Frattaminore

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Frattaminore
comune
Frattaminore – Stemma
Frattaminore – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitana Città metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Bencivenga (PD, Partito Socialista Italiano, Unione di Centro, Movimento Democratico, Insieme per Frattaminore)
Territorio
Coordinate 40°57′20″N 14°16′15″E / 40.955556°N 14.270833°E40.955556; 14.270833 (Frattaminore)Coordinate: 40°57′20″N 14°16′15″E / 40.955556°N 14.270833°E40.955556; 14.270833 (Frattaminore)
Altitudine 36 m s.l.m.
Superficie 2,05 km²
Abitanti 16 258[1] (30-9-2016)
Densità 7 930,73 ab./km²
Comuni confinanti Crispano, Frattamaggiore, Orta di Atella (CE), Sant'Arpino Succivo (CE)
Altre informazioni
Cod. postale 80020
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063033
Cod. catastale D790
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti frattaminoresi; pomiglianesi e frattesi
Patrono San Simeone Profeta
Giorno festivo 8 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Frattaminore
Frattaminore
Frattaminore – Mappa
Posizione del comune di Frattaminore nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Frattaminore (anticamente Pomigliano d'Atella) è un comune italiano di 16 258 abitanti[1] della città metropolitana di Napoli in Campania.

Il comune è chiamato dagli abitanti anche "Pomigliano" e "Fratta Piccola" dagli abitanti del quartiere che sorge intorno al palazzo che fu del Conte di Fratta Piccola.[senza fonte] Il pomilio di atella, Pomigliano, trova origine nella città Osca di Atella nota, fin dal I secolo a.C., grazie a Novio Atellano ed altri autori del genere dell'"atellana."

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del comune risalgono alla seconda metà del XIII secolo, quando alcune famiglie che dimoravano nell'allora Fracta si spostarono nelle vicinanze dell'antico sito di Atella per costruire, adiacente il palazzo del feudatario, un nuovo villaggio che cominciò a chiamarsi Fractula e più tardi, intorno al 1282, Fractapicula, per distinguersi dall'altra Fracta che intanto aveva aggiunto l'aggettivo major.

Dopo l'unità d'Italia assunse la denominazione di Frattaminore con l'emanazione del Regio Decreto 15 maggio 2890, n. 6871 che fuse il comune di Pomigliano di Atella con la frazione di Fratta Piccola; Presidente del Consiglio dei Ministri era Francesco Crispi, cui è intitolata una delle piazze del comune.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si trova nella conurbazione a nord di Napoli. La parte nord del comune insiste nel territorio dell'antica città di Atella.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il suo territorio pianeggiante costituisce l'estremo lembo settentrionale della città metropolitana di Napoli al confine con il casertano, formando un unico agglomerato urbano, oltre che con i comuni napoletani di Frattamaggiore e Crispano, anche con i comuni di Sant'Arpino e Orta di Atella in provincia di Caserta.

Nome abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni è in forte ascesa la dizione "frattaminorese", coniata dai media locali. Gli abitanti sono più correttamente distinti in pomiglianesi e frattesi con riferimento agli antichi abitati del comune. Fino a qualche decennio fa si usava anche il termine "frattapiccolese".

Persone legate a Frattaminore[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Feste patronali[modifica | modifica wikitesto]

Le feste patronali di Frattaminore sono due, una per ciascuno degli antichi abitati.

Madonna della Pietà[modifica | modifica wikitesto]

L'antica Pomigliano di Atella, con la sua chiesa parrocchiale di San Simeone profeta, celebra solennemente la Vergine Maria ogni terza domenica di maggio.

Elemento caratterizzante di questa kermesse è la presenza di rinomati Concerti Bandistici (cosiddette bande da giro) che ne allietano lo svolgimento.

San Maurizio martire[modifica | modifica wikitesto]

La zona di Fratta Piccola festeggia San Maurizio martire, santo a cui è intitolata la locale parrocchia. La solennità liturgica ricade il 22 settembre, ma la Festa Patronale vera e propria è, fin da tempi lontani, celebrata la settimana successiva a Pasqua. Quest'ultima ha vissuto una fase di particolare splendore a cavallo fra gli anni ottanta e la prima metà dei Novanta, durante i quali contava su uno svolgimento di questo tipo:

  • Processioni col busto del santo nella domenica precedente la Pasqua (zona di Pomigliano di Atella), il martedì e mercoledì in Albis (zona di Fratta Piccola) e il sabato in Albis (definita "di ringraziamento");
  • Processione del SS. Sacramento nelle ore serali di Pasquetta;
  • Concerti Bandistici, il martedì e mercoledì in Albis;
  • Fuochi Pirotecnici Aerei, diurni il martedì in Albis e notturni il sabato successivo;
  • Altre manifestazioni secondarie di giovedì e venerdì[2].

Due i principali fattori che hanno portato, colla seconda metà degli anni novanta, a una negativa inversione di tendenza:

  • l'approccio diocesano e del clero locale in materia di Feste Patronali;
  • l'avanzata del cemento per allargamenti demografici assai consistenti ovvero per diffuso abusivismo edilizio.

Diocesi di Aversa (nella cui giurisdizione ricade tutta Frattaminore) e clero della Parrocchia S. Maurizio m.re hanno in particolare azzerato il variegato e seguitissimo sistema di Processioni nonché messo all'indice il metodo della questua (coincidente non in maniera esclusiva con i giri del busto patronale). Ciò ha fatto rapidamente scemare sia l'entusiasmo popolare sia il numero complessivo degli oboli costringendo i vari Comitati succedutisi a gravi ridimensionamenti nella fase organizzativa dei festeggiamenti.

L'avanzata del cemento a Frattaminore e dintorni, raggiungendo livelli territorialmente insostenibili, ha invece provocato la scomparsa dei vari appuntamenti di fuochi pirotecnici. Specie quelli notturni del sabato dopo Pasqua, invece, erano riusciti cogli anni a raggiungere un'interessante ribalta nazionale tanto da attrarre una gran folla di forestieri (specie dalla Liguria) e da invogliare gli organizzatori a sperimentazioni, come il "Festival delle Bombe da tiro diurne" (1992).

Due, in particolare, le aree di sparo disponibili in passato. Quella di Via Cappelluccia, rapidamente soffocata da diffusi fenomeni di abusivismo edilizio[3], e quella della zona Spagnuolo che invece ha dovuto fare i conti cogli allargamenti demografici assai consistenti dell'adiacente Comune di Crispano. Attualmente la kermesse pasquale di S. Maurizio è perciò in piena crisi artistico-artigianale, molto probabilmente irreversibile, data l'assenza di quei Concerti Bandistici e di quei Fuochi Aerei che l'avevano fatta divenire, a nord di Napoli, un prezioso punto di riferimento per i vari enti organizzatori di celebrazioni simili.

Festa della Candelora[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre il 2 febbraio si festeggia la Candelora presso la chiesa di San Simeone. La festa si svolge nella piazza Umberto I, qui vengono portate le statue del santo Simeone e della Vergine Maria con Gesù Bambino, e dopo una celebrazione eseguita dal sacerdote, Gesù Bambino viene posto nelle mani della statua di San Simeone. Caratteristica di questa kermesse popolare è il lancio di particolari confetti, soprannominati per la loro forma 'confetti ricci'.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito dalle seguenti linee extraurbane degli autobus della CTP, Compagnia trasporti pubblici di Napoli, società aderente al consorzio UnicoCampania: Linee AUTOBUS ordinarie: - T31 Orta di Atella - Napoli (Piazza Garibaldi) (C/linea in via Ponte della Maddalena)- - T71B Orta - Napoli (Metropolitana Piscinola)

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Frattaminore dista 2 chilometri dalla stazione ferroviaria Frattamaggiore-GrumoNevano.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Frattaminore dista 12 chilometri dall'aeroporto internazionale di Napoli - Capodichino.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione vuole che Augusto, di ritorno dalla vittoria di Azio (31 a.C.), si sia fermato ad Atella, ospite da Mecenate con Publio Virgilio Marone e che il poeta abbia letto per l'occasione le Georgiche e le Bucoliche, scritte durante i suoi soggiorni atellani ove era attirato dal posto ameno e dalle fabule.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1989 3 ottobre 1989 Giovanni Crispino Democrazia Cristiana Sindaco [5]
11 ottobre 1989 30 luglio 1990 Antonio Capasso Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
30 luglio 1990 12 maggio 1992 Antonio Capasso Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
6 luglio 1992 9 aprile 1993 Alberto Mormile Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [5]
16 aprile 1993 6 dicembre 1993 Pasquale Martinelli Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [5]
7 dicembre 1993 13 giugno 1994 Eugenia Valente Comm. pref. [5]
13 giugno 1994 25 maggio 1998 Enrico Crispino Progressisti Sindaco [5]
25 maggio 1998 28 maggio 2002 Massimo Del Prete sinistra Sindaco [5]
28 maggio 2002 24 gennaio 2005 Massimo Del Prete L'Ulivo Sindaco [5]
24 gennaio 2005 19 aprile 2005 Rosanna Sergio Comm. pref. [5]
20 aprile 2005 6 giugno 2006 Teresa Barbato centro-sinistra Sindaco [5]
6 giugno 2006 12 giugno 2007 Mariagabriella Pazzanese Comm. straordinario [5]
12 giugno 2007 11 maggio 2012 Vincenzo Caso centro Sindaco [5]
11 maggio 2012 27 aprile 2015 Vincenzo Caso lista civica: Frattaminore al centro, PSI, UdC, Alleanza per l'Italia, lista civica: Frattaminore futura, IdV, libertà e autonomia Sindaco [5]
23 giugno 2015 23 giugno 2016 Gabriella D'Orso Comm. straordinario [5]
23 giugno 2016 in carica Giuseppe Bencivenga Sindaco [5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2016.
  2. ^ Opuscolo Festa San Maurizio, edizione 1989
  3. ^ Via Cappelluccia, la soluzione prima del Puc.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]