Roccabruna (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Roccabruna
comune
Roccabruna – Stemma Roccabruna – Bandiera
Roccabruna – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoMarco Arneodo (lista civica Collaborazione e progresso) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate44°30′N 7°20′E / 44.5°N 7.333333°E44.5; 7.333333 (Roccabruna)
Altitudine640 - 1,939 m s.l.m.
Superficie24,3 km²
Abitanti1 549[1] (31-8-2020)
Densità63,74 ab./km²
FrazioniCastello, Centro, Foglienzane, Giorsetti, Guardiola, Margaria, Norat, Prarosso, San Giuliano, San Ponzio, Sant'Anna
Comuni confinantiBusca, Cartignano, Dronero, Melle, San Damiano Macra, Villar San Costanzo
Altre informazioni
Cod. postale12020
Prefisso0171
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004187
Cod. catastaleH385
TargaCN
Cl. sismicazona 3s (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona F, 3 183 GG[3]
Nome abitantiroccabrunesi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivosettimana di Ferragosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roccabruna
Roccabruna
Roccabruna – Mappa
Posizione del comune di Roccabruna nella provincia di Cuneo
Sito istituzionale

Roccabruna (La Ròcia 'd Druné in piemontese, La Rocho in occitano) è un comune italiano di 1 549 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte. Si trova all'imbocco della Val Maira, su un territorio panoramico che sovrasta la vicina Dronero.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Roccabruna risale ad un atto pubblico datato 28 maggio 1028, quando non esistevano ancora né Dronero e neppure Cuneo. In questo documento il marchese Olderico Manfredi e sua moglie Berta, donavano alla nuova Abbazia di Caramagna alcuni loro possedimenti in Zurzana, Sancto Damiano, Pagliario, Stroppo, Prada, Sancto Michaelo, Cilio, Paterno e Rocabruna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Roccabruna è abitato fin dalla preistoria dalle popolazioni Celte - Liguri, prima della sottomissione a Roma; vi si possono trovare resti romani nell'area della Cappella di San Ponzio, dove vi è custodita un'epigrafe romana trovata nella zona assieme a altri reperti archeologici.

Fin dall'epoca longobarda vi operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo reale ed imperiale monastico[4][5][6], cui dipese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, che amministrava tutto il territorio del comitato di Bredolo cui era inserita anche la val Maira, mentre in seguito dall'VIII secolo la gestione della vallata sarà poi organizzata dall'abbazia di Villar San Costanzo.

Roccabruna quindi seguì nei secoli le alterne vicende della vicina Dronero, di cui fece parte integrante per diverso tempo. In un documento del 1226, riguardante a privilegi alla Canonica di Oulx, vengono nominate le chiese di San Giuliano e di Santa Maria di Foglianzane, tuttora esistenti. Benché passato verso la metà del XIII secolo, con la Valle Maira, sotto il dominio del Marchesato di Saluzzo, il paese mantenne una certa indipendenza, tanto da darsi propri Statuti e ottenere un primo parziale distacco da Dronero e quindi poi dotandosi di una legislazione propria.[7] Il territorio passò quindi in mano ai Signori di Saluzzo, che lo riassemblarono con Dronero; ma nel 1694 ci fu la separazione definitiva dal paese e quindi Roccabruna acquistò la definita autonomia.

Tra le personalità legate a Roccabruna possiamo ricordare Giacomo Inaudi.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone del comune di Roccabruna sono sati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 9 agosto 1978.[8] Su di un campo d'azzurro sono raffigurate le due rocce che sovrastano le borgate: Rocca Cubiera e Rocca Bruna.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Maria Vergine Assunta
  • Chiesa di Santa Maria Vergine Assunta, in borgata Centro: situata in posizione panoramica, l'interno della chiesa è riccamente decorato, al suo interno conserva un acquasantino e un fonte battesimale del XVII secolo di autore ignoto; parrocchia originaria del paese.
  • Santuario di Sant'Anna, in borgata Sant'Anna
  • Chiesa di San Giuliano, in borgata San Giuliano: fondata precedentemente al 1150, dai monaci di Oulx, dell'antica costruzione rimane la base del campanile mentre il resto dell'edificio è il risultato di modifiche posteriori; seconda parrocchia istituita nel 1834.
  • Santuario della Natività della Vergine, in borgata Foglienzane: santuario presente e citato sin dal XIII secolo
  • Parrocchia nuova di Sacra Famiglia, in borgata Prarosso: realizzata nel 1996, la moderna chiesa è un'architettura sacra contemporanea; terza parrocchia istituita nel 1962
  • Altri luoghi sacri nel territorio comunale:
    • Cappella della SS. Trinità, in borgata Castello
    • Cappella di San Bartolomeo, in borgata Guardiola
    • Cappella di San Magno, in borgata Norat
    • Cappella di San Rocco, in borgata Castello
    • Cappella di Santa Lucia, in borgata Giorsetti
    • Cappella di San Ponzio, nell'omonima borgata
Il palazzo municipale

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Roccabruna sono 106[11], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[12]:

  1. Romania, 32
  2. Albania, 25

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Borgate[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Roccabruna conta 93 borgate; la maggioranza di esse sono oramai disabitate.

Margaria[modifica | modifica wikitesto]

La località, che si raggiunge tramite una stretta strada asfaltata, è meta di appassionati di racconti fantasy e esoterici e di trekking. Infatti, partendo da Gorra-Margaria, ci sono numerosissimi sentieri che conducono in dolce salita verso la borgata Bernard o verso altri itinerari. Da Sant'Anna di Roccabruna, si arriva a Gorra-Margaria utilizzando la "via dei catari". Anticamente si dice che i catari, perseguitati in Francia, utilizzassero tale strada per trovare rifugio nella val Maira. Come i catari, passarono di lì anche alcuni alchimisti che si dice fossero diretti a Dronero. Infine, la strada che dalla via dei catari conduce in frazione Margaria, proprio all'incrocio di frazione Gorra, presenta un'antica cappelletta cristiana sulla quale è posta una croce in ferro battuto con una rosa in mezzo, simbolo dei Rosacroce.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 giugno 1985 18 maggio 1990 Giuseppe Giorsetti Democrazia Cristiana Sindaco [13]
18 maggio 1990 19 luglio 1994 Giuseppe Giorsetti Democrazia Cristiana Sindaco [13]
29 luglio 1994 24 aprile 1995 Pier Angelo Olagnero Democrazia Cristiana Sindaco [13]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Pier Angelo Olagnero - Sindaco [13]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Livio Acchiardi lista civica Sindaco [13]
14 giugno 2004 15 aprile 2009 Livio Acchiardi lista civica Sindaco [13]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Claudio Garnero lista civica Sindaco [13]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Claudio Garnero lista civica Collaborazione e progresso Sindaco [13]
27 maggio 2019 in carica Marco Arneodo lista civica Collaborazione e progresso Sindaco [13]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune faceva parte della comunità montana Valli Grana e Maira[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Valeria Polonio Felloni, Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia.
  5. ^ Eleonora Destefanis, Il monastero di Bobbio in età altomedievale.
  6. ^ C. Cipolla e G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII, volumi I-II-III, in Fonti per la storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma, 1918.
  7. ^ Archivio Comunale di Dronero, art. 34, n. 30.
  8. ^ Roccabruna, decreto 1978-08-09 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  9. ^ Comune di Roccabruna, Lo stemma, su comune.roccabruna.cn.it. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Dato Istat al 31/12/2017, su demo.istat.it. URL consultato il 25 agosto 2018.
  12. ^ Dati superiori alle 20 unità
  13. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/
  14. ^ Comunità montana Valli Grana e Maira- Amministrazione - Statuto, su vallemaira.cn.it. URL consultato il 29 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2009).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN135029141
Cuneo Portale Cuneo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cuneo