Calvizzano

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Calvizzano
comune
Calvizzano – Stemma
Calvizzano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitana Città metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
Sindaco vacante
Territorio
Coordinate 40°54′N 14°11′E / 40.9°N 14.183333°E40.9; 14.183333 (Calvizzano)Coordinate: 40°54′N 14°11′E / 40.9°N 14.183333°E40.9; 14.183333 (Calvizzano)
Altitudine 135 m s.l.m.
Superficie 4,02 km²
Abitanti 12 107[1] (28-2-2017)
Densità 3 011,69 ab./km²
Frazioni San Pietro
Comuni confinanti Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Qualiano, Villaricca
Altre informazioni
Cod. postale 80012
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063012
Cod. catastale B452
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 355 GG[2]
Nome abitanti calvizzanesi
Patrono San Giacomo
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calvizzano
Calvizzano
Calvizzano – Mappa
Posizione del comune di Calvizzano nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Calvizzano (Calvizzàne in napoletano[3]) è un comune italiano di 12 107 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Calvizzano sorge nella fertile piana di bonifica dei Regi Lagni, nel cuore della pianura campana, in una zona altamente urbanizzata. Il comune è situato nell'agglomerato a nord-ovest di Napoli insieme ai comuni di Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Villaricca, Qualiano e Giugliano in Campania a pochi chilometri dal capoluogo.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo storico locale Raffaele Galiero[4] la denominazione deriverebbe da Calvisius (o Calvicius), un proprietario terriero appartenente alla gens Calvisia. Da qui la denominazione che si sarebbe trasformata in Calvisiano, Calbictiano e infine Calvizzano.

Nel Seicento il notaio Marco Antonio Syrleto, primo storico locale aveva formulato un'altra ipotisi etimologica per il toponimo: secondo lui questo sarebbe derivato dal fatto che nell'antichità, in seguito alle tante guerre e pestilenze, in questo luogo si sarebbero trovati molti sepolcri ripieni solamente di teschi, che vennero chiamati calvi; quando le persone sane vennero in questo territorio per abitarvi, dall'unione dei Calvi ai sani, sarebbe nato il nome Calvisano, dal volgo, in seguito, tradotto in Carvizzano e poi in Calvizzano.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma comunale Settecentesco

Non esistono dati certi sulla sua fondazione. Il territorio conserva testimonianze archeologiche di epoca romana, come i resti di antiche ville romane.

Raffaele Galiero, storico locale, in un libro del 1936[5], ritiene che il primo nucleo di Calvizzano si sia formato nei pressi di una deviazione dell'antica via Consolare Campana che arrrivava alla città di Napoli.

A causa della sua collocazione nell'agro napoletano, il paese subì in epoca altomedievale il riflesso delle travagliate vicende del Ducato di Napoli. Divenne casale solo nel 1269. Fu feudo dei Caracciolo di Napoli per quasi tutto il Quattrocento.[6] Nel 1495 passò a Francesco D'Allegro, gran siniscalco del Regno di Sicilia. Dal 1497 al 1504 fu governato da Antonio de Raho, uditore e consigliere di Ferdinando I d'Aragona il quale lo nominò signore a vita di Calvizzano. Il 1° di ottobre del 1669 Francesco Carnero, consigliere collaterale dello stato di guerra e maestro di campo della fanteria, acquistò il casale divenendone barone. Nel 1681 la baronessa Margherita Carnero, quartogenita di don Francesco Carnero, sposò, con dispensa papale, suo cugino il duca Diego di Pescara e portò in dote il casale di Calvizzano, facendo divenire il marito duca di Calvizzano.[7] Nel 1806, il duca Giuseppe Maria Pescara perse il feudo a seguito della riforma amministrativa antifeudale operata sotto il regno napoletano di Giuseppe Bonaparte; l'Universitas Calvizzani, antico retaggio del governo feudale, fu abolita per far spazio alla nascente amministrazione comunale.[8] In seguito Calvizzano seguirà le sorti dapprima del Regno delle Due Sicilie e poi dell'Italia.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Difficile è risalire alla data di nascita dello stemma comunale, che però è certamente anteriore al 1596, poiché lo stemma è scolpito nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, la cui costruzione fu iniziata nel 1580.

Lo stemma del comune di Calvizzano, come da decreto del capo del governo del 9 maggio 1930 trascritto nei registri della Consulta araldica del 10 meggio 1930, ha le seguenti caratteristiche: di colore verde ed uno scudetto barocco d'argento, caricati di una testa calva, rivolta di profilo al naturale.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, cinquecentesca, sorse nello stesso luogo dove sorgeva l'antica chiesetta di Santa Maria Annunziata al centro del paese. Essendo questo edificio più antico abbastanza piccolo e non rispondendo più alle esigenze dei fedeli, nel 1550 l'arcivescovo di Napoli Mario Carafa autorizzò l'Universitas Calvizzani ad abbatterla e a costruire nello stesso luogo una nuova chiesa, intitolata a Santa Maria delle Grazie.

La costruzione della nuova chiesa fu iniziata nel 1580; l'edificio fu benedetto nel 1596 e terminato nel 1608 (anche se per il completamento della sagrestia fu necessario aspettare fino al 1746). Fu una chiesa laicale in quanto venivano eletti 25 governatori laici che si interessavano dello stabile, del culto e di tutto ciò che occorreva (l'amministrazione laicale fu abolita nel 1972). Gli oneri venivano soddisfatti grazie alle elemosine.

La chiesa presenta una pianta a croce latina a navata unica, lungo la quale si sviluppano un totale di sei cappelle divise per i due lati. Possiede una maestosa cupola, probabilmente disegnata e costruita dall'architetto e scultore napoletano Domenico Antonio Vaccaro, al quale certamente è da attribuire la decorazione a stucco.

Nella chiesa si conservano inoltre i dipinti e le tele del pittore seicentesco partenopeo Nicola Vaccaro[10][11] e quelle del Domenichino.

Il soffitto ligneo dorato presenta al suo centro una rappresentazione dell'Assunzione di Maria, opera eseguita nel 1676 dall'artista Andrea Malinconico[12], Negli angoli del soffitto vi è la rappresentazione dello stemma dei Visconti, consistente in una vipera tortuosa che ingoia un bambino. Le due entrate laterali, con ballatoi e parapetti in piperno furono creati nel 1605.

Dal 1809 è sede della parrocchia di San Giacomo Apostolo Maggiore, trasferitasi qui definitivamente in seguito all'abbandono e alla rovina della chiesa di San Giacomo.[13]

Il 15 febbraio 2015 è stato inaugurato, all'interno di uno storico locale della chiesa, il museo parrocchiale (intitolato a Cristofaro Agliata noto politico e storico locale) con la benedizione del vescovo ausiliare di Napoli Salvatore Angerami: esso custodisce ed espone ex voto, calici ed ostensori in argento e oro, datati a partire dal Cinquecento, abiti liturgici ricamati in oro) e l'archivio storico.[14]

Chiesa di San Giacomo Apostolo maggiore[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, già citata in un documento del 911, era sorta presso una monumentale tomba di epoca romana, relativa ad abitato forse situato poco lontano dall'attuale centro del paese. Fu la prima chiesa a Napoli e nel napoletano, dedicata al santo, scelto come patrono. L'"ecclesia Sancti Jacobi fu elevata nel 1337 dall'arcivescovo di Napoli Giovanni III Orsini ad arcipretura, con giurisdizione su dieci parrocchie dei casali vicini (da Piscinola a Panicocoli (odierna Villaricca);[15] il suo clero, inoltre, interveniva incoronato di rose alla messa pontificale della prima domenica di maggio in onore di san Gennaro.

Nel 1809 la chiesa di San Giacomo fu abbandonata e andò in rovina, così la cura parrocchiale fu definitivamente trasferita nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.[16]

Chiesa di San Pietro[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa sorge a poco più di 1 km dal centro di Calvizzano e fu eretta prima del 1336, come ci testimonia un documento custodito nella Biblioteca apostolica vaticana. L'attuale chiesa, risale al 1656, anno della peste che colpì anche Calvizzano. I fedeli avevano infatti lasciato l'abitato e si erano spostati in aperta campagna, dove chiesero al santo protezione dal morbo. Scampato il pericolo, con le loro offerte, i devoti ampliarono e abbellirono la vecchia chiesetta incorporandovi l'originaria abside.[17]

Monumento ai caduti[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti

Il monumento venne inaugurato il 6 giugno 1934 alla presenza di molte personalità[18]. Il monumento fu progettato dall'artista locale Michele Ciccarelli.

Si tratta di una monumentale edicola in tufo, composta da quattro pilastri, collegati tra loro da archetti, decorati con fastigi in piperno. Al centro del prospetto principale si trova la lapide marmorea con l'iscrizione commemorativa: Calvizzano consacrando la gloria immortale dei suoi figli migliori perennemente in questa preda bellica ne testimonia l'eroico ardire e la virtù romana. L'iscrizione è sormontata da una stella in bronzo, simbolo dell'Italia[19]. Sugli altri lati sono poste le lapidi recanti i nomi dei caduti calvizzanesi della prima guerra mondiale e successivamente aggiunti quelli della seconda.

All'interno dell'edicola è collocato un cannone sottratto agli austriaci durante la loro ritirata nel novembre 1918 e donato dal maresciallo d'Italia Armando Diaz, quando era ministro della guerra, al podestà, il conte Domenico Mirabelli, suo parente da parte della moglie, Sarah De Rosa Mirabelli.[20][21]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[22]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il l culto dell'"apostolo Jacovo" a Cavizzano risale a prima dell'anno 1000: già nel 911 in alcuni documenti si fa riferimento ad un pezzo di terra di Sancti Jacovi in Calbictianum.[23]

Il 25 luglio ricorre la festa del santo: anticamente era detta la "Festa del tomolo di sancti Jacovo", in quanto i contadini del luogo per ringraziare il santo per il raccolto, erano soliti donare un tomolo di grano ai poveri, che si recavano a piedi da Napoli in pellegrinaggio presso l'antica chiesa di Calvizzano.

Oggi la festa di san Giacomo si celebra con la processione della statua del santo (risalente al 1740 circa) per le vie della cittadina e termina con un simulacro dell'incendio del campanile.[24]

Persone legate a Calvizzano[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La vicinanza a Napoli, e quindi ai relativi servizi, ha fatto sì che il comune non sentisse l'esigenza di avere infrastrutture di grande rilievo sul proprio territorio.
La viabilità interna si basa principalmente su strade comunali, mentre quella a lunga percorrenza come autostrade e superstrade è raggiungibile tramite la Circumvallazione Esterna di Napoli, accessibile nel limitrofo comune di Villaricca.

La costruzione ex novo del parcheggio di via Galiero e il rifacimento di quello di via Ritiro ha risolto in parte i problemi che affliggono il corso principale (via Conte Mirabelli) in seguito al restyling del 2007, in primis le aree di sosta e il traffico.
Nell'ottica del sistema integrato dei trasporti, il trasporto pubblico urbano è affidato alla compagnia CTP e ANM che attraverso varie linee conducono alla stazione di Chiaiano della Metropolitana di Napoli.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 luglio 1988 23 novembre 1990 Ruggiero Antonio PSI Sindaco Sfiduciato dal consiglio comunale con apposita mozione
23 novembre 1990 8 aprile 1991 Migliaccio Antonio PCI Sindaco Porta avanti la consiliatura apertasi il 18/07/88. Dimissionario
15 aprile 1991 2 maggio 1992 Ricciardiello Luigi PSI Sindaco Porta avanti la consiliatura apertasi il 18/07/88. Dimissionario
1º luglio 1992 7 giugno 1993 Salatiello Giuseppe DC Sindaco Porta avanti la consiliatura apertasi il 18/07/88. Scadenza naturale del mandato
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Salatiello Giuseppe DC Sindaco Scadenza naturale del mandato
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Salatiello Giuseppe IND Sindaco Scadenza naturale del mandato
14 maggio 2001 24 febbraio 2003 Morra Mario Centro Sindaco Scioglimento del consiglio comunale
24 febbraio 2003 27 maggio 2004 Stasi Maria Elena - Commissario str. -
27 maggio 2003 15 aprile 2008 Pirozzi Giacomo Lista Civica Sindaco Scadenza naturale del mandato
15 aprile 2008 30 ottobre 2012 Granata Giuseppe Lista Civica Sindaco Dimissioni della metà più uno del consiglio comunale
30 ottobre 2012 23 novembre 2012 Vosa Ornella - Commissario pref. -
23 novembre 2012 28 giugno 2013 Vosa Ornella - Commissario str. -
28 maggio 2013 26 luglio 2017 Salatiello Giuseppe Lista Civica Sindaco Deceduto[25]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 119.
  4. ^ a b Cecere Carmine, Storie delle Storia a Nord di Napoli, Roma, ilmiolibro.it, 2014, p. 14.
  5. ^ Galiero Raffaele, Il mio paese: cenni storici, Napoli, Laurenziana, 1972.
  6. ^ Fu Giosuè Caracciolo, nobile cavaliere, signore di Montecalvo, di Buonalbergo e di altre terre, il primo della famiglia ad entrare in possesso del feudo calvizzanese.
  7. ^ Cecere Carmine, Storie della Storia a Nord di Napoli, Roma, ilmiolibro.it, 2014, pp. 34-35.
  8. ^ "Leggi eversive della feudalità" 1806-1808
  9. ^ Così come riportato nello Statuto comunale (29 gennaio 2001) titolo I, articolo 2, comma 1
  10. ^ Izzo Mariaclaudia, Nicola Vaccaro (1640 - 1709):un artista a Napoli tra Barocco e Arcadia, Todi, Tau, 2009, pp. 21, 196-197, ISBN 978-88-6244-082-0.
  11. ^ A tutt'oggi la chiesa conserva il documento originale del contratto, stipulato il 9 gennaio 1689 dal notaio Paolo Guarrelli, tra il pittore ed i governatori della chiesa
  12. ^ Izzo Mariaclaudia, Un'Assunta di Andrea Malinconico a Calvizzano, in Napoli Nobilissima: rivista di tipografia e arte napoletana, volume 4, nº 5, Arte tipografica, 2003, pp. 21-26.
  13. ^ Circa la chiesa di Santa Maria delle Grazie, digilander.libero.it.
  14. ^ Calvizzanoweb.blogspot.it, Inaugurazione museo parrocchiale, calvizzanoweb.blogspot.it.
  15. ^ Illibato Antonio, Il "Liber Visitationis" di Francesco Carafa nella diocesi di Napoli (1542-1543), Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1983, p. 36.
  16. ^ Circa la chiesa di San Giacomo Apostolo, digilander.libero.it.
  17. ^ Russo Carla, Chiesa e comunità nella diocesi di Napoli tra Cinque e Settecento, Napoli, Guida, 1984, p. 286.
  18. ^ Erano presenti all'inaugurazione il conte Domenico Mirabelli, podestà di Calvizzano, il cardinale Alessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli, Umberto di Savoia, allora principe di Piemonte, il parroco don Antonio Di Sabato e l'avvocato Stalj, presidente dei Combattenti di Napoli, che pronunziò il discorso ufficiale
  19. ^ Originariamente vi era un fascio littorio bronzeo, successivamente sostituito con l'avvento della Repubblica
  20. ^ Nappi Maria Rosaria, La Campania e la Grande Guerra: i monumenti ai Caduti di Napoli e provincia, Roma, Gangemi, 2011, p. 121.
  21. ^ Riguardo al monumento ai caduti, digilander.libero.it.
  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  23. ^ Di Maria Giacomo, Santiago de Compostela patrono di Calvizzano, Calvizzano, 1994?.
  24. ^ Chiesa di Napoli, Il patrocinio di Jacovo a Calvizzano, chiesadinapoli.it.
  25. ^ Il Mattino, Deceduto il sindaco Salatiello, ilmattino.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Testimonianze di civiltà: indagine storico-artistica su Marano, Calvizzano, Villaricca, Calvizzano, Russo, 1989.
  • Barleri Peppe, Parrocchia di S. Giacomo e testimonianze archeologiche romane a Calvizzano, Calvizzano, VI.ESSE.TI, 2002.
  • Barleri Peppe, Antiche famiglie di Calvizzano, Calvizzano, VI.ESSE.TI, 2005.
  • Di Maria Giacomo, I Visconti da Milano a Calvizzano, Calvizzano, Russo, 1982.
  • Di Maria Giacomo, Calvizzano 1799: la cattura dell'ammiraglio Francesco Caracciolo, Calvizzano, VI.ESSE.TI, 1999.
  • Di Maro Luigi, Calvizzano ieri ed oggi: sprazzi di storia, Calvizzano, a cura del Comune, 1988.
  • Galiero Raffaele, Calvizzano nelle sue memorie storiche, Napoli, Tipo-litografia Confalone, 1919.
  • Galiero Raffaele, Calvizzano: dalle remote origini al IX anno del Littorio, Napoli, Tipografia Rocco, 1931.
  • Galiero Raffaele, Il mio paese: cenni storici, Napoli, Laurenziana, 1972 (ristampa).
  • Rocco Liberti, Il sequestro dei feudi del Duca di Calvizzano nel 1799, 1990.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN266238045