Bellino (Italia)

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Bellino
comune
Bellino – Stemma
Bellino – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Mario Munari (Lista Civica) dall'08/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°35′N 7°02′E / 44.583333°N 7.033333°E44.583333; 7.033333 (Bellino)Coordinate: 44°35′N 7°02′E / 44.583333°N 7.033333°E44.583333; 7.033333 (Bellino)
Altitudine 1 576 m s.l.m.
Superficie 62,07 km²
Abitanti 144[1] (31-12-2010)
Densità 2,32 ab./km²
Frazioni Celle, Chiesa, Prafoucher, Ribiera, Sant'Anna
Comuni confinanti Acceglio, Casteldelfino, Elva, Pontechianale, Prazzo, Saint-Paul (FR-04)
Altre informazioni
Cod. postale 12020
Prefisso 0175
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004017
Cod. catastale A750
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti bellinesi\berlingoines\bellinois
Patrono san Giacomo
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bellino
Bellino
Sito istituzionale
(LA)

« ...montani duri atque agrestes. Docuit ager ipse, nihil ferendo, nisi multa cultura et magno labore quaesitum »

(IT)

« ...montanari temprati e selvatici: la terra stessa li ha istruiti, non producendo nulla se non ricercato con grande lavoro di coltura e grande fatica... »

(Marco Tullio Cicerone, De lege agraria (Contra Rullum), Oratio II, 63 a.C.[2])

Bellino (Blins in occitano, Bellin in francese, Blin in piemontese), è un comune italiano di 146 abitanti della Provincia di Cuneo, in Piemonte. È situato nell'alta Valle Varaita e fa parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita. Di dimensioni modeste, si compone di due quartieri: il primo, situato nella parte più bassa e detto di S.Giacomo, comprende sei borgate: Ribiera, Maire dei Bernard, S.Giacomo, Fontanile, Bals e Pleyne; il secondo di sole tre: Celle, Prafouchier e Chiazale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Ferra

Situato su di uno sprone del Monte Ferra, Blins occupa le estreme propaggini della Valle Varaita completando un'escursione altimetrica che dai 1.400 m s.l.m. della Borgata Rubeiretto giunge ai 3.340 m del Gran Rubrèn coprendo una distanza di 10 km. Posto al confine con l'Haute Ubaye e con il Queyras, a sud del Monviso e ad est dello Chambeyron, si presenta come una piccola valle che, stretta all'imbocco, si apre aumentando di altitudine fino a formare ampi ed esposti ripiani. Attraversata dal torrente Varaita, affluente del Po, è da questi divisa in due versanti dei quali quello occidentale si presenta generoso di pascoli e alpeggi mentre quello meridionale, per la maggior parte, boscoso. Dal punto di vista fisico la Valle di Bellino, altrimenti detto "Vallone", appartiene al Brianzonese del Varaita.

Cenni geologici[modifica | modifica wikitesto]

Le rocce che formano i monti della valletta nella quale è ubicato Bellino sono in parte di granito e di quarzo anche se non mancano tratti in cui predomina la calcare o l'arenaria. Nella parte occidentale, poco distante dalla Borgata Chiazale, sul lato ad est del torrente Varaita, sono ancora visibili i resti di una miniera di ferro rimasta attiva fino alla metà del XVIII secolo.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

La valletta di Bellino presenta un'ampia varietà di piante vegetali e di specie animali.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Artemisia absinthium, Cetraria islandica, Chicorium intybus, Equisetum palustre, Matricaria chamomilla, Malva rotundifolia, Cicutaria fetida, Mentha piperita.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Canis vulpes, Martes foina, Mustela martes, Marmota marmota, Cuculus canorus, Antilope rupicapra, Picus virdis, Salma faris

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stanziamento dei Celto-Liguri[modifica | modifica wikitesto]

Luogo di confine tra popoli e nazioni, la storia della comunità di Bellino è segnata da vicende di emigrazioni e guerre. Se dell'Era preistorica poco o nulla è dato sapere, si sa con certezza che attorno al 500 a.C. per l'accresciuto numero delle loro genti, tribù di Liguri si spostarono dalle coste mediterranee dell'Italia occidentale nell'odierno basso Piemonte e nelle valli alpine attigue. Plinio il Vecchio, nel terzo libro della Naturalis historia, afferma che le tribù dei Liguri Caturigi ebbero dapprima la loro base nelle vicinanze di Embrun e Gap quindi si spostarono nel Queyras e di lì si riversarono attraverso la Valle Varaita nella pianura del Po. Di queste genti quelli che rimasero nelle alte valli, tra le quali quella di Bellino, presero ad essere indicati come Liguri Montani: data la natura semplice e tranquilla, lo stile di vita ordinato e, soprattutto, la posizione estremamente isolata che limitava al minimo indispensabile i contatti con il mondo esterno, questi conservarono de facto la loro libertà e la loro indipendenza sotto il governo del Regno dei Cozii Cozio e dei suoi successori prima, e sotto la diretta dominazione romana poi[senza fonte].

Invasioni barbariche e Alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Al termine del IV secolo d.C. ha inizio quel gran movimento di genti germaniche definito generalmente invasioni barbariche. La valle di Bellino non è immune da questo fenomeno: Nel 401 d.C. Alarico re dei Goti da Narbona attraversa i monti che separano il Queyras dal vallone di Bellino e, da qui disceso, muove guerra ai Romani. Al termine del V secolo d.C. Godeberto re dei Burgundi, occupate le terre che poi costituiranno il Delfinato, si risolve a passare le Alpi per compiere razzie: è verosimile, benché non vi siano dati storici certi, che scelga la via già tracciata da Alarico e saccheggi il Vallone e la bassa Valle Varaita. All'inizio dell'VIII secolo d.C. Ariperto re dei Longobardi restituisce al Romano Pontefice il territorio delle Alpi Cozie da tempo occupato dalle genti longobarde. Tale restituzione viene poi confermata, alcuni anni dopo, da Liutprando re dei longobardi e d'Italia[3]|. All'inizio del IX secolo d.C., Carlo Magno re dei Franchi e dei Longobardi divenuto imperatore del Sacro Romano Impero riorganizza lo Stato introducendo il feudalesimo e le contee: la valle di Bellino diviene parte del Comitato di Auriate.

Basso Medio Evo ed Età Moderna[modifica | modifica wikitesto]

Sul limitare del Basso Medio Evo Bellino fa parte del territorio del Marchesato di Saluzzo che fu alternativamente vassallo del Delfinato e del Ducato di Savoia. Nel 1370 il territorio che, partendo dall'attuale località di Casteldelfino, giunge a comprendere le valli confinanti di Bellino e Pontechianale viene annessa come regione del Delfinato ed entra a far parte del Regno di Francia.

Nel 1713, in base al Trattato di Utrecht, un'ampia porzione del Delfinato comprendente Bellino (ed altri territori transalpini) viene ceduto da Luigi XIV al Duca di Savoia verso il corrispettivo della Contea di Barcelonnette e dell'Alta Valle dell'Ubaye[4]. Il trattato, che sarà applicato per quanto interessa la zona di Bellino solo sotto Napoleone III, segna il distacco definitivo della valle di Blins dallo stato francese dopo 4 secoli, da qui uno dei modi utilizzati per indicarla: Vallée cédé.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La Valle di Bellino ha conosciuto un progressivo spopolamento[5], tale fenomeno ha profondamente inciso sull'economia di questo territorio sempre più indirizzata verso un turismo di seconde case e di piccola attività alberghiera. Pur non mancando esempi di famiglie che ancora portano avanti i mestieri tradizionali è necessario, volendo analizzare le attività economiche che hanno effettivamente contraddistinto la vita di questi luoghi riferirsi al passato. L'economia bellinese si è caratterizzata fin dai primi insediamenti come autarchica e di mera sussistenza, fondata sull'allevamento, quasi esclusivamente di bovini, e sull'agricoltura: fieno, orzo, segale, biada, canapa e alcuni tipi di ortaggi fra cui spicca la patata. Tali attività si svolgevano dalla fine della primavera all'inizio dell'autunno e, specie per quanto riguarda l'allevamento, erano regolate da rigide norme non scritte: tra queste si può ricordare il divieto, rispettato ab antiquo, di accedere agli erbaggi dei pascoli più alti non prima del giorno 26 di luglio. Con riferimento all'agricoltura, se si eccettua l'orticello domestico, non è mai stata presente nella Valle di Bellino, una vera e propria centuriazione essendo le proprietà divise fra molti possessori. Altresì non si hanno prove un sistema di coltivazione comune.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]
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Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • la Chiesa parrocchiale di San Giacomo, sita in borgata Chiesa (XIII-XIV secolo).
  • la Chiesa parrocchiale di Santo Spirito, nella frazione di Celle, costruita nel 1770.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Degno di nota l'itinerario "Bellino Solare", un percorso guidato attraverso le oltre trenta meridiane presenti nelle borgate del comune. L'itinerario, percorribile a seguito di lavori di restauro eseguiti nel 2000, è suddiviso nelle quattro zone di Sant'Anna, Chiazale, Celle e Chiesa; ciascuna meridiana viene individuata da un codice formato da una lettera (meridiane vicine hanno lettere uguali) e da un numero progressivo.[7]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • La Beò, manifestazione storica in costume, con canti e danze, a ricorrenza biennale

Secondo alcuni storici è una rievocazione della scacciata dei "saraceni", secondo altri nella parata esistono delle stratificazioni e la scacciata è soltanto una di queste, in realtà il corteo potrebbe avere radici più arcaiche e la vecchie e il vecchio a capo del corteo potrebbero essere Mosè e consorte che conducono il loro popolo verso la Terra promessa. Sono comunque molto interessanti i personaggi che lo compongono e i loro costumi che indossano secondo un preciso rituale.

Feste e fiere[modifica | modifica wikitesto]

Si svolge la fiera dei 10, si festeggia Santo Spirito e la fiera dei mestieri e San Giacomo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giacomino Marc Centro destra Sindaco [8]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Guglielmo Richard Centro sinistra Sindaco [9]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Mario Munari Centro destra Sindaco [10]
26 maggio 2014 in carica Mario Munari Centro destra Sindaco [11]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Bellino fa parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Cicerone, De lege agraria (Contra Rullum), cap.35 .
  3. ^ Paolo Diacono, Historia Langobardorum, Liber VI, 28, 43.
  4. ^ Fabrizio Bartaletti, Geografia e cultura delle Alpi,Cap. II, Par.7.2, Pag. 52
  5. ^ comune.bellino.cn.it, http://www.comune.bellino.cn.it/archivio/pagine/Cenni_Storici.html . URL consultato il 1º novembre 2012.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Itinerari in Valle Varaita, alpicuneesi.it. URL consultato il 17 agosto 2011.
  8. ^ Elezioni del 13 giugno 1999, amministratori.interno.it.
  9. ^ Elezioni del 13 giugno 2004, amministratori.interno.it.
  10. ^ Elezioni del 07 giugno 2009, amministratori.interno.it.
  11. ^ Elezioni del 25 maggio 2014, elezioni.interno.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Allais, La Castellata-Storia dell'Alta Valle Varaita, Saluzzo, Lobetti-Bodoni Tipografia, 1891.
  • Jean-Luc Bernard, Nosto modo, Cuneo, Coumboscuro-Centre Prouvençal, 1982.
  • Luigi Dematteis, Blins-L'abitare di una comunità delle Alpi Occitane, Ivrea (TO), Priuli e Verlucca, editori, 1993.
  • Dizionario Enciclopedico Italiano alla voce: Bellino 1970, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN244265272
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