Roddi

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Roddi
comune
Roddi – Stemma
Roddi – Veduta
Vista panoramica
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoRoberto Davico (lista civica) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate44°41′N 7°58′E / 44.683333°N 7.966667°E44.683333; 7.966667 (Roddi)
Altitudine285 m s.l.m.
Superficie9,35 km²
Abitanti1 585[1] (31-8-2020)
Densità169,52 ab./km²
FrazioniElia, Ravinali, Roccabella, Toetto, Piana
Comuni confinantiAlba, La Morra, Monticello d'Alba, Santa Vittoria d'Alba, Verduno
Altre informazioni
Cod. postale12060
Prefisso0173
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004194
Cod. catastaleH472
TargaCN
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 607 GG[3]
Nome abitantiroddesi
PatronoMaria santissima Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roddi
Roddi
Roddi – Mappa
Posizione di Roddi in provincia di Cuneo
Sito istituzionale

Roddi (Ròd in piemontese) è un comune italiano di 1 585 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.

È sede dell'unica "università" dei cani da tartufo del mondo, creata nel 1880 da un contadino roddese, Antonio Monchiero, detto "Barot".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dell'Assunta

Roddi, il cui nome di origine celtica Raud o Rod significa fiume, sorge sulla collina che sovrasta il probabile campo della Battaglia dei Campi Raudii del 101 a.C., nel quale Gaio Mario sconfisse i Cimbri.

Nel Medioevo fu feudo dei Marchesi del Monferrato poi, nel 1525 passò in proprietà a Giovanna Carafa (1525–1534), moglie di Giovanni Francesco II Pico della Mirandola (nipote del filosofo Giovanni Pico della Mirandola) e autore di un famoso dialogo sulla stregoneria, Libro detto strega o delle illusioni del demonio (1523). Giovanna si installò nel castello sovrastante il paese dopo l'assassinio del marito nel 1533. Alla morte di Giovanna, il castello e i relativi possedimenti andarono al figlio, Gian Tommaso Pico (1492–1567), e da qui ai discendenti della nobile famiglia originaria di Mirandola. La dinastia dei Pico si estinse, a Roddi, con la morte di Tommaso Pico (c.1565–1587).[1]

Altri edifici importanti del paese sono la chiesetta di Santa Maria Assunta, nella piazzetta centrale del paese, in posizione adiacente al vecchio castello.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 giugno 1988 7 giugno 1993 Elsa Malferrari Partito Liberale Italiano Sindaco [4]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Elsa Malferrari lista civica Sindaco [4]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Paolo Zoccola - Sindaco [4]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Lorenzo Prioglio lista civica Sindaco [4]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Lorenzo Prioglio lista civica Sindaco [4]
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Roberto Giacosa lista civica: Roddi viva Sindaco [4]
5 giugno 2016 4 ottobre 2021 Lorenzo Prioglio lista civica Sindaco [4]
4 ottobre 2021 in carica Roberto Davico lista civica Sindaco [4]

Il comune di Roddi fa parte dell'Unione di Comuni "Colline di Langa e del Barolo". [5]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Roddi sono 114[7], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[8]:

  1. Romania, 28

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del castello
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Roddi.

Il castello sorge massiccio sul centro cittadino. La primitiva costruzione risale all'XI secolo ha subito un notevole rimaneggiamento nel XV secolo. È stato di proprietà di Gianfrancesco Pico della Mirandola, nipote del più noto letterato Pico della Mirandola.

Successivi proprietari del castello furono i Della Chiesa di Saluzzo, che ne presero proprietà nel 1690.

Dal 2001 è di proprietà statale.
Dal 2007 fa parte del circuito degli 8 castelli, meglio noto come Castelli Doc. La rete dei castelli include i manieri di Grinzane Cavour, Barolo, Serralunga d'Alba, Govone, Magliano Alfieri, Roddi d'Alba, Mango e Benevello. È inoltre inserito nel circuito dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.

Museo a Cielo aperto del Tartufo[modifica | modifica wikitesto]

Un Museo multimediale a Cielo aperto dedicato al tartufo bianco d'Alba è stato realizzato a partire dal 2012 nelle vie del centro storico, sotto le mura dell'antico castello. Il progetto del Museo è stato firmato dallo scrittore Giordano Berti e dall'art designer Letizia Rivetti.

Il Museo è stato concepito in modo scenografico, con una serie di installazioni artistiche dove ci si può entrare e scoprire la vita del tartufo nei suoi più diversi aspetti: storia, leggende, scienza, gastronomia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  5. ^ http://www.langabarolo.it/Home/DettaglioNews?IDNews=96404
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dato Istat al 31/12/2017, su demo.istat.it. URL consultato il 25 agosto 2018.
  8. ^ Dati superiori alle 20 unità

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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