Qualiano

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Qualiano
comune
Qualiano – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitanaProvincia di Napoli-Stemma.svg Napoli
Amministrazione
SindacoRaffaele De Leonardis (Liste civiche di centrodestra) dal 25/06/2018
Territorio
Coordinate40°55′N 14°09′E / 40.916667°N 14.15°E40.916667; 14.15 (Qualiano)Coordinate: 40°55′N 14°09′E / 40.916667°N 14.15°E40.916667; 14.15 (Qualiano)
Altitudine101 m s.l.m.
Superficie7,43 km²
Abitanti25 739[1] (30-4-2018)
Densità3 464,2 ab./km²
FrazioniGlicine-Teorema, Oleandro, Ripuaria, Localita' Industriale Riccio.
Comuni confinantiCalvizzano, Giugliano in Campania, Villaricca.
Altre informazioni
Cod. postale80019
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT063062
Cod. catastaleH101
TargaNA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiqualianesi
Patronosanto Stefano
Giorno festivo26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Qualiano
Qualiano
Qualiano – Mappa
Posizione del comune di Qualiano nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Qualiano (Qualiàne in napoletano[2]) è un comune italiano di 25 739 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriverebbe da Caloianum, come si evince dal primo elenco completo di tutti i casali esistenti nel regno di Napoli; in un elenco successivo, di epoca angioina, si trasforma in Coliana. Qualiano ha dato origine a due tesi interpretative sul significato del termine: una vuole fare risalire l'origine del nome in Colo Ianum, per culto al dio Giano (lo confermerebbe il ritrovamento di una grossa testa di divinità bifronte e barbuta); l'altra lo riconduce a Gaudianum, nel senso di «città nel bosco», pur evidenziando che il toponimo Gualdo è variamente diffuso in tutto il territorio del ducato Longobardo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie storiche sull'origine di Qualiano vengono avvalorate e confrontate da svariati ritrovamenti archeologici che lasciano supporre, senza ombra di dubbio, il ruolo e la funzione del borgo romano di Collana, soprattutto se viene proiettato in quel fenomeno che investì tutti i centri della Campania e meridionali dominati da colonie greche prima e poi romane. Storicamente si conosce la tragica fine dell'egemonia greca della città di Cuma, avvenuta nell'anno 334 a.C. ad opera dei Romani, che da Capua giungevano a Cuma per proseguire via mare. Di conseguenza questa nuova realtà politica d'espansione della nascente civiltà romana interessò anche Qualiano, data la sua posizione geografica: punto nodale per raggiungere Cuma da Capua a Roma. Di questo antico tracciato viario è testimone l'antica strada Consolare Campana che raggiungeva Capua, Aversa e Pozzuoli.

Recenti ritrovamenti archeologici fanno inoltre supporre che fosse un centro prediletto dal patriziato romano per il clima salubre e la florida vegetazione (lo storico Tito Livio descrisse e decantò le ricchezze naturali dell'intero agro giuglianese). Resti di statue in marmo acefale, murature in opus reticulatum e latericium, pavimentazioni in mosaico colorato della fine del I secolo a.C.-inizio I secolo d.C.; enormi vasi di creta per la conservazione di derrate alimentari (grano, orzo, ecc.), una cisterna per la raccolta dell'acqua a forma rettangolare con copertura a volta.

Una necropoli del IV secolo a.C. venne alla luce durante i lavori per la costruzione del primo intervento di case popolari (in via Cavour). Erano ventidue tombe, di cui la maggior parte a casse in blocchi di tufo giallo, sei erano alle Cappuccine ed un sarcofago monolitico in tufo e vi si trovarono svariati elementi di arredo funerario: dal lacrimatoio al cratere, vasi a vernice nera: Askos, Skyphos, ecc. Tutto ciò si poteva ammirare al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nella sala LX «La Necropoli di Qualiano», smantellata poiché il museo ha proceduto al riallestimento delle singole collezioni e a una dislocazione più organica di esse all'interno dell'edificio[3].

Le testimonianze finora elencate sono venute alla luce interessando una zona urbana unitaria: la località San Pietro ad Aram, avendo come capisaldi l'Alveo dei Camaldoli, tratto della Consolare Campana e la località Pioppitelli (via Palumbo); difatti quest'area era caratterizzata da una strada lunga nella quale sono venute alla luce tombe, ville patrizie, cisterne per la conservazione dell'acqua ed una villa rustica di notevole interesse storico-archeologico per il materiale rinvenuto che va dal IV secolo a.C. al III secolo d.C.: ceramica a vernice nera «campana», unguentari, monete bronzee dell'imperatore Decio Traiano, lame di ferro di attrezzi agricoli, frammenti di vetro, ecc.

Dalla lettura di questa realtà archeologica si può supporre che Qualiano fosse un centro di stazionamento per le legioni di soldati romani che scendevano da Roma per proseguire verso Cuma: una «Statio romana».

Dagli scavi effettuati non sono venuti alla luce né mura di difesa, né altra struttura con lo stesso scopo.

Già nel IV secolo a.C. Qualiano registra la presenza del popolo sannita, mentre la formazione di un centro o villaggio agricolo (fagus) si deve risalire al III secolo a.C. con la presenza del popolo osco-sannita, che raggiunse la massima importanza e crescita urbana nel IV o V secolo d.C. durante il periodo di decadenza romana.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Qualiano dal 1340 al 1805 fu feudo del monastero di Santa Chiara in Napoli[4].

Dal 1806 al 1836 fece parte del Comune di Panicocoli (Villaricca) e il 5 settembre 1836 Ferdinando II, con proprio decreto, le conferì l'autonomia amministrativa.

I periodi storici che si susseguono in questo arco di tempo - da quello angioino-aragonese a quello del vice regno spagnolo (1500 e 1600) - interessano relativamente il modesto agglomerato di Qualiano, mentre notevole importanza, sotto il profilo urbanistico, ebbe il secondo periodo borbonico (1815-1860). In questa realtà illuministica per il territorio, operata dai regnanti Borboni, Qualiano trasse non pochi benefici. Attualmente Qualiano fa parte del comprensorio giuglianese con i comuni di Villaricca, Calvizzano, Giugliano in Campania, Marano di Napoli e Mugnano di Napoli.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 1º ottobre 2007

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Qualiano è servita dall'omonima uscita dell'Asse Mediano e dalla Circumvallazione Esterna di Napoli. Il comune è attraversato da due importanti assi viari quali: via Campana e via Santa Maria a Cubito.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Stazione ferroviaria Giugliano-Qualiano

Si serve della Stazione di Giugliano-Qualiano delle Ferrovie dello Stato, posta lungo la ferrovia Roma-Formia-Napoli e servita dai treni regionali Villa Literno-Napoli Campi Flegrei svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito dalle linee della CTP, Compagnia trasporti pubblici di Napoli, azienda aderente al Consorzio UnicoCampania.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

{{ComuniAmminPrec
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1972 1986 Stefano Morgera - sindaco
1986 1988 Mario Cacciapuoti DC sindaco 1988 - 1991 Stefano Morgera
1991 1993 Mario Cacciapuoti DC Sindaco
1993 1997 Pasquale Galdiero centro-sinistra Sindaco
1997 2001 Michele Schiano di Visconti Forza Italia Sindaco
2001 2005 Michele Schiano di Visconti Forza Italia Sindaco
28 maggio 2006 15 aprile 2008 Pasquale Galdiero centro-sinistra Sindaco
16 aprile 2008 9 giugno 2013 Salvatore Onofaro centro-destra sindaco [12]
10 giugno 2013 24 giugno 2018 Ludovico De Luca centro-sinistra Sindaco
25 giugno 2018 in carica Raffaele De Leonardis centro-destra Sindaco

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • I suoi abitanti, i qualianesi, vengono anche chiamati “panza tosta”[13] o in napoletano "panzatuosti".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 525.
  3. ^ Museo archeologico nazionale di Napoli - Mappa del Museo. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  4. ^ Giovanni Sabatino, Ipotesi storico-urbanistiche sull'origine e sullo sviluppo della città di Qualiano, 1986, p. 16.
  5. ^ Qualiano. La Consolare Campana ritorna alla luce, su internapoli.it.
  6. ^ Qualiano. Emergono dal sottosuolo tombe di epoca romano-bizantina, su internapoli.it.
  7. ^ Storia del Ponte, su circolohelios.blogspot.it.
  8. ^ Davide Morgera e Aniello Picascia, Dal Tiglio agli eroi scolpiti nel marmo. Genesi di un monumento, Qualiano, 2015, su prolocoqualiano.it.
  9. ^ Qualiano. Speleologi al lavoro per mappare le cavità nel sottosuolo, su internapoli.it.
  10. ^ Qualiano. Parte la ricognizione delle cavità nel sottosuolo: coinvolti tecnici e cittadini, su internapoli.it.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Figlio di Giuseppe Onofaro
  13. ^ Qualiano, la nostra storia attraverso leggende e origini, su puntomagazine.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]