Nola

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Nola
comune
Nola – Stemma Nola – Bandiera
Duomo di Nola
Duomo di Nola
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Città metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Geremia Biancardi (FI) dal 09/06/2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 40°56′00″N 14°32′00″E / 40.933333°N 14.533333°E40.933333; 14.533333 (Nola)Coordinate: 40°56′00″N 14°32′00″E / 40.933333°N 14.533333°E40.933333; 14.533333 (Nola)
Altitudine 34 m s.l.m.
Superficie 39,19 km²
Abitanti 33 735[1] (31-08-2013)
Densità 860,81 ab./km²
Frazioni Piazzolla, Polvica
Comuni confinanti Acerra, Camposano, Casamarciano, Cicciano, Cimitile, Liveri, Marigliano, Ottaviano, Palma Campania, Roccarainola, San Felice a Cancello (CE), San Gennaro Vesuviano, San Paolo Bel Sito, San Vitaliano, Saviano, Scisciano, Somma Vesuviana, Visciano
Altre informazioni
Cod. postale 80035
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063050
Cod. catastale F924
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Nolani
Patrono San Felice, san Paolino di Nola
Giorno festivo 15 novembre (San Felice), 22 giugno (San Paolino di Nola)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nola
Posizione del comune di Nola nella città metropolitana di Napoli
Posizione del comune di Nola nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Nola è un comune italiano di 33 735 abitanti[1] della città metropolitana di Napoli in Campania.

Sede della diocesi omonima suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli, inoltre è stata sede della prima banca istituita in Europa, è nota per la sua tradizione forense ed è sede di tribunale oltre che universitaria dell'Università degli studi di Napoli "Parthenope" (ex istituto universitario Navale), afferente alla facoltà di Giurisprudenza, dal 1996 è istituita una sede distaccata della facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Federico II di Napoli.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Nola è situata nella terza cintura nord della città metropolitana di Napoli, a nord-est del Vesuvio, in posizione pressoché baricentrica, nonché strategica, rispetto a tutti i capoluoghi della regione Campania. È inoltre il centro che dà il nome all'Area Nolana. L'altitudine di Nola varia tra un minimo di 24 e un massimo di 400 m sopra il livello del mare.[2] Le due principali frazioni del Comune sono Piazzolla di Nola e Polvica, altre località sono Boscofangone e Masseria Cardone (isola amministrativa all'interno del territorio di Somma Vesuviana).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione la città potrebbe essere stata fondata dagli Ausoni nell'VII secolo a.C., anche se la presenza umana nel territorio è certa fin dall'età paleolitica.

Intorno al IV secolo a.C. gli Ausoni e gli Aurunci entrarono in contatto con i Romani schierandosi apertamente contro di essi e alleandosi con i Sanniti, anch'essi di lingua osca. Tale alleanza risultò fatale: le città di Nola, di Capua e quelle della cosiddetta Pentapoli aurunca, vennero annientate con estrema ferocia, dopo anni di battaglie e sanguinose guerre.

Soldati sanniti nell'affresco di una tomba del IV sec.a.C. rinvenuta a Nola

Successivamente Nola divenne importante prima e durante l'impero romano, tanto da ottenere la dignità senatoriale (S.P.Q.N.), il primo imperatore romano Ottaviano Augusto morì nei pressi della città il 19 agosto del 14 d.C.[3], a partire dal XIII secolo Nola fu feudo degli Orsini e fece parte del Ducato di Napoli. Con l'avvento dei normanni diventò dei principali centri economici della Terra di Lavoro e del Regno di Napoli. Nel 1820 i capitani dell'esercito borbonico Michele Morelli e Giuseppe Silvati diedero inizio a Nola ai moti risorgimentali, con l'aiuto dell'abate Luigi Minichini. Nell'agosto 1832 ebbe luogo una piccola rivolta, guidata dal frate Angelo Peluso, prontamente repressa e terminata con la condanna a morte del frate assieme a due compagni Luigi d'Ascoli e Domenico Morici, altri 28 rivoltosi furono condannati a pene minori [4].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Storico-Archeologico di Nola

Realizzato all'interno dell'ex complesso conventuale medioevale delle Canonichesse Lateranensi, racconta, su tre livelli, la storia del territorio di Nola a partire dall'età preistorica fino al XVIII secolo. Di grande interesse le sezioni dedicate al Villaggio Preistorico di Nola, all'età ellenistico-romana e a quella tardo-medioevale. Di elevata qualità anche la sezione storico-artistica con opere di autori quali Ferdinando Sanfelice, Antonio Vaccaro, Girolamo Imparato, Micco Spadaro, Agostino Beltrano e altri. È inoltre presente una sezione dedicata interamente alla "riggiola" napoletana.

  • Museo Diocesano di Nola

Al suo interno sono conservate diverse opere di grande valore artistico e religioso, come l'Annunciazione di Cristoforo Scacco di Verona, che raccontano la storia della Diocesi di Nola, una delle più grandi ed antiche della Campania. Il Museo Diocesano è ospitato negli spazi adiacenti alla cattedrale: le strutture della trecentesca chiesa di S. Giovanni Battista, la cinquecentesca cappella dell'Immacolata e gli antichi ambienti dell'Episcopio concorrono con le collezioni di diversa natura a rappresentare la millenaria storia della Diocesi nolana. Le sale sono dedicate all'esposizione di preziosi argenti, di eleganti paramenti, di opere scultoree in marmo e legno, nonché di dipinti dal XV al XVIII secolo. Interessante la sezione documentaria e libraria, parte del patrimonio dell'attiguo Archivio Storico Diocesano.

Altri luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Seminario Vescovile
  • Chiesa di San Biagio
  • Duomo
  • Villaggio Preistorico di Nola[5]
  • Convento di Sant'Angelo in Palco[6]
  • Convento dei Frati Cappuccini di Nola (o di S.Croce)
  • Reggia Orsini
  • Chiesa di Santa Maria Jacobi
  • Chiesa dei Santi Apostoli
  • Chiesa della Santissima Annunziata
  • Chiesa del Gesù
  • Castello di Cicala
  • Palazzo del Fascio

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Un Giglio che sfila per le vie della città.

La festa dei Gigli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa dei Gigli.

Nel mese di giugno si celebra la Festa dei Gigli, in onore del compatrono della città San Paolino. La festa è caratterizzata dalla processione di otto obelischi di legno alti circa 25 metri, i "Gigli" appunto, e di uno più piccolo, alto circa 15 metri chiamato "Barca",che vengono portati a spalla da un gruppo di oltre 100 uomini (detto "paranza") per le vie del centro storico della città.[7]

Nel 2011 l'allora Ministro del turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, ha conferito alla Festa dei Gigli di Nola il riconoscimento di "Patrimonio d'Italia", un riconoscimento riservato "alle eccellenze nazionali che contribuiscono a valorizzare l’immagine dell’Italia" nel campo dell'arte, della cultura, della creatività e delle tradizioni folkloristiche.[8]

Nel dicembre 2013, con la Rete delle grandi macchine a spalla italiane, è stata riconosciuta Patrimonio immateriale dell'umanità dall'Unesco.[9][10]

Persone legate a Nola[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

All'antica vocazione agricola di Nola si è affiancato negli ultimi decenni un considerevole sviluppo del terzario, rappresentato, dalle realtà del CIS di Nola (Centro Integrato Servizi), la più grande città dell'ingrosso d'Italia, dell'Interporto campano (con la dogana merci), dell'Alenia Aeronautica (dove si assemblano parti dell'A380), del centro commerciale "Vulcano buono" (progettato da Renzo Piano, uno dei più grandi d'Europa), dell'ASI e delle Officine NTV (dove sono vengono tuttora prodotti e sottoposti ai primi test i treni Italo).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 979 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Ucraina Ucraina 344 1,05%

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale di calcio ha militato nella prima metà degli anni novanta del XX secolo nella serie C1, l'odierna Lega Pro Prima Divisione. Fallita e subito rinata nel 1996, nel 2002 si salva in serie D, ma cede il titolo alla Società Sportiva Juve Stabia; rinato nel 2002 come Sporting Nola, ha subito diverse rifondazioni. Nel 2012 milita per il terzo anno consecutivo in serie D, cambiando per la terza volta consecutiva nome, stavolta come Real SM Hyria. Altre due squadre esistono a Nola e militano una in Promozione il Real Nola e un'altra in Prima Categoria lo Sporting Nola. Nel 2014 rinasce la S.S.Nola 1925, che partecipa al campionato di promozione.

Nola possiede anche una sezione dell'Associazione Italiana Arbitri: conta 270 associati, tra cui Carmine Russo, arbitro di serie A.

Pallavolo e Basket[modifica | modifica wikitesto]

Ottime tradizioni vanta anche la Pallavolo. Infatti la squadra maschile nella stagione 2014-2015 disputa il campionato di serie B-2. Negli anni tra il 1999 e 2004 è riuscita ad approdare fino alla B-1, terza categoria per importanza. Negli stessi anni e in quelli successivi le squadre under 18, sia maschili che femminili, hanno vinto a più riprese il campionato regionale campano, raggiungendo in alcuni casi le finali nazionali. Minori, invece, le tradizioni cestistiche.


Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Strade Statali[modifica | modifica wikitesto]


Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/08/2013
  2. ^ Geografia e territorio
  3. ^ Storia di Nola
  4. ^ pag 261 Carlo Pace, I documenti della storia d'Italia con prospetti statistico-economico-amministrativi,Tipografia editrice eredi Botta, 1868
  5. ^ Villaggio preistorico
  6. ^ Storia e immagini del convento.
  7. ^ La festa dei Gigli di Nola
  8. ^ Festa dei Gigli Patrimonio d'Italia
  9. ^ Il documento sul sito dell'Unesco
  10. ^ Festa dei Gigli Patrimonio immateriale dell'umanità
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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