Celle di Macra

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Celle di Macra
comune
Celle di Macra – Stemma
Celle di Macra – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoAntonio Garino (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate44°29′N 7°11′E / 44.483333°N 7.183333°E44.483333; 7.183333 (Celle di Macra)Coordinate: 44°29′N 7°11′E / 44.483333°N 7.183333°E44.483333; 7.183333 (Celle di Macra)
Altitudine1 270 m s.l.m.
Superficie31,11 km²
Abitanti94[1] (31-12-2017)
Densità3,02 ab./km²
FrazioniAlbornetto, Ansoleglio, Bassura, Castellaro, Chiesa, Chiotto, Combe, Grangia, Matalia, Paschero, Rio, Ruà, Sagna, Serre, Soglio Soprano, Soglio Sottano, Ugo Soprano, Ugo Sottano
Comuni confinantiCastelmagno, Macra, Marmora, San Damiano Macra
Altre informazioni
Cod. postale12020
Prefisso0171
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004060
Cod. catastaleC441
TargaCN
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanticellesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Celle di Macra
Celle di Macra
Celle di Macra – Mappa
Posizione di Celle di Macra nella provincia di Cuneo
Sito istituzionale

Celle di Macra (Sele dl'Arma in piemontese, Sèles in occitano) è un comune italiano di 94 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Celle di Macra faceva parte della comunità montana Valle Maira.

Chi risale percorrendo la strada Provinciale n.422 trova a sinistra, appena a monte di Macra (m.875), una diramazione che porta, dopo una breve discesa, a superare il torrente Maira per proseguire verso Celle ed Albaretto. Tralasciando il bivio per Albaretto, la strada raggiunge il punto in cui confluiscono il Vallone Intersile (destra) e il vallone Tibert (a sinistra), percorsi dalle acque provenienti rispettivamente dalle pendici di Punta Tempesta (m.2679) e di Monte Tibert (m.2647). La strada principale tiene a mano sinistra e, con numerosi tornati che toccano le Borgate di Bassura e Paschero, giunge al capoluogo e si trova nella Borgata Chiesa (m.1270, km. 6 da Macra), correttamente indicato col nome Celle benché a questo spetti la specificazione di Macra all'intero del comprensorio comunale.

Il territorio di Celle di Macra ha una curiosità geologica: è di origina marina così come quello della fascia centrale della Valle Maira comprendente le zone della Gardetta e di Elva. Vecchio di 160 milioni di anni, emerse dal profondo dell'oceano 65 milioni di anni fa sotto l'effetto di immani movimenti tettonici.

Vario ed attraente è il paesaggio naturale, segnato dagli effetti delle epoche glaciali e postglaciali. Stretto ed incassato nella parte inferiore, il Vallone di Celle si apre man mano che lo si risale fino ad offrire il panoramico Piano della Colla (m.1500) e gli ampi spazi delle ridenti conche che dai 2000 metri che coronano le sommità ai confini con la Valle Grane. Vi sono rappresentati tutti gli orizzonti alpini. Dalla fascia dei coltivi, un tempo prospera e ricca di vite ma oggi inselvatichita, a quella vera e propria del bosco (soprattutto abeti, faggi e larici) si conclude con estesi pascoli delle quote più alte, punteggiati da rododendri e rocce.

Anche l'uomo ha contribuito alla bellezza del paesaggio disseminando nel vallone una dozzina di borgate che, malgrado i segni del tempo, hanno conservato lo stile originario. Numerose sono le case e le baite sparse nel comune. Celle di Macra fu in passato un luogo importante di raccordo fra le Valle Maira e Grana, poiché vi transitava la mulattiera per Narbona e Castelmagno (oggi percorso GTA). Fitta è la rete di mulattiere e sentieri che collega le borgate ed il fondo valle così come con i valloni laterali di Combamala a est e di Marmora ad ovest. Recenti carrarecce hanno sostituito gli antichi tratturi nel servizio degli altri pascoli e delle relative grange.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Celle deriva probabilmente dall'uso medioevale di battezzare i piccoli nuclei di monaci insediati dalle grandi abbazie in luoghi agresti per la cura sia delle anime che delle attività agro-pastorali. In quel caso, si sarebbe trattato di una dipendenza dell'Abbazia benedettina di Villar San Costanzo. Non manca però un'altra interpretazione: il toponimo originerebbe dalla lingua locale dove con "selle" si sarebbero indicate le grandi cataste di legname raccolte sul territorio.

I più antichi documenti relativi a Celle risalgono dal 1280 e sono relativi ad arbitrati per oltre due secoli, ma con strascichi ancora nell'Ottocento, si tenta di risolvere contese concernenti i pascoli di confine con le comunità di Castelmagno in Valle Grana.

Appartenente dal secolo XIII al Marchesato di Saluzzo, Celle è uno dei dodici comuni della Valle che per secoli si reggono secondo "le buone consuetudini" formalizzate poi negli Statuti della Valle Maira. Con il Trattato di Lione del 1601 il territorio diviene possedimento sabaudo e feudo dapprima dei Cambiano di Ruffia, conti di Paglieres e Cartignano e, successivamente, dei cuneesi Ferraris di Celle. Durante le contese di religione del secolo XVI, Celle difende la sua identità cattolica, ancora oggi testimoniata dalla Baijo che si celebra ogni anno per Sant'Anna in Borgata Castellaro nell'ultima domenica di luglio. Truppe sabaude e franco-ispane passarono durante la campagna delle Alpi Occidentali del 1744 (Guerra di successione d'Austria). Elevato è il contributo dei residenti nelle guerre mondiali del XX secolo che vedono molti cellesi impegnati sui fronti di guerra, incluso il coinvolgimento diretto del territorio locale nella lotta partigiana 1943-45.

Caratteristica tra la popolazione è la professione di acciugaio ambulante (ancioè). Sviluppatasi nell'Ottocento quale integrazione delle attività agricole ma secondo alcuni risalente a più antiche immigrazioni di origine spagnola, essa vede i cellesi percorrere dal tardo autunno fino alla primavera le strade di Piemonte e Lombardia (ma non solo) con carretti a mano, offrendo il pesce conservato sotto sale: un'attività stagionale che si trasforma progressivamente in permanente ed evolve con fortuna verso forme sempre più moderne di commercio. Il Museo Multimediale dei mestieri itineranti, sito nell'ex Chiesa di San Rocco e specificamente riferito agli "ancioè", è preziosa testimonianza di questo passato.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto al censimento del 1871 in cui venne registrato il maggior numero di residenti, oggi il comune ha perso il 93,89% della popolazione complessiva.

Abitanti censiti[2]

Arte e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Baleison, Martirio di San Sebastiano, affresco, 1496, Cappella di San Sebastiano

Il territorio di Celle ospita alcune importanti opere d'arte fra le quali il polittico della parrocchiale di San Giovanni. Datato 1496, è opera del fiammingo Hans Clemer, detto il Maestro d'Elva, attivo alla corte dei Marchesi di Saluzzo a cavallo fra i secoli XV e XVI. Si compone di cinque tavole. In quella centrale è raffigurata la Madonna con il Bambino sulle ginocchia. Ai lati, a figura intera, sono disposti i Santi Paolo, Pietro, San Giovanni Evangelista e Giovanni Battista. Altri Santi sono rappresentati a mezzo busto ed in tondi unitamente all'Annunciazione. Viene anche raffigurato il committente, il parroco Forneris.

A meno di mezzo chilometro, sulla strada per Chiotto, si trova la Cappella di San Sebastiano. Qui il pittore itinerante Giovanni Baleison di Demonte dipinge nell'abside (1484) il martirio del Santo. Esemplari l'abbigliamento e l'armamento degli arcieri. Inquadrano la scena dei Santi Fabiano Papa e Rocco con, in alto, l'Eterno Padre in mandorla. Sulla parete laterale destra è rappresentato l'Inferno. In grandi riquadri sono descritti i peccati e le pene alle quali vengono sottoposti i dannati. Un demonio, indicato nominativamente, sovrintende ad ogni scena. A sinistra si trovano le anime destinate alla salvezza eterna, rappresentata dalla Gerusalemme Celeste popolata di Santi. In una striscia sottostante compaiono le Virtù di difficile lettura salvo la Fraternitas. L'altare, formato da un basamento dipinto coperto da una lastra di pietra, costituisce un raro esempio quattrocentesco.

A Giovanni Baleison è anche attribuita la madonna dipinta sul muro esterno di una casa del capoluogo situata all'imbocco dell'antica strada per il cimitero. Modeste, in contrasto, sono le figure che la contornano che sono di epoca successiva (secolo XVII).

Sempre in campo pittorico vanno citati i nove affreschi votivi che in diverse frazioni ha realizzato Giors Boneto tra il 1807 ed il 1808.

Da menzionare è il campanile romanico della chiesa parrocchiale così come la vicina antica Chiesa di San Rocco risalente all'inizio del secondo millennio, ora recuperata quale edificio polifunzionale e sede del Museo degli Acciugai.

Tutte le borgate sono esempio di architettura spontanea alpina. Molte sono le case d'origine medievale, in alcune delle quali si riconoscono elementi d'epoca quali finestre e architravi in pietra. Spiccano due edifici con facciata a vela rispettivamente localizzati nelle borgate Castellaro e Combe. Entrambi sono stati recuperati. Il primo, detto Castello, gravemente danneggiato durante l'ultima guerra, è ora destinato alla sede del museo/laboratorio sulla costruzione alpina (il Cantonal).

Da segnalare sono i resti degli antichi mulini in borgata Combe ed il restauro del forno e delle pozze per la macerazione della canapa nella vicina borgata Sagna. Numerose sono le cappelle ed i piloni votivi scaglionati nelle borgate o lungo i tradizionali percorsi.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Immagine della Chiesa di Celle di Macra

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Michelangelo Ghio Indipendente Sindaco [3]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Marco Cucchietti Lista civica Sindaco [4]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Marco Cucchietti Lista civica Sindaco [5]
26 maggio 2014 in carica Antonio Garino Lista civica Sindaco [6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statistiche demografiche ISTAT - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Elezioni del 13 giugno 1999, su amministratori.interno.it.
  4. ^ Elezioni del 13 giugno 2004, su amministratori.interno.it.
  5. ^ Elezioni del 7 giugno 2009, su amministratori.interno.it.
  6. ^ Elezioni del 25 maggio 2014, su elezioni.interno.it.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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