Barge

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Barge
comune
Barge – Stemma Barge – Bandiera
Barge – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.svg Cuneo
Amministrazione
SindacoPiera Comba (lista civica "Bargebenecomune") dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate44°44′N 7°19′E / 44.733333°N 7.316667°E44.733333; 7.316667 (Barge)
Altitudine372 m s.l.m.
Superficie81,99 km²
Abitanti7 471[1] (31-8-2020)
Densità91,12 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiBagnolo Piemonte, Cardè, Cavour (TO), Envie, Ostana, Paesana, Revello, Sanfront, Villafranca Piemonte (TO)
Altre informazioni
Cod. postale12032
Prefisso0175
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004012
Cod. catastaleA660
TargaCN
Cl. sismicazona 3s (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 776 GG[3]
Nome abitantibargesi, (antico: bargiolini)
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barge
Barge
Barge – Mappa
Posizione di Barge nella provincia di Cuneo
Sito istituzionale

Barge (Barge anche in piemontese e occitano[4]) è un comune italiano di 7 471 abitanti[1] della provincia di Cuneo, in Piemonte. Fa parte dell'unione montana Barge - Bagnolo Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il Monviso fotografato dalla piana piemontese nei pressi di Barge

L'abitato è situato ai piedi delle Alpi Cozie, in prossimità del Monviso e più precisamente, in una conca ai piedi del Monte Bracco e del Monte Medìa. Il centro abitato è attraversato da due torrenti (il Chiappera e l'Infernotto), che si uniscono a formarne un terzo, il Ghiandone, che si getta nelle vicinanze di Staffarda nel fiume Po. L'abitato principale si sviluppa a circa 360/390 metri s.l.m.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è reso al plurale e deriva dalla parola antica barga, il cui significato è fonte di discussione. Secondo l'Olivieri ed altri studiosi, assume il significato di "riparo/capanna/abitacolo" (vedi "stamberga", con il significato di "riparo in pietra"). Secondo altri, invece, sarebbe da ricollegarsi a una radice antichissima *berg-/*barg-/*breg-/*brig- avente il significato di "elevazione del terreno/montagna". In particolare, nell'area meridionale francese, tutti i toponimi e microtoponimi di tipo Barge/La Barge/Barges/Bargettes si riferiscono a territori "alle falde di una montagna"[5]. Lo stesso vale per il microtoponimo spagnolo Vargas. Al di fuori del Piemonte, si registra l'analogo toponimo "Barga", al singolare: cittadina toscana, in provincia di Lucca. In Liguria, esiste un Santuario della Madonna di Bargie. Un microtoponimo Bargie[6] invece, si trova in Valle Maira, in provincia di Cuneo, Piemonte. Altri microtoponimi italiani di probabile identica origine:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale, sulla sommità del monte Bracco e del Monte Medìa, è attestata la presenza di un'intensa attività d'incisioni rupestri. Essa risulta certamente d'epoca antica, ma è impossibile sapere di quale cultura essa fosse stata espressione.

Il territorio di Barge è situato in un'area geografica, che, nell'età pre-romana, appartenne alla cultura celto-ligure dei Taurini. Nell'ambito di questa, ricadde successivamente nella sfera d'influenza dell'insediamento principale della touta/civitas caburriate, esistente sull'attuale Rocca di Cavour. Tale insediamento è indicato da Plinio come il secondo per importanza nelle terre taurine, dopo Segusium (Susa), ma il nome originario ci è sconosciuto. Ai piedi della rocca (a 6 km, dal centro attuale di Barge) il proconsole cesariano Caio Vibio Pansa fondò un insediamento mercatale romano, di nome Forum Vibii Cabur. Decadde nell'alto medioevo, ma il nome Caburrum fu legato in seguito all'abbazia di Santa Maria di Staffarda, sorta nel XII secolo a poca distanza. Dal nuovo nucleo, sarebbe nato, in seguito, il piccolo centro medievale di Cavour (distante 6 km circa da quello di Barge).

Secondo gli storici di ambito saluzzese, fin dall'epoca longobarda operarono in area bargese i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed essa appartenne al suo ricco feudo reale ed imperiale monastico[7][8][9], cui dipese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, mentre in seguito dall'VIII secolo la gestione delle valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita sarà poi organizzata dall'abbazia di Pagno. Non esistono, comunque, documenti concreti che colleghino, per quell'epoca, direttamente Barge a queste abbazie, quindi in tale interpretazione si può leggere la volontà moderna degli storici precitati di accorpare le sorti della zona bargese a quelle della valle Po e dell'attuale Saluzzese.

Il primo documento che citi il nome di Barge è del 1001, un diploma imperiale di Ottone III.[10] Il grande campanile romanico lombardo della chiesa di San Giovanni Battista sta, però, a dimostrare che già nel primo quarto dell'XI secolo il villaggio costituì un centro di notevole rilievo demografico (essendo il più grande campanile pievano in un'area molto vasta). Barge fece parte delle terre torinesi, come dimostra il titolo della sua chiesa principale, dedicata a san Giovanni Battista.

La particolare posizione geografica del territorio bargese lungo la via pedemontana, nel punto di una importante deviazione che attraverso il facile passo della Colletta permetteva di raggiungere la media val Po a Paesana, ne fece ben ben presto un punto di importanza strategica.

Tra XI e XIII secolo, ricadde sotto il dominatus di un consortile signorile, detto "Dei Signori di Barge". Stando agli storici e genealogisti ottocenteschi, che studiarono i nomi propri di questi Signori, si sarebbe trattato di un ramo dei Robaldini (framiglia presente nel Cuneese, derivante da un Robaldus transalpino, servo di un cavaliere francese, che sarebbe divenuto "conte di Auriate" - insediamento scomparso, ma allora esistente su un'isola fluviale della Stura, vicino a Borgo S. Dalmazzo - citato dalla Cronaca di Novalesa). Naturalmente, non esistono prove storiche concrete per tale attribuzione.

Certo è, invece, che i Signori di Barge (agenti, non sempre unitariamente, in forma di "consortile") non ebbero la forza di rendersi autonomi e dovettero giurare fedeltà a Signori superiori. Alcuni rami, perciò, si legarono ai Savoia ed altri al casato dei Saluzzo. Ciò portò a forti tensioni nel corso del XIV secolo. Alla fine, una parte dei signori locali decadde e un'altra parte si trasferì proprio a Saluzzo, acquisendo differenti terre feudali.

Trattandosi di località a Nord del Po, in epoca medievale fu considerata come rientrante tra i dominii sabaudi.

Nel 1325, però, Manfredo IV di Saluzzo si riconobbe vassallo di Casa Savoia per parte di Barge (comprendente il centro urbano antico o burgus vetus,che ricevette le prime franchigie proprio dal marchese); l'omaggio venne rinnovato anche dai suoi successori, fino a quando Tommaso II adottò una condotta apertamente anti-sabauda. Il giovane principe di Savoia-Acaia, residente a Pinerolo, cercò di contrastarla con la fondazione di un burgus novus a monte del vecchio insediamento bargese, ma questa politica fu considerata dallo zio Amedeo VI come insufficiente rispetto alle offese subite. Quindi costui, nel 1363, valicò le Alpi con proprie truppe e mosse contro il burgus vetus e il castello superiore di Barge, espugnandoli. Nonostante ciò, l'esercito saluzzese riuscì a riprenderne il controllo successivamente e solo nel 1364 il territorio passò totalmente e definitivamente nella diretta e piena disponibilità dei Savoia,[11] che fecero rifortificare la terra dai chieresi e dai moncalieresi.

Barge fu considerata, nell'ambito del Principato di Piemonte, come communitas immediata, cioè dipendente direttamente dal Sovrano, cui spettava la nomina del Vicarius civile.

A partire dalla metà del Cinquecento, a seguito di frequenti guerre e del continuo passaggio degli eserciti spagnoli, francesi e piemontesi, tesi al controllo dell'importante castello, il territorio fu soggetto a distruzioni e miseria. Queste vicende culminarono con la peste del 1630, che spopolò la regione.

Alla fine del Seicento il comune fu coinvolto nella guerra tra il Piemonte e la Francia: nel 1690, il generale francese Catinat, dopo la vittoria di Staffarda, mosse contro Barge, devastandone il territorio e saccheggiando il paese.

Il relativo periodo di pace del Settecento contribuì a risanare le ferite dei decenni trascorsi.

Come centro industriale, Barge s'impose, unico in Piemonte, per la sua produzione di armi da fuoco, iniziata nel secolo XIV e cessata cogli armaioli Thorosano solo nel XVIII, e per lo sfruttamento della cava di quarzite del Mombracco, menzionata anche in uno scritto di Leonardo da Vinci (il Manoscritto "B" dell'Institut de France).

Nel XVII secolo, venne infeudato al ramo Savoia Carignano. Per questo motivo, durante il Risorgimento, il re di Sardegna, Carlo Alberto, primo di quel ramo a salire sul trono sabaudo, usò un passaporto riportante il solo titolo di "conte di Barge", per poter sfuggire a un posto di blocco austriaco, dopo la rovinosa battaglia di Novara. Religiosissimo ed educato a non dire menzogne, egli ritenne fosse peccato meno grave la menzione di una sola parte di verità.

Il territorio, dopo lo scioglimento del Principato d'Acaia, fu fatto rientrare nella Provincia di Pinerolo, poi, in quella di Saluzzo, quindi nelle provincie unite di Pinerolo-Saluzzo e infine, nuovamente in quella di Saluzzo. Come conseguenza seguì le sorti delle terre saluzzesi in epoca napoleonica, andando a far parte del Dipartimento della Stura, avente per capitale Cuneo e successivamente, della neocostituita Provincia di Cuneo, che inglobò la provincia saluzzese.

Nel settembre del 1943, vi fu fondata la prima formazione partigiana del Nord Italia, aderente ai Garibaldini (formazioni comuniste), su ispirazione del filosofo della scienza Ludovico Geymonat e del comandante Barbato (Pompeo Colajanni).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Barge è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita il 22 luglio 1982 della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[12]:

Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Fedele alle più belle tradizioni risorgimentali, il Comune di Barge fu centro propulsore della Resistenza, pur consapevole dei rischi a cui si esponeva per le spietate rappresaglie naziste. In 18 mesi di lotta partigiana, Barge ha dimostrato in un drammatico periodo della sua storia un grande attaccamento alla causa della libertà. Barge, settembre 1943 - aprile 1945.»
— 22 luglio 1982

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale
Ex complesso monastico del Mombracco
  • la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, già pieve alto-medievale del Vescovado di Torino e, poi, sede della parrocchia maggiore di Barge, dipendente dal Vescovado di Saluzzo (CN) fin da epoca napoleonica, oggi è sede di parrocchia della zona pastorale di Barge-Bagnolo, recentemente unita a quella della Valle Po. L'edificio è una delle più grandi chiese non episcopali del Piemonte (oltre 1000 m² di superficie). Originariamente romanico lombardo, fu rifatto in stile gotico nel 1501 e, poi, in stile barocco, tra il 1730 e il '40, su disegno di Francesco Gallo di Mondovì, architetto e ingegnere militare regio, autore della cupola ellittica del santuario di Vicoforte di Mondovì, nonché di numerose chiese monregalesi e di altre zone della provincia di Cuneo.
  • la chiesa di Santa Maria Assunta, un tempo dedicata alla santa Croce e popolarmente conosciuta col nome di Crosà
  • il complesso conventuale del Mombracco, costituito da tre chiese: la Madonna della Rocca (prima cella monacale); San Salvatore (rudere) e Santa Maria (ora, San Giacomo)
  • il Santuario della Madonna delle Combe, dedicato a Nostra Signora della Neve, antica cappella diventata da pochi anni santuario; si trova nella frazione omonima. La festa si celebra nei primi giorni d'agosto ed è una delle feste più famose di Barge.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il castello inferiore
  • il castello inferiore o ex convento di San Francesco: sorgente su una rupe fu l'originario castello dei Signori di Barge (sec. XI), ma venne trasformato in convento francescano nel secolo XV. Nel corso dell'Ottocento, fu trasformato in residenza privata; destinazione che attualmente permane (dopo esser caduto in mani pubbliche dal 1904 al 1940).
  • il castello superiore: costruito nel primo quarto del sec. XIV dal marchese di Saluzzo, in funzione anti-sabauda. Cadde definitivamente nelle mani di Casa Savoia nel 1364. Ricostruito più volte, fu distrutto durante le guerre che opposero la Francia alla Spagna.


Architetture civili

  • casa rotante, a forma di fungo, ideata e realizzata dal signor Michele Beltramone

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2017 i cittadini stranieri residenti a Barge sono 1 353. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono:[14]

  1. Cina, 863
  2. Marocco, 204
  3. Romania, 138
  4. Albania, 59

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo etnografico La Brunetta (attualmente chiuso, in attesa di ricollocazione)
  • Museo civico d'arte contemporanea "Aperto"

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni e località[modifica | modifica wikitesto]

Montescotto (Montëscòtt/Mountëscot), Mondarello (Pont d'Ajaod/Poun' d'Aiaout), Torriana (Ën Toriana/ën Touriana), Galleane (Le Gajan-e/Le Galhane), Cappella Nuova (Capela Neuva), Capoloira (ën Capolòira/ën Capouloira), Ripoira (n'Arveuira), Giala (Giala/Jala), Montebracco (Monbrach/Moun' Brac), Moiasole (Mojassòle/Moulhasole), Crocera (La Crosiera), Assarti (ën Lissart/ën L'Issar'), Gabiola (Gabiòla/Gabiola), Lungaserra (Longasèra/Lounga Sèra), Combe (Le Combe/Le Coumbe), Carutti (Carùti), Gorrette (Le Gorëtte/Le Gourëte), San Martino (San Martin/Sën Martin).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Renetta "Grigia di Torriana"
  • La pietra di Barge: la quarzite
  • ITT Motion Technologies: pastiglie per freni e materiali d'attrito per autoveicoli
  • Produzioni agricole tipiche: Mela Renetta Grigia di Torriana (inserita nell'arca del gusto di Slowfood e tra i prodotti agroalimentari tradizionali piemontesi), castagna "Savatùva", kiwi, pera "Tomin" (Toumin), riso, mais varietà "Pignolètt" (Pinhoulet).
  • Preparazioni alimentari tipiche: batiaje (biscotti di farina di mais); bargesini al rhum (pasticcini a base di cioccolato e liquore); vino a D.O.C. (rientrante nell'area Pinerolese D.O.C.); formaggio di latte vaccino "toma" (touma) di Barge e "tomin" (toumin); formaggio di latte caprino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1915 e il 1935 Barge fu capolinea di una tranvia per Revello e fra il 1885 e il 1984 ospitò altresì la stazione terminale della ferrovia Bricherasio-Barge[15].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo comunale
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Roberto Broardo Forza Italia Sindaco [16]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Mario Picco Forza Italia Sindaco [17]
29 maggio 2007 7 maggio 2012 Luca Colombatto Forza Italia Sindaco [18]
7 maggio 2012 11 giugno 2017 Luca Colombatto Lista civica Sindaco [19]
11 giugno 2017 in carica Piera Comba Lista civica Sindaca

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Barge esiste un'associazione calcio con il nome di: Infernotto Calcio.

Inoltre esiste una squadra di pallavolo, che ha sede a Luserna San Giovanni (To).

È altresì attiva una delle prime Sezioni fondate del Club Alpino Italiano.[Chiarire la rilevanza con fonti attendibili]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana. 10.000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, monti spiegati nella loro origine e storia, Milano, Hoepli, 1990.
  5. ^ Secondo gli studionsi Dauzat e Rostaing
  6. ^ evidentemente al plurale
  7. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia
  8. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale
  9. ^ C. Cipolla e G. Buzzi, Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII, volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma, 1918.
  10. ^ F. Alessio, Vicende Civili e Religiose di Barge, Saluzzo, 1912.
  11. ^ AA.VV., Il Piemonte paese per paese, Bonechi, Firenze, 1993.
  12. ^ Barge, su istitutonastroazzurro.it.
  13. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ ISTAT 31 dicembre 2017
  15. ^ Bricherasio-Barge, storia di una ferrovia, in Mondo Ferroviario, n. 291, settembre 2011, p. 10.
  16. ^ Elezioni del 16 novembre 1997, su amministratori.interno.it.
  17. ^ Elezioni del 26 maggio 2002, su amministratori.interno.it.
  18. ^ Elezioni del 27 maggio 2007, su amministratori.interno.it.
  19. ^ Elezioni del 6 maggio 2012, su amministratori.interno.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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