.

Nella frazione di Ponte di Nava, la strada SS28 attraversa il Tanaro ed entra in Liguria nella Provincia di Imperia. Giunti al Colle di Nava, la Statale 28 declina fino a Imperia.

Il paese si trova in una conca dominata dalle vette più alte delle Prealpi Liguri (il massiccio del Monte Armetta, 1739 m, sovrasta tutto l'abitato) e delle Alpi Liguri: come il Pizzo d'Ormea (2.476 m) e il Monte Antoroto (2.144 m).

Dalla vetta e dalle pendici del Monte Armetta è riconoscibile il centro storico di Ormea caratterizzato da una particolare forma a cuore

Il Monte Mongioie (2.630 m) sovrasta invece la frazione di Viozene, all'inizio della cosiddetta Terra brigasca, sul confine con il Comune di Briga Alta.

Una particolarità di Ormea è anche il clima, più mite rispetto a quello di località situate nelle valli parallele o anche di località della Val Tanaro poste ad altitudini più basse (Garessio, Priola, Bagnasco). Ciò è dovuto sia alle correnti marine che arrivano a lambire la cittadina, sia al riparo offerto dal Pizzo d'Ormea dai venti del Nord: le temperature invernali non sono generalmente troppo rigide, mentre le estati risultano abbastanza fresche.

Dalla vetta e dalle pendici del Monte Armetta è riconoscibile il centro storico di Ormea caratterizzato da una particolare forma a cuore.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dal latino Ulmeta, per la gran quantità di olmi presenti un tempo sul territorio. Il nome si modificò poi in Ulmea (rimasto ancora nel locale dialetto), Olmea e infine Ormea.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Balconata rurale in borgata Airola
La stazione al termine della ferrovia Ceva-Ormea

Della sua storia è molto importante il periodo dei Saraceni, nel X secolo. Rimangono segni sul territorio nella torre cilindrica di Barchi, in quella del Castelletto (di cui rimangono solo le fondamenta ai piedi della statua della Vergine Maria), nella torre centrale del castello ormai distrutto dalle truppe napoleoniche e nella caverna fortificata detta Balma del Messere a Cantarana.

Nel XIII secolo Ormea è motivo di continua disputa tra i i marchesi Clavesana (poi Del Carretto) e i marchesi di Ceva, con annesse ingerenze della Repubblica Genovese.[2]

Nel '700 divenne marchesato e per merito del suo marchese Carlo Vincenzo Ferrero d'Ormea si costruì un lanificio che poteva competere con le industrie inglesi, tanto che fu scelto come fornitore di stoffe rosse dell'esercito sabaudo.

La rivoluzione francese e la campagna napoleonica in Italia portò morte e distruzione. In quegli anni furono ridotti in macerie sia la fabbrica posta nella piazza principale del paese sia l'antico castello, le cui rovine dominano tutt'oggi il centro storico.

Nel 1804 venne insignita da Napoleone del titolo di città, poi confermato nel 1815 da Vittorio Emanuele I di Savoia.

Bisogna arrivare alla fine dell''800 per vedere la cittadina risollevarsi. Grazie alla ferrovia Ceva-Ormea, che agevolava le comunicazioni, Ormea divenne un centro turistico di risonanza europea. È di quel periodo la costruzione del Grand Hotel frequentato dalla nobiltà inglese, francese e tedesca; per alcuni anni funzionò anche una sede estiva del casinò di Sanremo. Si costruirono ville per la villeggiatura da parte di nobili famiglie europee.

Ebbe avvio anche lo sviluppo industriale della zona. La ricchezza di acqua facilitò la costruzione di una cartiera che diventò presto importante per la produzione di carte molto sottili: carta da sigarette per il mercato del Medio Oriente e da condensatori.

La crisi della montagna ha spopolato sia le frazioni che il centro storico. Oggi si cerca di rilanciare l'offerta delle tradizioni locali relative alla cucina, al territorio e alle feste tradizionali.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

La collegiata di San Martino

Nel centro storico sono presenti:

  • l'antica porta di ingresso in città, all'interno del campanile nella romanica chiesa di San Martino. La porta è composta da due archi, quello verso l'interno della città romanico a tutto sesto, mentre quello verso l'esterno è gotico a sesto acuto.
  • in via Tanaro un'abitazione signorile del '300 con bifore e formelle in pietra locale, ove pare vivesse il marchese di Ormea.
  • piazzette e vie tortuose ('trevi' in dialetto ormeasco). Piazza Nuova con il suo ciottolato e le sue fontane.
  • il museo etnografico "La Casa", in via Madonna degli Angeli, dove si è ricostruita una tipica abitazione della fine Ottocento con la mobilia, gli oggetti e gli utensili vari di un tempo.
  • la chiesetta della Madonna degli Angeli, situata nell'omonima via.
  • le statue in marmo nero di Ormea realizzate da professori e studenti dell'Accademia delle belle arti di Torino e altri artisti, distribuite in tutti i parchi e giardini.
  • la collegiata di San Martino
  • gli archi della ferrovia Ceva-Ormea in località Gorreto, risalenti al 1890

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti ad Ormea sono 125[4], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[5]:

  1. Albania, 38
  2. Germania, 27
  3. Romania, 22

Linguistica[modifica | modifica wikitesto]

Una delle caratteristiche del territorio è la parlata, specifica di gran parte del comune, di carattere tipicamente ligure (secondo la classificazione dei linguisti Schladel e Parodi). La specificità del dialetto ormeasco ha fatto sì che diversi studiosi locali, ma anche stranieri, abbiano avviato degli studi di fonetica e abbiano pubblicato sia la grammatica che il dizionario.

La prima grammatica con vocabolario risale all'inizio del XX sec. in lingua tedesca ad opera del prof. Schladel che visse per alcuni mesi ad Ormea. Più recente è l'opera di Giuseppe Colombo che diede alle stampe, nel 1986, il Vocabolario Italiano-Ormeasco e Ulmioscu-Italian, con una piccola grammatica iniziale, composto dal 1965 al 1985. In epoca successiva la valorizzazione del dialetto ormeasco è stata affidata alle rappresentazioni teatrali su copioni redatti direttamente in "ulmioscu" dall'autore commediografo contemporaneo Mirco Rizzo.

Nella frazione di Viozene si parla il brigasco, un dialetto ligure di montagna, cosicché il borgo diventa parte integrante della Terra brigasca (tera brigašca).

Il comune ha dichiarato la sua appartenenza (limitatamente per la frazione di Viozene) alla minoranza di lingua occitana[6][7]

Vocabolario[modifica | modifica wikitesto]

Le seguenti parole nel dialetto locale, presentate qui con la trascrizione nell'alfabeto fonetico internazionale e l'equivalente in italiano, nonché la derivazione etimologica, sono citate da Gerhard Rohlfs. Le etimologie sono tratte dal Wikizionario (italiano) o dal (francese). In quest'ultimo caso sono segnate con un asterisco. Da notare la sequenza evolutiva: a > ɒ > ɔ

Trascrizione IPA significato in italiano origine
'kɔmpu campo dal latino campus
'krɔva capra dal latino capra
'ʧɔve chiave dal latino clavis
'drɔpu drappo dal latino drappus*
'fɔme fame dal latino fames
'nɔzu naso dal latino nasus
'pɔa padre dal latino pater
'vɔca vacca dal latino va

Manifestazioni e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Le tradizioni vengono mantenute nella solennità del Corpus Domini (festeggiato la sesta domenica dopo Pasqua) con l'infioramento di Via Roma, la strada principale del centro storico, dove passa la solenne processione. Alla sera, la festa è accompagnata dal tradizionale spettacolo pirotecnico.

Il carnevale storico di Ormea ripropone la tradizione de j'Aboi (personaggi mascherati che fanno la questua) risalente probabilmente al tempo dei Saraceni.

Interessante e probabilmente unico, il sistema di pulizia ('biale', detto 'bioa' nel dialetto locale) del centro storico: esso utilizza l'acqua del torrente Armella, deviata in canali sotterranei e fatta risalire, attraverso alcune botole, nelle vie del centro storico (che hanno un profilo convesso). Sfruttando la pendenza naturale delle strade, tutte le vie del paese possono essere quindi ripulite dall'acqua, questo sistema è utilizzato anche in inverno per ripulire le strade dalla neve.

Durante l'estate, il 'biale' è protagonista della manifestazione 'Ormea in Onda', una competizione in cui i concorrenti a bordo di un materassino percorrono le vie del centro inondate dall'acqua dell'Armella.

Altra peculiarità della Città di Ormea è il centro storico urbanisticamente a forma di cuore: il nome Ormea è l'anagramma della parola 'Amore', da qui il simbolo "turistico" di Ormea e lo slogan "un Amore di Città".

Numerose sono le manifestazioni enoculinarie e non che vengono organizzate: la rievocazione storica in costume con sbandieratori; la già citata manifestazione enogastronomica Terra d'Ormea che si svolge a giugno in tutte le piazzette e le 'corti' (aie), in ogni corte si può degustare un piatto tipico dell'Alta Val Tanaro abbinato ad un vino diverso.

Nel 2013 è stato organizzato nel periodo estivo 'Ormea Love Fest' con inaugurazione della Grotta dell'Amore, dove sono esposti i cuori di Ormea con le poesie d'amore, una cassetta postale raccoglie le lettere d'amore che verranno lette durante la manifestazione l'anno successivo, sfilate di moda con gli abiti delle boutique di Ormea e sfilata di abiti da sposa vintage gentilmente prestati dalle spose di Ormea.

Per quanto riguarda la tradizione musicale di Ormea, la protagonista del panorama musicale dell'Alta Val Tanaro nell'800 e nei primi del Novecento fu la "mandolinistica ormeasca" tradizione ormai persa per quanto riguarda il mandolino ma che in parte vive ancora per gli altri strumenti nella Banda dell'Alta val Tanaro.

La locale sezione del CAI ha lanciato un progetto di riscoperta del territorio tracciando un sentiero di circa 40 km denominato Balconata di Ormea, percorribile a tappe, che attraversa il territorio di 9 frazioni e ben 24 borgate. Si possono "scoprire" case rurali, chiese seicentesche, piloni votivi, seccatoi per le castagne, forni comunitari, canali per l'acqua, muri in pietra a secco.

L'11 novembre si tiene la festa di san Martino di Tours, santo patrono della Città, a cui è dedicata la romanica chiesa parrocchiale. Un altro santo protettore della città è san Carlo Borromeo, che si narra avevesse salvato Ormea da un'epidemia di peste, a lui è dedicato un altare sulla navata destra della parrocchiale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La scuola forestale

In comune è attiva la Scuola Forestale di Ormea, un istituto secondario fondato nel 1985 grazie alla collaborazione tra provincia di Cuneo, il comune di Ormea, istituto P. Barbero di Cuneo, Coordinamento regionale del Piemonte del C.F.S. e Università degli Studi di Torino. La scuola è collocata nella storica sede dell'ex Grand-hotel e, oltre a portare avanti varie attività culturali e ambientali rivolte al territorio della valle, ospita il corso post-qualifica per “Addetto alla valorizzazione delle risorse territoriali, ad indirizzo forestale e montano”.[8]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Essendo al confine tra Piemonte e Liguria usa componenti delle due regioni. Vengono organizzate le sagre (della polenta di grano saraceno e della lasagna ormeasca.

Durante il mese di giugno, di sabato, si tiene la tradizionale passeggiata enogastronomica 'Terra d'Ormea' per le vie del centro storico, in cui i piatti della tradizione culinaria ligure e piemontese sono abbinati ad altrettanti vini locali.

Da ricordare il "cin", una purea di patate, porri ed erbette di montagna, anche utilizzato per riempire tortelloni (detti 'tultei' in dialetto ormeasco) di pasta sfoglia che vengono fritti.

Viene coltivata la patata di Ormea, tubero che risente della coltivazione ad alte quote e del terreno.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Massimo Seno centrosinistra Sindaco
2009 2014 Gianfranco Benzo lista civica Ormea per cambiare davvero Sindaco
2014 in carica Giorgio Ferraris lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Ormea fa parte della rete di comuni Alleanza nelle Alpi, che riunisce varie amministrazioni comunali alpine con lo scopo di realizzare concretamente gli obiettivi della Convenzione delle Alpi per uno sviluppo sostenibile nel territorio alpino.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Accademia delle scienze di Torino, Memorie, 1º gennaio 1811. URL consultato il 18 febbraio 2016.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  5. ^ Dati superiori alle 20 unità
  6. ^ Pagina della regione Piemonte con l'elenco dei comuni della minoranza occitana[collegamento interrotto]
  7. ^ Secondo Fiorenzo Toso è da escludere una presunta appartenenza della parlata locale alla lingua occitana, tesi sostenuta più che altro per ragioni politico-economiche. Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Bologna, Il Mulino, 2008
  8. ^ Storia, scheda su www.istitutosuperioreceva.it Archiviato il 26 settembre 2013 in Internet Archive. (accesso:26 aprile 2015)
  9. ^ Rete di comuni "Alleanza nelle Alpi", sezione sull'associazione su www.comuni-italiani.it (consultato nel settembre 2012)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rohlfs, Gerhard, Historische Grammatik der Italienischen Sprache und ihrer Mundarten, 3 vol., Francke, Berna, 1949–1954; trad. italiana: Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti (in 3 volumi: Fonetica. Morfologia. Sintassi e formazione delle Parole), Einaudi, Torino, 1966-69, 1970; § 18.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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