Ginestra degli Schiavoni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ginestra degli Schiavoni
comune
Ginestra degli Schiavoni – Stemma
Ginestra degli Schiavoni – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Benevento-Stemma.svg Benevento
Amministrazione
SindacoZaccaria Spina (lista civica) dal 29-5-2006
Territorio
Coordinate41°17′N 15°02′E / 41.283333°N 15.033333°E41.283333; 15.033333 (Ginestra degli Schiavoni)Coordinate: 41°17′N 15°02′E / 41.283333°N 15.033333°E41.283333; 15.033333 (Ginestra degli Schiavoni)
Altitudine540 m s.l.m.
Superficie14,79 km²
Abitanti423[1] (31-12-2020)
Densità28,6 ab./km²
Comuni confinantiCasalbore (AV), Castelfranco in Miscano, Montecalvo Irpino (AV), Montefalcone di Val Fortore, San Giorgio La Molara
Altre informazioni
Cod. postale82020
Prefisso0824
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT062036
Cod. catastaleE034
TargaBN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 2 034 GG[3]
Nome abitantiginestresi
Patronosan Biagio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ginestra degli Schiavoni
Ginestra degli Schiavoni
Ginestra degli Schiavoni – Mappa
Posizione del comune di Ginestra degli Schiavoni nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Ginestra degli Schiavoni è un comune italiano di 423 abitanti[1] della provincia di Benevento in Campania. È il comune più piccolo per popolazione (ma non per estensione territoriale) dell'intera provincia[4].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La villa comunale

Il centro abitato di Ginestra degli Schiavoni sorge nella media valle del Miscano, a est del vallone della Cuparella e a ovest del torrente Ginestra (affluente del fiume Miscano), nell'Appennino campano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'insediamento originario sannita-irpino, rintracciabile con buona probabilità nella Chiana Sant'Angelo[5], era lambito dall'importante via Minucia che collegava Benevento a Troia attraversando il vicino borgo di Aequum Tuticum. Proprio nel segmento della Minucia che collegava le due località era posta Ginestra. Il percorso della successiva via Traiana (109-117 d.C.), che collegava Benevento a Brindisi, fu portato a valle per volere dell'imperatore, causando una parziale emarginazione del centro[6].

Durante la dominazione longobarda, il paese assunse il nome di Lombarda Massa[7], con il significato di "podere dei Longobardi". Solo tra il 900 e il 1000 si ebbe il trasferimento della comunità sul promontorio dove si sviluppa attualmente il centro urbano.

Il termine Ginestra compare per la prima volta in documenti riferibili al 1100, e dunque alla dominazione normanna[8], quando il centro assunse il nome della pianta che maggiormente caratterizzava il suo territorio e si andò lentamente strutturando attorno alla torre e al necessario sistema di difesa.

In seguito alla conquista ottomana dei Balcani e della Grecia, intorno al 1528, circa quaranta famiglie cristiane originarie della Dalmazia[9], all'epoca chiamata volgarmente "Schiavonia", si trasferirono a Ginestra, che prese dunque il nome di Ginestra degli Schiavoni[7].

Il comune passò di proprietà a diverse famiglie nobili. I primi feudatari furono gli angioini, a cui succedettero i Pagano, i De Sabran, gli Sforza. Nel 1495 venne assegnata ai Marziale, alienata ai Carafa, ai Caracciolo (1579) e agli Spina (primi del XVII secolo. Nel 1617 venne assegnata ai Ciaburro, che la ressero con titolo baronale fino al 1938.

Nel quadriennio 1743-46 il territorio di Ginestra fu soggetto alla competenza territoriale del regio consolato di commercio di Ariano nell'ambito della provincia di Principato Ultra[10], cui appartenne fino al 1811 quando fu aggregato al distretto di Bovino nella Capitanata. Dal 1861 il comune appartiene alla provincia di Benevento.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Madre, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, è stata inaugurata nel 1986 e sorge sul luogo dell'antica chiesa di Santa Maria dell'Assunzione, menzionata dalle fonti sin dal 1500. Presenta una pianta di forma circolare, con copertura a ombrello. Conserva il quadro miracoloso di Sant'Antonio, copia dell'originale andato bruciato nel 1924.

La Cappella di Sant'Antonio (originariamente dedicata a San Martino), recentemente restaurata insieme all'invaso antistante, è un altro punto di interesse. Localizzata fuori dalle mura urbane, è possibile ipotizzare che fosse un punto di riferimento dell'antica viabilità: nei pressi infatti passavano i tratturi di Montefalcone e di San Giorgio La Molara che raggiungevano la Puglia per far svernare le greggi. La campana è datata 1690 ed è la più antica testimonianza storica esistente a Ginestra degli Schiavoni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo delle energie rinnovabili

Renewable Energies Museum (R.E.M.) è una mostra permanente che permette di scoprire e conoscere le principali risorse naturali locali (sole, vento, acqua e vegetazione) allo scopo di valorizzarle nel modo più opportuno traendone energia rinnovabile a basso impatto ambientale secondo la moderna ottica innovativa dello sviluppo sostenibile[12].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo primitivo dell'attuale centro storico, sorto attorno alla torre normanna successivamente inglobata nel palazzo baronale, può dirsi caratterizzato da uno sviluppo "a campana": trova il suo epicentro in Largo Fontanella ed è caratterizzato dagli slarghi irregolari delle strade, dalle costruzioni esterne arroccate, e concluso dall'area occupata, fino al Novecento, dal palazzo baronale. Questo era ubicato alla confluenza di tre strade: via Casalbore-Ginestra, via Santa Barbara e corso Umberto I (alla cui altra estremità è posta la piazza antistante la Chiesa Madre).

A partire dalla prima metà del XVIII secolo, in seguito al tremendo terremoto del 1688 che rase al suolo l'insediamento, si è avuto il secondo sviluppo del centro che, differentemente dalla prima espansione, si affiancò al corso Umberto I.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Parchi eolici e campi agricoli sulle colline circostanti il borgo

In aggiunta alle tradizionali attività agricole, zootecniche e forestali, il territorio di Ginestra degli Schiavoni si caratterizza per la presenza di moderni insediamenti nel settore dell'energia rinnovabile a basso impatto ambientale (parchi eolici e centrali fotovoltaiche)[12].

Il territorio comunale, situato lungo la direttrice della medievale via Francigena (erede della più antica via Traiana), è inoltre parte del distretto turistico-religioso Viaticus[13] e dell'Associazione Europea delle Vie Francigene[14].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ginestra degli Schiavoni fa parte della Comunità montana del Fortore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Comuni della provincia di Benevento per popolazione, su Tuttitalia.it. URL consultato il 4 dicembre 2019 (archiviato l'8 maggio 2018).
  5. ^ La valle del Miscano, pp. 162-163
  6. ^ La valle del Miscano, p. 162
  7. ^ a b Antonio Canino, Campania, Touring Editore, Milano, 1981, p. 375, su books.google.it. URL consultato il 9 aprile 2014 (archiviato il 13 aprile 2014).
  8. ^ La valle del Miscano, p. 163
  9. ^ Ginestra degli Schiavoni, Treccani online, su treccani.it. URL consultato il 17 giugno 2014 (archiviato il 7 marzo 2016).
  10. ^ Tommaso Vitale, Storia della Regia città di Ariano e sua Diocesi, Roma, Salomoni, 1794, p. 174.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ a b R.E.M., su Comune di Ginestra degli Schiavoni. URL consultato il 7 novembre 2019 (archiviato il 7 novembre 2019).
  13. ^ Distretto turistico Viaticus: la regione Campania dà il via libera, su Ntr24 (archiviato il 24 agosto 2019).
  14. ^ Ginestra degli Schiavoni, su Tuttitalia. URL consultato il 15 luglio 2019 (archiviato il 14 luglio 2019).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]