Montecalvo Irpino

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Montecalvo Irpino
comune
Montecalvo Irpino – Stemma Montecalvo Irpino – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Mirko Iorillo (lista civica L'Aquilone) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 41°11′48″N 15°02′03″E / 41.196667°N 15.034167°E41.196667; 15.034167 (Montecalvo Irpino)Coordinate: 41°11′48″N 15°02′03″E / 41.196667°N 15.034167°E41.196667; 15.034167 (Montecalvo Irpino)
Altitudine 623 m s.l.m.
Superficie 54,01 km²
Abitanti 3 861[1] (31-07-2011)
Densità 71,49 ab./km²
Frazioni Cesine, Corsano, Frascino, Malvizza, Maurielli, Valli
Comuni confinanti Apice (BN), Ariano Irpino, Buonalbergo (BN), Casalbore, Castelfranco in Miscano (BN), Ginestra degli Schiavoni (BN)
Altre informazioni
Cod. postale 83037
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064052
Cod. catastale F448
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 214 GG[2]
Nome abitanti montecalvesi
Patrono san Felice
Giorno festivo 30 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montecalvo Irpino
Montecalvo Irpino
Sito istituzionale
Posizione del comune all'interno della provincia di Avellino

Montecalvo Irpino è un comune italiano di 3861 abitanti della provincia di Avellino, detto anche il "paese del pane buono". Secondo alcuni il nome deriva dal latino mons calvus, ossia "monte privo di alberi", secondo altri, invece deriva da mons galbus,[senza fonte] ossia giallo per il colore del tufo o dei fiori di ginestra presenti in zona. Il termine Irpino identifica la zona ed è stato aggiunto per distinguere il comune dagli altri omonimi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale fa parte della Comunità montana dell'Ufita. Si trova nella parte nord della provincia di Avellino al confine con quella di Benevento. Il suo territorio, per lo più argilloso e tufaceo, è prevalentemente montano. Sorge in prossimità della confluenza fra il torrente Miscanello nell'Ufita. Montecalvo è incastonata sul crinale di un'altura e si raggiunge percorrendo una serie di tornanti che si avvitano lungo il colle costeggiando boschi, campi arati e dolci colline.

Si estende per una superficie di 53,50 km², con un'altitudine che varia dai 171 ai 623 m s.l.m., con un'altezza massima di 700 m.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una frequentazione stabile della zona fin dall'età romana è attestata dal rinvenimento di strutture murarie riferibili ad una villa rustica in località Tressanti, nonché dal materiale archeologico proveniente da necropoli ed aree segnalate in varie altre località del territorio montecalvese.

La derivazione del nome del paese è da ricercare nel latino mons con il composto calvus, termine ascrivibile probabilmente al paesaggio brullo. Una seconda interpretazione, meno verosimile, spiega il termine “calvo” derivante da Calvia, il nome di una famiglia romana che avrebbe avuto diversi possedimenti sulla collina.

La prima notizia storica di Montecalvo è contenuta in un documento del 1099, in cui si fa riferimento all'invio di circa sessanta armati di quella zona nella spedizione in Terra Santa voluta da Guglielmo il Buono.

La Cronaca di Alessandro Telesino ricorda che nel 1137 Ruggero II, sovrano normanno in guerra con il conte di Avellino, si accampò ai piedi del castello di Montecalvo.

Nel Catalogo dei Baroni risulta che la prima famiglia feudataria fu quella dei Potofranco. In seguito alle distruzioni provocate dalle truppe di Manfredi di Svevia, il feudo venne concesso dapprima al nobile Matteo Diletto (1276) e poi donato dal re Carlo I d'Angiò al salernitano Giovanni Mansella.

Dalla fine del 1300 Montecalvo seguì le vicende della contea arianese, alla quale rimase aggregata durante i governi dei Sabrano, degli Sforza e dei Guevara. Nel 1456 un violento terremoto determinò il quasi totale abbandono del borgo e la completa distruzione del castello medievale. Nel 1486 il feudo passò sotto il diretto governo della Regia Corte e venne venduto, assieme ai feudi di Corsano e Pietrapiccola, dal re Alfonso II d'Aragona ad Ettore Pignatelli, duca di Monteleone e viceré di Sicilia. Costui gestì le rendite provenienti dal territorio fino al 1501, anno in cui il paese fu venduto ad Alberico Carafa, primo duca di Ariano.

Durante la breve dominazione francese, che ebbe inizio nello stesso anno 1501, signore di Montecalvo fu Pietro del Rohan, maresciallo di Francia e fedelissimo di re Ludovico. Ristabilito il potere spagnolo, re Ferdinando il Cattolico restaurò il ducato arianese che, con Montecalvo, tornò in possesso di Alberico Carafa. Nel 1507 Montecalvo fu donata da questi al figlio secondogenito Sigismondo, che nel 1525 ne fu nominato conte.

Per quasi un secolo i Carafa amministrarono la contea di Montecalvo, fino a quando, nel 1594, fu acquistata da Carlo Gagliardi, che nel 1611 si fregiò del titolo di duca.

Alla sua morte, nel 1624, il ducato passò alla famiglia Pignatelli, a cui appartenne fino al 1806, anno dell'abolizione dei diritti feudali nell'Italia meridionale.

Nel corso dei secoli il paese è stato flagellato da diversi terremoti. In particolare quelli del 1930 e del 1962 hanno distrutto diverse chiese, causato gravi danni al palazzo ducale e alla Chiesa di Santa Maria Assunta, di cui fu anche abbattuto il campanile.

Persone legate a Montecalvo Irpino[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Riti, Feste e Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 13 giugno: “Festa di Sant'Antonio”
  • 12 agosto: " Sagra della salsiccia"
  • 13 agosto: "Sagra della porchetta"
  • 15 agosto: “Sagra dei cicatielli”
  • 20-21 agosto: “Festa di San Pompilio”
  • 30 agosto: "Festa di San Felice"
  • Agosto: “Estate Montecalvese”
  • Novembre: “Fiera di Santa Caterina”

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Popolazione residente al 31 gennaio 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN136667595
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