Gambasca

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Gambasca
comune
Gambasca – Stemma Gambasca – Bandiera
Gambasca – Veduta
Panorama, sullo sfondo il monte Bracco
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoCristiana Nasi (lista civica Uniti per Gambasca) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate44°38′N 7°21′E / 44.633333°N 7.35°E44.633333; 7.35 (Gambasca)Coordinate: 44°38′N 7°21′E / 44.633333°N 7.35°E44.633333; 7.35 (Gambasca)
Altitudine479 m s.l.m.
Superficie5,74 km²
Abitanti340[1] (31-8-2020)
Densità59,23 ab./km²
FrazioniCarpenetti, Barra, Para, Comba Nari
Comuni confinantiBrossasco, Martiniana Po, Revello, Rifreddo, Sanfront
Altre informazioni
Cod. postale12030
Prefisso0175
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004094
Cod. catastaleD894
TargaCN
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitantigambaschesi
Patronosan Giacomo
Giorno festivo25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gambasca
Gambasca
Gambasca – Mappa
Posizione di Gambasca nella provincia di Cuneo
Sito istituzionale

Gambasca (Gambasca in piemontese e in occitano) è un comune italiano di 340 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.

Faceva parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato sulla destra orografica del fiume Po e nella sua valle, gode di un panorama che spazia dal monte Monbracco (1307 m s.l.m.), ultima propaggine del gruppo orografico del Monviso sulla pianura saluzzese, allo stesso Monviso, fino alle Langhe.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale

Fin dall'epoca longobarda vi operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo reale ed imperiale monastico[2][3][4], cui dipese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, mentre in seguito dall'VIII secolo la gestione delle valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita sarà poi organizzata dall'abbazia di Pagno.

In seguito fu possedimento dei marchesi di Saluzzo, che donarono nel 1138 un castagneto sito nei pressi di Gambasca all'abbazia di Santa Maria di Staffarda; in seguito furono le monache del monastero di Rifreddo a gestirne il territorio (tanto che la madre badessa poteva fregiarsi del titolo di Contessa di Gambasca).
Il territorio a più riprese veniva conteso tra i due potenti istituti religiosi, ma a conferma della piena potestà del monastero, nel 1434 la badessa-contessa Mercia de'Pugneti concesse alle terre di Gambasca e Rifreddo gli Statuti.

Nel 1621 le terre vennero cedute dal monastero alla comunità gambaschese, diritti alle decime compresi, ma già nel 1657 i Savoia (nella persona di Carlo Emanuele II) investendo il nobile Francesco Havard de Senantes del titolo di Marchese di Gambasca sottraesse le terre ai contadini: alla sua morte il paese fu infeudato dagli Isnardi di Caraglio, e successivamente dal Marchese Luigi Coardi di Carpeneto (1771), che nel 1833 cedette le terre del paese al Comune, compresa una somma di Lire 12.000.

Tra il 1928 e il 1946, in seguito di un Decreto Reale, Gambasca fu unita amministrativamente al vicino Comune di Martiniana Po, diventandone frazione; ha riconquistato la sua autonomia solo dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Al centro del paese sta la Parrocchia di San Sebastiano, che vanta antiche origini: consacrata del Vescovo di Torino nel 1497, era stata eretta come cappella già nel 1492.

Le antiche borgate[modifica | modifica wikitesto]

Castinel: dipinto di Giuseppe Gautieri, 1866

Sono molte le antiche borgate presenti su tutto il territorio comunale, distribuite sia monte che a valle del concentrico. La maggior parte di esse oggi sono perlopiù disabitate e alcune in stato di abbandono.

Moltissime sono le meire isolate, immerse fra i boschi, che anticamente venivano utilizzate come dimora estiva dai contadini che portavano gli animali all'alpeggio oppure addirittura per abitarvi tutto l'anno, molte recano sui muri esterni l'effigie di qualche santo.

Altre borgate invece si caratterizzano per la tipica disposizione a ferro di cavallo con grandi archi (e imponenti portoni in legno) che ne accompagnano l'ingresso, ma che, allo stesso tempo, fungevano da difesa.

Le principali borgate gambaschesi sono: Carpeneti, Giordana, Mulino, Roggero, Nari, Ciafrè Nari, Brich d'Tumassin, Terbus, Giusiana, Free e Marchetti, Rittana e Costanza, Castinel, Brich Genre, Tomatis e Billia, Brignola, Para e Barra, Santa Lucia e San Rocco.

Picat, Poulan, Baile, Lantermin, Lo del Ruè, Ruà Pra Bonino sono i nomi di altri piccole borgate del paese.

Le Masche di Gambasca[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1495 l'inquisitore Vito De Beggiami condannò per mascaria nove donne della Valle Po, quattro di queste erano di Gambasca: Caterina Bonivarda, Caterina Borella, Bilia Dei Galliani, Giovanna Cometta.

Dagli atti processuali rinvenuti presso il Comune di Rifreddo emergono molti particolari relativi alle vicende di Caterina Bonivarda, moglie di Bonivardo dei Bonivardi, e Caterina Borella, detta "fornaia" moglie di Giovanni Borelli.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 giugno 1985 24 maggio 1990 Claudio Para - Sindaco [5]
24 maggio 1990 24 aprile 1995 Claudio Para Partito Liberale Italiano Sindaco [5]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Claudio Para - Sindaco [5]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Claudio Para - Sindaco [5]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Alfredo Barra lista civica Sindaco [5]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Erminia Zanella - Sindaco [5]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Erminia Zanella lista civica Alpes Sindaco [5]
27 maggio 2019 in carica Cristiana Nasi lista civica Uniti per Gambasca Sindaco [5]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia
  3. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale
  4. ^ C. Cipolla - G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918
  5. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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