Fragneto l'Abate

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Fragneto l'Abate
comune
Fragneto l'Abate – Stemma
Fragneto l'Abate – Veduta
Vista aerea dell'abitato
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
SindacoLucio Mucciacciaro (È l’ora della svolta) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate41°15′21″N 14°46′54″E / 41.255833°N 14.781667°E41.255833; 14.781667 (Fragneto l'Abate)Coordinate: 41°15′21″N 14°46′54″E / 41.255833°N 14.781667°E41.255833; 14.781667 (Fragneto l'Abate)
Altitudine501 m s.l.m.
Superficie20,57 km²
Abitanti1 017[1] (31-8-2017)
Densità49,44 ab./km²
FrazioniSan Matteo
Comuni confinantiCampolattaro, Circello, Fragneto Monforte, Pesco Sannita, Reino
Altre informazioni
Cod. postale82020
Prefisso0824
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT062033
Cod. catastaleD755
TargaBN
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona D, 1 982 GG[2]
Nome abitantifragnetellesi
Patronosant'Antonio di Padova
Giorno festivo13 giugno 17 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fragneto l'Abate
Fragneto l'Abate
Fragneto l'Abate – Mappa
Posizione del comune di Fragneto l'Abate nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Fragneto l'Abate (Frannitiélle in campano[3], Fràgnitièllo in dialetto locale) è un comune italiano di 1.017[1] abitanti nella provincia di Benevento, in Campania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Come nel caso del confinante Fragneto Monforte, con ogni probabilità il nome del paese deriva da Farnitum, forse da quella varietà di quercia detta farnia, donde farnus in tarda età romana e farnito nella lingua italiana, per indicare un bosco di farnie[4]. In epoca longobarda i terreni furono concessi dai principi di Benevento al loro tesoriere Fotone per cui Farnitum ebbe la qualificazione di Totonis dal nome del possessore.

Durante la dominazione normanna, nel febbraio 1099, il Castello Farnitum Totonis e tutti i possedimenti, furono acquistati da Eribertus conte di Ariano e donati all'abate Madelmo dell'abbazia di Santa Sofìa di Benevento[5]: da allora il paese si chiamò Fragneti Abbatis, da cui l'odierno Fragneto L'Abate.

Il paese ha poi fatto parte del Principato Ultra e dal 1861 è passato alla provincia di Benevento.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Assunta

Tra gli edifici storici è degna di nota la chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta, di antica ma incerta origine, ricostruita agli inizi del Settecento dopo i danni del terremoto, che è affiancata da un campanile.

  • Cappella Vergine dei Sette Dolori

Particolarmente interessante è, all'ingresso del paese, la Cappella, proprietà della famiglia de Martini, intitolata alla Vergine dei Sette Dolori. La chiesa, nel 1701 ancora in costruzione certamente su preesistenze più antiche ad opera di Gaetano Scipione de Martini, venne consacrata dal cardinale Vincenzo Maria Orsini, arcivescovo di Benevento, il 18 ottobre 1705, come attesta la lapide inserita nella controfacciata; la sagrestia, invece, fu terminata, unitamente all'adiacente romitorio, dopo il 1711. La Cappella, dalla facciata semplice ed elegante, ha un unico altare, sormontato da una grande tela con la Vergine dei Sette Dolori firmata da Paolo De Matteis. Questa è inserita in una ricca cornice a stucco che forma lateralmente due grandi stemmi. Uno è quello personale dell'Orsini, l'altro è lo stemma dei de Martini, famiglia originaria della penisola sorrentina ma insediatasi agli inizi del XV secolo a Fragneto L'Abate.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo De Martini

A questa famiglia appartiene l'antico Palazzo (edificio di proprietà dei monaci di Santa Sofìa) nel cuore del Centro Storico che custodisce un vero gioiello, un frantoio del Settecento (montano dei prieuti) perfettamente funzionante e con tutti i pezzi originali. Tra la fine Seicento e gli inizi del Settecento il Palazzo venne riammodernato e collegato con un grande arco ad una costruzione situate dall'altra parte della strada (cosiddetto Quarto Novo).

  • Torre dell'Orologio

Al centro della piazza principale, nel 1911 è stata edificata una Torre dell'Orologio che è diventata, insieme alla figura di San Martino, uno dei simboli di Fragneto l'Abate.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti una scuola dell'infanzia e una scuola primaria appartenenti all'Istituto Comprensivo di Fragneto Monforte.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, seppur segnato nei secoli dalle calamità che hanno funestato tutta la valle del Tammaro, ha mantenuto sostanzialmente inalterato il suo tessuto urbano con la caratteristica struttura planimetrica a mestolo. Tenuto conto della frequentazione del paese da parte del celebre pittore Achille Vianelli (fondatore della Scuola di Posillipo insieme a Giacinto Gigante) si è concretizzata l'opportunità, attraverso i suoi dipinti, di avere le immagini originali del centro, che hanno permesso il recupero e la valorizzazione del centro storico.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 giugno 2016 è stato eletto sindaco Lucio Mucciacciaro (lista civica), andando a sostituire il sindaco uscente Nunziatina Palma

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Fragneto l'Abate è provvisto di un campo da calcio dove si disputano le partite dell'A.S.D.Fragneto l'Abate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 284.
  4. ^ (A. Meomartini)
  5. ^ (Chronicon Sanctae Sophiae)
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN239679106
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