Genola

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Genola
comune
Genola – Stemma Genola – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Stefano Biondi (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°35′N 7°40′E / 44.583333°N 7.666667°E44.583333; 7.666667 (Genola)Coordinate: 44°35′N 7°40′E / 44.583333°N 7.666667°E44.583333; 7.666667 (Genola)
Altitudine 345 m s.l.m.
Superficie 13,72 km²
Abitanti 2 567[1] (31-12-2010)
Densità 187,1 ab./km²
Comuni confinanti Fossano, Savigliano
Altre informazioni
Cod. postale 12040
Prefisso 0172
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004096
Cod. catastale D967
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti genolesi
Patrono san Marziano
Giorno festivo terza domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Genola
Genola
Sito istituzionale

Genola (così anche in piemontese, pronuncia: [genùla]) è un comune italiano di 2.528 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte. È situato sulla sponda destra del Grana-Mellea.

Storia[2][3][modifica | modifica wikitesto]

Genola e le sue origini[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Genola sono molto antiche e risalgono ai primi insediamenti dell'uomo nella pianura cuneese. Per questo motivo non è possibile stabilire con esattezza il periodo della sua nascita, in quanto il tempo ha cancellato e corroso ogni traccia del passato, rendendo confuso ogni fatto o avvenimento.

Il primo agglomerato di case si formò ai tempi degli insediamenti delle popolazioni celtiche e in seguito divenne uno dei tanti "pagi" romani che si svilupparono lungo strade di secondaria importanza.

Le prime fonti documentate risalgono al 1050, anno in cui si attesta la proprietà della marchesa di Torino, Adelaide, moglie di Oddone I.

Nel 1300, nel borgo si stabilì la famiglia dei Tapparelli, alla quale si deve la costruzione del Castello; nel 1349 Giacomo d'Acaja investì Gioffredo del titolo di conte, originando il casato dei Tapparelli di Genola.

Nella prima metà del '500, gli eserciti di Francesco I di Valois e dell'imperatore Carlo V invasero Genola. Nel 1630 toccò alle truppe di Richelieu.

L'iniziò del '700 segnò lo sviluppo edilizio del paese, che ridisegnò quello che ancora oggi permane l'assetto urbano del suo centro.

L'indipendenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1796 Vittorio Amedeo III unì i tre quinti di Genola posti sotto la giurisdizione di Savigliano al territorio e al catasto del comune di questa città. Nel 1798, la violenta reazione di Fossano, interessata ad ottenere gli stessi diritti sui restanti due quinti del territorio, consentì alla comunità del piccolo borgo di presentare al governo francese domanda per ottenere l'indipendenza comunale. Seguirono da parte di Savigliano e Fossano costanti petizioni, memoriali, richieste di correzioni di confini e di risarcimento danni che convinsero le autorità francesi ad assumere dei provvedimenti tali da stroncare l'insorgere di nuove vertenze. L'11 gennaio 1808 fu firmato dall'imperatore Napoleone Bonaparte il decreto imperiale che , a far data dal 1º gennaio, eresse Genola comune autonomo.

I rapporti fra il neocomune di Genola e le città di Fossano e di Savigliano rimasero tesi per decenni a causa delle difficoltà a definire il riparto dei debiti e dei crediti. Con la prima si raggiunse un accordo in tempi relativamente brevi in quanto l'attivo e il passivo si equivalevano; diversa la situazione nei confronti della seconda in quanto i lunghissimi processi terminarono solo il 10 settembre 1855 con l'ordinanza emessa dalla Corte d'Appello di Torino che impose a Genola di corrispondere sessantacinquemila lire a Savigliano a titolo di perequazione.

L'omicidio politico dell'Avvocato Alfredo Cussino[modifica | modifica wikitesto]

Gli ultimi due anni della seconda guerra mondiale furono segnati da numerosi cruenti avvenimenti, che coinvolsero tragicamente Genola. Nel luglio 1944, si verificò un tragico episodio che si può inquadrare nel clima di terrore posto in atto soprattutto dai fascisti repubblichini, appoggiati dall'alleato nazista. L'Avvocato Alfredo Cussino si trasferì da Torino a Genola perché impossibilitato ad esercitare la sua attività: di chiari sentimenti anti-fascisti, ebbe occasione di testimoniare la sua fedeltà ai valori liberal-democratici anche durante il soggiorno in Genola.

Il 26 luglio 1943, il giorno dopo l'arresto di Mussolini, tra il disorientamento dei fascisti, sulla piazza di Genola improvvisò un discorso per esprimere l'entusiasmo per quanto accaduto.

Fu pubblicamente schiaffeggiato da fascisti locali, ma in quell'occasione i genolesi presero pubblicamente le sue difese e la situazione non degenerò.

Nel luglio 1944 fu prelevato da una colonna di militi fascisti, guidati dal federale di Savigliano Ronza e portato con altri prigionieri sino al carcere di Cuneo.

Il 29 luglio 1944 fu condotto lontano dal centro abitato e ucciso con alcuni colpi di fucile alla schiena, all'altezza del pilone di San Bernardo, sulla strada per Cuneo.

La slama fu recuperata da gente di Genola e piamente composta nell'obitorio del cimitero, dove riposa nella tomba di famiglia. I fascisti rastrellarono ed arrestarono alcuni genolesi, che furono tenuti in ostaggio a Savigliano, per prevenire dimostrazioni di protesta per il terribile omicidio.

Sul luogo dell'esecuzione l'amministrazione democratica del dopoguerra fece erigere una stele ricordo, inaugurata in modo solenne il 28 luglio 1946, con l'orazione ufficiale tenuta dall' On.le Luigi Bima, Sindaco di Fossano. Il cippo fu progettato dall'Arch. Carlo Bima; la scritta, ora parzialmente illeggibile, così recita: "QUI DOVE VILTA' FASCISTA FECE SCEMPIO DEL TUO FRAGILE CORPO ALEGGIA FIERO IL TUO SPIRITO. MONITO AGLI ITALIANI. FRANGAR NON FLECTAR. IL MUNICIPIO DI GENOLA."

L'eccidio di Genola[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il tragico martirio dell'Avv. Cussino, Genola fu ancora spettatrice di gravi eventi bellici, fino all'orribile eccidio della primavere del'45.

Nei primi mesi dell'anno, l'ultimo della lunga guerra, si assistette a numerosi scontri armati fra partigiani e truppe nazi-fasciste. Uno degli episodi più violenti si verificò in regione Mattione. In questo periodo quattro cittadini di Genola perirono alla stazione ferroviaria di Cavallermaggiore, durante un bombardamento alleato, che colpì il treno diretto a Torino. Trovarono la morte i Genolesi Bosio Stefano, Costanzo Antonio, Gosmar Stefano e Petrucci Anna in Bosio. Inoltre un bracciante agricolo genolese- probabilmente Stefano Belmonte - venne ucciso dai nazifasciti in un podere in località tra Via Levata e la Frazione Apparizione di Savigliano.

L'episodio più grave si verificò, però, nei giorni della liberazione del paese, quando Genola venne attraversata dalle truppe tedesche in ritirata, provenienti da Fossano.

Era la sera del 28 aprile 1945 e lungo la statale Transitava la 34^ divisione Brandenburgh, comandata dal Generale Liebe. I tedeschi intendevano attuare una rappresaglia per vendicare l'uccisione di un loro soldato, avvenuta in circostanze poco chiare. Per costringere gli abitanti di Genola a consegnare il partigiano, venne ordinato il fermo di 10 residenti. successivamente fucilati. Il generale Liebe non prestò attenzione alle argomentazioni dei maggiorenti locali e di don Madurini, garanti dell'innocenza dei loro concittadini; a titolo di maggior convincimento quest'ultimo si offrì come ostaggio. In quei momenti di terrore e di confusione furono uccisi per le vie del paese Barbero Martino, Boglio Giuseppe e Borra Sebastiano; i loro cadaveri si rinvennero la sera in un orto all'inizio di via San Nazario, oggi via Vittorio Veneto. Anche se gli abitanti tentarono di fuggire nei campi o di nascondersi nei solai e nelle cantine, in breve tempo furono radunate circa duecento persone nella piazzetta dell'ala pubblica; fra queste gli ufficiali scelsero undici uomini, compreso un burattinaio di passaggio, Donà Amedeo residente a Caselle, che rinchiusero nella casa dei coniugi Marengo sulla strada per Fossano, alla quale appiccarono il fuoco con i lanciafiamme. Si trattava di Boglio Lorenzo, Borra Pietro, Capello Defendente, Gassi Giovanni, Mana Sebastiano, Marengo Francesco, Mondino Giacomo, Olivero Giovanni Battista, Picco Marco e Prato Giovanni Battista. Nonostante le approfondite ricerche, tra le macerie non si rinvennero i cadaveri di Picco Marco e di Boglio Lorenzo; di questo fatto non fu possibile dare una spiegazione. Perpetrata la strage, la divisione tedesca partì per Savigliano, ove si limitò a sparare contro le finestre delle case; a Nichelino commise un altro efferato eccidio.

Sui diversi fronti di guerra, dal 1940 al 1945, persero la vita sedici militari di Genola, che sono ricordati nella lapide posta nella piazzetta a lato dell'ingresso laterale della chiesa parrocchiale. Conseguenti a malattie contratte in guerra morirono nelle proprie abitazioni i soldati Cravero Giuseppe (22 novembre 1943) e Marchisio Mauro (20 agosto 1944). A guerra ultimata, il 10 giugno 1945, si registrò il decesso del ragazzino di dieci anni Ruffino Nicola per lo scoppio di un residuato bellico.

Monumenti e luoghi di interesse[3][modifica | modifica wikitesto]

Edifici d'epoca[modifica | modifica wikitesto]

  • Il castello
  • Il palazzo dei Conti Tapparelli
  • La villa dei Conti Tapparelli
  • Il palazzo dei Marchesi di San Vitale
  • La villa Davico
  • La villa Camburzano
  • La villa storta

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • La Chiesa Parrocchiale Dedicata A San Michele Arcangelo
  • La Chiesa Confraternita Dedicata All'Immacolata Concezione
  • La Cappella Di Santa Maria
  • La Cappella Della Santissima Trinità
  • La Cappella Di San Rocco
  • La Cappella Di San Sebastiano
  • La Cappella Di San Ciriaco
  • La Cappella Di Santa Maria Ausiliatrice
  • Le Cappelle Della Madonna Dei Quadretti E Dei Santi Angeli Custodi
  • L'oratorio Privato Dei Conti Tapparelli
  • L'oratorio Della Granetta
  • Piloni

Opere d'arte[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli Affreschi Di Inizio Cinquecento Della Chiesa Parrocchiale
  • L'affresco Del Quattrocento Dell'antica Chiesa Confraternita
  • Acquasantiera E Il Battistero
  • Affreschi Murali
  • Il Quadro Di San Marziano
  • La Tela Di Giuseppe Chiantore
  • La Meridiana

La finestra sul castello[modifica | modifica wikitesto]

La Finestra sul Castello è un piccolo parco, alle spalle del Castello di Genola, dove si possono trovare un Palco completo di luci per concerti od eventi di vario genere, la Bibloteca civica, una sala polivalente, un piccolo parco giochi, il tutto corredato da giardinetti con alberi e fiori.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi legati a Genola[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Tapparelli D'Azeglio (1798-1866), il settimo figlio del marchese Cesare, nel 1830 ereditò dal padre, in Genola, le cascine di Frassinetto inferiore e superiore, allora di complessive 263.81.3 giornate di terreno.
  • Vittorio Emanuele Tapparelli, Marchese D'Azeglio E Conte Di Genola E Lagnasco (1816-1890)
  • Don Carlo Andrea Vassallo (1828-1892)
  • Don Domenico Belmonte (1843-1901)
  • Luigi Pagliani (1847-1932)
  • Don Giulio Madurini (Sesto E Uniti 1921-Milano 2006)

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ass. Turistica Pro Loco Di Genola
  • Associazione Sportiva Dilettantistica Gabriella Vivalda Onlus
  • Associazione Genitori In Cortile
  • Associazione Italiana Persone Down
  • Associazione Underground
  • Gruppo Alpini Di Genola

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 giugno 1985 19 maggio 1990 Giovanni Ariaudo Democrazia Cristiana Sindaco [4]
19 maggio 1990 24 aprile 1995 Flavio Aimetta Democrazia Cristiana Sindaco [4]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Gianfranco Capello - Sindaco [4]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Gianfranco Capello - Sindaco [4]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Piermarco Aimetta lista civica Sindaco [4]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Gianfranco Capello lista civica Sindaco [4]
26 maggio 2014 in carica Stefano Biondi lista civica: Genola liberamente Sindaco [4]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Lorenzo Cera, Genola, dalle origini alle soglie del Duemila, Cavallermaggiore, Gribaudo, 1997.
  3. ^ a b Comune di Genola, comune.genola.cn.it.
  4. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Galleria Immagini[modifica | modifica wikitesto]

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