Terra brigasca

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Terra Brigasca
Terra Brigasca (in italiano)
Pays brigasque (in francese)
Tera brigašca (in brigasco)
Stati Italia Italia
Francia Francia
Lingue Dialetto brigasco, italiano, francese
Terra Brigasca – Mappa

La cosiddetta Terra brigasca o Paese brigasco (Tera brigašca in dialetto brigasco, Pays brigasque in francese) viene da alcuni identificata come un'area etno-linguistica situata sulle Alpi marittime, al confine tra Francia e Italia e suddivisa tra le province di Cuneo e Imperia, ed il dipartimento delle Alpi Marittime.[1]

La Terra brigasca[modifica | modifica sorgente]

La posizione della Terra brigasca
La posizione della Terra mentonasca rispetto alla Brigasca

Centro di questa piccola area è Briga Marittima (La Brigue in francese), che con circa 500/600 abitanti è il borgo più grande ed ospita la stragrande maggioranza della popolazione brigasca; il centro fu capoluogo del comune di Briga Marittima (che comprendeva anche l'attuale Briga Alta), fino al 12 ottobre 1947, quando dalla neonata repubblica italiana, passò alla restaurata repubblica francese.

Il brigasco e la Terra brigasca[modifica | modifica sorgente]

In tutto il territorio si parla il dialetto brigasco, una variante del ligure affine ad altre varietà della Val Roia e delle Alpi Marittime. Il carattere ligure della parlata viene oggi riconosciuto dal governo francese dopo una fase storica contraddistinta dal tentativo, per motivi ideologici e politici, di attribuire il brigasco e gli altri dialetti della zona (tendasco, saorgino-olivettese, ecc.) al gruppo occitano.

L'attribuzione al gruppo occitano viene ancora difesa in territorio italiano da alcuni cultori locali, ma nessuno studioso tra i molti che si sono occupati dell'area (tra i quali il tedesco Werner Forner, il francese Jean-Philippe Dalbera e l'italiana Giulia Petracco Siccardi) ha mai avallato la presunta "occitanità" del dialetto brigasco, che viene basata dai suoi sostenitori su un numero limitato apporto di elementi lessicali: neppure i tratti culturali caratteristici della zona rimandano specificamente alla realtà "occitana", ma più in generale al contesto alpino[2]. Questa è la posizione sostenuta anche dall'antropologo Pierleone Massajoli, autore assieme a Roberto Moriani del "Dizionario della cultura brigasca"; anch'egli, dopo avere sostenuto per un certo periodo il carattere "occitano" del dialetto e della cultura brigasca, ha finito per riconoscerne a più riprese l'insostenibilità[3]. D'altra parte occorre notare come i brigaschi, da Viozene alla Briga (fatta forse eccezione per quelli che da generazioni hanno perso il rapporto con la terra d'origine), tengano a differenziarsi dai liguri che essi chiamano "figun". Per i brigaschi, i dialetti liguri coi quali sono a contatto, vengono definiti "parlàa figun", e per andare in Liguria, vanno "en li figun".

L'attribuzione alla minoranza occitana delle località brigasche in territorio italiano sulla scorta della L.N. 482/1999 in materia di minoranze linguistiche storiche è basata sul criterio dell'autodichiarazione di appartenenza da parte delle amministrazioni locali, criticato negli ambienti scientifici perché consente, come è avvenuto in questo caso, una formulazione delle identità locali priva di riscontri da parte di detti studiosi[senza fonte].

Diffusione dei brigaschi[modifica | modifica sorgente]

I brigaschi, ossia le persone che abitano l'area di dialetto brigasco sono circa 700/800, così distribuite:

In Francia[modifica | modifica sorgente]

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Parentela linguistica[modifica | modifica sorgente]

Dialetti liguri in territorio francese si parlano, oltre che in val Roia (Briga, Tenda, Saorgio, Breglio, Fontan) anche a Mentone e Roccabruna (nelle parlate di queste due ultime località l'elemento ligure-intemelio e quello nizzardo-occitano risultano pressoché indistricabili), fanno parte della Terra mentonasca e del loro retroterra (Gorbio, Castellar, Castillon, Sainte-Agnès), in diretta continuità con le parlate in territorio italiano; altri, importati dalla zona di Oneglia nel corso del sec. XV, furono parlati più a est in località come Biot, Vallauris, Mons ed Escragnolles. Ancora di tipo schiettamente ligure (intemelio) è la varietà monegasca, lingua nazionale del Principato di Monaco.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pierleone Massajoli - Roberto Moriani Dizionario della cultura brigasca (Disiunari da cultüra brigašca), Alessandria 1991, Edizioni dell'Orso
  • Giuseppe Garibaldi, Tra Centa e Roia, Imperia 2005
  • Fiorenzo Toso, Il brigasco e l'olivettese tra classificazione scientifica e manipolazioni politico-amministrative, 2007

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ turismocn.com
  2. ^ intemelion.it
  3. ^ terraligure.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]