Ginestra degli Schiavoni

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Ginestra degli Schiavoni
comune
Ginestra degli Schiavoni – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
SindacoZaccaria Spina (lista civica) dal 29/05/2006
Territorio
Coordinate41°17′N 15°02′E / 41.283333°N 15.033333°E41.283333; 15.033333 (Ginestra degli Schiavoni)Coordinate: 41°17′N 15°02′E / 41.283333°N 15.033333°E41.283333; 15.033333 (Ginestra degli Schiavoni)
Altitudine540 m s.l.m.
Superficie14,79 km²
Abitanti481[1] (31-8-2017)
Densità32,52 ab./km²
Comuni confinantiCasalbore (AV), Castelfranco in Miscano, Montecalvo Irpino (AV), Montefalcone di Val Fortore, San Giorgio La Molara
Altre informazioni
Cod. postale82020
Prefisso0824
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT062036
Cod. catastaleE034
TargaBN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 2 034 GG[2]
Nome abitantiginestresi
Patronosan Biagio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ginestra degli Schiavoni
Ginestra degli Schiavoni
Ginestra degli Schiavoni – Mappa
Posizione del comune di Ginestra degli Schiavoni nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Ginestra degli Schiavoni è un comune italiano di 481[1] abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ginestra degli Schiavoni sorge nella valle del Miscano, a ovest del torrente Ginestra (affluente del fiume Miscano) e a est del vallone della Cuparella.

Il territorio comunale si caratterizza per i moderni insediamenti nel settore dell'energia rinnovabile a basso impatto ambientale (parchi eolici e centrali fotovoltaiche), da cui nel 2009 l'amministrazione locale ha tratto spunto per realizzare il Renewable Energies Museum (=museo delle energie rinnovabili) o R.E.M.-2009[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'insediamento originario sannita, rintracciabile con buona probabilità nella Chiana Sant'Angelo[4], era lambito dall'importante via Egnatia che collegava Benevento a Troia attraversando il vicino borgo di Aequum Tuticum. Proprio nel segmento della Egnatia che collegava i due centri sanniti era posta Ginestra. Il percorso della successiva via Traiana (109-117 d.C.), che collegava Benevento a Brindisi, fu portato a valle per volere dell'imperatore, causando una parziale emarginazione del centro.[5]

Durante la dominazione longobarda, il paese assunse il nome di Lombarda Massa[6], con il significato di "podere dei Longobardi". Solo tra il 900 e il 1000 si ebbe il trasferimento della comunità sul promontorio dove si sviluppa attualmente il centro urbano.

Il termine Ginestra compare per la prima volta in documenti riferibili al 1100, e dunque alla dominazione normanna[7], quando il centro assunse il nome della pianta che maggiormente caratterizzava il suo territorio e si andò lentamente strutturando attorno alla torre e al necessario sistema di difesa.

In seguito alla conquista ottomana dei Balcani e della Grecia, intorno al 1528, circa quaranta famiglie cristiane originarie della Dalmazia[8], all'epoca chiamata volgarmente "Schiavonia", si trasferirono a Ginestra, che prese dunque il nome di Ginestra degli Schiavoni.[6]

Il comune passò di proprietà a diverse famiglie nobili. I primi feudatari furono gli angioini, a cui succedettero i Pagano, i De Sabran, gli Sforza. Nel 1495 venne assegnata ai Marziale, alienata ai Carafa, ai Caracciolo (1579) e agli Spina (primi del XVII secolo. Nel 1617 venne assegnata ai Ciaburro, che la ressero con titolo baronale fino al 1938.

Il territorio di Ginestra, dipendente sempre dalla diocesi di Ariano, fece parte del giustizierato di Principato Ultra, e poi appartenne all'omonima provincia fino al 1811, quando venne aggregato alla Capitanata. Dal 1861, Ginestra degli Schiavoni appartiene alla provincia di Benevento.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Madre, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, è stata inaugurata nel 1986 e sorge sul luogo dell'antica chiesa di Santa Maria dell'Assunzione, menzionata dalle fonti sin dal 1500. Presenta una pianta di forma circolare, con copertura a ombrello. Conserva il quadro miracoloso di Sant'Antonio, copia dell'originale andato bruciato nel 1924.

La Cappella di Sant'Antonio (originariamente dedicata a San Martino), recentemente restaurata insieme all'invaso antistante, è un altro punto di interesse. Localizzata fuori dalle mura urbane, è possibile ipotizzare che fosse un punto di riferimento dell'antica viabilità: nei pressi infatti passavano i tratturi di Montefalcone e di San Giorgio La Molara che raggiungevano la Puglia per far svernare le greggi. La campana è datata 1690 ed è la più antica testimonianza storica esistente a Ginestra degli Schiavoni.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo delle energie rinnovabili

Renewable Energies Museum (R.E.M.) è una mostra permanente che permette di scoprire e conoscere le principali risorse naturali locali (sole, vento, acqua e vegetazione) allo scopo di valorizzarle nel modo più opportuno traendone energia rinnovabile a basso impatto ambientale secondo la moderna ottica innovativa dello sviluppo sostenibile.[3]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo primitivo dell'attuale centro storico, sorto attorno alla torre normanna successivamente inglobata nel palazzo baronale, può dirsi caratterizzato da uno sviluppo "a campana": trova il suo epicentro in Largo Fontanella ed è caratterizzato dagli slarghi irregolari delle strade, dalle costruzioni esterne arroccate, e concluso dall'area occupata, fino al Novecento, dal palazzo baronale. Questo era ubicato alla confluenza di tre strade: via Casalbore-Ginestra, via Santa Barbara e corso Umberto I (alla cui altra estremità è posta la piazza antistante la Chiesa Madre).

A partire dalla prima metà del XVIII secolo, in seguito al tremendo terremoto del 1688 che rase al suolo l'insediamento, si è avuto il secondo sviluppo del centro che, differentemente dalla prima espansione, si affiancò al corso Umberto I.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Ginestra degli Schiavoni, situato lungo l'antica via Francigena, è parte del distretto turistico "Viaticus"[10], orientato allo sviluppo del turismo religioso.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ginestra degli Schiavoni fa parte della Comunità montana del Fortore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Archeoclub d'Italia (sede di Casalbore), Progetto itinerari turistici Campania interna - La Valle del Miscano, a cura di Luciano Disconzi, Regione Campania (Centro di Servizi Culturali - Ariano Irpino), vol. 1, Avellino, 1995, pp. 161-167.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]