Sisto Gara della Rovere

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Sisto Gara della Rovere
cardinale di Santa Romana Chiesa
1507 GARA DELLA ROVERE SISTO SMOM.jpg
Cardinalbishop.svg
 
Incarichi ricopertiCardinale presbitero di San Pietro in Vincoli
Amministratore apostolico di Lucca
Amministratore apostolico di Vicenza
Amministratore apostolico di Benevento
Vescovo di Padova
Amministratore apostolico di Saluzzo
 
Nato1473 a Savona
Consacrato vescovo25 novembre 1509 dal cardinale Leonardo Grosso della Rovere
Creato cardinale11 settembre 1508 da papa Giulio II
Deceduto8 marzo 1517 a Roma
 

Sisto Gara della Rovere (Savona, 1473Roma, 8 marzo 1517) è stato un cardinale e vescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio di Gabriele Gara e di Luchina della Rovere, sorella di papa Giulio II. Pronipote di papa Sisto IV, era anche fratellastro del cardinale Galeotto Franciotti della Rovere e parente dei cardinali Clemente Grosso della Rovere e Leonardo Grosso della Rovere, suoi contemporanei.

L'11 settembre 1508,[1] lo stesso giorno in cui morì il fratellastro, lo zio Giulio II lo creò cardinale in un concistoro in cui fu l'unico ad essere elevato alla porpora. Lo stesso giorno ricevette il titolo di San Pietro in Vincoli, che era stato dello stesso fratellastro.

Sempre lo stesso giorno fu eletto amministratore apostolico dell'arcidiocesi di Benevento, della diocesi di Lucca e della diocesi di Vicenza.

L'11 giugno 1509 rinunciò alla diocesi di Vicenza e fu eletto vescovo di Padova. Fu consacrato il 25 novembre dello stesso anno. Il 27 settembre 1512 fu anche nominato amministratore apostolico della diocesi di Saluzzo.

Partecipò al conclave del 1513, che elesse papa Leone X.

Rinunciò all'arcidiocesi di Benevento il 18 marzo 1514 e alla diocesi di Saluzzo il 22 marzo 1516.

Morì a Roma e fu sepolto nella chiesa del suo titolo.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Che Galeotto sia morto l'11 settembre del 1508 e non del 1507 (come recepito nella maggior parte della storiografia ecclesiastica e anche nella voce del DBI su Sisto Gara della Rovere) è provato anche da due epigrammi funerari scritti per lui da Evangelista Maddaleni Capodiferro, detto Fausto (cfr. Gian Paolo Castelli, Ante diem clade Urbis interiit. Fausto Evangelista Maddaleni Capodiferro: il suo tempo, la sua famiglia e il Sacco di Roma, in Dall'Archivio Segreto Vaticano. Miscellanea di testi, saggi e inventari, IX, Città del Vaticano 2016, p. 169, nota n. 69).