Frattaminore

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Frattaminore
comune
Frattaminore – Stemma
Frattaminore – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitanaStemma Città Metropolitana di Napoli.png Napoli
Amministrazione
SindacoGiuseppe Bencivenga (Partito Democratico) dal 05-06-2016
Territorio
Coordinate40°57′20″N 14°16′15″E / 40.955556°N 14.270833°E40.955556; 14.270833 (Frattaminore)Coordinate: 40°57′20″N 14°16′15″E / 40.955556°N 14.270833°E40.955556; 14.270833 (Frattaminore)
Altitudine36 m s.l.m.
Superficie1,99 km²
Abitanti16 047[3] (30-6-2019)
Densità8 063,82 ab./km²
Comuni confinantiCrispano, Frattamaggiore, Orta di Atella (CE), Sant'Arpino (CE), Succivo (CE)
Altre informazioni
Cod. postale80020
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT063033
Cod. catastaleD790
TargaNA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[4]
Cl. climaticazona C, 1 105 GG[5]
Nome abitantifrattesi o pomiglianesi[1][2]
PatronoSan Simeone profeta, San Maurizio Martire
Giorno festivo8 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Frattaminore
Frattaminore
Frattaminore – Mappa
Posizione del comune di Frattaminore nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Frattaminore (anticamente Pomigliano d'Atella) è un comune italiano di 16 047 abitanti[3] della città metropolitana di Napoli in Campania.

Il quartiere del comune che sorge intorno al palazzo che fu del Conte di Fratta Piccola[senza fonte] è chiamata dagli abitanti anche "Fratta Piccola". Il Pomilio di Atella, Pomigliano, trova origine nella città Osca di Atella nota, fin dal I secolo a.C., grazie a Novio Atellano ed altri autori del genere dell'"atellana."

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il suo territorio pianeggiante costituisce l'estremo lembo settentrionale della città metropolitana di Napoli al confine con il casertano, formando un unico agglomerato urbano, oltre che con i comuni napoletani di Frattamaggiore e Crispano, anche con i comuni di Sant'Arpino e Orta di Atella in provincia di Caserta. Il comune si trova nella conurbazione a nord di Napoli, in piena area frattese[6].La parte nord del Comune insiste nel territorio dell'antica città di Atella.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del comune risalgono alla seconda metà del XIII secolo, quando alcune famiglie che dimoravano nell'allora Fracta si spostarono nelle vicinanze dell'antico sito di Atella per costruire, adiacente al palazzo del feudatario, un nuovo villaggio che cominciò a chiamarsi Fractula e più tardi, intorno al 1282, Fractapicula, per distinguersi dall'altra Fracta che intanto aveva aggiunto l'aggettivo major.

Dopo l'unità d'Italia assunse la denominazione di Frattaminore con l'emanazione del Regio Decreto 15 maggio 1890, n. 6871 che fuse il comune di Pomigliano di Atella con la frazione di Fratta Piccola; Presidente del Consiglio dei Ministri era Francesco Crispi, cui è intitolata una delle piazze del comune.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Nome abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni è in forte ascesa la dizione "frattaminorese", coniata dai media locali. Gli abitanti sono più correttamente distinti in pomiglianesi e frattesi[8] con riferimento agli antichi abitati del comune.

Feste patronali[modifica | modifica wikitesto]

Le feste patronali di Frattaminore sono due, una per ciascuno degli antichi abitati.

Madonna della Pietà[modifica | modifica wikitesto]

L'antica Pomigliano di Atella, con la sua chiesa parrocchiale di San Simeone profeta, celebra solennemente la Vergine Maria ogni terza domenica di maggio. Storica la processione in questi giorni che porta la statua della Madonna della pietà dalla parrocchia di San Simone profeta alla cappella della Madonna Dell'Arco.

Elemento caratterizzante di questa kermesse è la presenza di rinomati Concerti Bandistici (cosiddette bande da giro) che ne allietano lo svolgimento.

San Maurizio martire[modifica | modifica wikitesto]

La zona di Fratta Piccola festeggia San Maurizio martire, santo a cui è intitolata la locale parrocchia. La solennità liturgica ricade il 22 settembre, ma la Festa Patronale vera e propria è, fin da tempi lontani, celebrata la settimana successiva a Pasqua. Quest'ultima ha vissuto una fase di particolare splendore a cavallo fra gli anni ottanta e la prima metà dei Novanta, durante i quali contava su uno svolgimento di questo tipo:

  • Processioni col busto del santo nella domenica precedente la Pasqua (zona di Pomigliano di Atella), il martedì e mercoledì in Albis (zona di Fratta Piccola) e il sabato in Albis (definita "di ringraziamento");
  • Processione del SS. Sacramento nelle ore serali di Pasquetta;
  • Concerti Bandistici, il martedì e mercoledì in Albis;
  • Fuochi Pirotecnici Aerei, diurni il martedì in Albis e notturni il sabato successivo;
  • Altre manifestazioni secondarie di giovedì e venerdì[9].

Due i principali fattori che hanno portato, colla seconda metà degli anni novanta, a una negativa inversione di tendenza:

  • l'approccio diocesano e del clero locale in materia di Feste Patronali;
  • l'avanzata del cemento per allargamenti demografici assai consistenti ovvero per diffuso abusivismo edilizio.

Diocesi di Aversa (nella cui giurisdizione ricade tutta Frattaminore) e clero della Parrocchia S. Maurizio m.re hanno in particolare azzerato il variegato e seguitissimo sistema di Processioni nonché messo all'indice il metodo della questua (coincidente non in maniera esclusiva con i giri del busto patronale). Ciò ha fatto rapidamente scemare sia l'entusiasmo popolare sia il numero complessivo degli oboli costringendo i vari Comitati succedutisi a gravi ridimensionamenti nella fase organizzativa dei festeggiamenti.

L'avanzata del cemento a Frattaminore e dintorni, raggiungendo livelli territorialmente insostenibili, ha invece provocato la scomparsa dei vari appuntamenti di fuochi pirotecnici. Specie quelli notturni del sabato dopo Pasqua, invece, erano riusciti cogli anni a raggiungere un'interessante ribalta nazionale tanto da attrarre una gran folla di forestieri (specie dalla Liguria) e da invogliare gli organizzatori a sperimentazioni, come il "Festival delle Bombe da tiro diurne" (1992).

Due, in particolare, le aree di sparo disponibili in passato. Quella di Via Cappelluccia, rapidamente soffocata da diffusi fenomeni di abusivismo edilizio[10], e quella della zona Spagnuolo che invece ha dovuto fare i conti cogli allargamenti demografici assai consistenti dell'adiacente Comune di Crispano. Attualmente la kermesse pasquale di S. Maurizio è perciò in piena crisi artistico-artigianale, molto probabilmente irreversibile, data l'assenza di quei Concerti Bandistici e di quei Fuochi Aerei che l'avevano fatta divenire, a nord di Napoli, un prezioso punto di riferimento per i vari enti organizzatori di celebrazioni simili.

Festa della Candelora[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre il 2 febbraio si festeggia la Candelora presso la chiesa di San Simeone. La festa si svolge nella piazza Umberto I, qui vengono portate le statue del santo Simeone e della Vergine Maria con Gesù Bambino, e dopo una celebrazione eseguita dal sacerdote, Gesù Bambino viene posto nelle mani della statua di San Simeone. Caratteristica di questa kermesse popolare è il lancio di particolari confetti, soprannominati per la loro forma 'confetti ricci'.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito dalle seguenti linee extraurbane degli autobus della CTP, Compagnia trasporti pubblici di Napoli, società aderente al consorzio UnicoCampania: Linee AUTOBUS ordinarie:

  • T31 Orta di Atella - Napoli (Piazza Garibaldi) (C/linea in via Ponte della Maddalena)-
  • T71B Orta - Napoli (Metropolitana Piscinola)

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Frattaminore dista 2 chilometri dalla stazione di Frattamaggiore-Grumo Nevano posta lungo la ferrovia Napoli-Foggia.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Frattaminore dista 12 chilometri dall'aeroporto internazionale di Napoli - Capodichino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1989 1989 Giovanni Crispino Democrazia Cristiana Sindaco [11]
1989 1990 Antonio Capasso Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
1990 1992 Antonio Capasso Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
1992 1993 Alberto Mormile Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [11]
1993 1993 Pasquale Martinelli Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [11]
1993 1994 Eugenia Valente Comm. pref. [11]
1994 1998 Enrico Crispino Progressisti Sindaco [11]
1998 2002 Massimo Del Prete Democratici di Sinistra-L'Ulivo Sindaco [11]
2002 2005 Massimo Del Prete L'Ulivo Sindaco [11]
2005 2005 Rosanna Sergio Comm. pref. [11]
2005 2006 Teresa Barbato centro-sinistra Sindaco [11]
2006 2007 Mariagabriella Pazzanese Comm. straordinario [11]
2007 2012 Vincenzo Caso lista civica: (centro) Sindaco [11]
2012 2015 Vincenzo Caso lista civica: (centro) Sindaco [11]
2015 2016 Gabriella D'Orso Comm. straordinario [11]
2016 in carica Giuseppe Bencivenga Partito Democratico Sindaco [11]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione vuole che Augusto, di ritorno dalla vittoria di Azio (31 a.C.), si sia fermato ad Atella, ospite da Mecenate con Publio Virgilio Marone e che il poeta abbia letto per l'occasione le Georgiche e le Bucoliche, scritte durante i suoi soggiorni atellani ove era attirato dal posto ameno e dalle fabule.

Riguardo alla statua della Madonna della pietà venerata nel borgo di Pomigliano, viene anche chiamata "Madonna a' Cupa". Una leggenda narra che questa statua fu trovata in una zona cupa, sotterrata tra le campagne confinanti con un altro comune, ma della provincia di Caserta, Sant'Arpino. Questa leggenda ci dice che dopo il ritrovamento di questa statua ci fu una rivolta tra i fedeli di Pomigliano di Atella e i fedeli di Sant'Arpino, addirittura si parla anche di un morto durante una rissa. Questa statua fu portata in una chiesa di Sant'Arpino, ma una notte i fedeli di Pomigliano di Atella la rubarono e la misero nella cappella dedicata alla Madonna dell'Arco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Istituto geografico De Agostini, Novara, 2006.
  2. ^ AA.VV., I nomi geografici italiani, UTET, Torino, 1992.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  4. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. ^ https://books.google.it/books?id=z5S8CgAAQBAJ&pg=PA128&lpg=PA128&dq=area+frattese&source=bl&ots=qiz8odoGcS&sig=JUhbEMR9SQTemdO9gj1IdyHTB-o&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiykOPeuPnSAhXLA8AKHfvQABU4ChDoAQgPMAI#v=onepage&q=area%20frattese&f=false
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dizionario di toponomastica. I nomi geografici italiani.
  9. ^ Opuscolo Festa San Maurizio, edizione 1989
  10. ^ Via Cappelluccia, la soluzione prima del Puc.[collegamento interrotto]
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]