Morozzo

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Morozzo
comune
Morozzo – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Mauro Fissore (lista civica) dal 31/05/2015
Territorio
Coordinate 44°25′N 7°43′E / 44.416667°N 7.716667°E44.416667; 7.716667 (Morozzo)Coordinate: 44°25′N 7°43′E / 44.416667°N 7.716667°E44.416667; 7.716667 (Morozzo)
Altitudine 431 m s.l.m.
Superficie 22,19 km²
Abitanti 2 120[1] (31-12-2010)
Densità 95,54 ab./km²
Frazioni Consovero, Riforano, Trucchi
Comuni confinanti Beinette, Castelletto Stura, Cuneo, Margarita, Mondovì, Montanera, Rocca de' Baldi, Sant'Albano Stura
Altre informazioni
Cod. postale 12040
Prefisso 0171
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004144
Cod. catastale F743
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 850 GG[2]
Nome abitanti morozzesi
Patrono san Magno
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Morozzo
Morozzo
Sito istituzionale

Morozzo (Moross in piemontese) è un comune italiano di 2.104 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte. Si trova presso la confluenza tra Pesio e Brobbrio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Morozzo si perde nella leggenda[senza fonte]. Le prime notizie ci arrivano da alcuni reperti romani custoditi al museo civico di Cuneo grazie ai quali si ipotizza una Morozzo di fondazione ligure e successivamente romana. Il paese sorse su un bricchetto (piccola collina) sulle rive del torrente Brobbio e in epoca romana fu sede di un fortilizio; nei secoli medievali divenne centro nevralgico del potere che Morozzo esercitava sul suo contado, esteso dalle Frabose (i centri abitati di Frabosa Soprana e Frabosa Sottana) fino al fiume Stura di Demonte. Nel 1200 iniziò per Morozzo una lunga serie di lotte con le nascenti città di Cuneo e Mondovì in quanto alleata con il potente vescovo d'Asti. Morozzo subì successivamente il dominio degli Angiò e successivamente entrò nell'orbita dei Savoia. Morozzo cambiò diverse volte nome: dall'antico nome di Antibo a Morotio e a Moroty durante Napoleone, oggi si suppone che il nome Morozzo le fosse stato attribuito durante le invasioni saracene[senza fonte].

Persone legate a Morozzo[modifica | modifica wikitesto]

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Santuario del Bricchetto[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo santuario affacciato sul torrente Brobbio in una posizione panoramica. La piccola chiesa è ciò che resta della più grande chiesa del castello ivi presente nel medioevo. Nel 1491 fu affrescata da un noto pittore locale tal Giovanni Mazzucco che dotò la chiesa di uno straordinario quanto ben conservato ciclo pittorico sulla vita della Madonna. Nel XIX la piccola cappella è stata ingrandita e nel 1903 è stata dichiarata santuario. Nelle cripte si trovano le tombe dei Marchesi di Pamparato proprietari del castello poco distante.

Cappella di Santo Stefano[modifica | modifica wikitesto]

Posta poco fuori dall'abitato, questa cappella conserva un ciclo pittorico risalente al XV secolo coperto dalla calce utilizzata come disinfettante dopo che la chiesa fu usata come lazzaretto.

Conventi[modifica | modifica wikitesto]

Morozzo era circondata da quattro conventi: il priorato di San Biagio e il convento femminile di Pogliola (non più esistente) ricadono nel comune di Mondovì mentre quello di San Quirico (Rocca de' Baldi) e l'odierna cascina Fabbrica sono diventate aziende agricole.

Cappella di San Grato[modifica | modifica wikitesto]

Piccola cappella verso Borgo Rosso chiusa da decenni al culto.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Confraternita costruita nel XIX secolo era la sede delle corporazioni religiose sciolte negli verso le metà del secolo scorso, dopo decenni di abbandono viene ora usata sia per il culto che per eventi pubblici.

Edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello Marchesi Cordero di Pamparato[modifica | modifica wikitesto]

Residenza di campagna dei Marchesi Cordero è uno splendido esempio di villa di campagna del XVIII secolo caratterizzata dalla sua maestosità e dalle linee severe e tonalità rosso cupo. Dopo decenni di completo abbandono, che ne facevano presagire un futuro di totale degrado, dal 2010 sono iniziati i lavori di restauro che lo hanno portato alla forma originale. Oggi è uno splendido esempio di residenza settecentesca circondata da un enorme parco.

Palazzo Cordero di Montezemolo[modifica | modifica wikitesto]

Superbo esempio di barocco piemontese sito nel centro del paese oggi è di proprietà privata e quindi non visibile al pubblico. Conserva un oratorio seicentesco dedicato a San Gregorio.

Torre di avvistamento[modifica | modifica wikitesto]

Situata verso Riforano è definita dai morozzesi la turota, si presuppone sia medioevale.

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Morozzo è la capitale indiscussa del cappone. La fiera si svolge a metà dicembre e ha radici lontane: la prima edizione risale al periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale. Il cappone è stato riconosciuto come primo presidio Slow Food nel 1999. Oggi si occupa l'apposito consorzio alla tutela e valorizzazione dell'ex Re del pollaio.

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Nel Comune di Morozzo transita la linea 11 Cuneo-Morozzo della conurbazione di Cuneo, che collega il comune alla città di Cuneo, così da permettere ai cittadini l'accesso ai collegamenti offerti dal trasporto pubblico extraurbano e alla stazione ferroviaria di Cuneo, visto che il comune in questione non è servito da trasporto su rotaia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN236573191
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