Melizzano

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Melizzano
comune
Melizzano – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
SindacoRossano Libero Insogna (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate41°10′N 14°30′E / 41.166667°N 14.5°E41.166667; 14.5 (Melizzano)Coordinate: 41°10′N 14°30′E / 41.166667°N 14.5°E41.166667; 14.5 (Melizzano)
Altitudine190 m s.l.m.
Superficie17,59 km²
Abitanti1 812[1] (31-10-2017)
Densità103,01 ab./km²
FrazioniTorello
Comuni confinantiAmorosi, Castel Campagnano (CE), Dugenta, Frasso Telesino, Solopaca, Telese Terme
Altre informazioni
Cod. postale82030
Prefisso0824
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT062039
Cod. catastaleF113
TargaBN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 461 GG[2]
Nome abitantimelizzanesi
PatronoSan Pietro Apostolo San Paolo Apostolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Melizzano
Melizzano
Melizzano – Mappa
Posizione del comune di Melizzano nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Melizzano è un comune italiano di 1.812[1] abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Melizzano è sito sulla ripa destra del vallone di Prata a 10 km dalla stazione ferroviaria Frasso - Dugenta.

Fa parte della Comunità Montana Zona del Taburno - Regione Agraria n.4 - Colline del Calore Irpino inferiore.

Ha un'escursione altimetrica pari a 907 m s.l.m. con una minima di 33 m ad una massima altitudine di 940 m s.l.m.

Ha una superficie agricola utilizzata di ettari (ha) 1.101,42 (2000).[3]

Dista dal capoluogo di provincia 29 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese sorse nel medioevo al posto dell'antica Melae, insediamento di origine sannita che fu al centro di alcune tristi vicende durante la seconda guerra punica (216 a.C.). Questo villaggio dipendeva dal municipio romano di Telesia.[4]

Nel Catalogus baronum (metà del XII secolo) veniva chiamata Meliczano ed era un feudo di proprietà del conte di Caserta.

Successivamente divenne di proprietà dei Signoretto e, nel 1506, dei Gambacorta.

Nel 1532 contava quarantotto famiglie, diventate cinquantasei nel 1596 e trentotto dopo la peste del 1656.[5]

Nel XVII secolo appartenne ai De Capua e ai Bellucci.

Poco prima dell'abolizione del feudalesimo (1806) appartenne ai Corsi.

Nel 1810 divenne un unico comune con Dugenta che dopo l'Unità d'Italia divenne sua frazione.

Dal 1861 fa parte della provincia di Benevento.

Nel 1943 i bombardamenti americani provocarono ventuno morti.[4]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Di proprietà privata, è un monumento di notevole interesse dato che conserva ancora la sua fisionomia originaria.

Il castello di Melizzano è caratterizzato dalla merlatura ghibellina che corre lungo tutta l'architettura.

Nel cortile interno si possono ammirare delle belle arcate ogivali di gusto gotico.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro

Chiesa parrocchiale e arcipretale, venne citata per la prima volta nel XVI secolo quando risultava essere di patronato dell'Universitas.[5] L'esterno, preceduto da una modesta scalinata, ha tre porte sormontate da due oculi e da una finestra. L'interno, a tre navate, presenta diverse decorazioni a stucco di gusto settecentesco. Vi si conserva una scultura della Madonna, oggetto di profonda venerazione.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Melizzano viene citata più volte nella commedia di Eduardo De Filippo "De Pretore Vincenzo" e viene indicata come città d'origine del protagonista e città famosa in antichità per la sua produzione di mele.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Fonte Camera di Commercio di Benevento, Dati e cifre, maggio 2007.
  4. ^ a b Marrocco, p. 96.
  5. ^ a b Pescitelli, p. 233.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dante B. Marrocco, Guida del Medio Volturno, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1986.
  • Renato Pescitelli, Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione e di assistenza nel XVI e XVII secolo, Auxiliatrix, 1977.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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