Nola

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Nola
comune
Nola – Stemma Nola – Bandiera
Nola – Veduta
Duomo di Nola
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitana Città metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Geremia Biancardi (Forza Italia, liste civiche) dal 9-6-2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 40°56′N 14°32′E / 40.933333°N 14.533333°E40.933333; 14.533333 (Nola)Coordinate: 40°56′N 14°32′E / 40.933333°N 14.533333°E40.933333; 14.533333 (Nola)
Altitudine 34 m s.l.m.
Superficie 39,19 km²
Abitanti 34 443[1] (28-2-2017)
Densità 878,87 ab./km²
Frazioni Piazzolla, Polvica
Comuni confinanti Acerra, Camposano, Casamarciano, Cicciano, Cimitile, Liveri, Marigliano, Ottaviano, Palma Campania, Roccarainola, San Felice a Cancello (CE), San Gennaro Vesuviano, San Paolo Bel Sito, San Vitaliano, Saviano, Scisciano, Somma Vesuviana, Visciano
Altre informazioni
Cod. postale 80035
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063050
Cod. catastale F924
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 021 GG[2]
Nome abitanti Nolani
Patrono san Felice, san Paolino di Nola
Giorno festivo 15 novembre (san Felice), 22 giugno (san Paolino di Nola)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nola
Nola
Nola – Mappa
Posizione del comune di Nola nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Nola è un comune italiano di 34 443 abitanti[1] della città metropolitana di Napoli in Campania.

È conosciuta come "la città bruniana" per aver dato i natali al filosofo Giordano Bruno e anche come "la città dei gigli" per la storica festa che annualmente si tiene nel mese di giugno. Il centro storico e i ritrovamenti archeologici della zona ne testimoniamo le origini antiche: gli Etruschi, probabilmente nel VII sec. a.C., la fondarono con il nome "Hyria" e successivamente i Sanniti, dopo averla conquistata e ricostruita, la chiamarono "Nuvla" (città nuova).

A Nola ha sede la diocesi omonima, suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli, e un tribunale, che testimonia la tradizione forense della città.

Data la sua importanza storica, culturale e commerciale, è il centro principale dell'Area Nolana, cui appunto dà il nome.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Nola è situata nella terza cintura nord della città metropolitana di Napoli, a nord-est del Vesuvio, in posizione pressoché baricentrica, nonché strategica, rispetto a tutti i capoluoghi della regione Campania. L'altitudine di Nola varia tra un minimo di 24 e un massimo di 400 m sopra il livello del mare.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Nuvla nata prima di Roma[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione della città, cui fu dato il nome Nuvla (città nuova), risale all’801 a.C. ad opera degli Ausoni e precede di 48 anni la fondazione di Roma .Sebbene la presenza dell’uomo sul territorio sia certificata fin dal paleolitico, l’aggettivo nuova era probabilmente usato per distinguerla dalla vecchia città, denominata Hyria, distrutta da alcune calamità naturali. Prima sotto il dominio degli Osci e poi degli Etruschi, che ne fecero nel 400 a.C. la capitale della Confederazione Campana, raggiunse un elevato livello di ricchezza e lusso, tanto da diventare obiettivo dei Sanniti.

Durante la battaglia tra Romani e Sanniti per il controllo delle fertili terre della Campania, la storia di Nola s’intreccia fortemente con quella di Roma in un alternarsi di rivalità e amicizia. Durante la seconda guerra sannitica, visto il coraggio del popolo nolano nel difendere il controllo della città, i Romani decisero di elevarla al grado di Municipium. Durante la guerra ai cartaginesi la città fu fedelissima a Roma finché non vide diminuire la sua autonomia. Fu in quel momento che i nolani, alleati con gli Italici, si rivoltarono contro il potere romano ma, dopo dieci anni di resistenza, capitolarono e, nell’80 a.C., Nola fu conquistata da Silla.

Colonia Felix con Ottaviano Augusto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una rovinosa guerra, Nola riuscì a risollevarsi grazie ad Ottaviano Augusto, diventando cosi la Nolana Colonia Felix Augusta e ottenendo la dignità senatoriale (S.P.Q.N.). Alla morte del primo Imperatore romano, avvenuta proprio a Nola nel 14 d.C., per la città iniziò una lenta decadenza, diventando da centro del commercio a cittadina prevalentemente agricola.

Fin dal III Secolo fu uno dei centri di maggior importanza religiosa, essendo sede episcopale. Patria di San Felice, vide alla fine del IV secolo, nel 409, l’elezione a Vescovo di San Paolino di Bordeaux.

Nel 410 subì il saccheggio dei Goti di Alarico che, tra gli altri, fecero prigioniero il Vescovo Paolino, mentre nel 455 fu devastata dai Vandali e nel 594 dai Longobardi. Nola visse uno dei suoi periodi peggiori subendo continue invasioni e partecipando a numerose guerre che portarono dolore e sofferenza. La città non fu risparmiata neppure dal Vesuvio che la rase quasi al suolo durante diverse eruzioni.

Nel 1256 fu espugnata da Manfredi che la aggregò al Regno di Sicilia, successivamente si alleò con Napoli sotto il dominio di Federico II di Svevia, la città fu coinvolta nelle guerre tra Svevi ed Angioini e nel 1269 le sue terre furono concesse in feudo da Carlo D’Angiò a Guido di Monfort che fu investito del titolo di Conte di Nola.

Lo splendore nel periodo degli Orsini[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte del Conte, nel 1290, non essendoci eredi, la contea passò al genero di Monfort, Romano Orsini, con il quale ebbe inizio la Signoria degli Orsini che dominò fino al 1528, per ben 238 anni, in questo periodo Nola torna al suo antico splendore vivendo uno dei periodi di maggiore lustro della sua storia.

Dopo la dinastia Orsini, con il trattato di Cateau Cambresis, Nola passò sotto dominio spagnolo, che pur privando della libertà la città, ne favorì la rinascita culturale. È in questo periodo che vissero due delle figure più importanti legate a questa città: lo storiografo Ambrogio Leone ed il filosofo Giordano Bruno.

Durante la rivolta di Masaniello rimase fedele agli Spagnoli, ma nel 1700 venne colpita da una grave crisi economica e culturale fino a che, sotto il regno di Carlo di Borbone, l’arrivo in città del Vescovo Troiano Caracciolo del Sole diede vita al nuovo Seminario Diocesano, che risollevò nuovamente le sorti della città.

Da Nola, nel 1820, partirono i Moti Carbonari grazie all’opera dei luogotenenti Michele Morelli e Giuseppe Silvati e del prete nolano Minichini, che guidarono gli insorti per chiedere al Re del Regno delle due Sicilie, Ferdinando I, la concessione di una nuova carte costituzionale e l’adozione di un parlamento.

Nola in età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

L’11 settembre del 1943 Nola fu colpita da una delle peggiori stragi compiute dai nazisti, nota come “L’eccidio di Nola”. Alla fine del secondo conflitto mondiale, perdute le sue funzioni militari, Nola ha cercato di imporsi come importante centro commerciale ed economico.[senza fonte]

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Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma civico

Lo stemma si blasona come segue:

« D'oro, all'aquila bicipite di nero, armata del campo e linguata di rosso, sormontata dalla corona pure d'oro e chiusa di rosso; accollato lo scudetto d'azzurro alla campana accompagnata da cinque cicale volanti, due in capo e tre in punta, il tutto d'oro »

(Descrizione araldica dello stemma[4])

Il gonfalone è un drappo:

« di colore azzurro e reca al centro lo stemma […] ed in basso la scritta in oro dittante "S.P.Q.N.". Il gonfalone si completa con il nastro tricolore (verde, bianco e rosso) annodato al di sotto del puntale »

(Descrizione araldica del gonfalone dall'art. 2 dello Statuto comunale[5])

Lo stemma risulta già in uso, in forma semplificata e riportante la sola campana, alla fine del 1400.[4]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Concessione dell'imperatore Carlo V[6]»
— giugno 1710

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Duomo. La Cattedrale di Nola è stata ricostruita nel 1900 dopo un incendio[7], con la cripta di San Felice e i tondi con le date di governo dei vari vescovi, dallo stesso San Felice fino a Umberto Tramma. Nel 2013 sotto la cattedrale è stata ritrovata una domus ecclesiae, finora unica testimonianza in Campania.[8]
Il Duomo di Nola
  • Chiesa di San Biagio. A Nola è presente all'incirca dal 1300 l'Ordine dei frati minori, che regge la chiesa di San Biagio. L'edificio, in stile tardo-rinascimentale, fu costruito riutilizzando un impianto termale risalente all'età imperiale (ancora oggi visibile sotto la cripta, come pure i resti di una domus romana del III sec. d.C.) ed è abbellita da marmi policrimi e dipinti dei più grandi pittori del Seicento napoletano.
  • Convento di Sant'Angelo in Palco. Convento Francescano dedicato all'Arcangelo San Michele, fondato da Raimondo Orsini, feudatario di Nola, nella prima metà del Quattrocento (1440/45). Secondo altre fonti fu eretto prima del 1456, poiché in quell'epoca Raimondo, vedovo di Isabella Caracciolo, sposò Eleonora d'Aragona, e nello stemma opposto al Monastero, di nuova costruzione, è inquartato lo stemma degli Orsini con quello dei Caracciolo, giammai con quello della famiglia d'Aragona. Porta la denominazione "del Palco", in quanto sembra affacciarsi quasi come da un palco naturale, tra gli uliveti ed alberi verdeggianti della fertile campagna nolana.[9]
  • Convento dei Frati Cappuccini di Nola (o di S.Croce). In questa iscrizione si può dire che è espressa tutta la storia del convento:"Questo memore chiostro cappuccino Della pietà campana fondato nel 1566 E con gli altri soppresso nel secolo XIX Dopo sette lustri di jattura riscattato Provinciale Padre Feliciano da Sorrento, Guardiano padre Giuseppe da Rocca Rainola Sindaco di Nola avvocato Filippo Del Cappellano Il dì 29 maggio 1894 Tra il plauso cittadino all'ombra delle sue pareti I frati minori nuovamente accolse". Padre Antonio da Palazzuolo diede al convento una ricca biblioteca, allungò la costruzione della chiesa e creò uno spazioso antiporto davanti ad essa. Presso la porta della chiesa vi è la tomba di Don Antonio Albertini, il quale aveva donato il suolo per la costruzione del convento. Morto nel 1578 è ricordato da un'epigrafe murata in una parte della chiesa. Vi sono ancora le tombe del Conte di Campobasso, don Muziantonio Monforte, Sindaco di Nola morto nel 1733 e quella di don Francesco Antonio Cesarino eretta dal figlio Filippo, Vescovo di Nola dal 1674 al 1683. Ai lati dell'altare vi sono due affreschi del Mozzillo: la Natività e l'Adorazione. Il bellissimo altare intarsiato in legno è della scuola Sorrentina del XVI secolo con dipinto di Antonietta Mozzillo figlia di Angelo.
  • Chiesa dei Santi Apostoli. Situata accanto al Duomo, fu eretta nel V secolo d.C. e nel XIV secolo divenne sede della prima cattedrale nolana. Presenta una peculiarità: sorge pochi metri sotto il livello stradale.
  • Chiesa di Santa Maria Jacobi
  • Chiesa della Santissima Annunziata
  • Chiesa del Gesù

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Reggia Orsini. Uno dei più significativi monumenti del Medioevo è la Reggia Orsini, un palazzo-fortezza situato vicino ad una porta nolana e che affaccia sulla piazza intitolata a Giordano Bruno. Fu fatto edificare nel 1460-70 dal conte Orso Orsini (come si può dedurre da un'incisione sotto la nicchia che sormonta il portale principale) ma inizialmente era povero e semplice; lo stesso conte anni dopo lo fece ampliare, estendendo la parte occidentale ed orientale per circa cinquanta metri e reperendo il materiale per tale progetto da templi ed anfiteatri di Nola antica. La Reggia fu oggetto, nel 1943, di un grande scempio organizzato da militari tedeschi in ritirata, ma le sue forti pietre riuscirono a mantenere la struttura intatta (poi resa staticamente sicura da ripetuti interventi della Sovrintendenza di Napoli). Dal 1994 è sede del tribunale di Nola.
  • Seminario Vescovile di Nola. Voluto dal Vescovo Mons. Troiano Caracciolo del Sole e costruito su disegno dell'Arch. Luca Vecchione, fu inaugurato nel 1754. Raccoglie un'importantissima collezione lapidea antica e medioevale, tra cui il famoso Cippo abellano, importantissimo trattato in lingua osca risalente alla prima metà del II secolo a.C., ritrovato ad Avella tra le rovine di un tempio di Ercole. È situato alle falde della collina di Cicala, alla periferia orientale della città ed accoglie un liceo classico e un liceo scientifico.
  • Il Palazzo del Fascio. Nel dopoguerra ha dapprima ospitato l'Agenzia delle Entrate e successivamente la facoltà di giurisprudenza dell'Università Parthenope di Napoli.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Anfiteatro Laterizio. L'anfiteatro romano dell'antica Nola, conosciuto con il nome di "Anfiteatro Laterizio", è uno dei più antichi (risale al I sec. a.C.) e più grandi della Campania. Misura 138x108 metri ed è stato portato alla luce, fino ad oggi, per un terzo del suo perimetro. Ai giorni d'oggi l'anfiteatro è visitabile solo su prenotazione. Si svolge da alcuni anni, organizzata dalla Curia Vescovile di Nola, nel periodo di Pasqua, una suggestiva Via Crucis, illuminata dalle fiaccole dei fedeli.
  • Villaggio Preistorico di Nola. Riportato di recente alla luce è denominato la "Pompei dell'Età del Bronzo", i cui ritrovamenti sono ora conservati nel Museo Archeologico di Nola; il sito, di eccezionale valore archeologico, conserva il calco in alzato di due capanne, che si sono conservate grazie al fango causato dall'eruzione detta "delle Pomici di Avellino". Centinaia di reperti e utensili risalenti all'età del Bronzo Antico (1800 a.C.) sono conservati presso il Museo Archeologico di Nola. Chiuso al pubblico dal giugno del 2009 per un innalzamento della falda acquifera sottostante l'area, il 3 gennaio 2011 ha subito danni forse irreparabili a causa di uno smottamento della parete nord dello scavo.[10]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Il corso "Tommaso Vitale" (arteria principale del centro storico)
  • Piazza Giordano Bruno
  • Piazza Duomo
  • Castello di Cicala

Inoltre per la città si possono trovare statue, (come quelle di Augusto nella piazza principale, di Tommaso Vitale, storico sindaco della città, all'ingresso principale della villa comunale, e di Giordano Bruno nell'omonima piazza), affreschi e tracce di civiltà antiche.

Molti ritrovamenti antichi sono oggi esposti nei maggiori musei d'Europa come il Louvre, il Museo Nazionale di Archeologia Spagnolo, il British Museum[11] e l'Altes Museum.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2016 la popolazione straniera residente era di 1248 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[13]

  1. Ucraina, 429
  2. Romania, 233
  3. Polonia, 137
  4. Bangladesh, 134
  5. Marocco, 99
  6. Cina, 42
  7. Bulgaria, 33
  8. Russia, 23

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

A Nola è attivo il corso di laurea in scienze giuridiche dell'Università degli studi di Napoli "Parthenope", afferente alla facoltà di giurisprudenza. Inoltre, dal 1996 è istituita una sede distaccata della facoltà di medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Napoli Federico II per il corso di laurea in scienze infermieristiche.[senza fonte]

Certame Bruniano[modifica | modifica wikitesto]

Promosso e patrocinato dall'amministrazione comunale di Nola, con la collaborazione dell'Associazione Culturale Meridies, ogni anno, presso il liceo "Giosuè Carducci" della città, si svolge il "Certame Internazionale Bruniano", un concorso filosofico, riservato agli studenti italiani e stranieri degli istituti superiori e delle università, riguardante le opere e la filosofia di Giordano Bruno.

Certame Paoliniano[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 febbraio 2012 viene ufficialmente presentato alla stampa locale la prima edizione del "Certame Paoliniano" indetto dal Comune di Nola, in collaborazione con il liceo classico "G.Carducci", la "FAG per Nola - Corteo Storico degli Orsini", la "Fondazione Internazionale Giordano Bruno" e la Diocesi di Nola. Il "Certame Paoliniano" è rivolto agli alunni degli istituti superiori di tutta Italia e agli alunni delle scuole medie cittadine.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo storico - archeologico. Realizzato all'interno dell'ex complesso conventuale medioevale delle Canonichesse Lateranensi, racconta, su tre livelli, la storia del territorio di Nola a partire dall'età preistorica fino al XVIII secolo. Di grande interesse le sezioni dedicate al Villaggio Preistorico di Nola, all'età ellenistico-romana e a quella tardo-medioevale. Di elevata qualità anche la sezione storico-artistica con opere di autori quali Ferdinando Sanfelice, Antonio Vaccaro, Girolamo Imparato, Micco Spadaro, Agostino Beltrano e altri. È inoltre presente una sezione dedicata interamente alla "riggiola" napoletana.
  • Museo diocesano. Al suo interno sono conservate diverse opere di grande valore artistico e religioso, come l'Annunciazione di Cristoforo Scacco di Verona, che raccontano la storia della Diocesi di Nola, una delle più grandi ed antiche della Campania. Il Museo Diocesano è ospitato negli spazi adiacenti alla cattedrale: le strutture della trecentesca chiesa di S. Giovanni Battista, la cinquecentesca cappella dell'Immacolata e gli antichi ambienti dell'Episcopio concorrono con le collezioni di diversa natura a rappresentare la millenaria storia della Diocesi nolana. Le sale sono dedicate all'esposizione di preziosi argenti, di eleganti paramenti, di opere scultoree in marmo e legno, nonché di dipinti dal XV al XVIII secolo. Interessante la sezione documentaria e libraria, parte del patrimonio dell'attiguo Archivio Storico Diocesano.

Feste e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Un Giglio che sfila per le vie della città.

La festa dei Gigli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Festa dei Gigli.

Nel mese di giugno si celebra la Festa dei Gigli, in onore del compatrono della città San Paolino. La festa è caratterizzata dalla processione di otto obelischi di legno alti circa 25 metri, i "Gigli" appunto, e di uno più piccolo, alto circa 15 metri chiamato "Barca",che vengono portati a spalla da un gruppo di oltre 100 uomini (detto "paranza") per le vie del centro storico della città.[14]

Nel 2011 l'allora Ministro del turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, ha conferito alla Festa dei Gigli di Nola il riconoscimento di "Patrimonio d'Italia", un riconoscimento riservato "alle eccellenze nazionali che contribuiscono a valorizzare l'immagine dell'Italia" nel campo dell'arte, della cultura, della creatività e delle tradizioni folkloristiche.[15]

Nel dicembre 2013, con la Rete delle grandi macchine a spalla italiane, è stata riconosciuta Patrimonio immateriale dell'umanità dall'Unesco.[16][17]

La festa del patrono san Felice[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Felice di Nola (vescovo).

Il 15 novembre invece, la città festeggia il suo patrono, S. Felice. Al santo, il cui busto argenteo viene portato in processione il giorno precedente, è legato il cosiddetto "miracolo della Manna": la Santa Manna è un liquido rugiadoso che dall'incavo del muro della cripta oltre il quale sono conservate le spoglie del Santo, scorre in un calice. I Nolani attendono con fede e gioia questo evento prodigioso da cui, nell'antichità come oggi, traggono gli auspici circa l'abbondanza o meno del raccolto e il benessere della cittadinanza (si crede infatti che il liquido favorisca la cura dei malati).

Media[modifica | modifica wikitesto]

  • Videonola (televisione)
  • GigliTV (televisione)
  • JordanusTV (televisione)
  • Radio Punto Zero (radio)
  • Radio Antenna Campania (radio)
  • NonSoloNola.it (quotidiano on-line)
  • ilGiornaleLocale.it (quotidiano on-line)
  • GiugnoNolano.com (blog on-line)
  • Sette - ilGiornaleLocale (settimanale)

Persone legate a Nola[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le due principali frazioni del Comune sono Piazzolla di Nola e Polvica di Nola. Le altre località sono Boscofangone, Cappella degli Spiriti, Castelcicala, Catapano, Cinquevie, De Siervo, Eremo dei Camaldoli, Rione Martiniello, Rione Mascello, Rione Mascia, Pagliarone, Pigna Spaccata, Pollastri, Rione Cosenza, Rione Poverello, Rione Provvisiero, Masseria Cardone (isola amministrativa all'interno del territorio di Somma Vesuviana), Masseria Sarnella.

Piazzolla[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Piazzolla dista 8,5 chilometri dal centro ad un'altitudine di 61m. È una frazione di campagna ricca di località e di case sparse insistenti sulle cosiddette masserie vesuviane, in parte divise con i comuni di Saviano, Palma Campania, San Gennaro Vesuviano e Ottaviano. Il patrono è san Francesco d'Assisi. Nel territorio della frazione insistono due parrocchie cui fanno capo una serie di cappelle di origine gentilizia: Maria Santissima Immacolata (con le cappelle di Villa Albertini, di San Francesco, dell'Addolorata e del cimitero) e, in località Cinquevie di Selve, Maria Santissima del Rosario (con le cappelle di San Rocco ai Corsi, di Rione Cerchi e di Masseria Ciccotti), patrona della località. Il nome, secondo Aldolfo Musco, deriva dai "seggi" o "tocchi", luoghi sgombri davanti alle case signorili, che a Napoli furono chiamati "Chiazze"; più probabilmente il nome va collegato al sostantivo "piazza", in origine residenza di vassalli o feudatari. Molto probabilmente, proprio a Piazzolla ebbe luogo la rivolta di Spartaco, che attraversando l'attuale frazione raggiunse le caverne del Vesuvio, dove si asserragliò. Nei pressi ebbe luogo la battaglia dei Goti di Alarico, nel quinto secolo d.C. La frazione negli ultimi decenni ha avuto un'importante crescita demografica, restando però inalterata la storica vocazione agricola. A cavallo tra la metà gli anni Ottanta e Novanta è stata al centro della faida che coinvolse la Nuova Famiglia di Carmine Alfieri e la Nuova Camorra Organizzata (NCO) di Raffaele Cutolo. Nonostante gli arresti dei rispettivi criminali, la frazione è stata, negli ultimi decenni, scenario di numerosi omicidi di stampo camorristico. Nonostante non sia più considerata una delle zone più a rischio della provincia napoletana (anche grazie agli sforzi congiunti delle realtà sociali presenti nel territorio, in primis la scuola pubblica e la comunità ecclesiale), rimane comunque sotto particolare osservazione.

Polvica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Polvica di Nola confina con l'omonima frazione del comune di San Felice a Cancello (CE) e con una propaggine del comune di Acerra (frazione Pezzalunga) e dista 8,2 chilometri dal capoluogo ad una altitudine di 31 m. Negli ultimi tempi le amministrazioni comunali hanno puntato molto sul rilancio della frazione, che è stata dotata di numerosi servizi. Il patrono è San Vincenzo Ferrer. La vocazione agricola si è affiancata, negli ultimi decenni, ad un considerevole sviluppo del terziario, rappresentato, in località Boscofangone, dalle realtà del CIS di Nola (cioè il Centro Integrato Servizi, che è la più grande città dell'ingrosso d'Italia), dell'Interporto campano (con la dogana merci), dell'Alenia Aeronautica (dove si assemblano parti dell'A380), del centro commerciale "Vulcano buono" (progettato da Renzo Piano, uno dei maggiori d'Europa), dell'ASI e delle Officine NTV (dove sono tuttora prodotti e sottoposti ai primi test i treni Italo).

Emigrazione ed immigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Una nutrita comunità di nolani si trova a Williamsburg, quartiere di Brooklyn dove dal 1903 si celebra la Festa dei Gigli. Sono presenti fin dai primi anni ottanta immigrati di numerose nazionalità, come marocchini, russi, polacchi, ucraini, albanesi, mentre sono di successiva formazione (e di minore consistenza numerica) comunità di rumeni, cinesi e cingalesi.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta aerea della città dove è ben visibile il centro commerciale Vulcano buono e il CIS

Distretto "CIS-Interporto-Vulcano Buono"[modifica | modifica wikitesto]

In totale nel distretto, che occupa un'area di 4,5 milioni di metri quadrati, operano oltre mille aziende e 9.000 addetti per un giro d'affari che supera i 7 miliardi di euro. Il gruppo "CIS-Interporto-Vulcano Buono" ha inoltre dato vita, nel 2001, ad una banca: la "Banca Popolare di Sviluppo". C'è anche una grandissima officina per la manutenzione di treni ALSTOM.

CIS[modifica | modifica wikitesto]

Aperto nel 1986, il CIS (Centro Ingrosso e Sviluppo Campania "Gianni Nappi SPA") rappresenta uno dei poli distributivi di merci più importanti d'Italia e d'Europa. Oltre 300 aziende per un totale di oltre 4.000 addetti e un giro d'affari stimato in 4 miliardi e mezzo di euro sono presenti in un'area di un milione di metri quadrati di cui 550.000 coperti. Esso è strutturato come una vera e propria città degli affari e all'interno vi si trovano una banca e servizi di ristorazione.

Interporto Campano[modifica | modifica wikitesto]

Nella stessa area è ubicato l'interporto campano che può vantare, unico caso in Italia, una stazione ferroviaria interna collegata alla rete nazionale e gestita da RFI-FS.

Vulcano Buono[modifica | modifica wikitesto]

Collegato al CIS vi è il centro commerciale "Vulcano buono", inaugurato il 7 dicembre 2007, su progetto di Renzo Piano. Il complesso è un grosso centro multifunzionale costituito da un albergo Holiday Inn, un ipermercato Auchan, un cinema multisala e da una galleria con 155 negozi e diversi punti di ristoro.

NTV - Nuovo Trasporto Viaggiatori[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 ottobre 2009 il Ministero dello sviluppo economico Scajola posa la prima pietra per la realizzazione delle Officine di Nola per la NTV - Nuovo Trasporto Viaggiatori fortemente voluta dai maggiori azionisti Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni Punzo. Le officine di Nola, costate 90 milioni di euro, misurano 140.000 m2 e sono situate all'interno dell'Interporto Campano.

Problemi della città[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano.

Come in molte aree della Campania, la presenza della camorra è molto radicata e condiziona fortemente l'attività economica e la vita sociale. Diverse inchieste giudiziarie hanno messo in evidenza il ruolo dei clan camorristici nelle attività legate allo smaltimento illegale dei rifiuti ed alle discariche abusive.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Caserta-Salerno[modifica | modifica wikitesto]

  • Uscita di Nola - da Caserta al km 19, da Salerno al km 36.

Napoli-Canosa autostrada dei due mari[modifica | modifica wikitesto]

  • Si interseca con l'A30 - da Napoli al km 16, da Canosa al km 156.

Strade Statali[modifica | modifica wikitesto]

La Strada statale 7 bis di Terra di Lavoro attraversa gran parte del territorio comunale dove assume la denominazione di via Nazionale delle Puglie

Asse di Supporto Nola-Villa Literno[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono tre svincoli che servono Nola:

  • Zona industriale Nola-Marigliano
  • Interporto Campano-CIS-Vulcano buono
  • Innesto con la SS 7 bis

Asse Mediano[modifica | modifica wikitesto]

  • Si interseca con la Nola - Villa Literno al km 33,3

Strada statale 367 Nola-Sarno[modifica | modifica wikitesto]

Il tracciato ha inizio a Nola, distaccandosi dalla strada statale 7 bis di Terra di Lavoro, a San Paolo Bel Sito si dirama la strada statale 403 del Vallo di Lauro che conduce a Forino. Il percorso della ex statale costeggia, quasi parallelo, l'A30 Caserta-Salerno e attraversa Palma Campania prima di entrare in provincia di Salerno. Il primo comune che s'incontra è Sarno, il tracciato piega verso San Valentino Torio e San Marzano sul Sarno terminando lungo la strada statale 18 Tirrena Inferiore nel comune di Sant'Egidio del Monte Albino, in località Orta Loreto.

Strada statale 403 del Vallo di Lauro[modifica | modifica wikitesto]

Diramazione della Strada statale 367 Nola-Sarno, collega Nola ai comuni di Liveri, Marzano di Nola fino a raggiungere Forino. Essa assume la denominazione di Via Nazionale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 novembre 1995 16 aprile 2000 Francesco Ambrosio Alleanza Nazionale Sindaco
16 aprile 2000 12 giugno 2004 Giuseppe Serpico Rinnovamento Italiano
La Margherita
Sindaco
12 giugno 2004 7 giugno 2009 Felice Napolitano Forza Italia Sindaco
7 giugno 2009 25 maggio 2014 Geremia Biancardi Il Popolo della Libertà Sindaco
25 maggio 2014 in carica Geremia Biancardi Forza Italia Sindaco

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Intellettuali, amministratori e cittadini hanno più volte proposto l'istituzione di una provincia con capoluogo Nola. Il consiglio regionale non espresse parere favorevole alla istituzione della nuova entità territoriale, per la forte opposizione dei consiglieri regionali di Avellino e provincia. Delle due proposte di legge presentate nella XIV legislatura una è stata bocciata e una non è stata discussa (in quanto fu anche tenuto conto che alcuni grandi Comuni vesuviani come Ottaviano e Somma Vesuviana non intendevano far parte di questa ipotizzata provincia).

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale di calcio ha militato nella prima metà degli anni novanta del XX secolo nella serie C1, l'odierna Lega Pro. Fallita e subito rinata nel 1996, nel 2002 si salva in serie D, ma cede il titolo alla Juve Stabia; rinato nel 2002 come Sporting Nola, ha subito diverse rifondazioni. Nel 2012 milita per il terzo anno consecutivo in serie D, cambiando per la terza volta consecutiva nome, stavolta come Real SM Hyria. Nel 2014 rinasce la S.S.Nola 1925, che partecipa al campionato di Promozione.

Nola possiede anche una sezione dell'Associazione Italiana Arbitri: conta 270 associati, tra cui Carmine Russo, arbitro di serie A.

Pallavolo e Basket[modifica | modifica wikitesto]

Ottime tradizioni vanta anche la Pallavolo. Infatti la squadra maschile nella stagione 2014-2015 disputa il campionato di serie B-2. Negli anni tra il 1999 e 2004 è riuscita ad approdare fino alla B-1, terza categoria per importanza. Negli stessi anni e in quelli successivi le squadre under 18, sia maschili che femminili, hanno vinto a più riprese il campionato regionale campano, raggiungendo in alcuni casi le finali nazionali. Minori, invece, le tradizioni cestistiche.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 maggio 1990 la prima semitappa della 4ª tappa del Giro d'Italia 1990 si è conclusa al CIS di Nola, a Polvica, con la vittoria di Stefano Allocchio. Il 9 giugno 1991 si è tenuta la 1ª prova del Campionato Italiano Società - Mountain Bike - Zona Sud, organizzata dall'Action Group Nola (Presidente Francesco De Crescenzo - Segretario Aniello Petillo), con la vittoria di Claudio Vettorel.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Geografia e territorio
  4. ^ a b Renzo Barbattini, Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo, Le api delle città. La figura dell’ape nell’araldica civica italiana, illustrazioni di Massimo Ghirardi, San Godenzo, Edizioni Montaonda, 2016, pp. 127-129, ISBN 9788898186150.
  5. ^ Statuto città di Nola (PDF), su comune.nola.na.it. URL consultato il 09/03/2017.
  6. ^ A seguito della resistenza posta agli invasori francesi al comando di Francesco I di Valois, Nola fu proclamata "città fedelissima e nobilissima" e "città demaniale" con larghe autonomie e liberata dalla soggezione feudale degli Orsini dal Viceré di Napoli Filiberto di Chalons Principe di Orange (fonte: Due filosofi del regno. Giordano Bruno e Nicola Antonio Stigliola, di Saverio Ricci, in Nola fuori di Nola. Itinerari italiani ed europei di alcuni nolani illustri, a cura di Tobia R.Toscano, XXX Distretto Scolastico-Ager Nolanus, Nola 2001)
  7. ^ Luoghi di interesse sul sito del Comune di Nola, comune.nola.na.it. URL consultato il 9 maggio 2012..
  8. ^ Ecco la chiesa dei primi cristiani, ricerca.repubblica.it..
  9. ^ Storia e immagini del convento.
  10. ^ Villaggio preistorico
  11. ^ Reperti archeologici provenienti da Nola ed esposti al British Museum di Londra, su British Museum. URL consultato il 30 gennaio 2017.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ ISTAT bilancio demografico al 31 dicembre 2016
  14. ^ La festa dei Gigli di Nola
  15. ^ Festa dei Gigli Patrimonio d'Italia
  16. ^ Il documento sul sito dell'Unesco
  17. ^ Festa dei Gigli Patrimonio immateriale dell'umanità
  18. ^ Nola e Comacchio: patto di amicizia nel nome dell’Unesco, su nonsolonola. URL consultato il 20 febbraio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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