Barge

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Barge
comune
Barge – Stemma Barge – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoPiera Comba (Lista civica "Bargebenecomune") dall'11/06/2017
Territorio
Coordinate44°44′N 7°19′E / 44.733333°N 7.316667°E44.733333; 7.316667 (Barge)Coordinate: 44°44′N 7°19′E / 44.733333°N 7.316667°E44.733333; 7.316667 (Barge)
Altitudine372 m s.l.m.
Superficie81,99 km²
Abitanti7 703[1] (30-11-2017)
Densità93,95 ab./km²
Comuni confinantiBagnolo Piemonte, Cardè, Cavour (TO), Envie, Ostana, Paesana, Revello, Sanfront, Villafranca Piemonte (TO)
Altre informazioni
Cod. postale12032
Prefisso0175
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004012
Cod. catastaleA660
TargaCN
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitantibargesi, (antico: bargiolini)
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barge
Barge
Sito istituzionale

Barge (Barge in piemontese e occitano) è un comune italiano di 7 703 abitanti della Provincia di Cuneo, in Piemonte. Fa parte della Comunità montana Valli del Monviso.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il Monviso fotografato dalla piana piemontese nei pressi di Barge

L'abitato è situato ai piedi delle Alpi Cozie, in prossimità del Monviso e più precisamente, in una conca ai piedi del Monte Bracco e del Monte Medìa. Il centro abitato è attraversato da due torrenti (il Chiappera e l'Infernotto), che si uniscono a formarne un terzo, il Ghiandone, che si getta nelle vicinanze di Staffarda nel fiume Po. L'abitato principale si sviluppa a circa 360/390 metri s.l.m.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è reso al plurale e deriva dalla parola antica barga, il cui significato è fonte di discussione. Secondo l'Olivieri ed altri studiosi, assume il significato di "riparo/capanna/abitacolo" (vedi "stamberga", con il significato di "riparo in pietra"). Secondo altri, invece, sarebbe da ricollegarsi a una radice antichissima *berg-/*barg-/*breg-/*brig- avente il significato di "elevazione del terreno/montagna". In particolare, nell'area meridionale francese, tutti i toponimi e microtoponimi di tipo Barge/La Barge/Barges/Bargettes si riferiscono a territori "alle falde di una montagna"[2]. Lo stesso vale per il microtoponimo spagnolo Vargas. Al di fuori del Piemonte, si registra l'analogo toponimo "Barga", al singolare: cittadina toscana, in provincia di Lucca. In Liguria, esiste un Santuario della Madonna di Bargie. Un microtoponimo Bargie[3] invece, si trova in Valle Maira, in provincia di Cuneo, Piemonte. Altri microtoponimi italiani di probabile identica origine:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale, sulla sommità del monte Bracco e del Monte Medìa, è attestata la presenza di un'intensa attività d'incisioni rupestri. Essa risulta certamente d'epoca antica, ma è impossibile sapere di quale cultura essa fosse stata espressione.

Il territorio di Barge è situato in un'area geografica, che, nell'età pre-romana, appartenne alla cultura celto-ligure dei "Taurini". Nell'ambito di questa, ricadde successivamente nella sfera d'influenza dell'insediamento principale della touta/civitas caburriate, esistente sull'attuale Rocca di Cavour. Tale insediamento è indicato da Plinio come il secondo per importanza nelle terre taurine, dopo Segusia (Susa), ma il nome originario ci è sconosciuto. Ai piedi della rocca (a 6 km, dal centro attuale di Barge) il proconsole cesariano Caio Vibio Pansa fondò un insediamento mercatale romano, di nome Forum Vibii Cabur.

La sua particolare posizione geografica lungo la via pedemontana, nel punto di una importante deviazione che attraverso il facile passo della Colletta permetteva di raggiungere la media val Po a Paesana, ne fece ben ben presto un punto di importanza strategica.

Decadde nell'alto medioevo, ma il nome Caburrum fu legato all'abbazia di Santa Maria, sorta a poca distanza. Dal nuovo nucleo, sarebbe nato, in seguito, il piccolo centro medievale di Cavour (distante 6 km circa da quello di Barge).

Il primo documento che citi il nome di Barge è del 1001, un diploma imperiale di (Ottone III). Il grande campanile romanico lombardo della chiesa di San Giovanni Battista sta, però, a dimostrare che già nel primo quarto dell'XI secolo il villaggio costituì un centro di notevole rilievo demografico (essendo il più grande campanile pievano in un'area molto vasta). Barge fece parte delle terre torinesi.

Tra XI e XIII secolo, cadde sotto il dominatus di un consortile signorile, detto "Dei Signori di Barge", che giurarono fedeltà contemporaneamente, sia a Casa Savoia, che ai Marchesi di Saluzzo (che vantavano diritti pro quota sul territorio).

La politica di espansione dei Savoia cominciò a dare i suoi frutti: nel 1325 Manfredo IV di Saluzzo si riconosceva vassallo sabaudo dei feudi di Barge, Busca, Scarnafigi e altri; l'omaggio venne rinnovato anche dai suoi successori fino a quando Tommaso II adottò una condotta apertamente ostile nei confronti dei Savoia, provocando l'immediata reazione di Amedeo VI che, nel 1363 mosse contro Barge espugnandola e saccheggiandola. Così,[4], il paese cadde definitivamente in mani sabaude. Quindi infeudò il luogo a Giacomo d'Acaia.

Fu considerato, nell'ambito del Principato di Piemonte, come communitas immediata, cioè dipendente direttamente dal Sovrano, cui spettava la nomina del Vicarius civile. La parte rimanente del territorio della divisione di Arduino pervenne ai Marchesi di Romagnano e, dopo il declino di questi ultimi, ai Robaldini, suddivisi in varie famiglie riunite in un consortile.

A partire dalla metà del Cinquecento, il territorio, a seguito di frequenti guerre e il continuo passaggio degli eserciti spagnoli, francesi e piemontesi, tesi al controllo dell'importante castello, lasciarono distruzioni e miseria, culminate con la peste del 1630, che spopolò la regione. In quell'anno Carlo Emanuele I incorporò il comune nella provincia di Saluzzo, staccandolo da quella di Pinerolo.

Alla fine del Seicento il comune fu coinvolto nella guerra tra il Piemonte e la Francia: nel 1690, il generale francese Catinat, dopo la vittoria di Staffarda, mosse contro Barge, devastandone il territorio e saccheggiando il paese. Il relativo periodo di pace del Settecento contribuì a risanare le ferite dei decenni trascorsi.

Come centro industriale, Barge s'impose, unico in Piemonte, per la sua produzione di armi da fuoco, iniziata dai Thorosano nel secolo XIV e cessata solo nel XVIII, e per lo sfruttamento della miniera di quarzite del Mombracco, menzionata anche da un appunto di Leonardo da Vinci.

Nel XVII secolo, venne infeudato al ramo Savoia Carignano. Per questo motivo, durante il Risorgimento, il re di Sardegna, Carlo Alberto, primo di quel ramo a salire sul trono sabaudo, usò un passaporto riportante il solo titolo di "conte di Barge", per poter sfuggire a un posto di blocco austriaco, dopo la rovinosa battaglia di Novara. Religiosissimo ed educato a non dire menzogne, egli ritenne fosse peccato meno grave la menzione di una sola parte di verità.

Il territorio, dopo lo scioglimento del Principato d'Acaia, fu fatto rientrare nella Provincia di Pinerolo, poi, in quella di Pinerolo-Saluzzo e infine, in quella di Saluzzo. Per tal motivo, in epoca napoleonica, fece parte del Dipartimento della Stura, avente per capitale Cuneo e successivamente, della neocostituita Provincia di Cuneo.

Nel settembre del 1943, vi fu fondata la prima formazione partigiana del Nord Italia, aderente ai "Garibaldini" (formazioni comuniste), su ispirazione del filosofo della scienza Ludovico Geymonat e del comandante Barbato (Pompeo Colajanni).

Il 22 luglio 1982, il Comune di Barge è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività partigiana con la seguente motivazione:

« Fedele alle più belle tradizioni risorgimentali, il Comune di Barge fu centro propulsore della Resistenza, pur consapevole dei rischi a cui si esponeva per le spietate rappresaglie naziste. In 18 mesi di lotta partigiana, Barge ha dimostrato in un drammatico periodo della sua storia un grande attaccamento alla causa della libertà. Barge, settembre 1943 - aprile 1945. »

(Ministero della Difesa, Roma 29 luglio 1983, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 12 marzo 1983)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale
  • la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, già pieve alto-medievale del Vescovado di Torino e, ora, sede della parrocchia maggiore di Barge, dipendente dal Vescovado di Saluzzo (CN) fin da epoca napoleonica. L'edificio è una delle più grandi chiese non episcopali del Piemonte (oltre 1000 m² di superficie). Originariamente romanico lombardo, fu rifatto in stile gotico nel 1501 e, poi, in stile barocco, tra il 1730 e il '40, su disegno di Francesco Gallo di Mondovì, architetto e ingegnere militare regio, autore della cupola ellittica del santuario di Vicoforte di Mondovì, nonché di numerose chiese monregalesi e di altre zone della provincia di Cuneo.
  • la chiesa di Santa Maria Assunta, un tempo dedicata alla santa Croce e popolarmente conosciuta col nome di Crosà
  • il complesso conventuale del Mombracco, costituito da tre chiese: la Madonna della Rocca (prima cella monacale); San Salvatore (rudere) e Santa Maria (ora, San Giacomo)
  • il santuario della Madonna delle Combe, antica cappella diventata da pochi anni santuario; si trova nella frazione omonima. La festa si celebra nei primi giorni d'agosto ed era una delle feste più famose di Barge.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il castello inferiore
  • il castello inferiore o ex convento di San Francesco: sorgente su una rupe fu l'originario castello dei Signori di Barge (sec. XI), ma venne trasformato in convento francescano nel secolo XV. Nel corso dell'Ottocento, fu trasformato in residenza privata; destinazione che attualmente permane.
  • il castello superiore: costruito nel primo quarto del sec. XIV dal marchese di Saluzzo. Cadde in mani sabaude definitivamente nel 1364. Ricostruito più volte, fu distrutto durante le guerre che opposero la Francia alla Spagna.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2016 i cittadini stranieri residenti a Barge erano 1350. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:[6]

  1. Cina, 882
  2. Marocco, 209
  3. Romania, 135
  4. Albania, 42

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo etnografico La Brunetta
  • Museo civico d'arte contemporanea "Aperto", da cinque anni non gestito dal Comune che lo ha di fatto lasciato in abbandono.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni e Località[modifica | modifica wikitesto]

Montescotto (Montëscòtt/Mountëscot), Mondarello (Pont d'Ajaod/Poun' d'Aiaout), Torriana (Ën Toriana/ën Touriana), Galleane (Le Gajan-e/Le Galhane), Cappella Nuova (Capela Neuva), Capoloira (ën Capolòira/ën Capouloira), Ripoira (n'Arveuira), Giala (Giala/Jala), Montebracco (Monbrac/Moun' Brac), Moiasole (Mojassòle/Moulhasole), Crocera (La Crosiera), Assarti (ën Lissart/ën L'Issar'), Gabiola (Gabiòla/Gabiola), Lungaserra (Longasèra/Lounga Sèra), Combe (Le Combe/Le Coumbe), Carutti (Carùti), Gorrette (Le Gorëtte/Le Gourëte), San Martino (San Martin/Sën Martin).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Renetta "Grigia di Torriana"
  • La pietra di Barge: la quarzite
  • ITT friction: freni per autoveicoli
  • Produzioni agricole tipiche: Mela Renetta Grigia di Torriana (inserita nell'arca del gusto di Slowfood e tra i prodotti agroalimentari tradizionali piemontesi), castagna savatùva, kiwi, pera tumin, riso, mais varietà "Pignolètt" (Pinhoulet).
  • Prodotti tipici: batiaje (biscotti di farina di mais); bargesini al rhum (pasticcini a base di cioccolato e liquore); vino a D.O.C. (rientrante nell'area Pinerolese D.O.C.); formaggio "toma" (touma) di Barge e "tomin" (toumin).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1915 e il 1935 Barge fu capolinea di una tranvia per Revello e fra il 1885 e il 1984 ospitò altresì la stazione terminale della ferrovia Bricherasio-Barge[7].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo comunale
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Roberto Broardo Forza Italia Sindaco [8]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Mario Picco Forza Italia Sindaco [9]
29 maggio 2007 7 maggio 2012 Luca Colombatto Forza Italia Sindaco [10]
7 maggio 2012 11 giugno 2017 Luca Colombatto Lista civica Sindaco [11]
11 giugno 2017 in carica Piera Comba Lista civica Sindaca

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Barge esiste un'associazione calcio con il nome di: Infernotto Calcio.

Inoltre esiste una squadra di pallavolo, che ha sede a Luserna San Giovanni (To).

È altresì attiva una delle prime Sezioni fondate del Club Alpino Italiano.[Chiarire la rilevanza con fonti attendibili]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Secondo gli studionsi Dauzat e Rostaing
  3. ^ evidentemente al plurale
  4. ^ AA.VV., Il Piemonte paese per paese, Ed. Bonechi, Firenze, 1993
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ ISTAT 31 dicembre 2016
  7. ^ Bricherasio-Barge, storia di una ferrovia, in Mondo Ferroviario, n. 291, settembre 2011, p. 10.
  8. ^ Elezioni del 16 novembre 1997, su amministratori.interno.it.
  9. ^ Elezioni del 26 maggio 2002, su amministratori.interno.it.
  10. ^ Elezioni del 27 maggio 2007, su amministratori.interno.it.
  11. ^ Elezioni del 6 maggio 2012, su amministratori.interno.it.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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