Fragneto Monforte

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Fragneto Monforte
comune
Fragneto Monforte – Stemma
Fragneto Monforte – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
Sindaco Raffaele Caputo (Farnetum)
Territorio
Coordinate 41°14′48″N 14°45′48″E / 41.246667°N 14.763333°E41.246667; 14.763333 (Fragneto Monforte)Coordinate: 41°14′48″N 14°45′48″E / 41.246667°N 14.763333°E41.246667; 14.763333 (Fragneto Monforte)
Altitudine 415 m s.l.m.
Superficie 24,49 km²
Abitanti 1 864[1] (1/1/2015)
Densità 76,11 ab./km²
Frazioni Monterone, Rapinella, Fiume
Comuni confinanti Benevento, Campolattaro, Casalduni, Fragneto l'Abate, Pesco Sannita, Ponte, Pontelandolfo, Torrecuso
Altre informazioni
Cod. postale 82020
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062034
Cod. catastale D756
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 762 GG[2]
Nome abitanti fragnetani
Patrono san Nicola di Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fragneto Monforte
Fragneto Monforte
Fragneto Monforte – Mappa
Posizione del comune di Fragneto Monforte nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Fragneto Monforte è un comune italiano di 1 864 abitanti[1] della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Fragneto è situato nell'Alto Sannio ai piedi della collina di Toppa Barrata, tra i fiumi Tammaro e Calore, nei pressi dei torrenti Lenta e Raventa. Il territorio è prevalentemente collinare, ma comunque fertilissimo. È situato ad una altezza s.l.m. che varia dai 111 ai 530 metri ed ha un'estensione di quasi 25 km2. Rientra nella Zona I di classificazione sismica ed è parte integrante della Comunità Montana dell'Alto Tammaro e della regione agraria n.4 "Colline del Calore Irpino Inferiore". Dista (in linea d'aria) circa 14 km dal suo capoluogo di provincia, 62 km dal capoluogo di regione e 202 km dalla capitale. Tuttavia, gli spostamenti sono garantiti da una efficace rete di trasporti.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Rilievo nel centro storico di Fragneto, raffigurante il guerriero Gnito.

Il nome Fragneto[3] si fa risalire alla fara di Gnito, ossia la famiglia (o gruppo) di Gnito, il guerriero che, dopo la conquista di Benevento da parte dei Longobardi (571 d.C.), si era stabilito in questo luogo e ne fece un villaggio fortificato da mura e torri. Altre fonti invece sostengono che "Fragneto" derivi dal latino farneus, un particolare tipo di quercia, a cui si aggiunge il suffisso -etum, che indica, in questo caso, querce.

Il secondo nome Monforte sembra derivare semplicemente da Bartolomeo da Monteforte, uno dei primi suffeudatari del territorio ove sorge il paese; ad ogni modo, la specifica serve a differenziare Fragneto Monforte dal confinante Fragneto l'Abate.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

La collina e l'abitato di Fragneto Monforte, per la loro felice posizione e per la presenza del vicino Tratturo, ossia l'antica “via per le Puglie”, ha ricoperto un importante ruolo strategico per le popolazioni che via via si sono insediate nel Sannio: dell'importanza di tale posizione restano a testimonianza le tracce di occupazione, ancora visibili, lasciate nel corso dei secoli da Sanniti e Romani prima, poi da Goti, Bizantini e Saraceni, ed ancora da Longobardi e Normanni. Difatti, antiche feste tradizionali, alcune usanze ed il nome stesso del piccolo centro testimoniano le influenze e le contaminazioni verificatesi nel tempo con il passaggio di queste popolazioni. Tra l'891 e 894 d.C., in seguito alla cacciata dei Bizantini da Benevento, alcuni sparuti gruppi si stabilirono a Fragneto: si trattava di abili mercanti ed esperti artigiani che resero fiorente ed importante il piccolo borgo. Tra questi vi erano i devoti di Santo Nicolao di Myra, che ne introdussero il culto a Fragneto, insieme all'usanza che i ricchi donassero masse alimentari ad un Magister che le ridistribuisse ai più poveri e bisognosi. E ancora oggi, difatti, le usanze tradizionali della Festa di San Nicola, basate sulla raccolta e distribuzione delle offerte, sono gelosamente custodite dal Mastro di Festa e dalla viva e sentita osservanza dell'intera comunità.

Dall'Anno Mille ad oggi: il Palazzo Ducale[modifica | modifica wikitesto]

È intorno al 1000 che si fa risalire la costruzione del Palazzo Ducale, epicentro dell'annesso feudo, chiamato dai Longobardi (nel 1010) Castello Nostro. Nel 1113 ne diventa signore Rodolfo Pinello della Contea di Ariano, il quale con la sua opera riesce a tenere alto il prestigio e la ricchezza del feudo, anche se nel 1138 il Castello viene saccheggiato e poi incendiato da Ruggero II. Ad ogni modo, in seguito alla ricostruzione, esso verrà ceduto ai Frangipane da parte di Carlo I d'Angiò.

Successivamente, il borgo di Fragneto con il Castello passò a far parte, nel 1350, del contado beneventano e prese il nome di Castrum Fragneti Montisfortis. Da allora, come attestano varie fonti storiche, il feudo divenne teatro di imprese militari nella contesa tra Alfonso d'Aragona e gli Angioini. Più tardi, il terremoto del 1456 distrusse buona parte del Castello e del borgo adiacente ma, grazie alla grande laboriosità degli abitanti, venne ricostruito tutto ancora una volta in breve tempo.

Nel XVI secolo, in seguito alle distribuzioni di terre a nobili famiglie, il feudo di Fragnito con il Palazzo venne concesso nel 1528 al luogotenente vicereale Don Ferrante Montalto: il feudo rimase ai Montalto, col titolo di ducato, fino alla scomparsa della feudalità.

Allo stato attuale, il Palazzo Ducale (pur essendo ancora di proprietà della famiglia Montalto) è sede di una società di ristorazione, la quale ospita al suo interno cerimonie, ricevimenti, meeting e conferenze a livello locale e nazionale. Nonostante questo adattamento alla realtà moderna, il Castello ducale testimonia ancora un passato glorioso e travagliato, per cui il visitatore, passeggiando tra il cortile interno e volgendo lo sguardo al muro di cinta e alla facciata con le torri merlate, rivive l'atmosfera e la suggestione tipiche del Medioevo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di S. Nicola e Rocco: secolo XVII, detta "chiesa madre"
  • Chiesa della SS. Croce: IX secolo, connessa al Palazzo Ducale
  • Chiesa di S. Donato: secolo XVII, situata nel centro storico del paese
  • Chiesa di S. Anna: secolo XVIII, situata fuori dal paese in prossimità dell'uscita della SS88
  • Chiesa di S. Maria in Principio: secolo XVII, situata in contrada Rapinella, è stata in passato distrutta e ricostruita in seguito a vari terremoti, ma è inagibile dal 1973 per il crollo della volta.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Portale del Palazzo Ducale
  • Palazzo dei Duchi di Montalto

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Tiglio secolare, simbolo del paese
  • "Pietra della Madonna", così chiamata poiché in prossimità della sopracitata chiesa di S. Maria in Principio; la leggenda vuole che la Madonna vi si fosse inginocchiata, lasciando le impronte dei piedi e delle ginocchia

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche e musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale
  • Museo Farnetum, museofarnetum.com.
  • Museo di Arti e Tradizioni Popolari, strettamente connesso al gruppo folk "La Takkarata"

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto Comprensivo Scolastico di Fragneto Monforte è situato in via Padre Pio, nei pressi del cimitero e del campo sportivo. Include una scuola di insegnamento primario e una scuola secondaria di primo grado, oltre che una scuola materna. Con l'unificazione dei corsi di studio in un unico edificio, la struttura della scuola elementare di p.zza Aldo Moro è divenuta il nuovo municipio. All'I.C. di Fragneto Monforte appartengono anche le scuole dei comuni di Campolattaro e Fragneto L'Abate.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio fragnetano, sin dal 1970, è posto il gruppo di ricerca folcloristico "La Takkarata", il quale, attraverso strumenti musicali, abbigliamento e canti popolari, intende rifarsi alla cultura ottocentesca e novecentesca degli abitanti del paese e delle zone circostanti. Il gruppo prende il nome da un certo "Ballo della taccarata", di origine ottocentesca, che a sua volta deriva da "tàkkare", termine con cui si definivano, in antichità, le bacchette di ulivo stagionato, le quali creavano un suggestivo ritmo musicale. Tipico del gruppo è anche il costume, il quale presenta qualcosa di albanese, misto all'orientale, con i tanti merletti multicolori che vengono utilizzati per il ballo della taccarata[5].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina sannita ha particolare attaccamento alle festività religiose, ragion per cui il 6 dicembre si festeggia il patrono San Nicola di Bari. La tradizione vuole che vi sia un "mastro di festa", ovvero l'economo, che organizzi le cerimonie e conservi il quadro recante l'immagine del Santo, consegnatogli all'inizio dell'anno; il 25 e 26 novembre si ha la "Macina di S.Nicola" e, a quanti abbiano prestato offerta, il 5 dicembre viene consegnato pane, carne e vino. Altre festività religiose si hanno in occasione di Sant'Anna (26 luglio) e Santa Teresa (si ha una sorta di fiera il 15 ottobre). L'ultima domenica di maggio, invece, si ha la festa della santissima Purità. In via "laica" si hanno numerose ricorrenze, soprattutto nel periodo estivo, tra cui bisogna ricordare la fiera (che si ha l'ultimo sabato di maggio e il 25 luglio) e l'Estate fragnetana (per tutto il mese di agosto).

Raduno Internazionale delle Mongolfiere[modifica | modifica wikitesto]

Il centro del paese in occasione di uno dei raduni

Dal 1986 è annualmente teatro di raduni internazionali di mongolfiere, generalmente nella prima settimana di ottobre. In quest'occasione lungo le vie del paese si hanno numerosi stand enogastronomici, artisti di strada, associazioni di clownerie, mostre d'arte estemporanee ed è possibile anche sperimentare il volo aerostatico. I team più esperti si lanciano in svariate competizioni in mongolfiera, i cui vincitori e partecipanti vengono premiati dall'amministrazione comunale. Si notano anche esibizioni acrobatiche di aerei e paracadutisti, nonché esibizioni di bande e fanfare, tra cui la fanfara dei Bersaglieri.

Persone legate a Fragneto Monforte[6][modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Fragneto Monforte può essere ricordato anche come terra di personaggi di una certa rilevanza storica e culturale. A tale proposito è necessario ricordare:

  • Pietro Mastrogiacomo (1671-1767), parroco e poeta, scrisse numerose opere nel corso della sua vita. I suoi scritti erano quasi tutti improntati sulla Fede, ad eccezione dell'ultimo testo (scritto all'età di ben novantuno anni), il quale era di carattere autobiografico
  • Paolo Cecere (1845-1876), insegnante in Pago Veiano per oltre quaranta anni, fu collaboratore alla "Gazzetta di Benevento" e autore di un manoscritto in cui si riportava il dramma sacro di santa Faustina e Fratelli Martiri Pellegrino e Probo
  • Massimo Montalto (1860 ca.-1937), duca e cerimoniere della Corte di Savoia, ebbe sempre rapporti affettuosi con i cittadini di Fragneto Monforte, che dimostrò costruendo un acquedotto per portare acqua potabile nel paese, offendendo dal re un prestito di 1.000.000 di lire. In più, intendeva fondare un'industria di laterizi, ma senza successo per via degli scarsi fondi. Contribuì inoltre alla costituzione dell'Asilo infantile e, insieme alla Duchessa Dora sua moglie, prestò una parte del palazzo ducale per le attività teatrali che intendeva promuovere tra i cittadini
  • Ignazio Cirelli (1883-...), parroco della chiesa Chiesa di S.Rocco nel Bronx, fu autore del "Our Parish Bulletin" (bollettino parrocchiale pervenuto anche in Italia) e del dramma sacro di Santa Barbara Vergine e Martire
  • Ludovico Montalto (...-1970), impiantò sul fiume Tammaro una turbina per la produzione di elettricità, garantendo ai fragnetani sia energia elettrica che posti di lavoro. La turbina fu in seguito abbandonata con la statalizzazione dell'elettricità
  • Vincenzo De Marchi (1906-1970), emigrato negli USA, collaborò allo sviluppo del missile Polaris e, dopo aver contribuito alla fondazione della Società Istituto Ingegneri Chimici Americani, ne divenne presidente. Collaborò, inoltre, con le riviste Life e National Geographic, avendo sviluppato il processo della stampa ad alta velocità a quattro colori.
  • Basilio de Camillis (...-1980), medico, scrisse una biografia sullo scienziato sannita Leonardo Bianchi, oltre che vari libretti riguardo alle personali esperienze mediche. Nel 1930 diede vita a "Il tiglio" e "Stravillaggio", due giornali locali ora non più prodotti. Secondo indiscrezioni, sarebbe stato un acceso sostenitore del fascismo, cosa che gli causò non pochi problemi con i cittadini e l'amministrazione, ragion per cui, essendosi aggiunti anche motivi di lavoro, si trasferì a Torino e morì presso Grugliasco intorno al 1980.
  • Giovambattista Mastrogiacomo (...-...), parroco, si dedicò alla ricostruzione della chiesa madre di Fragneto Monforte, curando i progetti e intervenendo in prima persona all'opera. Mentre si costruiva la ferrovia che collegava Benevento con Campobasso, nel periodo dell'Unità di Italia, don Giovambattista si ritrovò a vedere davanti a sé le violenze che piemontesi e briganti compivano nel territorio sannita (soprattutto quelle di Pontelandolfo e Casalduni), per poi provarle in prima persona.
  • Bonaventura Iacobelli (...-...), giurista, intendeva pubblicare un trattato di Economia Universale che fu giudicato da Luca de Samuele Cagnazzi come "trascendentale". Fu inoltre capo del gruppo rivoluzionario che era stato promosso da Giuseppe de Marco, dopo aver partecipato alla vita politica e agli avvenimenti napoletani del 1848.
  • Francesco Saverio Sorda (...-...), studioso della natura e uomo dottissimo nelle scienze fisiche e naturali, scrisse diversi trattati circa le sue ricerche, acquistando tra l'altro la fiducia del Governo Pontificio.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Trattandosi di un modesto centro dalle origini contadine, grazie anche all'estesa superficie coltivabile (1438,57 ha[7]), Fragneto Monforte ha come fonte di guadagno prodotti primari come cereali (soprattutto grano ed orzo), olio, vini, frutta e pascoli. Tuttavia l'attività agricola e pastorale risulta essere in via di estinzione, dal momento che gran parte dei cittadini fragnetani sono impegnati nel settore secondario (industrie medio-piccole) e terziario.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1960 1961 Umberto Iadarola Sindaco
1961 1965 Giuseppe Iadarola Sindaco
1965 1970 Giovanni Cairella Sindaco
1970 1975 Giovanni Romanelli Sindaco
1975 1980 Luigi Sale Sindaco
1980 1985 Rino Gasdia Sindaco
26/06/1985 11/06/1990 Luigi Sale DC Sindaco
11/06/1990 24/04/1995 Luigi Sale DC Sindaco
24/04/1995 14/06/1999 Nicola Augusto Simeone Lista civica di centro-sinistra (con i Verdi) Sindaco
14/06/1999 14/06/2004 Nicola Augusto Simeone Lista civica Sindaco
17/06/2004 30/06/2008 Luigi De Camillis Lista civica Sindaco
30/06/2008 08/06/2009 Luigi Facchino Lista civica di centro-sinistra Vicesindaco
07/06/2009 26/05/2014 Raffaele Caputo Lista civica Sindaco
25/05/2014 in carica Raffaele Caputo Lista civica "Farnetum" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene l'unica struttura sportiva di rilievo sia data dal campo sportivo, nel territorio fragnetano sono presenti diverse associazioni:

  • A.S.D. "Farnetum", squadra di calcio militante in Seconda Categoria
  • "Wind & Fire", gruppo di volo aerostatico
  • Club Fuoristrada "Sanniti Off-road"

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Popolazione Residente per età, sesso e stato civile al 1º gennaio 2015, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 17 agosto 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Bibliografia: Ricciuto 2007
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Costume & ... Takkarata
  6. ^ Personaggi illustri
  7. ^ fonte Camera di Commercio di Benevento dati e cifre maggio 2007
  8. ^ Antonio Gabriele, Sancito il gemellaggio fra S. Stefano e Fragneto su SavutoWeb, il 12 maggio 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Iamalio, La regina del Sannio, ed. Ardia Napoli, 1918
  • Alfonso Meomartini, I Comuni della provincia di Benevento, 1970
  • Arnaldo Ricciuto, Accadeva a Fragneto...storie paesane, ed. Nuove Grafiche Puddu, 2007
  • Arnaldo Ricciuto, Racconto di Natale, ed. Geas, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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