Castelvenere

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Castelvenere
comune
Castelvenere – Stemma Castelvenere – Bandiera
Castelvenere – Veduta
La torre ricostruita
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
Sindaco Mario Scetta (lista civica Veneri Futura e Solidale) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate 41°14′N 14°33′E / 41.233333°N 14.55°E41.233333; 14.55 (Castelvenere)Coordinate: 41°14′N 14°33′E / 41.233333°N 14.55°E41.233333; 14.55 (Castelvenere)
Altitudine 119 m m s.l.m.
Superficie 15,44 km²
Abitanti 2 562[1] (1/1/2016)
Densità 165,93 ab./km²
Frazioni Parito
Comuni confinanti Guardia Sanframondi, San Lorenzello, San Salvatore Telesino, Solopaca, Telese Terme
Altre informazioni
Cod. postale 82030
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062019
Cod. catastale C280
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona C, 1 287 GG[2]
Nome abitanti castelveneresi, vienneresi
Patrono San Barbato di Benevento
Giorno festivo 19 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelvenere
Castelvenere
Castelvenere – Mappa
Posizione del comune di Castelvenere nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Castelvenere ("R' Viennr" in dialetto castelvenerese) è un comune italiano di 2 577 abitanti[1] della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dal fiume Calore e dal torrente Seneta.

Castelvenere dista circa 34 km da Benevento, 30 km da Caserta, 60 km da Napoli, 195 km da Roma, 80 km da Ariano Irpino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome originario del comune era Véneri forse perché nella zona vi era un tempio dedicato alla dea Venere.[3]

Nel XIV secolo era citata con il nome di Castrum Veneris.[4]

Dal 1151 al 1460 fu feudo della famiglia Sanframondo, di origine normanna.

Successivamente fu possedimento dei Monsorio.

Nel 1532 contava trentasei famiglie che divennero settanta alla fine del Cinquecento.[5]

Nel 1638, dopo un'attenta valutazione del feudo, fu acquistato dal dott. Lelio Carfora, governatore di Cerreto Sannita, per conto della famiglia Carafa.

Nella valutazione o "apprezzo" del feudo del 1638 si viene a sapere che Castelvenere "sta edificato su luogo piano, fortissimo di muraglia, con fossi attorno, di maniera che dalla parte di tramontana sta eminente, per esservi un vallone sotto, per dove scorrono le acque del paese; s'entra per una porta con ponte levatoio dalla parte occidentale, dove si trova una bella strada dritta, di conveniente larghezza, spartita in vichi da una parte e dall'altra." Il feudo fu valutato 10.520 ducati.[6]

Il terremoto del 5 giugno 1688 danneggiò il paese.

Dal 1861 fa parte della provincia di Benevento.

Il 18 febbraio 1999 si gemella col paese di Cicciano (Napoli)[7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Nicola, ricostruita nel XX secolo;
  • Chiesa di Santa Maria della Foresta, di origine bizantina (VI secolo d.C.), è appartenuta ai conti Carafa;
  • Torri medievali.
  • Chiesa di Santa Maria della Seggiola costruita nel 1898.
  • Casale Cerza, databile all'anno 1857.
  • Casino Brizio, struttura di fine Settecento, usato come casino di caccia.
  • Museo delle tradizioni contadine, ubicato in "Strada del Mulino"[8].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]


Persone legate a Castelvenere[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La produzione agricola è soprattutto incentrata sulla coltivazione dell'uva da cui si ricava del vino pregiato.

Fa parte insieme ad altri 40 comuni della regione Campania, dell'Associazione Nazionale Città del Vino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità montana del Titerno e dell'Unione dei comuni Città Telesina[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Popolazione Residente per età, sesso e stato civile al 1º gennaio 2015, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 21 agosto 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Touring, p. 282.
  4. ^ Marrocco, p. 39.
  5. ^ Pescitelli, p. 237.
  6. ^ Marrocco, p. 40.
  7. ^ Atti fatti e notizie su Cicciano e la sua gente, Francesco M Petillo. URL consultato l'08 aprile 2017.
  8. ^ (EN) Anna Maria Baratelli, Sandra Becucci e Antonietta Caccia, Il patrimonio museale antropologico: Itinerari nelle regioni italiane. Riflessioni e prospettive, Gangemi Editore, 03 febbraio 2016, ISBN 9788849291759. URL consultato l'08 aprile 2017.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  10. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., L'Italia: Campania, Milano, Touring Club Italiano, 2005.
  • Dante B. Marrocco, Guida del Medio Volturno, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1986.
  • Renato Pescitelli, Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione e di assistenza nel XVI e XVII secolo, Auxiliatrix, 1977.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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