San Lorenzello

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San Lorenzello
comune
San Lorenzello – Stemma San Lorenzello – Bandiera
San Lorenzello – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
Sindaco Antimo Lavorgna (lista civica Insieme si cresce) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 41°16′37″N 14°32′33″E / 41.276944°N 14.5425°E41.276944; 14.5425 (San Lorenzello)Coordinate: 41°16′37″N 14°32′33″E / 41.276944°N 14.5425°E41.276944; 14.5425 (San Lorenzello)
Altitudine 250 m s.l.m.
Superficie 13,88 km²
Abitanti 2 227[1] (1/1/2016)
Densità 160,45 ab./km²
Comuni confinanti Castelvenere, Cerreto Sannita, Cusano Mutri, Faicchio, Guardia Sanframondi, San Salvatore Telesino
Altre informazioni
Cod. postale 82030
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062061
Cod. catastale H955
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 525 GG[2]
Nome abitanti laurentini
Patrono San Lorenzo martire
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Lorenzello
San Lorenzello
San Lorenzello – Mappa
Posizione del comune di San Lorenzello nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

San Lorenzello (Sàntu Lurienzë in campano[3]) è un comune italiano di 2 243 abitanti [1] della provincia di Benevento in Campania.

Il comune condivide con la vicina Cerreto Sannita da oltre tre secoli l'arte della ceramica.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale, esteso 14 km² circa, confina con i comuni di Castelvenere, Cerreto Sannita, Cusano Mutri, Faicchio, Guardia Sanframondi, San Salvatore Telesino, ed è attraversato dal corso del fiume Titerno.

Il centro storico è sito alle falde di monte Erbano, alto 1.385 metri.

Dista da Benevento, capoluogo di provincia, 35 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una leggenda San Lorenzello sarebbe stata fondata da Filippo Lavorgna nel IX secolo.

La leggenda narra che nell'864 d.C. il giovane Filippo Lavorgna, salvatosi dalla distruzione di Telesia ad opera degli invasori saraceni, si rifugiò con la sua famiglia su monte Erbano, nella grotta di Futa. Un giorno Filippo scese dalla grotta per cercare del cibo per la sua famiglia quando a valle, in località la Cupa, incontrò un gruppo di zingari. Una zingara, appena avvistato il giovane, gli chiese con insistenza di farsi predire il futuro e dopo diverse insistenze Filippo acconsentì. La zingara sentenziò: «Nobili sono i tuoi natali, belli i tuoi lineamenti, forte il tuo braccio e generoso il tuo cuore; hai fuggito la patria e ti sanguina l'anima; i tuoi dolori non sono finiti... però risplenderà su te la stella, due stelle, due occhi di profuga sventurata come te, ma dolce come il miele e bella come il sole. Sarai con lei il fondatore di una città e il tuo nome rimarrà immortale». Filippo sorrise divertito e tornò nella grotta dove dimorava con la sua famiglia. Poco tempo dopo arrivò una giovane donna in lacrime, Rosita, che chiese aiuto perché suo padre si era si era sentito male. Filippo seguì Rosita sino al rifugio dove ella abitava ma arrivato lì trovò il padre di Rosita senza vita. Il giovane, tornato nella sua grotta, si trovò davanti ad una scena orribile: tutta la sua famiglia era stata sterminata. La leggenda termina narrando che Filippo e Rosina, la notte del 10 agosto, decisero di fondare un villaggio che intitolarono a San Lorenzo.[4]

Diversi eventi storici si intrecciano con la leggenda di Filippo Lavorgna anche se il racconto è da ritenersi solo un mito. A Filippo Lavorgna sono intitolati alcuni ruderi di antiche mura (le "mura Filippo") ed ancora oggi il cognome Lavorgna è il più diffuso nel comune.[5]

Secondo diverse tesi San Lorenzello fu fondata da alcuni profughi scampati alla distruzione saracena di Telesia nel IX secolo che si radunarono alle falde di monte Erbano dove edificarono delle mura e due torri difensive (una nei pressi dell'antica chiesa parrocchiale ed un'altra in via Cesolle).[6]

Il paese venne citato per la prima volta nel 1151 quando Guglielmo I Sanframondo, figlio del normanno Raone, dichiarò di possedere diversi feudi fra i quali Cerreto Sannita con i casali (centri minori o frazioni) di San Lorenzello e di Civitella Licinio.

Da allora sino al XIX secolo il casale di San Lorenzello seguì le vicende di Cerreto Sannita e nel 1483 divenne possedimento dei Carafa che governarono queste terre sino alla abolizione del feudalesimo avvenuta nel 1806.

Il paese veniva chiamato "San Lorenzo Minore" per distinguerlo dal vicino centro di "San Lorenzo Maggiore".[7]

Nel 1541 vennero concessi dai feudatari gli Statuti[8] con i quali veniva riconosciuta l'Universitas, l'amministrazione comunale dell'epoca. L'Universitas era governata da tre "Eletti" e da un Consiglio rinnovato per metà ogni anno. Sui problemi di maggiore importanza veniva convocato il Concilium totius popoli, ossia l'assemblea dei capi famiglia.

Nel 1596 contava circa 1.600 abitanti che diminuirono dopo la peste del 1656.[9]

Il terremoto del 5 giugno 1688 distrusse il paese uccidendo 600 persone su 1.000 abitanti.[8]

Altri danni furono provocati dalla carestia del 1764, dal terremoto del 1805 e dal colera del 1837.

Dal 1861 fa parte della provincia di Benevento.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'ex Convento dei Padri Carmelitani.
Il modello di un Tyrannosaurus rex all'interno della "Città dei dinosauri".

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro storico sono presenti due chiese:

  • la Chiesa di San Lorenzo, rifatta l'ultima volta dopo il terremoto del 1805 ed ampliata ulteriormente alla fine del XIX secolo, conserva la scultura lignea del Santo protettore del paese, solennemente venerato nel mese di agosto;
  • la Chiesa della Congregazione della Sanità, ricca di pregevoli opere d'arte in ceramica di Cerreto Sannita e di San Lorenzello tra le quali un timpano in maiolica realizzato da Antonio Giustiniani, padre del più famoso Nicola;
  • l'ex Convento dei Padri Carmelitani, attualmente sede di iniziative culturali.

Altre chiese sono:

  • la Chiesa di San Sebastiano nella quale è conservata una artistica scultura raffigurante il santo;
  • la Chiesa di San Donato che conserva una edicola settecentesca in ceramica raffigurante la Madonna;
  • la Cappella della Madonna Addolorata o "Madonnella" lungo la strada provinciale Cerreto - Telese.

Città dei dinosauri[modifica | modifica wikitesto]

Lungo la via Regia, sulle sponde del fiume Titerno si trova il Parco di San Sebastiano che da diversi anni ospita la "Città dei dinosauri", un parco didattico con una estensione di oltre 10.000 m². All'interno della Città dei dinosauri si possono ammirare quindici riproduzioni in vetroresina di dinosauri in scala 1:1 poste in una ambientazione naturalistica suggestiva.

Fra le varie riproduzioni di dinosauri esistenti non mancano scene di predazione e di caccia.

La Città dei dinosauri è dotata inoltre di una sala multimediale e di una ampia area relax immersa nel verde del parco[10].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

San Lorenzello è ricca di testimonianze di archeologia industriale. Lungo le sponde del fiume Titerno si possono infatti notare i resti di un mulino e di diverse strutture che venivano usate per il trattamento dell'argilla e per la lavorazione della ceramica.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Sovrasta il centro storico di San Lorenzello l'alto Monte Erbano, chiamato così perché ricco di erbe officinali e aromatiche. Quasi alla sommità di Monte Erbano è sita la località attrezzata "Valle Santa" dalla quale si può ammirare un ampio e suggestivo panorama sulle valli telesina e titernina.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Ceramica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ceramica di Cerreto Sannita e di San Lorenzello.

Persone legate a San Lorenzello[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Paolo Fusco (1880-1918), poeta, medico, a soli tredici anni scrisse la "Biografia dei laurentini", una lunga composizione poetica che ritraeva satiricamente gli abitanti di San Lorenzello.
  • Pasquale Massone (1815-1888), diplomatico, console e ambasciatore per più mandati.[12]
  • Pietro Paolo Perugini (1767-1825), "dottore fisico", maggiore delle milizie provinciali di Terra di Lavoro, nel 1819 scrisse un libro che prendeva in considerazione per usi medici le acque termali di Telese.[13]
  • Luigi Sebastiano Fato (1916-2004), primo Zelatore del Pontificio Santuario di Pompei, si è dedicato a opere di carità.
  • Amalia Barone (1884-1998), supercentenaria italiana emigrata all'estero di 113 anni e 263 giorni.
  • Mons. Nicola Vigliotti (1926 - 2012) Sacerdote,scrittore,storico contemporaneo e cultore delle tradizioni sannite, Cappellano per 60 della Congrega Maria SS. della Sanità e per 40 anni Preside del Liceo Classico Paritario "Luigi Sodo" di Cerreto Sannita

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità montana Titerno e Alto Tammaro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Popolazione Residente per età, sesso e stato civile al 1º gennaio 2015, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 21 agosto 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 581.
  4. ^ Vigliotti, p. 33.
  5. ^ I dieci cognomi più diffusi, italia.indettaglio.it. URL consultato il 26 luglio 2011.
  6. ^ Vigliotti, p. 35.
  7. ^ Pescitelli, cap. IV.
  8. ^ a b Marrocco, p. 126.
  9. ^ Pescitelli, p. 187.
  10. ^ Sito ufficiale della Città dei dinosauri, jurassicpark.it. URL consultato il 25-05-2011.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Vigliotti, p. 230.
  13. ^ Vigliotti, p. 228.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dante B. Marrocco, Guida del Medio Volturno, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1986.
  • Renato Pescitelli, Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione e di assistenza nel XVI e XVII secolo, Auxiliatrix, 1977.
  • Nicola Vigliotti, San Lorenzello e la Valle del Titerno, San Lorenzello, Fondazione Massone - Cerza, 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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