Montesarchio

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Montesarchio
comune
Montesarchio – Stemma
Montesarchio – Veduta
Veduta di Montesarchio (centro storico)
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
SindacoFrancesco Damiano (PD) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate41°04′N 14°38′E / 41.066667°N 14.633333°E41.066667; 14.633333 (Montesarchio)Coordinate: 41°04′N 14°38′E / 41.066667°N 14.633333°E41.066667; 14.633333 (Montesarchio)
Altitudine300 m s.l.m.
Superficie26,51 km²
Abitanti13 495[1] (30-4-2018)
Densità509,05 ab./km²
FrazioniCirignano, Tufara Valle, Varoni
Comuni confinantiApollosa, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Cervinara (AV), Roccabascerana (AV), Rotondi (AV), San Martino Valle Caudina (AV), Tocco Caudio
Altre informazioni
Cod. postale82016
Prefisso0824
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT062043
Cod. catastaleF636
TargaBN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 616 GG[2]
Nome abitantimontesarchiesi, sarchiesi, montesarchiari
Patronosan Nicola di Bari
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montesarchio
Montesarchio
Montesarchio – Mappa
Posizione del comune di Montesarchio nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Montesarchio è un comune italiano di 13 495 abitanti[1] della provincia di Benevento in Campania.

È il comune più popoloso della provincia in cui si trova, dopo il capoluogo Benevento.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il versante settentrionale della collina di Montesarchio, con il borgo originario di Latovetere sulla sinistra

Situato 18 km a sud-ovest del capoluogo, nella Valle Caudina, ai piedi del monte Taburno. Il Comune è stato fregiato del titolo di città con il decreto del presidente della Repubblica del 31 luglio 1997[3].

Dominano sulla città il Monte Taburno e la collina, denominata Torre, riprendendo il nome del monumento che da secoli la domina, la Torre di Montesarchio, appunto, vi si erge. Oltre alla torre, la collina ospita un castello e, più in basso sulla collina, le due parti della città vecchia, il lato vetere e il lato novo. La collina domina una vasta pianura dove la città si è espansa negli ultimi decenni. In città si trova anche un piccolo laghetto chiamato "Moccia" (data la sua vicinanza con una fabbrica di mattoni chiamata Moccia) ed un torrente, denominato Tesa, già fiume immissario del Volturno. Inoltre nella periferia vi è un'importante strada comunicazione che conduce sul monte Taburno e ai borghi situati ai suoi piedi, denominata via Vitulanense, in contrada Monaca.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome attuale del comune ha avuto origine nel Medioevo da Mons Arculi o Mons Herculis (data la leggenda che narra che Ercole sia vissuto in queste zone ed abbia ucciso il Leone in una grotta del monte taburno nelle famose 12 fatiche di Ercole) successivamente "montesarculo".[senza fonte]

La zona di Montesarchio, abitata sin dal neolitico, è identificata con la città sannita di Caudium, capitale del Sannio caudino e famoso centro urbano di quei tempi dove commerciavano molti prodotti tipo vasi e altri manufatti dalla "Magna Grecia". distrutta dopo la disfatta della lega sannitica nel IV secolo a.C.[4]

Numerose testimonianze archeologiche risalgono all'epoca romana come gli scavi di Caudium, le terme e l'acquedotto romano e le antiche emergenze di località "Masseria Foglia". I romani inoltre costruirono la famosa via "Appia" che collega Roma con Brindisi passando per Benevento (in quel tempo si chiamava beneventum)

Sotto la dominazione dei longobardi nacque l'agglomerato urbano chiamato "Latovetere", tipicamente medievale, con le case addossate al castello e alla torre. In epoca normanna, grazie all'incremento demografico, nacque invece il quartiere "Latonuovo".[4]

La vista dalla torre di Montesarchio

Montesarchio fu possesso feudale dei Della Leonessa o de Lagonissa dal 1278 al 1480, dei Carafa dal 1480 sino al 1528 quando passò ai D'Avalos che la tennero sino alla fine della feudalità nel 1806[5]. Comunque nelle pertinenze di Montesarchio vi erano possedimenti baronali anche di altre famiglie: per esempio al 1669 risultano versamenti fiscali della famiglia d'Alessandro per feudi "sopra Montesarchio e Valle Vitulano".[6]

Il terremoto del 5 giugno 1688 provocò ingenti danni al comune.

La torre del paese fu usata per contenere all'interno un carcere di massima sicurezza al tempo dei borboni. fu rinchiuso anche Carlo Poerio di cui oggi ci sta una lapide con la faccia di Carlo Poerio e una scritta. il castello fu usato per carcere e difesa nel caso il nemico passa sotto la collina il castello è munito di "bocce di leone" dove buttavano olio bollente per "scottare" gli invasori.

Dal 1861 fa parte della provincia di Benevento.

Durante il ventennio fascista il comune fece costruire la biblioteca comunale e la scuola elementare[7].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 31 luglio 1997

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Torre[modifica | modifica wikitesto]

La torre di Montesarchio è una struttura militare di origine medievale, oggi adibita a sede del museo archeologico nazionale del Sannio Caudino insieme al castello. All'interno dell'antica torre è esposto "il ratto di Europa", celebre cratere di Assteas. La struttura è visitabile grazie all'impegno di un'associazione di volontari, detta "Sentinelle della Torre", che opera in accordo con il comune e la soprintendenza.

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Montesarchio.

Edificato per fini militari e di ordine pubblico (nelle sue segrete furono imprigionati numerosi dissidenti politici), oggi il castello è visitabile e ospita il museo archeologico nazionale del Sannio Caudino. L'evidenza storica dell'utilizzo della struttura come carcere deriva dal rinvenimento di aree adibite a cortili per i reclusi ed esplicite iscrizioni, sui muri, ad opera dei patrioti rinchiusi nelle celle.

Il castello, del quale sono tuttora evidenti gli incassi del ponte levatoio e il fossato di protezione, ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli, dall'VIII in poi, periodo nel quale si fa risalire la prima edificazione.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

L'abbazia di San Nicola
  • Abbazia di San Nicola
Sita nel centro storico, è stata edificata fra il XII e il XIII secolo anche se nel corso dei secoli è stata più volte rimaneggiata. La facciata, in stile romanico, è sovrastata da una nicchia un tempo affrescata. L'interno è a due navate e conserva diversi resti della struttura originaria romanica come l'arco che precede il presbiterio. Vi si può ammirare un pregevole altare maggiore in marmi policromi sovrastato da un grande dipinto di pregevole fattura.
Deposizione di Cristo, dipinta nella lunetta del portale della chiesa della Madonna delle Grazie
  • Chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie
Il complesso venne edificato dai padri francescani nel XV secolo. La chiesa possiede una navata con una sola cappella laterale dedicata all'Immacolata Concezione. Al suo interno è conservata una scultura lignea della Madonna, realizzata dallo scultore napoletano Carmine Lantriceni (1760). Sul chiostro, voluto dal conte Carlo Carafa nel XV secolo, si affaccia il campanile realizzato in epoca posteriore.[4]
  • Chiesa e convento di San Francesco
La chiesa e l'ex convento di San Francesco, ora sede municipale
Il complesso è stato costruito nel 1339 ma l'aspetto attuale risale al XVIII secolo. La chiesa, di stile vanvitelliano, ha una facciata con tre ingressi (il centrale possiede una bella porta in legno intarsiata con scene di vita di San Francesco). L'interno è a tre navate ed ha pregevoli altari e dipinti barocchi. Di notevole interesse è l'organo a canne e il pulpito in legno. Il convento è attualmente sede comunale.
  • Chiesa della Purità, San Pio e San Leone
Nata come cappella privata dei D'Avalos, conserva ancora il passaggio che conduceva al palazzo nobiliare. Di notevole interesse è il presbiterio con il coro, ricco di decorazioni, il baldacchino centrale in marmo e l'altare maggiore, costituito da motivi geometrici e floreali.[4]
  • Chiesa di San Giovanni Battista o dell'Annunziata
Chiesa del XVII secolo.
Probabilmente la chiesa più antica di Montesarchio, eretta in età longobarda e utilizzata come cimitero in tempi successivi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

La porta del quartiere storico di Latonuovo, vista dall'interno

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Un vaso dalle necropoli Caudium, esposto al Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede di due circoli didattici, una scuola media, tre licei (scientifico, psicopedagogico, linguistico), due istituti pubblici (istituto professionale e alberghiero) e uno privato (istituto Montessori con vari indirizzi di studio).[senza fonte]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Diverse scene del film Permettete signora che ami vostra figlia? (1974) sono girate a Montesarchio. Anche alcune scene di Zappatore (1950) sono girate a Cirignano (frazione di Montesarchio).

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La città fa parte della Comunità Montana Zona del Taburno, della Regione Agraria n. 3 - Monti del Taburno e del Camposauro e del Parco del Taburno-Camposauro.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Varoni: all'inizio del XIX secolo fu elevato a comune dai Francesi e tale rimase fino al 1867, quando con decreto del 10 gennaio fu aggregato al comune di Montesarchio.
  • Cirignano: non è stato mai comune autonomo, ma sempre "Casale" di Montesarchio.
  • Tufara Valle

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è un importante centro agricolo e industriale (lavorazione del tabacco e materiali da costruzione). Molto sviluppata dal punto di vista commerciale e imprenditoriale vantando un gran numero di negozi, imprese e sportelli bancari.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La città è attraversata dalla Strada Statale 7, e per questo si sono avuti problemi riguardo al traffico. La questione è stata parzialmente risolta con la costruzione di una variante che limita il traffico in transito per la città, soprattutto per i mezzi pesanti, per cui vige il divieto di transito per il centro abitato.

Oltre alla statale 7 la città costituisce un vero e proprio centro di collegamenti: dalla città infatti parte la strada provinciale che porta ad Avellino (Via San Martino); la strada che porta a Cervinara (Via Cervinara) e la strada che collega ai comuni di Vitulano, Tocco Caudio, Campoli del Monte Taburno e altri (Via Vitulanese).

Inoltre il comune ha attivato un servizio di trasporto urbano (un pullman che collega le varie aree della città).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1970 1972 Gennaro Papa Partito Liberale Italiano Sindaco
1972 1974 Domenico Lanzotti commissario prefettizio Sindaco
1974 1979 Fausto Iannuzzi Movimento Sociale Italiano Sindaco
1979 1982 Antonio Schipani Democrazia Cristiana Sindaco
1982 1987 Antonio Borrelli Democrazia Cristiana Sindaco
1987 1989 Gennaro Papa Partito Liberale Italiano Sindaco
1989 1990 Carmine Pagnozzi Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1992 Carmine Antonio Mataluni Democrazia Cristiana Sindaco
1992 1993 Nicola Damiano Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1993 1994 Carmine Pagnozzi Democrazia Cristiana Sindaco
1994 1998 Enrico Striani Partito Liberale Italiano Sindaco
1998 2003 Enrico Striani Partito Liberale Italiano Sindaco
2003 2008 Antonio Izzo Forza Italia Sindaco
2008 2013 Antonio Izzo Popolo della libertà Sindaco
2013 2018 Francesco Damiano Partito Democratico Sindaco
2018 in carica Francesco Damiano Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di La Garde, fotografato da un'inquadratura che esalta la somiglianza con quello di Montesarchio.
  • Francia La Garde, dal 1977
    La scelta deriva dal fatto che entrambe le città hanno, nel loro punto più alto, una torre e un castello in posizioni assai simili.
  • Palestina Betlemme, dal 2006[9]
    La motivazione del gemellaggio è che una cittadina di Montesarchio, Suor Nunziatina Izzo, svolge da oltre 25 anni la sua attività nella chiesa della Natività nella cittadina palestinese. Nel 2008 il Sindaco di Betlemme Dott. Victor Batarseh è stato ospite di Montesarchio, per rafforzare ulteriormente i rapporti di amicizia tra le due città.
  • Italia Torre del Greco, dal 2008
    Il gemellaggio intende mettere a confronto culture e tradizioni di due città diverse della Campania: una sul mare, l'altra nell'entroterra.

Stemma e blasonatura[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del Comune è composto da uno "scudo" recante il disegno d'Ercole, rivestito di un lenzuolo che ricopre soltanto il suo basso ventre e con in mano una clava, accompagnato da un leone, con, sullo sfondo, un paesaggio composto da un albero di basso fusto, alla sua destra, e, alla sua sinistra, i resti di un'antica torre cilindrica di piccole dimensioni. Il cielo è azzurro, con una nuvoletta bianca sullo sfondo. Il fondo campo è verde. Questi ultimi due elementi richiamano i colori del Comune, che sono, appunto, l'azzurro e il verde. Sotto lo "scudo" vi è una striscia con la scritta: "Hercules alexicacos".[10]

Il gonfalone del Comune è composto da un drappo di colore azzurro, recante lo stemma, come sopra descritto, con le seguenti aggiunzioni: nella parte superiore, al centro, in caratteri grandi cubitali, colore oro la scritta "Città " e al secondo rigo "di" (sempre in posizione centrale). Segue al rigo successivo una grossa corona formata di mattoni, sempre color oro e posta in posizione centrale, subito sotto la corona è posto lo stemma e sotto la sua scritta "Hercules alexicacos" una corona d'alloro in colore oro. Al di sotto della corona d'alloro, con le stesse caratteristiche della scritta del primo e secondo rigo, vi è la scritta "Montesarchio".[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b Statuto del Comune, articolo 3 Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  4. ^ a b c d Appunti, p. 41.
  5. ^ Erasmo Ricca, Istoria de' feudi del regno delle Due Sicilie di qua dal faro, Napoli, 1865, v. 3, p.356 e sgg.
  6. ^ Come da evidenza fiscale pagata da Flavia d'Alesandro "per la tassa di d.26.1.5 per li ann. d.100 sopra Montesarchio e Valle Vitulano" (Nova situatione de pagamenti fiscali de carlini 42 a foco delle Provincie del Regno di Napoli, et adohi de Baroni, e Feudatarij. Dal primo di Gennaro 1669 avanti, Napoli, 1670, p. 210). In quella data detta Falvia risultò a debito di 36.2.19 1/2 ducati per adoha di quell'anno.
  7. ^ Nicola A. Tinessa, Paese mio, pp. 35-68.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Benevento: gemellaggio Montesarchio - Betlemme. I sindaci ricevuti alla Rocca - ilQuaderno.it, su ilquaderno.it. URL consultato l'8 novembre 2013.
  10. ^ Statuto del Comune, articolo 3 Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Progetto MURST - Appunti di viaggio: i cinque volti del Sannio, Auxiliatrix, 2001.
  • Alfredo Zazo, Dizionario Bio-Bibliografico del Sannio, Napoli, Fausto Fiorentino, 1973.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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