Portici

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Portici (disambigua).
Portici
comune
Portici – Stemma Portici – Bandiera
Porto della città.
Porto della città.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Città metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Nicola Marrone (Centro-sinistra) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 40°49′11″N 14°20′28″E / 40.819722°N 14.341111°E40.819722; 14.341111 (Portici)Coordinate: 40°49′11″N 14°20′28″E / 40.819722°N 14.341111°E40.819722; 14.341111 (Portici)
Altitudine 29 m s.l.m.
Superficie 4,6[1] km²
Abitanti 55 513[2] (30-09-2014)
Densità 12 068,04 ab./km²
Frazioni Bellavista
Comuni confinanti Ercolano, Napoli, San Giorgio a Cremano
Altre informazioni
Cod. postale 80055
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063059
Cod. catastale G902
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti porticesi
Patrono san Ciro
Giorno festivo 31 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Portici
Portici
Posizione del comune di Portici nella città metropolitana di Napoli
Posizione del comune di Portici nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Portici (Puórtëcë /ˌpu'ortətʃə/ in napoletano[3]) è un comune italiano di 55.937 abitanti

È il secondo comune italiano per densità di popolazione (dopo Casavatore) con circa 12.000 ab./km².[4]

Nel 2002 il comune ha richiesto ed ottenuto, con decreto Presidente della Repubblica Italiana, il titolo di città.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Portici sorge alle pendici del versante ovest del Vesuvio e del monte Somma ed occupa una piccola porzione di territorio lungo la costa del Golfo di Napoli. Confina a nord San Giorgio a Cremano e con il quartiere di Napoli, San Giovanni a Teduccio, a est ed a sud con Ercolano ed a ovest è bagnato dal mar Tirreno. Portici possiede un piccolo golfo: il Granatello (Ranatiéllo, in napoletano). Il nome deriva dal fatto che anticamente, dalla Villa di Portici, fino al Convento della Santa Maria, nel Settecento, erano presenti molte piante di melograno (in napoletano Ranate).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Miglio d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Miglio d'oro.

A Portici sono presenti numerose ville che fanno parte del cosiddetto Miglio d'oro del settecento napoletano, tutte edificate da ricchi nobili partenopei che scelsero la zona per la bellezza dei paesaggi e per la salubrità dell’aria. Tra le ville vanno menzionate:

  • Villa Savonarola, sita sul Corso Garibaldi, arteria principale che collega la città di Portici con Napoli, il capoluogo campano, oggi ospita alcuni uffici del Comune, ed è la sede dei matrimoni civili;
  • Villa Fernandes, sita su Via Armando Diaz, oggi sede di Associazioni;
  • Villa Maltese, addossata alla Reggia di Portici;
  • Palazzo Mascabruno, su Via Università, contiene al suo interno il Galoppatoio Reale, uno dei due esistenti in Europa;
  • Villa Caposele sita su Via Paladino;
  • Villa Mascolo, ristrutturata dall'Amministrazione locale nel 2009, con uno splendido anfiteatro;
  • Villa Zelo, sita in Via Addolorata, che fu abitata dal patriota, scrittore e senatore del Regno d'Italia Antonio Ranieri.

Su Corso Garibaldi si affacciano Villa Scocchera, Villa Bideri, Villa Gallo, Palazzo Ruffo di Bagnara, ed altre tutte sotto la tutela della Soprintendenza ai Beni Architettonici.

Altro edificio è il Collegio Landriani a Bellavista, di progettazione vanvitelliana, che fu abitazione dei principi Orsini Gravina.

Villa d'Elboeuf[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa d'Elboeuf.

La villa d'Elboeuf è un palazzo settecentesco costruito a Portici nel 1711.

La Reggia di Portici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Reggia di Portici.

È sede della Facoltà di Agraria dell'Università degli studi di Napoli "Federico II", nata dalla trasformazione della Scuola superiore di agricoltura, poi divenuta Istituto superiore agrario e, con la riforma entrata in vigore nell'anno accademico 1935-1936, trasformata in facoltà universitaria. Tale scuola è situata nella Reggia voluta da Carlo di Borbone. Nella Reggia è presente un Bosco, detto "Real Bosco di Portici".

Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa.

Nel museo, situato nel comune di Napoli al confine con Portici, si conserva la prima locomotiva entrata in servizio sulla Napoli-Portici, e molti altri oggetti legati alla storia della ferrovia italiana. La ferrovia Napoli-Portici fu voluta dal re Ferdinando II di Borbone, che richiedeva un collegamento pratico con la città vesuviana.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Portici[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'inaugurazione della ferrovia Napoli-Portici

La stazione di Portici-Ercolano si trova lungo la ferrovia Napoli-Salerno; inaugurata il 3 ottobre 1839 alla presenza del re Ferdinando II di Borbone, rappresentò allora il capolinea Napoli-Portici, prima linea ferroviaria costruita in Italia. Trasformato nel tempo in semplice fermata, l'impianto è servito da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

Lungo la ferrovia lungo la ferrovia Napoli-Pompei-Poggiomarino sorgono le fermate ferroviarie di Portici Bellavista e Portici Via Libertà, servite da treni regionali EAV.

Fra il 1879 e il 1958 la città era inoltre collegata a Napoli mediante la tranvia Napoli-Portici-Torre del Greco che proprio a Portici si diramava per servire le zone di Bellavista e Resina.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune ha sede la società calcistica Associazione Sportiva Dilettantistica Portici 1906, fondata nel 1906. Altra squadra locale è il Millennium Bellavista che milita in seconda categoria.

A Portici si trovano diverse squadre di pallacanestro: lo Sporting Portici, fondato nel 1972, militante in serie D, il Portici 2000, fondato nel 1999 che disputa il campionato di serie C2 regionale e la società Virtus Portici che milita nel campionato regionale maschile di Promozione. Nel basket femminile è presente la Pegaso Portici, che gareggia in serie B.

Per quanto riguarda l'atletica leggera sono presenti le società amatoriali Budokan Portici e Futura Portici.

In città vi è una squadra di rugby la Rugby Vesuvio che milita nel campionato regionale di serie C.

Il karate viene praticato presso la società Musokan Portici, per anni guidata da Cesare Baldini, più volte campione nazionale a squadre.[6]

La squadra di pallavolo locale è invece l'ASD Polisportiva Portici.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio San Ciro: costruito nel 1986, può ospitare circa 7.000 spettatori.
  • Stadio Cocozza: può ospitare circa 2.000 spettatori.
  • Palazzetto dello Sport comunale.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Portici è tra le città al mondo con maggior densità abitativa,[senza fonte] con oltre 12.000 abitanti per km². Da tener conto inoltre che più di un chilometro quadrato del comune è formato dal "Bosco di Portici", non abitato, e che in sostanza la popolazione è residente su meno di 3 km². Nella prima metà degli anni '80 del secolo scorso, quando la popolazione residente superava le 80.000 unità, Portici aveva una densità abitativa superiore ai 17.000 abitanti per km².
  • Il comune fa parte della cosiddetta "zona rossa", quella cioè più vicina al Vesuvio e quindi più a rischio in caso di eruzione. Se dovesse essere necessario l'esodo, la Regione Piemonte, secondo il piano di Protezione Civile rileborato nel febbraio 2014 dal Governo-Letta, sarebbe pronta ad ospitare gli abitanti della cittadina campana.[7]
  • Dal 2012 un gagliardetto della città di Portici in legno e ottone è in mostra nella stazione di ricerca italiana "Mario Zucchelli" a Baia Terra Nova, Terra Vittoria, Antartide. Dono della città di Portici, vi è stata portata dall' ing. Saverio De Vito, ricercatore ENEA del C.R. ENEA di Portici, primo porticese in Antartide, durante la XXVIII spedizione italiana in Antartide[8].
  • Antonio Frusciante, nonno di John Frusciante, ex chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, è originario di Portici.[senza fonte]
  • W. Amadeus Mozart, come si sa, già in giovanissima età era considerato un fenomeno in tutta Europa. Tanto è vero che arrivò a suonare anche alla corte dei Borbone esibendosi proprio a Portici nella Cappella Reale, situata a pochi metri dalla Reggia.[9]
  • Giacomo Leopardi fu più volte ospite di Antonio Ranieri presso Villa Zelo.
  • Come lui stesso narra nella propria autobiografia, Giacomo Casanova si fermò a Portici nel 1770, visitando le sale della Reggia.
  • Al tempo della Repubblica Romana, tra il 1848 e il 1849, papa Pio IX venne ospitato in esilio a Portici da re Ferdinando II di Borbone che gli mise a disposizione il settecentesco Palazzo Reale.
  • Dal 2011 è stata resa nuovamente balneabile parte della città.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISTAT - Superficie dei comuni, province e regioni al Censimento 2011
  2. ^ [1]
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 512.
  4. ^ Comuni italiani per densità
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ :: Musokan Teano ::
  7. ^ protezionecivile.it. URL consultato il 2008-08-20.
  8. ^ Saverio De Vito, http://antarctichackers.wordpress.com/2013/01/15/portici-in-antartide/.
  9. ^ Vedi Ruggero Cappuccio, Fuoco su Napoli, Feltrinelli, 2010, cap. 24.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 165453054 · GND: 4116065-4
Campania Portale Campania: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Campania