Paduli

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Paduli
comune
Paduli – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
Sindaco Domenico Vessichelli (lista civica Uniti per Paduli) dal 01/06/2015
Territorio
Coordinate 41°10′N 14°53′E / 41.166667°N 14.883333°E41.166667; 14.883333 (Paduli)Coordinate: 41°10′N 14°53′E / 41.166667°N 14.883333°E41.166667; 14.883333 (Paduli)
Altitudine 349 m s.l.m.
Superficie 45,3 km²
Abitanti 4 000[1] (1/1/2015)
Densità 88,3 ab./km²
Frazioni Bosco Verdito, Calore Sandriano, Ignazio Forno Nuovo, Monte Capriano Carpinelli, Orticelli, Orticelli Montefollo, Piana, Piana Ferrara, Ravano, Saglieta, San Giuseppe, Serre Capitolo, Soloni, Torre
Comuni confinanti Apice, Benevento, Buonalbergo, Pago Veiano, Pietrelcina, San Giorgio del Sannio, San Giorgio La Molara, San Nicola Manfredi, Sant'Arcangelo Trimonte
Altre informazioni
Cod. postale 82020
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062045
Cod. catastale G227
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 705 GG[2]
Nome abitanti padulesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Paduli
Paduli
Paduli – Mappa
Posizione del comune di Paduli nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Paduli è un comune italiano di 4 000[1] abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Paduli è distante circa 10 km da Benevento ed è raggiungibile tramite la strada Statale SS 90 Bis detta "Statale delle Puglie".
Situato sulla cima di uno sperone tra la valle del fiume Calore e quella del Tammaro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Molto probabilmente dalla Batulum ricordata da Silio Italico nel VIII libro del suo poema De Puniche, con altri luoghi del Sannio[3], quantunque non ve ne sia neanche l'ombra dell'ubicazione. Il nome Batulum si sarebbe poi mutato in Padulum e infine in Paduli.

Nel suo tenimento, nel fondo dei Longo, vi è "Forum Novum", oggi Forno Nuovo, nella valle del Tammaro, ove vi era un mercato pubblico ed una "mutatio" citata negli Itinerari romani. Ivi si sono rinvenute molte anticaglie, iscrizioni e ruderi romani. Il sito era, quindi, sull'antica via consolare Traiana che da Benevento per la valle del Tammaro andava ad Aecae (Troia).[4]

Dominio feudale[modifica | modifica wikitesto]

Sotto gli Angioini, perduta l'autonomia, passò successivamente ai Shabran, ai Carbone e ad un Gentile da Montecalvo, ai Pignatelli, ai Cossa, ai Caracciolo, ai Barone, agli Spinelli, ai Cybo i quali nel 1726 lo vendettero ai Coscia di Benevento, che sui ruderi dell'antico castello, che aveva ospitato: i conti di Ariano, il duca Rainulfo, re Ruggiero, Tancredi, Federico II, Manfredi, Ladislao, Renato D'Angiò, Francesco Sforza, e Alfonso I d'Aragona, edificarono un magnifico palazzo posseduto dalla famiglia De Vivo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa madre di San Bartolomeo

Colonette militari ed iscrizioni romane, busti mormorei, monete ed altre anticaglie in Forno Nuovo. Interessante la chiesa Madre di un'artistica semplicità e rozzezza, con l'originale collocazione dell'ingresso alla base del campanile. Da menzionare inoltre: chiesa di San Nicola, chiesa di San Giovanni Battista, Convento e chiesa S. Maria di Loreto, chiesa Madonna di Lourdes di Piana Ferrara, chiesa della Madonna Delle Grazie.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Persone legate a Paduli[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Città gemellate:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Popolazione Residente per età, sesso e stato civile al 1º gennaio 2015, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 18 agosto 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Alfonso Meomartini, I comuni della provincia di Benevento, Benevento, 1907., p. 110
  4. ^ PADULI in latino Padulum forse da Batulum o nel significato di palude, si trova nel territorio dove furono stanziati i Liguri Bebiani. In Colle Sannita esiste una zona chiamata piana di Padulo in quanto prima di tale posizionamento vi erano zone paludosi. Considerando che i quarantamila Liguri Apuani, detti Bebiani dal console romano Bebio, avevano creato diversi villaggi lungo i territori del fiume Tammaro dalla posizione attuale di Campolattaro, Santa Croce del Sannio, Circello fino ai territori di Beneventum confluenza del Tammaro con il Calore. Molto probabilmente, dopo la caduta dell'impero romano e la sua scissione in oriente ed occidente con l'invasione dei predatori Saraceni, in queste zone verso il secolo VIII e XI, tutte le genti che abitavano lungo il Tammaro in zone facilmente accessibili cercarono rifugio e scampo rifugiandosi in zone non raggiungibili facilmente e più difendibili. Considerando che nel territorio di Paduli c'è una contrada MESSANO riconducibile nel nome alla famiglia romana MESANO con tenimenti lungo il Tammaro (vedi: Tabula Baebiana di G.Henzen oppure Antichità dei Liguri Bebiani di Raffaelle Garrucci). Con l'arrivo dei Normanni, di certo tale piccolo centro abitato in posizione strategico militare inattaccabile, fu da essi fortificato ed ampliato (vedi: i Chronica dei Normanni e di Re Ruggiero II). In merito a " Foro Novo " o meglio VICUS FORO NOVO in cui c'era un punto di commercio nel periodo romano ed anche centro abitato 'VICUS', posizionato al X miglio romano da BENEVENTUM come dalla TABULA PEUNTIGERIANA su via Egnatia poi Traiana, corrispondente attualmente nella zona di confine tra Paduli e bivio sulla SS 90 bis di Sant'Arcangelo Trimonte rispettivamente sulle C/da Piana e C/da Sant'Arcangelo e sull'incrocio della allora via EGNATIA poi TRAIANA e via CLUVIA che conduceva a CLUVIA importantissima città Sannita posizionata su monte Chiodo. Zona tutto oggi piena di reperti archeologici, sottoposta a vincolo archeologico, dimostranti le asserzioni su fatte (Fonte da: ‘Della via Appia riconosciuta e descritta‘, libro IV di Francesco Maria Pratilli). Ciò che si definisce oggi bosco "Foro Novo" ed il luogo dove si dice del ritrovo di anticaglie e ruderi romani è certamente da ricondurre ai su menzionati 'PAGUS' o tenimenti con ville dei proprietari romani al periodo dei Bebiani lungo il Tammaro. Al menzionato "Batulum" del periodo Sannita non si è riusciti a determinare né la reale esistenza e eventuale posizione, con confusione ed errore di Virgilio, a differenza di altri nomi di centri abitati menzionati. Altra cosa che crea incongruenza è la illogicità di costruire un centro abitato al periodo dei Sanniti su una vetta di una collina poco pratica con mancanza di acque senza sorgenti naturali ed impervia a differenza di altri luoghi Sanniti sviluppatisi in zone pianeggianti percorsi da strade principali e di commercio, quali Cluvia, Equum Tuticum non molto distanti.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN248274590
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