Zona rossa del Vesuvio

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Vesuvio.

Mappa della zona rossa

La zona rossa del Vesuvio, suddivisa in zona rossa 1 e zona rossa 2, comprende i comuni della città metropolitana di Napoli (oltre Scafati in provincia di Salerno), che si trovano a ridosso o ai limiti del Vesuvio: questi comuni vengono considerati a rischio in caso di eruzione vulcanica.

La zona a maggiore pericolosità vulcanica è quella scientificamente delimitata dalla linea nera Gurioli [1], perché oltre ad altre fenomenologie (lava, lahar, bombe vulcaniche, ecc.), questo settore può essere invaso dai micidiali flussi piroclastici. Prudenzialmente tale perimetro ad alto rischio, è stato ampliato in quello che oggi è chiamata zona rossa 1 (vedi mappa), utilizzando cautelativamente anche i confini amministrativi della precedente e più estesa zona rossa.

La linea nera Gurioli rappresenta il limite scientifico di scorrimento dei flussi piroclastici relativi alle passate eruzioni sub pliniane (VEI 4). Questo confine riportato su carta, è stato individuato attraverso indagini campali eseguite nell'area vesuviana.[senza fonte]

Mappa che sintetizza i limiti scientifici della linea nera Gurioli. La linea rossa identifica la nuova zona rossa 1. Quella verde la zona rossa 2.

La zona rossa 2, invece, è definita a rischio vulcanico (manca il termine alto), perché statisticamente è quella che in caso di eruzione potrebbe essere soggetta a una consistente pioggia di cenere e lapilli con susseguenti depositi sui solai di copertura che potrebbero cedere.

I pericoli maggiori li correrebbero i territori posti sottovento rispetto al Vesuvio, ancorché ubicati lungo la linea dei venti dominanti che soffiano in quel momento. Statisticamente le correnti spirano prevalentemente verso est: da qui l'asimmetria della zona rossa in quella direzione.

L'11 gennaio 2013, la protezione civile ha diffuso la nuova perimetrazione della zona rossa, ridefinendola poi nel 2014 per un totale di 25 comuni. Alle 18 municipalità della precedente zona rossa, sono stati aggiunti totalmente o parzialmente i comuni di Nola, Palma Campania, Poggiomarino, San Gennaro Vesuviano, Scafati, la Masseria Guadagni enclave di Pomigliano d'Arco, ma più afferente al comune di Sant'Anastasia, infine la Sesta Municipalità di Napoli, composta dai quartieri (parte) di Barra, San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, che il vecchio piano di emergenza collocava nella zona gialla.[2]

Comuni a rischio[modifica | modifica wikitesto]

A causa dell'elevata urbanizzazione sviluppatasi dal dopoguerra in poi nell'area di base e nella parte pedemontana del Vesuvio, il vulcano napoletano oramai caratterizza un territorio considerato ad alto rischio vulcanico, con circa 700.000 abitanti esposti a tale pericolo. L'antropizzazione è tale da poter definire il Vesuvio come il vulcano più temibile del mondo. La fascia territoriale della zona a rischio riguarda 25 comuni (cifra comprendente l'enclave di Pomigliano D'Arco) elencati nella tabella sottostante[3].

La zona rossa è oggetto di un piano d'emergenza nazionale, che dovrà essere integrato quanto prima da un valido piano di evacuazione [4] che comporti il veloce allontanamento della popolazione vesuviana dalla zona rossa prima dell'eruzione. In caso di allarme vulcanico, le regioni italiane (ad eccezione della Campania), accoglierebbero gli abitanti sfollati dai comuni vesuviani. Inoltre, in caso di eruzione, alcune fenomenologie vulcaniche come gli alluvionamenti e la ricaduta dei prodotti piroclastici, potrebbero originare altrettante zone pericolose [5] come quella "blu" che interessa la depressione nolana, e quella "gialla" che travalica per ampio raggio la zona rossa soprattutto verso est.

Piano di evacuazione[modifica | modifica wikitesto]

Il piano di evacuazione a fronte del rischio Vesuvio, è in corso di elaborazione da parte dei 25 comuni del vesuviano inseriti in zona rossa 1 e 2. Il documento deve avere necessariamente una regia dipartimentale (Dipartimento Protezione Civile) e regionale, perché le vie di esodo devono essere individuate tenendo conto di tutte le esigenze dei comuni e non devono essere conflittuali le une alle altre. Questo piano è stato oggetto di moltissime polemiche,e, quando sarà completato in tutte le sue parti, si congloberà al piano di emergenza, diventando una realtà operativa fondamentale per la sicurezza delle popolazioni vesuviane esposte al rischio eruttivo.

Le fasi operative del piano di emergenza sono rapportate ai livelli di allerta vulcanica stabiliti dalla commissione grandi rischi e dai centri di competenza come l'Osservatorio Vesuviano. La condizione di fase - attenzione - può essere sancita dal capo dipartimento della protezione civile, mentre il pre-allarme e l'allarme vulcanico devono essere dichiarati dal presidente del consiglio del ministri, sentito il presidente della Regione Campania. Il passaggio da un livello di allerta all'altro, non ha tempi precisi. I livelli di allerta vulcanica introducono altrettante fasi operative.

Le strategie del piano di emergenza Vesuvio, comprendono all'occorrenza l'allontanamento spontaneo della popolazione durante la fase di pre-allarme. In caso di allarme invece, sia la popolazione che i soccorritori devono obbligatoriamente lasciare la zona rossa.

I comuni della zona rossa Vesuvio sono 25 per un totale di circa 700.000 gli abitanti. Il numero di veicoli assommano a 380.000. Qualora dovesse rendersi necessario la proclamazione dello stato di allarme, le autorità regionali campane hanno calcolato in 72 ore il tempo necessario per allontanare l'intera popolazione a rischio secondo questo crono programma: 12 ore per organizzarsi; 48 per allontanare popolazione e soccorritori dalla zona rossa, e le rimanenti 12 ore rappresenterebbero un margine di sicurezza per gli imprevisti.

In basso la tabella ad oggetto comuni e gemellaggi.

Zona rossa
VulcanoVesuvio
Comuni interessati24
Superficie356,03 k
Abitanti700.000
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Zona rossa
Zona rossa
Stemma Comune Area Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Regione gemellata
Nola-Stemma.png Nola Napoli Napoli 33.829 39 Valle d'Aosta
Somma Vesuviana-Stemma.png Somma Vesuviana 34.430 30,74 Lombardia
Torre del Greco-Stemma.png Torre del Greco 85.382 30,66 Lombardia
Terzigno-Stemma.png Terzigno 17.670 23 Abruzzo
Palma Campania-Stemma.png Palma Campania 15.111 20,8 Friuli Venezia Giulia
Ottaviano (Italia)-Stemma.png Ottaviano 23.516 19,85 Lazio
Ercolano-Stemma.png Ercolano 53.260 19,64 Emilia Romagna
CoA Città di Napoli.svg Sesta Municipalità di Napoli 117.641 19,28 Lazio
Sant'Anastasia (Italia)-Stemma.png Sant'Anastasia 27.677 18,76 Veneto
San Giuseppe Vesuviano-Stemma.png San Giuseppe Vesuviano 27.651 14 Veneto
Poggiomarino-Stemma.png Poggiomarino 21.362 13,28 Marche
Pompei-Stemma.png Pompei 25.421 12,4 Sardegna
Boscoreale-Stemma.png Boscoreale 27.855 11,28 Calabria
Pollena Trocchia-Stemma.png Pollena Trocchia 13.600 8,11 Trentino-Alto Adige
Torre Annunziata-Stemma.png Torre Annunziata 43.490 7,33 Puglia
Boscotrecase-Stemma.png Boscotrecase 10.429 7 Basilicata
San Gennaro Vesuviano-Stemma.png San Gennaro Vesuviano 11.199 6,97 Umbria
Trecase-Stemma.png Trecase 9.045 6,14 Sicilia
Portici-Stemma.png Portici 55.310 4,52 Piemonte
San Giorgio a Cremano-Stemma.png San Giorgio a Cremano 45.052 4,11 Toscana
Cercola-Stemma.png Cercola 18.108 3 Liguria
Massa di Somma-Stemma.png Massa di Somma 5.539 3,03 Molise
San Sebastiano al Vesuvio-Stemma.png San Sebastiano al Vesuvio 9.165 2 Puglia
Scafati-Stemma.png Scafati Salerno Salerno 50.150 19,69 Sicilia
781.892 345

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ linea nera Gurioli
  2. ^ Dettaglio dossier | Dipartimento Protezione Civile, su www.protezionecivile.gov.it. URL consultato il 23 agosto 2017.
  3. ^ Il piano di emergenza - Le zone a diversa pericolosità (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2013).
  4. ^ piano di evacuazione
  5. ^ zone pericolose

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]