Arcidiocesi di Benevento

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Arcidiocesi di Benevento
Archidioecesis Beneventana
Chiesa latina
Benevento fachada catedral 01.JPG
Regione ecclesiastica Campania
Mappa della diocesi
Diocesi suffraganee
Ariano Irpino-Lacedonia, Avellino, Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti, Montevergine, Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia
Arcivescovo metropolita Felice Accrocca
Vicario generale Pompilio Cristino
Arcivescovi emeriti Serafino Sprovieri,
Andrea Mugione
Sacerdoti 217 di cui 146 secolari e 71 regolari
1.221 battezzati per sacerdote
Religiosi 112 uomini, 193 donne
Diaconi 53 permanenti
Abitanti 267.000
Battezzati 265.000 (99,3% del totale)
Superficie 1.691 km² in Italia
Parrocchie 116
Erezione I secolo, elevata ad arcidiocesi il 26 maggio 969
Rito romano
Cattedrale Santa Maria de Episcopio
Santi patroni San Bartolomeo apostolo
Indirizzo Palazzo Arcivescovile, Piazza Orsini 27, 82100 Benevento, Italia
Sito web www.diocesidibenevento.it
Dati dall'Annuario pontificio 2016 (ch · gc?)
Chiesa cattolica in Italia
La basilica della Santissima Annunziata di Vitulano, chiamata popolarmente "chiesa di Sant'Antonio".

L'arcidiocesi di Benevento (in latino: Archidioecesis Beneventana) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2015 contava 265.000 battezzati su 267.000 abitanti. È retta dall'arcivescovo Felice Accrocca.

Patrono[modifica | modifica wikitesto]

Il santo patrono è San Bartolomeo apostolo (per Benevento).

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi comprende la città di Benevento e i comuni di Arpaise, San Bartolomeo in Galdo, Montemiletto, Pietradefusi, Pietrastornina, Reino, Fragneto l'Abate, Santa Croce del Sannio, San Giorgio la Molara, Cervinara, San Giorgio del Sannio, Roccabascerana, San Nicola Manfredi, Paduli, Petruro Irpino, Lapio, Foglianise, Torre Le Nocelle, Vitulano, Sant'Angelo a Cupolo, Pago Veiano, Torrecuso, Calvi, Colle Sannita, Ceppaloni, San Lupo, Montefusco, Baselice, San Leucio del Sannio, Morcone, San Marco dei Cavoti, Pannarano, Altavilla Irpina, Apollosa, Montefalcione, Montesarchio, San Nazzaro, Tufo, Apice, Pietrelcina, Molinara, Paupisi, Cautano, Colle Sannita, Venticano, Sant'Arcangelo Trimonte, San Martino Sannita, Sassinoro, Torrioni, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Buonalbergo, Castelpoto, Castelvetere in Val Fortore, Santa Paolina, Chianche, Montecalvo Irpino, Paolisi, San Martino Valle Caudina, Tocco Caudio, Fragneto Monforte, Circello, Rotondi, Foiano di Val Fortore, Campolattaro, Castelpagano, Pesco Sannita, Pontelandolfo.

Sede arcivescovile è la città di Benevento, dove si trova la cattedrale di Santa Maria de Episcopio.

Il territorio si estende su 1.691 km² ed è suddiviso in 116 parrocchie, raggruppate in 9 zone pastorali o foranie: Benevento, Miscano, Belvedere, Irpina, Sabatina, Caudina, Vitulanese, Tammaro e Fortorina.

Provincia ecclesiastica[modifica | modifica wikitesto]

La provincia ecclesiastica di Benevento comprende le seguenti suffraganee:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Soltanto da circa quattro secoli si è accertato che la Chiesa beneventana abbia avuto origine apostolica.

Lo scrittore ecclesiastico beneventano, Mario La Vipera, arcidiacono della Metropolitana, nel Catalogus Sanctorum Ecclesiae Beneventanae (1635) e nella Chronologia episcoporum et archiepiscoporum metropolitanae ecclesiae beneventanae (1636), afferma, che, antiqua traditione et ex maiorum nostrorum traditione, il primo vescovo sia stato san Fotino, greco, mandato da San Pietro nell'anno 40. Tuttavia non tutti i vescovi tramandati ex antiqua traditione hanno un fondamento storico e documentario.

L'ordinario di Benevento Landolfo fu il primo che ricevette il titolo di arcivescovo metropolita con la bolla Cum certum sit di papa Giovanni XIII del 26 maggio 969[1] L'arcivescovo godeva di particolari privilegi: sigillava i suoi diplomi con il bollo di piombo, come avviene nella Curia romana, e come lo stesso pontefice, usava il camauro e si faceva procedere nelle visite dal Santissimo Sacramento.

L'uso del camauro, e la prerogativa di farsi precedere dall'eucaristia, sono cessati nell'anno 1466, con l'arcivescovo Niccolò Piccolomini e sotto Paolo II.

L'arcidiocesi ebbe nel tempo fino a 32 chiese suffraganee: Acquaputrida, Sant'Agata dei Goti, Alife, Ariano, Ascoli, Avellino, Boiano, Bovino, Dragonara, Fiorentino, Frigento, Guardalfieri, Larino, Lesina, Limosano, Lucera, Montecorvino, Montemarano, Ordona, Quintodecimo, Sepino, Sessola, Telese, Termoli, Tocco Caudio, Tortivoli, Trivento, Trevico, Troia, Viccari, Volturara. Per un certo periodo, dal 668 al 1034, la cura pastorale della chiesa di Siponto fu affidata agli arcivescovi di Benevento.

Poi i vescovi suffraganei si ridussero a 24, sul cominciare del XII secolo o meglio nel concilio provinciale di Ugone Guidardi del 1374, come sono scolpiti sulla porta di bronzo del Duomo di Benevento.

Di questa vasta regione ecclesiastica, che andava dal mar Tirreno all'Adriatico, entravano a far parte paesi di cinque province: Benevento, Caserta, Campobasso, Foggia ed Avellino, cosicché esso rappresenta quasi il Ducato di Benevento, dopo la scissione di quelli di Salerno e di Capua.

Le chiese suffraganee poi, furono ridotte a tredici, rimaste in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale: Sant'Agata de' Goti, Ariano, Ascoli e Cerignola, Avellino, Boiano, Bovino, Cerreto (Telese), Larino, Lucera, Montevergine, Piedimonte (Alife), San Severo e Termoli.

Due cardinali, arcivescovi della città, salirono al trono pontificio: Paolo III e Benedetto XIII. La città di Benevento, poi, ha dato i natali a tre papi: Gregorio VIII, Felice IV, Vittore III.

Diocesi soppresse[modifica | modifica wikitesto]

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Prelati oriundi dell'arcidiocesi[modifica | modifica wikitesto]

Viventi[modifica | modifica wikitesto]

Defunti[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2015 su una popolazione di 267.000 persone contava 265.000 battezzati, corrispondenti al 99,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 333.500 335.000 99,6 371 267 104 898 187 370 161
1959 333.500 333.900 99,9 326 220 106 1.023 180 435 163
1970 319.495 321.114 99,5 317 193 124 1.007 192 469 163
1980 285.194 287.423 99,2 261 156 105 1.092 129 377 165
1990 266.000 270.000 98,5 209 118 91 1.272 3 119 208 120
1999 263.000 265.744 99,0 244 117 127 1.077 16 210 320 117
2000 263.100 265.800 99,0 250 130 120 1.052 18 197 324 116
2001 263.100 265.800 99,0 243 132 111 1.082 19 186 314 116
2002 263.100 265.800 99,0 250 142 108 1.052 19 179 291 116
2003 263.100 265.800 99,0 249 151 98 1.056 20 150 280 116
2004 265.000 266.300 99,5 251 154 97 1.055 20 150 280 116
2006 265.000 267.000 99,3 231 153 78 1.147 32 116 249 116
2012 270.000 272.000 99,3 216 142 74 1.250 46 116 250 117
2015 265.000 267.000 99,3 217 146 71 1.221 53 112 193 116

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La bolla è riportata dal Cappelletti, op. cit., pp. 59-63.
  2. ^ a b Una racconto agiografico medievale, riferisce del trasferimento delle reliquie di san Modesto a Benevento nel 591, con il beneplacito di Gregorio Magno, all'epoca del duca Arechi II (sic) e del vescovo Liniano huius nominis secundo, ossia secondo con questo nome (Acta Sanctorum octobris, vol. I, pp. 326-327, nº 6). Secondo Lanzoni, esistendo un vescovo Liniano II, è stato inserito nella cronotassi beneventana anche un Liniano I, attribuito senza alcun fondamento all'anno 369. Entrambi questi vescovi tuttavia, secondo il medesimo autore, sono sospetti «attesa la qualità del documento donde provengono» (Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, pp. 257-258).
  3. ^ Nei tradizionali cataloghi episcopali beneventani di Mario de Vipera e Pompeo Sarnelli (XVII secolo), il vescovo Giovanni I è collocato nella prima metà del V secolo. È tuttavia da identificare con Giovanni II, più correttamente inserito da altri autori tra VII e VIII secolo, dopo san Barbato.
  4. ^ La vita di san Cadoc, soprannominato in gaelico doeth, ossia il saggio, monaco, abate e vescovo gallese, scritta nella seconda metà dell'XI secolo, racconta che ad un certo punto l'abate Cadoc venne nominato vescovo di Beneventum, da identificarsi probabilmente con Bannaventa, città fortificata della Britannia romana, nella contea inglese del Northamptonshire. Secondo Lanzoni, questa leggenda agiografica è all'origine di san Sofio, vescovo di Benevento; il nome deriverebbe dalla traduzione in greco del termine "saggio", sophia, soprannome del santo. (Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, pp. 260-261).
  5. ^ Il nome di questo vescovo deriverebbe dalla leggendaria Passio Placidi et sociorum, falso storico di Pietro Diacono, nella quale si racconta che il discepolo di san Benedetto, inviato in Sicilia, si fermò a Benevento, accolto dal vescovo Marciano. De Vipera gli assegna l'anno 533. Acta Sanctorum ordinis S. Benedicti, vol. I, Parigi 1668, p. 59. Pietro Diacono, Dizionario biografico degli italiani, vol. 83, 2015.
  6. ^ L'esistenza di questo santo non è attestata da nessun documento antico; il De Vipera (Chronologia episcoporum et archiepiscoporum metropolitanae ecclesiae Beneventanae, Napoli 1636, pp. 22-23) lo assegna all'anno 543, ma senza alcun solido fondamento storico; questo dato viene poi ripetuto negli elenchi successivi dei vescovi beneventani. A Benevento la sua festa era celebrata il 17 ottobre. Lanzoni ritiene possa trattarsi in realtà di san Sossio, presente nel martirologio geronimiano il 16 ottobre, il cui nome appare nella forma Sosso o Zosimo e legata alla figura di san Gennaro. Giovanni Mongelli, v. Zenone (Zosimo) di Benevento, in Bibliotheca Sanctorum, vol. XII, 1969, coll. 1473-1474.
  7. ^ Secondo le cronotassi tradizionali, avrebbe consacrato la cattedrale di Benevento all'epoca di Arechi I (ca. 591-641). Secondo Lanzoni, questo Davide I non è mai esistito; si tratterebbe infatti dello sdoppiamento del vescovo Davide, documentato nell'VIII secolo, che consacrò la chiesa di Santa Sofia al tempo di Arechi II (758-787).
  8. ^ Luca Bellingeri, Davide, vescovo di Benevento, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 33, 1987.
  9. ^ Questo vescovo è documentato storicamente in due occasioni: nell'831 fu destinatario di una lettera del monaco Ildemaro (Monumenta Germaniae Historica, Epistolae, V, p. 320, nº 15): nell'839 consacrò la cappella di San Bartolomeo della cattedrale. Si presume un suo episcopato durato dall'831 all'853 (probabile anno di consacrazione di Aione), con esclusione degli improbabili Ermericco, Giovanni IV e Giovanni V. Giuseppe Gianluca Cicco, La scuola cattedrale di Benevento e il vescovo Urso (secolo IX), in Rivista di storia della Chiesa in Italia, 2 (2006), pp. 341-373.
  10. ^ Umberto Longo, Landolfo, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 63, 2004.
  11. ^ Stefano Palmieri, Enrico, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 42, 1993.
  12. ^ Francesco Panarelli, Lombardo da Piacenza, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 65, 2005.
  13. ^ Documentato per la prima volta come vescovo eletto nel settembre 1179. Giancarlo Andenna, Gli arcivescovi di Benevento, la tiara e l'imitazione della simbologia del papato: tra equivoci "involontari" e strategie di legittimazione, in Rivista di storia della Chiesa in Italia, 2 (2005), p. 366.
  14. ^ Norbert Kamp, Capoferro, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 18, 1975.
  15. ^ Rafael Lazcano, Episcopologio agustiniano. Agustiniana, Guadarrama (Madrid), 2014, vol. I, 613-632.
  16. ^ Marcello Simonetta, Griffi Leonardo, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 59, 2002.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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