Cavallerleone

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Cavallerleone
comune
Cavallerleone – Stemma Cavallerleone – Bandiera
Cavallerleone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Giovanni Bongiovanni (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°44′N 7°40′E / 44.733333°N 7.666667°E44.733333; 7.666667 (Cavallerleone)Coordinate: 44°44′N 7°40′E / 44.733333°N 7.666667°E44.733333; 7.666667 (Cavallerleone)
Altitudine 270 m s.l.m.
Superficie 16,44 km²
Abitanti 642[1] (31-12-2015)
Densità 39,05 ab./km²
Frazioni Cascinassa,Pedaggera
Comuni confinanti Cavallermaggiore, Murello, Racconigi, Ruffia
Altre informazioni
Cod. postale 12030
Prefisso 0172
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004058
Cod. catastale C375
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti cavallerleonesi
Patrono san Romano
Giorno festivo 9 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cavallerleone
Cavallerleone
Sito istituzionale

Cavallerleone (Cavalion in piemontese) è un comune italiano di 642 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il feudo di Cavallerleone e Cuscinotto ebbe diverse famiglie partecipanti alla sua giurisdizione, come ricorda "Dizionario feudale degli antichi stati continentali della monarchia di Savoia (Savoia, Aosta, Piemonte, Monferrato, Saluzzo, Novara, Lomellina, Nizza, Oneglia) 1720-1797, tra cui i Balbo, i Cacherano, i Filippone (con titolo di conti), i Richelmy, i Bercerà, i Ceva di Noceto, i Savoia Marchesi di Racconigi, tutti investiti di parte della signoria di Cavallerleone[2]. Una delle famiglie più importanti che ebbero in signoria e poi con titolo comitale di Cavallerleone furono i Richelmy. Nel 1662, 8 luglio - Inv. il senatore RlCHELMl che aveva fatto acquisto da Camillo Ceva Noceto, 1676, 9 maggio - Investito il senatore e referendario Camillo Luigi Richelmi figlio del precedente. 1719, 18 aprile - Investito il presidente Giuseppe Bartolomeo, di Camillo Luigi; reinvestito poi con la signoria parziale con ereditabilità per via maschile di 3 1/2 dei 48 punti, possiamo quindi affermare che la famiglia Richelmy possedeva il 90% di Cavallerleone. Nel 1722 lo stesso Presidente dei Senatori di Nizza Giuseppe Bartolomeo Richlemy viene investito di altre 2 parti e mezzo, reinvestito questa volta con titolo Comitale, alla sua morte nel 1755 suo figlio GiovanBattista Richelmy eredità quel 31/5 parti delle 48 parti e viene reinvestito con signoria parziale di Cavallerleone. I diritti feudali erano espressi a questo modo: Castello, villa, territorio, fini e mandamento di Br., mero e misto imperio, totale giurisdizione, uomini, omaggi, feudi e retrofeudi nobili, ignobili enfiteusi, redditi, censi, taglie, caccia, pesca, forni, molini, battitori, alvei ed acque, decorsi d'acque, terre, prati, vigne, foinaggi, mol- ture (macinato), pedaggi, cure! e gabelle, peso, laudemi, terze ven. dite, ed ogni altro diritto spettante per qualunque titolo al principe Amedeo conte di Savoia. La famiglia Cacherano di origine astigiana, ebbe investitura di parte di Cavallerleone nel 1637 in Filiberto Cacherano, avendo comprato dai Ceva di Noceto parte delle terre, ne ebbe parte di giurisdizione, già suo padre Giambattista possedeva una piccola parte di Cavallerleone. Il capostipite Pietrino si stabilì a Cavallerleone nel XIV secolo. Carlo Cacherano, signore di parte di Cavallerleone e Mombello, nel XVI secolo divenne magistrato sabaudo, ambasciatore alla Dieta Imperiale di Ratisbona, consigliere di Stato. Il figlio di Giabbattista, Filiberto Cacherano fu nominato conte di Mombello nel 1662.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

9 agosto, san Romano, storico patrono del paese (non viene però organizzata alcuna manifestazione in questa ricorrenza).

1º maggio, festa patronale di San Giuseppe Lavoratore (a cui è dedicata la chiesa omonima, ovvero la chiesa di San Giovanni Battista e San Giuseppe lavoratore, sede della confraternita di San Giuseppe. Vengono in questa occasione organizzate alcune manifestazioni, prevalentemente la "festa della birra" e diverse serate di ballo liscio.

Feste e fiere[modifica | modifica wikitesto]

Festa patronale di san Giuseppe, 1º maggio.

Personaggi celebri[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente l'economia del piccolo paese è basata sull'agricoltura. Negli ultimi decenni, tuttavia, si è registrato un notevole sviluppo dell'artigianato. La piccola imprenditoria sta, in questi anni, colonizzando la zona artigianale situata al di là del fiume Macra, nella località detta "Pedaggera".

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giovanni Bongiovanni Indipendente Sindaco [4]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Giovanni Bongiovanni Lista civica Sindaco [5]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Gianpiero Giacosa Lista civica Sindaco [6]
26 maggio 2014 in carica Giovanni Bongiovanni Lista civica Sindaco [7]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1886 e il 1959 la località era servita da una stazione posta lungo la ferrovia Moretta-Cavallermaggiore[8].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere di Savigliano
  2. ^ Manno, Antonio, Bibliografia storica degli Stati della monarchia di Savoia, Torino, Bocca, 1892, pp. 205-206 (v. 4).
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Elezioni del 13 giugno 1999, amministratori.interno.it.
  5. ^ Elezioni del 13 giugno 2004, amministratori.interno.it.
  6. ^ Elezioni del 7 giugno 2009, amministratori.interno.it.
  7. ^ Elezioni del 25 maggio 2014, elezioni.interno.it.
  8. ^ Luigi Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, Editrice Il Punto, Torino, 2002, pp. 120-121. ISBN 88-88552-00-6.

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