Carmine Lantriceni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Carmine Lantriceni (Napoli, fine XVII secolo – XVIII secolo) è stato uno scultore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non si posseggono notizie biografiche, su questo scultore di scuola napoletana di epoca tardo-barocca. La sua attività è documentata dalle numerose sue sculture che ci sono pervenute.

All'Isola di Procida, chiude la processione dei Misteri del Venerdì Santo - che si svolge dall'antico borgo Terra Murata fino al porto, alla Marina Grande - la statua del Cristo morto, scolpita da Carmine Lantriceni nel 1728 e custodita per il resto dell'anno nella chiesa di San Tommaso d'Aquino, dove ha sede la Congrega dei Turchini che possiede la statua e che la porta in processione. Si tratta di un'opera di impressionante realismo, di forte impatto emotivo, di drammatica potenza, volta a suscitare la pietà e la commozione.[1]

Carmine Lantriceni, San Giovanni Battista, chiesa di San Giovanni Battista all'Olmo (Massaquano)

A Montesarchio, provincia di Benevento, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, nella cappella laterale che è dedicata all'Immacolata Concezione, è conservata una figura lignea della Madonna, scolpita da Lantriceni. Al Museo diocesano di Pozzuoli è esposto un busto di legno di San Gennaro, scolpito nel 1720 circa da Carmine Lantriceni.

Egli ha anche realizzato un busto di San Giovanni Battista - patrono del paese - per l'altare maggiore della parrocchiale di Massaquano, provincia di Vico Equense; inoltre, i busti, su basi intagliate, dei santi Filippo e Giacomo, datati 1715 e conservati sull'altare maggiore della parrocchiale di Diso, provincia di Lecce. A Cartagena (Spagna) - arrivato da Napoli, fra il 1720 ed il 1725 e destinato alla chiesa della SS. Vergine della Carità - si trova un monumentale gruppo della Pietà, da lui scolpito. È anche l'autore di un'altra Pietà, che si trova a Frattaminore, provincia di Napoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questa iscrizione si trova sul fronte della base: CARMINUS LANTRICENI SCULPTOR NEAPOLI A. D. 1728. Nel 1990 è stato realizzato un primo restauro scientifico del Cristo morto - con eliminazione di superfetazioni ottocentesche.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gennaro Borrelli, Il presepe napoletano, Roma, De Luca, 1970, SBN IT\ICCU\RML\0129207.
  • Stefano De Mieri, I disegni preparatori per il Cristo morto di Carmine Lantriceni, in Napoli nobilissima: rivista di topografia ed arte napoletana. 7ª serie (Napoli, Arte tipografica), vol. 3, nº 1, gennaio-aprile 2017, pp. 39-51, SBN IT\ICCU\BVE\0415461.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]