Qualiano

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Qualiano
comune
Qualiano – Stemma
Qualiano – Bandiera
Qualiano – Veduta
Qualiano – Veduta
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Campania
Città metropolitana Napoli
Amministrazione
SindacoRaffaele De Leonardis (Lista civica di cdx) dal 15-5-2023 (2º mandato)
Territorio
Coordinate40°55′N 14°09′E / 40.916667°N 14.15°E40.916667; 14.15 (Qualiano)
Altitudine101 m s.l.m.
Superficie7,43 km²
Abitanti24 463[1] (28-2-2023)
Densità3 292,46 ab./km²
FrazioniGlicine-Teorema, P.I.P. "Ponte Riccio", Oleandro, Ripuaria
Comuni confinantiCalvizzano, Giugliano in Campania, Villaricca
Altre informazioni
Cod. postale80019
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT063062
Cod. catastaleH101
TargaNA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 1 213 GG[3]
Nome abitantiqualianesi
Patronosanto Stefano
Giorno festivo26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Qualiano
Qualiano
Qualiano – Mappa
Qualiano – Mappa
Posizione del comune di Qualiano nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Qualiano (AFI: in ita. [kwa'ljäːno] e in nap. [kwa'ljäːnə] - Qualiàne in napoletano[4]) è un comune italiano di 24 463 abitanti[1] della città metropolitana di Napoli in Campania.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Sull'origine del nome "Qualiano" sono state formulate numerose ipotesi, alcune delle quali più fantasiose, altre meno. Così, vi è chi vorrebbe che tale nome derivasse da Colo Ianum, per un preteso culto di Giano, che vi sarebbe stato praticato; chi lo farebbe discendere da una (inopinata) gens Quelia[5]; chi, ancora, deformandolo in "Guagliano" ("ager Qualianus"), vi fa avvertire la presenza delle quaglie[6]; chi, infine, lo riconduce a Guaidanum, dal sassonico Wald (=bosco), nel senso di "città nel bosco".[7]

Diciamo subito che, se non vi è prova della diffusione del gentilizio Quelius, né di una risalente pratica della caccia alla quaglie, le due tesi più solide sarebbero quelle che richiamano, rispettivamente, al culto di Giano e alla natura boscosa dei luoghi. Tuttavia, ci sembra che anche la divinità bifronte dei romani non possa trovare grande seguito, sotto il profilo etimologico, tanto più che la tesi, così formulata, parrebbe riprendere le fantasie circa il culto di Pan a Panicocolo[8]. Una statua del dio Giano fu rinvenuta a Qualiano; ma di qui a voler identificare con Giano il nume tutelare degli antichi qualianesi ne corre.[9]

Viceversa, sembra attendibile l'ipotesi della derivazione de Gaudianum. Intanto, il toponimo "Gualdo" (<Wald) è variamente diffuso in tutto il territorio del ducato longobardo[10], e Capua è abbastanza vicina e ben collegata a Qualiano, grazie alla via Campana; inoltre, fino alla seconda metà del secolo scorso, gran parte del territorio di Qualiano era coperta da vegetazione boschiva[11]; infine, in periodo angioino, si riscontra la forma Coliana (<Colianum)[12].

I suoi abitanti, i qualianesi, vengono anche chiamati “panza tosta”[13] o in napoletano "panzatuosti".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie storiche sull'origine di Qualiano vengono avvalorate e confrontate da svariati ritrovamenti archeologici che lasciano supporre, senza ombra di dubbio, il ruolo e la funzione del borgo romano di Collana, soprattutto se viene proiettato in quel fenomeno che investì tutti i centri della Campania e meridionali dominati da colonie greche prima e poi romane. Storicamente si conosce la tragica fine dell'egemonia greca della città di Cuma, avvenuta nell'anno 334 a.C. per opera dei Romani, che da Capua giungevano a Cuma per proseguire via mare. Di conseguenza questa nuova realtà politica d'espansione della nascente civiltà romana interessò anche Qualiano, data la sua posizione geografica: punto nodale per raggiungere Cuma da Capua a Roma. Di questo antico tracciato viario è testimone l'antica strada consolare campana che raggiungeva Capua, Aversa e Pozzuoli.

Recenti ritrovamenti archeologici fanno inoltre supporre che fosse un centro prediletto dal patriziato romano per il clima salubre e la florida vegetazione (lo storico Tito Livio descrisse e decantò le ricchezze naturali dell'intero agro giuglianese). Resti di statue in marmo acefale, murature in opus reticulatum e latericium, pavimentazioni in mosaico colorato della fine del I secolo a.C. - inizio I secolo d.C.; enormi vasi di creta per la conservazione di derrate alimentari (grano, orzo, ecc.), una cisterna per la raccolta dell'acqua a forma rettangolare con copertura a volta.

Una necropoli del IV secolo a.C. venne alla luce durante i lavori per la costruzione del primo intervento di case popolari (in via Cavour). Erano ventidue tombe, di cui la maggior parte a casse in blocchi di tufo giallo, sei erano alle Cappuccine e un sarcofago monolitico in tufo e vi si trovarono svariati elementi di arredo funerario: dal lacrimatoio al cratere, vasi a vernice nera: Askos, Skyphos, ecc. Tutto ciò si poteva ammirare al Museo archeologico nazionale di Napoli, nella sala LX «La Necropoli di Qualiano», smantellata poiché il museo ha proceduto al riallestimento delle singole collezioni e a una dislocazione più organica di esse all'interno dell'edificio[14].

Le testimonianze finora elencate sono venute alla luce interessando una zona urbana unitaria: la località San Pietro ad Aram, avendo come capisaldi l'Alveo dei Camaldoli, tratto della consolare campana e la località Pioppitelli (via Palumbo); difatti quest'area era caratterizzata da una strada lunga nella quale sono venute alla luce tombe, ville patrizie, cisterne per la conservazione dell'acqua e una villa rustica di notevole interesse storico-archeologico per il materiale rinvenuto che va dal IV secolo a.C. al III secolo d.C.: ceramica a vernice nera «campana», unguentari, monete bronzee dell'imperatore Decio Traiano, lame di ferro di attrezzi agricoli, frammenti di vetro, ecc.

Dalla lettura di questa realtà archeologica si può supporre che Qualiano fosse un centro di stazionamento per le legioni di soldati romani che scendevano da Roma per proseguire verso Cuma: una «Statio romana».

Dagli scavi effettuati non sono venuti alla luce né mura di difesa, né altra struttura con lo stesso scopo.

Già nel IV secolo a.C. Qualiano registra la presenza del popolo sannita, mentre per la formazione di un centro o villaggio agricolo (fagus) si deve risalire al III secolo a.C. con la presenza del popolo osco-sannita, che raggiunse la massima importanza e crescita urbana nel IV o V secolo d.C. durante il periodo di decadenza romana.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Qualiano dal 1340 al 1805 fu feudo del monastero di Santa Chiara in Napoli[15].

Dal 1806 al 1836 fece parte del Comune di Panicocoli (Villaricca) e il 5 settembre 1836 Ferdinando II, con proprio decreto, le conferì l'autonomia amministrativa.

I periodi storici che si susseguono in questo arco di tempo - da quello angioino-aragonese a quello del vice regno spagnolo (1500 e 1600) - interessano relativamente il modesto agglomerato di Qualiano, mentre notevole importanza, sotto il profilo urbanistico, ebbe il secondo periodo borbonico (1815-1860). In questa realtà illuministica per il territorio, operata dai regnanti Borboni, Qualiano trasse non pochi benefici. Attualmente Qualiano fa parte del comprensorio giuglianese con i comuni di Villaricca, Calvizzano, Giugliano in Campania, Marano di Napoli e Mugnano di Napoli.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 1º ottobre 2007

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santo Stefano (XVII secolo), con una pianta a croce latina e tre navate[16]
  • Chiesa di Maria Santissima Immacolata (2009)
  • Resti dell'Antica via consolare campana[17][18]
  • Ponte Surriento realizzato nell’anno 1850 all'epoca di Ferdinando II di Borbone[19]
  • Monumento ai caduti (1934)[20]
  • Masseria del Cardinale, testimonianza della civiltà contadina insieme a Masseria del Principe, Masseria di san Pietro ad Aram e Masseria pozzo nuovo.
  • Cavità sotterranee del centro storico utilizzate un tempo per l'estrazione del tufo[21][22]
  • Alveo della collina dei Camaldoli che delimita, in parte, il confine sud del Comune

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[23]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Qualiano è servita dall'omonima uscita dell'Asse Mediano e dalla Circumvallazione Esterna di Napoli. Il comune è attraversato da due importanti assi viari, quali la via Campana e la via Santa Maria a Cubito.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Stazione ferroviaria Giugliano-Qualiano

Si serve della Stazione di Giugliano-Qualiano delle Ferrovie dello Stato, posta lungo la ferrovia Villa Literno-Napoli e servita dai treni regionali Villa Literno-Napoli Campi Flegrei svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito dalle linee della E.A.V. (che ha assorbito le linee della ex CTP) azienda aderente al Consorzio UnicoCampania.

Nel Dicembre del 2022 è stato approvato dalla Città Metropolitana di Napoli il nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che prevede la costruzione, entro il 2031, di una Tramvia a sede riservata, detta Gronda Ovest, che dalla stazione di Chiaiano della Linea 1 passerà per i comuni di Mugnano di Napoli, Marano di Napoli, Calvizzano, Villaricca, Qualiano e Giugliano in Campania, fino alla stazione di Licola della Circumflegrea.[24]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1972 1986 Stefano Morgera DC sindaco
1986 1988 Mario Cacciapuoti DC sindaco
1988 1990 Stefano Morgera DC sindaco
1990 1991 Michele Schiano Di Visconti DC sindaco
1991 1993 Mario Cacciapuoti DC Sindaco
1993 1997 Pasquale Galdiero DC Sindaco
1997 2005 Michele Schiano di Visconti FI Sindaco
2006 2008 Pasquale Galdiero DL Sindaco
2008 2013 Salvatore Onofaro PdL sindaco [25]
2013 2018 Ludovico De Luca PD e civiche Sindaco
25 giugno 2018 13 maggio 2023 Raffaele De Leonardis NcI-FdI e civiche Sindaco
16 / 17 maggio 2023 in corso Raffaele De Leonardis Coalizione di liste civiche di cdx FdI Sindaco [1]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Qualiano ospita sul suo territorio due importanti media locali: Radio MB International, una stazione radio FM che trasmette dal 1979, e il quotidiano di informazione on-line Punto! il web Magazine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2023 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 525, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ^ Egidio Finamone, Origine e storia dei nomi locali campani, 1964, SBN IT\ICCU\SBL\0616762.
  6. ^ Michelangelo Schipa, Il Mezzogiorno d'Italia anteriormente alla monarchia : ducato di Napoli e principato di Salerno, Gius. Laterza & Figli, Bari, 1923, p. 56, SBN IT\ICCU\CUB\0587069.
  7. ^ Fabio Sebastiano Santoro, Scola di canto fermo in cui s'insegnano facilissime, e chiare regole per ben cantare, e componere, non meno utile, che necessaria ad ogni ecclesiastico. Divisa in tre libri dal sacerdote D. Fabio Sebastiano Santoro della terra di Giugliano maestro di canto... dedicata a Maria sempre vergine assonta. Con infine le considerazioni de novissimi, ed altre cose utili à chi spera il Paradiso, De Bonis Novello, Napoli, 1719, p. 86.
  8. ^ Nico Pirozzi e Rosario Scarpato, Panicòcolo: storia, tradizioni e immagini di Villaricca / Nico Pirozzi, Rosario Scarpato, 1984, SBN IT\ICCU\NAP\0319891.
  9. ^ Sergio Zazzera, Qualiano: storia, tradizioni e immagini, Rosario Scarpato Editore, Napoli - Corso Garibaldi, 46, 1986, pp. 13-14, SBN IT\ICCU\NAP\0080646.
  10. ^ Palmieri Stefano, Mobilità etnica e mobilità sociale nel Mezzogiorno longobardo, 1981, pp. 45-46, SBN IT\ICCU\NAP\0518346.
  11. ^ Betocchi Alessandro, Forze produttive della provincia di Napoli, vol. 1, 1874, p. 49, SBN IT\ICCU\UMC\0566552.
  12. ^ De Seta Cesare, i casali di Napoli, 1984, p. 18, SBN IT\ICCU\CSA\0017017.
  13. ^ Qualiano, la nostra storia attraverso leggende e origini, su puntomagazine.it.
  14. ^ Museo archeologico nazionale di Napoli - Mappa del Museo. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  15. ^ Giovanni Sabatino, Ipotesi storico-urbanistiche sull'origine e sullo sviluppo della città di Qualiano, 1986, p. 16.
  16. ^ Chiesa di Santo Stefano Protomartire <Qualiano>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it.
  17. ^ Qualiano. La Consolare Campana ritorna alla luce, su internapoli.it (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2017).
  18. ^ Qualiano. Emergono dal sottosuolo tombe di epoca romano-bizantina, su internapoli.it.
  19. ^ Storia del Ponte, su circolohelios.blogspot.it (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2018).
  20. ^ Davide Morgera e Aniello Picascia, Dal Tiglio agli eroi scolpiti nel marmo. Genesi di un monumento, Qualiano, 2015.
  21. ^ Qualiano. Speleologi al lavoro per mappare le cavità nel sottosuolo, su internapoli.it. URL consultato il 27 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2017).
  22. ^ Qualiano. Parte la ricognizione delle cavità nel sottosuolo: coinvolti tecnici e cittadini, su internapoli.it.
  23. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  24. ^ Città Metropolitana di Napoli- Relazione Piano di progetto PUMS CMNA [collegamento interrotto], su cittametropolitana.na.it, ottobre 2022. URL consultato il 4 dicembre 2023.
  25. ^ Figlio di Giuseppe Onofaro, sindaco di Qualiano negli anni 60'

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]