Portici

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Portici
comune
Portici – Stemma Portici – Bandiera
Portici – Veduta
la Reggia di Portici.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitanaProvincia di Napoli-Stemma.svg Napoli
Amministrazione
SindacoVincenzo Cuomo (PD) dal 12 giugno 2017
Territorio
Coordinate40°49′11″N 14°20′28″E / 40.819722°N 14.341111°E40.819722; 14.341111 (Portici)Coordinate: 40°49′11″N 14°20′28″E / 40.819722°N 14.341111°E40.819722; 14.341111 (Portici)
Altitudine29 m s.l.m.
Superficie4,52[1] km²
Abitanti54 340[2] (31-3-2018)
Densità12 022,12 ab./km²
FrazioniBellavista Pietrarsa
Comuni confinantiErcolano, Napoli, San Giorgio a Cremano
Altre informazioni
Cod. postale80055. Il CAP 80052 è stato abolito con la riforma del 2006 e non è più in uso
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT063059
Cod. catastaleG902
TargaNA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiporticesi
Patronosan Ciro
Giorno festivo31 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Portici
Portici
Portici – Mappa
Posizione del comune di Portici nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Pòrtici (ˈpɔrtiʧi[3], Puórtece /ˌpu'ortətʃə/ in napoletano[4]) è un comune italiano di 54 340 abitanti[2] della città metropolitana di Napoli, in Campania.

È il primo comune italiano per densità di popolazione con circa 12.000 ab./km².[5]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Portici sorge alle pendici del versante ovest del Vesuvio e occupa una piccola porzione di territorio lungo la costa del Golfo di Napoli. Confina a nord col comune di San Giorgio a Cremano e con i quartieri di Napoli, San Giovanni a Teduccio e Barra; a sud e a est con Ercolano, mentre a ovest è bagnata dal mar Tirreno. Portici possiede un piccolo golfo: il Granatello (Ranatiéllo, in napoletano). Il nome deriva dal fatto che anticamente, dalla Villa di Portici, fino al Convento della Santa Maria, nel Settecento, erano presenti molte piante di melograno (in napoletano Ranate).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[6]»
— 2002

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Miglio d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Miglio d'oro.

A Portici sono presenti numerose ville che fanno parte del cosiddetto Miglio d'oro del settecento napoletano, tutte edificate da ricchi nobili partenopei che scelsero la zona per la bellezza dei paesaggi e per la salubrità dell'aria. Tra le ville vanno menzionate:

  • Villa Savonarola, sita sul Corso Garibaldi, arteria principale che collega la città di Portici con Napoli, il capoluogo campano, oggi ospita alcuni uffici del Comune, ed è la sede dei matrimoni civili;
  • Villa Fernandes, sita su Via Armando Diaz, oggi sede di Associazioni;
  • Villa Maltese, addossata alla Reggia di Portici;
  • Palazzo Mascabruno, su Via Università, contiene al suo interno il Galoppatoio Reale, uno dei due esistenti in Europa;
  • Villa Caposele sita su Via Paladino;
  • Villa Mascolo, ristrutturata dall'Amministrazione locale nel 2009, con uno splendido anfiteatro;
  • Villa Zelo, sita in Via Addolorata, che fu abitata dal patriota, scrittore e senatore del Regno d'Italia Antonio Ranieri.

Su Corso Garibaldi si affacciano Villa Scocchera, Villa Bideri, Villa Gallo, Palazzo Ruffo di Bagnara, ed altre tutte sotto la tutela della Soprintendenza ai Beni Architettonici.

Altro edificio è il Collegio Landriani a Bellavista, di progettazione vanvitelliana, che fu abitazione dei principi Orsini Gravina.

Villa d'Elboeuf

Villa d'Elboeuf[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Villa d'Elboeuf.

La villa d'Elboeuf è un palazzo settecentesco costruito a Portici nel 1711.

La Reggia di Portici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Reggia di Portici.

È sede della Facoltà di Agraria dell'Università degli studi di Napoli "Federico II", nata dalla trasformazione della Scuola superiore di agricoltura, poi divenuta Istituto superiore agrario e, con la riforma entrata in vigore nell'anno accademico 1935-1936, trasformata in facoltà universitaria. Tale scuola è situata nella Reggia voluta da Carlo di Borbone. Nella Reggia è presente un Bosco, detto "Real Bosco di Portici".

Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa.

Nel museo si conserva la prima locomotiva entrata in servizio sulla Napoli-Portici e molti altri oggetti legati alla storia della ferrovia italiana. La ferrovia Napoli-Portici fu voluta dal re Ferdinando II di Borbone, che richiedeva un collegamento pratico con la città vesuviana.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona portuale del Granatello è presente il Centro Ricerche dell'ENEA,[8] specializzato in ricerche sui film sottili e sui materiali nanostrutturati, che dal 2013 ospita anche l’Istituto per i Materiali Compositi e Biomedici (IMCB) del CNR, dedicato alla ricerca sui materiali polimerici e biomedici.

Nella medesima area si trova anche il Centro Ricerche Tartarughe Marine della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli (MIUR).

Università[modifica | modifica wikitesto]

Nella sede della settecentesca reggia borbonica, vi è la sede del Dipartimento di agraria dell'Università degli studi di Napoli "Federico II"[9].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'inaugurazione della ferrovia Napoli-Portici

La stazione di Portici-Ercolano si trova lungo la ferrovia Napoli-Salerno; inaugurata il 3 ottobre 1839 alla presenza del re Ferdinando II di Borbone, rappresentò allora il capolinea Napoli-Portici, prima linea ferroviaria costruita in Italia. Trasformato nel tempo in semplice fermata, l'impianto è servito da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

Lungo la ferrovia Napoli-Pompei-Poggiomarino sorgono le fermate ferroviarie di Portici Bellavista e Portici Via Libertà, servite da treni regionali EAV.

Per quanto riguarda gli autobus, è servita da due autolinee circolari (la "Verde" e l"Arancione") e la linea Portici-Torre del Greco dall'EAV, oltre a una linea della CTP (M54, "Portici-Pomigliano D'Arco") e ben 9 dell'ANM, di cui 7 con capolinea stesso nella territorio comunale (5 "Portici-Ercolano", 158 "Portici-S.Giorgio-Cercola", 176 "Portici-Ercolano" e 177 "Portici-S.Sebastiano al Vesuvio", con capolinea al parcheggio sito in via E.Gianturco, e 3 "Portici-Ercolano" con capolinea a via Dei Cipressi antistante il cimitero comunale) di cui 2 di tipo filoviario (254 "Ponti Rossi-Piazza Poli" e 256br "Piazza Municipio-Croce Del Lagno"). Oltre queste linee, altre due, (155 "Napoli-Torre del Greco", 157 "Napoli-Ercolano"), servono Portici, senza effettuarvi capolinea.

Fra il 1879 e il 1958 la città era inoltre collegata a Napoli mediante la tranvia Napoli-Portici-Torre del Greco che proprio a Portici si diramava, all'incrocio tra corso Garibaldi e via Diaz, per servire le zone di Bellavista e Pugliano, nel comune di Resìna.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 giugno 1993 25 novembre 1995 Emilio Parrella lista civica di sinistra Sindaco
25 novembre 1995 24 giugno 1996 Paola Basilone Commissario
24 giugno 1996 24 febbraio 2000 Leopoldo Spedialere PDS / DS Sindaco
24 febbraio 2000 1º maggio 2000 Pietro Troiano Commissario
1º maggio 2000 10 settembre 2002 Leopoldo Spedaliere DS Sindaco
10 settembre 2002 14 giugno 2004 Gioacchino Ferrer
Sergio Di Martino
Gaetano Piccolella
Commissione
straordinaria
[10]
14 giugno 2004 8 ottobre 2012 Vincenzo Cuomo DL / PD Sindaco
8 ottobre 2012 28 maggio 2013 Pasquale Manzo Commissario
28 maggio 2013 6 luglio 2016 Nicola Marrone lista civica di centrosinistra Sindaco
6 luglio 2016 12 giugno 2017 Roberto Esposito Commissario
12 giugno 2017 in carica Vincenzo Cuomo PD Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune ha sede la società calcistica Associazione Sportiva Dilettantistica Portici 1906, fondata nel 1906. Altra squadra locale è il Millennium Bellavista che milita in seconda categoria.

A Portici si trovano diverse squadre di pallacanestro: lo Sporting Portici, fondato nel 1972, militante in serie D, il Portici 2000, fondato nel 1999 che disputa il campionato di serie C2 regionale, la società Virtus Portici che milita nel campionato regionale maschile di Promozione e l'ASD Città vesuviana. Nel basket femminile è presente la Pegaso Portici, che gareggia in serie B

In città vi è una squadra di rugby la Rugby Vesuvio che milita nel campionato regionale di serie C.

La squadra di pallavolo locale è invece l'ASD Polisportiva Portici.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio San Ciro: costruito nel 1986, può ospitare circa 7.000 spettatori.
  • Stadio Cocozza: può ospitare circa 2.000 spettatori.
  • Palazzetto dello Sport comunale.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il comune fa parte della cosiddetta "zona rossa", quella cioè più vicina al Vesuvio e quindi più a rischio in caso di eruzione. Se dovesse essere necessario l'esodo, la Regione Piemonte, secondo il piano di Protezione Civile rileborato nel febbraio 2014 dal Governo-Letta, sarebbe pronta ad ospitare gli abitanti della cittadina campana.[11]
  • Dal 2012 un gagliardetto della città di Portici in legno e ottone è in mostra nella stazione di ricerca italiana "Mario Zucchelli" a Baia Terra Nova, Terra Vittoria, Antartide. Dono della città di Portici, vi è stata portata dall'ing. Saverio De Vito, ricercatore ENEA del C.R. ENEA di Portici, primo porticese in Antartide, durante la XXVIII spedizione italiana in Antartide[12].
  • Wolfgang Amadeus Mozart, come si sa, già in giovanissima età era considerato un fenomeno in tutta Europa. Tanto è vero che arrivò a suonare anche alla corte dei Borbone esibendosi proprio a Portici nella Cappella Reale, situata a pochi metri dalla Reggia.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISTAT - Superficie dei comuni, province e regioni al Censimento 2011
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  3. ^ Luciano Canepari, Portici, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 512.
  5. ^ Comuni d'Italia per densità di popolazione
  6. ^ http://www.comune.portici.na.it/la-citta-di-portici
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  8. ^ [1]
  9. ^ Università degli studi di Napoli/Agraria
  10. ^ Comune sciolto per infiltrazioni mafiose.
  11. ^ protezionecivile.it. URL consultato il 20 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2007).
  12. ^ Saverio De Vito, antarctichackers.wordpress.com, http://antarctichackers.wordpress.com/2013/01/15/portici-in-antartide/.
  13. ^ Vedi Ruggero Cappuccio, Fuoco su Napoli, Feltrinelli, 2010, cap. 24.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Jori, Portici e la sua storia, Portici, 1882.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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