Casalnuovo di Napoli

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Casalnuovo di Napoli
comune
Casalnuovo di Napoli – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitana Città metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Massimo Pelliccia (liste civiche) dal 31/05/2015
Territorio
Coordinate 40°55′N 14°21′E / 40.916667°N 14.35°E40.916667; 14.35 (Casalnuovo di Napoli)Coordinate: 40°55′N 14°21′E / 40.916667°N 14.35°E40.916667; 14.35 (Casalnuovo di Napoli)
Altitudine 26 m s.l.m.
Superficie 7,83 km²
Abitanti 49 723[1] (31-7-2016)
Densità 6 350,32 ab./km²
Frazioni Casarea, Tavernanova (Licignano Superiore e Talona sono oggi parte integrante del capoluogo)
Comuni confinanti Acerra, Afragola, Casoria, Pomigliano d'Arco, Sant'Anastasia, Volla-Ponticelli
Altre informazioni
Cod. postale 80013
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063017
Cod. catastale B905
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Casalnuovesi,Licignanesi
Patrono san Giacomo apostolo il Maggiore
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casalnuovo di Napoli
Casalnuovo di Napoli
Casalnuovo di Napoli – Mappa
Posizione del comune di Casalnuovo di Napoli nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Casalnuovo di Napoli (Casalnuove 'e Napule in napoletano) è un comune italiano di 49.723 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Il comune sorge su due colonie romane: Archora e Licignanum ed è suddiviso fra tre diocesi: Acerra (zona di Licignano), Nola (Tavernanova) e Napoli (parte rimanente del capoluogo e Casarea).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Casalnuovo è situato a circa 10 chilometri a nord di Napoli.[2] Il suo substrato è di forma ellittica, esclusa Casarea, prolungamento meridionale del territorio comunale al confine con Volla, Sant'Anastasia e Pollena Trocchia. La parte nordoccidentale è quella più urbanizzata, mentre quella orientale è quasi completamente dedicata al settore agrario. Licignano occupa le campagne orientali e le divide in due grandi zone, mentre Tavernanova si trova a sud, al confine con Pomigliano d'Arco e Arpino, una frazione di Casoria. Il territorio era precedentemente paludoso, ma in seguito alla bonifica borbonica ed alla costruzione del cosiddetto "Lagno dello spirito santo" la zona è stata resa molto più abitabile. Casalnuovo si trova in piena pianura campana, tanto vicino agli appennini quanto al mare. Alcune delle sue zone arrivano addirittura a tredici metri sotto il livello del mare.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è quello tipico mediterraneo, caratterizzato da estati aride e inverni miti. Di solito in inverno la città viene investita da temporali che fanno parte delle perturbazioni atlantiche che vanno a investire le coste Tirreniche. Violenti temporali possono anche esserci in estate o in primavera a causa degli sconfinamenti di temporali di calore formatosi sugli Appennini Beneventani. In estate il clima è molto arido e si sfiorano i 40 °C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Casalnuovo venne ampliato con regio decreto del 25 febbraio 1929, n. 316[3], con l'accorpamento dell'allora comune di Licignano di Napoli (il quale in questo modo cessava di esistere come comune autonomo) e l'aggiunta di parti di territorio appartenenti ai comuni di Afragola, Napoli e Pomigliano d'Arco.

È situato a ridosso del capoluogo partenopeo, di cui anticamente costituiva un casale.

Il centro abitato sorge sulle rovine di Archora, uno dei villaggi dai quali aveva tratto origine la città di Afragola. Agli inizi del XV secolo fu baronia acquisita da Giovanni (III) de Alexandro, del Casato d'Alessandro residente in Terra di Lavoro e Napoli. Detto barone è citato come Gran Camerario di Calabria (1415), Maresciallo del Regno e Giustiziere degli Scolari. Fu, poi, Consigliere della Regina Giovanna II (Manoscritto delle Famiglie del Regno d'incerto autore,Napoli 1697 p. 40). Nel 1484 Angiolo Como ebbe in concessione da Ferdinando II d'Aragona il territorio delle rovine del villaggio, su cui sorse un nuovo abitato. Questo fu riconosciuto quale casale della diocesi di Napoli con il nome di Casalnuovo.

Busto Bronzeo di Antonio De Curtis

Con la riforma urbanistica di Gioacchino Murat, i casali di Casalnuovo e Salice, insieme con il casale di Arcopinto (zona oggi suddivisa fra tre comuni) e il casale di Afragola (casale che ricomprendeva, peraltro, vecchi casali disciolti come ad esempio Casavico e Cantariello), confluirono nel comune di Afragola.

Licignano era stata frazione di Pomigliano d'Arco, poi comune a sé stante con il nome di Licignano, poi ancora frazione di Acerra e in seguito nuovamente comune a sé stante con il nome di Licignano di Napoli, fino a divenire, oggi, parte integrante dello stesso comune di Casalnuovo di Napoli nell'ambito del ridisegno amministrativo voluto dal fascismo.

Negli anni '50, per scorporo dal comune di San Sebastiano al Vesuvio, al comune di Casalnuovo di Napoli si sono aggiunte le frazioni di Tavernanova e Casarea (si pronuncia Casarèa), mentre la località Botteghella, tra Casalnuovo di Napoli e Tavernanova, ha continuato a far parte del comune di Afragola fino agli anni settanta. Alla fine degli anni novanta, il comune di Casalnuovo ha ottenuto un'ulteriore porzione del territorio già appartenente al comune di Afragola nell'ambito del programma compensativo dell'impatto ambientale determinato dalla stazione ferroviaria dell'alta velocità di Afragola sul territorio dei comuni vicini.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Il 60% della popolazione proviene da Napoli, soprattutto nella zona di Tavernanova abitano numerosi Napoletani.

N.B.: fino al censimento del 1921 incluso questi dati sono disaggregati da quelli del comune di Afragola (disaggregazione effettuata dall'ISTAT)

Camorra e abusivismo edilizio[modifica | modifica wikitesto]

Il sacco[5] di Casalnuovo, è iniziato molto prima della sconcertante vicenda di interi rioni abusivi scoperti nel 2006. Negli anni 1980 la popolazione si attestava sui 20.000 abitanti[6]. Tra la fine degli anni '80, e gli inizi degli anni 2000[7], si è più che raddoppiata, fino a raggiungere gli attuali 50.000 abitanti[8]. Ciò è dovuto alla cementificazione selvaggia di terreni, una volta agricoli, senza un piano regolatore, e non tenendo conto minimamente della esigua superficie comunale, di appena 7 km2, creando enormi squilibri territoriali, problemi di viabilità e di inquinamento, per l'enorme traffico e ingorghi che si vengono a creare attraversando la città.

Riprendendo poi la recente vicenda dell'abusivismo edilizio[9], risolta in parte per l'abbattimento parziale di alcuni edifici. Una volta bonificata l'intera area, dovrebbe sorgere un parco pubblico. L'allarme fu lanciato quando, tramite controlli satellitari, vennero avvistate numerose costruzioni abusive nella frazione di Casarea, che per portata, andavano a costituire una vera e propria "cittadella".

All'appello c'erano all'incirca 70 edifici, che allo scoppio dello scandalo vennero posti sotto sequestro dall'Arma dei Carabinieri.
A seguito di questa vicenda, i mass media locali, nazionali e internazionali (France 2) mostrarono un forte interessamento al fenomeno. Gli inviati del programma televisivo "Le Iene" dovettero "braccare" per un'intera mattinata la casa comunale, per poter reperire informazioni in merito ai fatti accaduti e per intervistare il sindaco Antonio Manna, che si rese irreperibile nonostante venne in più momenti avvistato da testimoni nei pressi della sede comunale.

L'intervista avvenne quando il sindaco si concesse alle telecamere, 24 ore dopo e giustificò la sua posizione, più volte minata dalle domande della "Iena" Giulio Golia, accusando l'intera popolazione casalnuovese.[10] Il consiglio comunale fu successivamente sciolto per collusione con la camorra.

Industrie[modifica | modifica wikitesto]

Casalnuovo di Napoli, in passato, è stato uno dei principali poli industriali dell'hinterland napoletano, grazie a varie aziende che qui avevano i propri stabilimenti. Fra le più importanti aziende, ricordiamo la Moneta, che qui aveva uno stabilimento ormai chiuso da molti anni, lo zuccherificio Eridania, lo stabilimento della Colussi e quello della Liquigas (anch'essi chiusi). Da ricordare anche lo stabilimento dell'Exide, attualmente dismesso. Tuttavia sul territorio casalnuovese ci sono parecchie piccole e medie imprese che operano nel settore tessile e calzaturiero: infatti a Casalnuovo c'è (nell'ex stabilimento Colussi) il "Polo della Moda", uno dei principali poli dell'industria tessile della regione. Per questo, all'ingresso del paese, sul messaggio di benvenuto viene attribuito alla città il titolo di "città della moda" per i numerosissimi sarti di grande bravura che qui risiedevano.

Persone legate a Casalnuovo di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 novembre 1988 20 novembre 1989 Gabriele Paone Democrazia Cristiana Sindaco [11]
4 dicembre 1989 21 luglio 1992 Domenico Pirozzi Democrazia Cristiana Sindaco [11]
21 luglio 1992 26 novembre 1992 Domenico Pirozzi lista civica Sindaco [11]
9 dicembre 1992 12 maggio 1997 Francesco Terracciano Democrazia Cristiana Sindaco [11]
12 maggio 1997 14 maggio 2001 Antonio Peluso - Sindaco [11]
14 maggio 2001 21 luglio 2005 Antonio Peluso centro-destra Sindaco [11]
30 maggio 2006 29 dicembre 2007 Antonio Manna centro-destra Sindaco [11]
29 dicembre 2007 15 dicembre 2009 Alessandro Ortolani Comm. straordinario [11]
29 dicembre 2007 3 settembre 2009 Carlo Boffi Comm. straordinario [11]
29 dicembre 2007 15 dicembre 2009 Antonio Codispoti Comm. straordinario [11]
23 dicembre 2009 15 luglio 2015 Antonio Peluso eterogenea Sindaco [11]
30 giugno 2015 in carica Massimo Pelliccia Sindaco [11]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è sede di diverse società sportive dilettantistiche, di cui ne viene proposto un elenco di seguito.

  • S.S.D. Casalnuovo, principale squadra di calcio locale fondata nel 2014 che milita in Eccellenza, il cui simbolo è il toro e il cui colore sociale è il granata. La società è nata conseguentemente alla cessione dell'attività agonistica da parte dell'A.S.D. Atletico Casalnuovo che a cavallo tra gli anni 2000 e gli anni 2010 aveva militato in Prima Categoria e in Promozione, prima di accedere in Eccellenza e disputare in questa categoria due stagioni; i colori sociali erano il bianco e l'azzurro. A sua volta, l'Atletico Casalnuovo raccoglieva l'eredità sportiva dello storico club calcistico locale denominato U.C. Casalnuovo che aveva raggiunto il suo apice tra gli anni 1970 e gli anni 1980 militando nel massimo livello regionale e il cui colore sociale era il granata.
  • A.S.D. N. Rea A. Romano, squadra di calcio fondata nel 1998 che milita in Seconda Categoria e il cui colore sociale è l'azzurro.
  • A.S.D. Volley Casalnuovo, squadra di pallavolo maschile che attualmente milita in Prima Divisione, ma che in passato ha disputato per diversi anni la Serie C, sfiorando la promozione in Serie B2 nel 2013-14. Possiede anche una sezione femminile attiva nel settore giovanile.
  • Sporting Casalnuovo, squadra di pallavolo maschile che, prima di scomparire, ha militato in Serie C.
  • Pallacanestro Casalnuovo, squadra di pallacanestro militante in Promozione e i cui colori sociali sono il bianco e il blu.
  • A.S.D. San Mauro Nuoto, squadra di pallanuoto fondata nel 2007 con sede nella frazione di Casarea che attualmente milita in Serie B.
  • A.S.D. Circolo Pattinatori Napoli struttura in cui si svolge il seguente sport pattinaggio su rotelle (Artistico)

Il principale impianto sportivo della città è lo Stadio comunale "Domenico Iorio" utilizzato principalmente per il calcio; l'impianto possiede una capienza di circa 1.500 spettatori e il campo di gioco è in erba sintetica. Esistono anche un palazzetto dello sport e diversi centri sportivi polifunzionali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Casalnuovo è servita dall'omonima uscita dell'Asse Mediano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Trenitalia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Casalnuovo (RFI) si trova sulla ferrovia Roma-Cassino-Napoli ed è ubicata alla fine di via Roma, non lontana dall'omonima stazione della Circumvesuviana.

Circumvesuviana[modifica | modifica wikitesto]

La Circumvesuviana ha quattro stazioni, situate a poca distanza l'una dall'altra, il che costituisce una sorta di metropolitana. Le quattro stazioni si trovano sulla tratta Napoli - Baiano, dalla stazione terminale Napoli Porta Nolana hanno questo ordine:

Tradizioni religiose[modifica | modifica wikitesto]

La città presenta molte parrocchie, ma anche cappelle familiari, le principali: San Giacomo Apostolo il Maggiore (Santo patrono) e San Nicola (Patrono di Licignano). Oltre a quelle cattoliche sono presenti anche chiese cristiane evangeliche e una sala del regno dei testimoni di Geova. È da sottolineare che la città ha anche un secondo patrono: San Biagio, festeggiato il 3 febbraio. A questa data sono legate molte tradizioni. In primis quella tipica del paese, anche per gli altri patroni, di portare la statua del santo in processione per la città. San Biagio è protettore della gola e degli animali domestici. Il 3 febbraio in chiesa animali per farli benedire, oppure farsi benedire la gola con l'olio santo.

Ufficialmente San Biagio però non è il santo patrono della città, come San Giacomo. Esso è infatti chiamato "patorno di Passaggio", la leggenda vuole infatti che la statua del santo, trasportata da un carretto, era diretta a Cancello ed Arnone, ma proprio di fronte alla chiesa del paese si ruppe la ruota del carretto, a testimonianza, per i fedeli, del fatto che il santo non volesse lasciare il paese. Da allora la statua è stata custodita nella chiesa dove la prima volta trovò riparo.

La maggioranza della popolazione è di orientamento cattolico, ma vi sono anche consistenti comunità di testimoni di Geova e protestanti, ed in minima percentuale musulmani sunniti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Letterario Una Città Che Scrive. I testi vincitori della prima edizione (2017) sono contenuti in una antologia dal titolo "Una Città Che Scrive. Una Città che Rinasce"[1]. Sezione Speciale del Premio per le zone colpite dal terremoto del 2016: VISSO NEL CUORE. La Città di Casalnuvo per le zone colpite dal terremoto[2]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • [3] Una Città che Scrive - Progetto realizzato con il contributo dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale a vantaggio dell'immagine della Città - Antologia di 14 autori casalnuovesi - Premio Letterario UNA CITTA' CHE SCRIVE [4]- www.unacittachescrive.it
  • Sito ufficiale del Comune di Casalnuovo di Napoli, comune.casalnuovo.na.it.
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  1. ^ AA.VV. (raccolta a cura di Giovanni Nappi), Una Città che scrive. Una Città che rinasce., ISBN 9788894176117.
  2. ^ Casalnuovo per Visso e per le zone terremotate, cronachemaceratesi.it.
  3. ^ Introduzione di Giovanni Nappi, Prefazione di Gianni Pittella, Copertina di Alessandro Nespolino e testi di 14 autori casalnuovesi (Mario Visone, Raffaela Danzica, Anacleto Loffredo, Marina Romano, Lia Manzi, Raffaele Sannino, Antonio Pascucci, Armando Fusaro, Eduardo Colella, Federica Zurlo, Antonio Pelliccia, Ernesto Acciarino, Aleandra Genovese, Michelangelo Riemma)., UNA CITTA' CHE SCRIVE, Casalnuovo di Napoli, Associazione Una Città Che ..., 2016, p. 116, ISBN 978-88-941761-0-0.
  4. ^ Metronapoli WebTV - Casalnuovo, UNA CITTA' CHE SCRIVE, su Metronapoli WebTV. URL consultato il 09 settembre 2016.