Triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano

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Triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano.png

Per triangolo della morte si intende la vasta area della provincia di Napoli compresa tra i comuni di Acerra, Nola e Marigliano, un tempo nota per essere tra le più fertili della Campania, nella quale è stato riscontrato negli ultimi anni un forte aumento della mortalità per cancro che per alcune patologie raggiunge livelli molto più alti della media italiana. La causa dell'aumento di mortalità è attribuita all'inquinamento ambientale, principalmente dovuto allo smaltimento illegale di rifiuti tossici da parte della Camorra.

Definizione e motivi[modifica | modifica sorgente]

Indice di mortalità per tumori

Nella tabella e nel grafico seguenti sono riporti gli indici di mortalità per i tumori che risultano più elevati nel triangolo della morte (ASL NA4) rispetto alla media Italia secondo lo studio pubblicato da The Lancet Oncology.

Tumore Italia Campania ASL NA4
Fegato (uomini) 14.0 15.0 38.4
Fegato (donne) 6.0 8.5 20.8
Vescica (uomini) 16.6 21.7 22.9
Vescica (donne) 3.8 4.2 4.3
Sistema nervoso (uomini) 6.2 7.1 8.5
Sistema nervoso (donne) 4.8 4.1 5.6

Incidenza tumori nel triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano.png

La definizione triangolo della morte è stata data nell'agosto 2004 dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale The Lancet Oncology (edita da Elsevier) che ha pubblicato uno studio di Kathryn Senior e Alfredo Mazza, quest'ultimo ricercatore del CNR di Pisa[1][2][3][4], dal titolo: Italian “Triangle of death” linked to waste crisis (Il "Triangolo della morte" italiano collegato alla crisi dei rifiuti).

Nel triangolo abitano circa 550.000 persone e l'indice di mortalità (numero di morti l'anno per ogni 100 000 abitanti) per tumore al fegato sfiora il 38.4 per gli uomini e il 20.8 per le donne, dove la media nazionale è del 14. La mortalità è più alta che nel resto d'Italia anche per quanto riguarda il cancro alla vescica e al sistema nervoso[2], per quanto in maniera più modesta. Questo a fronte di una mortalità generale per tumori in Campania in generale inferiore della media italiana.

L'incremento della mortalità viene attribuito all'inquinamento causato dallo sversamento illegale di sostanze tossiche di varia provenienza, in particolare dalle industrie del nord Italia, operata da parte della Camorra[5]:

(EN)
« Today, the difference between lawful management of waste and illegal manipulation with regard to their compliance with health regulations is very narrow, and the health risks are rising. »
(IT)
« Oggi la differenza tra una gestione dei rifiuti legale e una manipolazione illegale, per quanto riguarda il rispetto delle disposizioni sanitarie, è molto piccola, e i rischi per la salute sono in crescita. »
(Alfredo Mazza, The Lancet Oncology, vol. 5, settembre 2004)
(EN)
« The 5000 illegal or uncontrolled landfill sites in Italy drew particular criticism; Italy has already been warned twice for flouting the Hazardous Waste Directive and the Landfill Directive, and the EU has now referred Italy to the European Court of Justice for further action. »
(IT)
« La maggior parte delle critiche è rivolta alle 5000 discariche illegali e prive di controllo presenti sul suolo italiano. L'Italia è stata richiamata già due volte per aver trasgredito alle norme della Hazardous Waste Directive (direttiva sui rifiuti pericolosi) e della Landfill Directive (direttiva sulle discariche), tanto che ora L'Unione europea ha rinviato l'Italia alla Corte di giustizia europea per ulteriori provvedimenti. »
(The Lancet Oncology, vol. 5, settembre 2004)

Lo studio epidemiologico dell'OMS esteso alle provincie di Napoli e Caserta[modifica | modifica sorgente]

Un ulteriore studio del 2007[6] dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Regione Campania ha monitorato in 196 comuni campani la mortalità per tumori e le malformazioni congenite nel periodo dal 1994 al 2002. Lo studio ha applicato elaborate tecniche statistiche, comprensive di una stima degli intervalli di confidenza associati a ciascuna stima di mortalità grazie ad un'analisi bayesiana. Lo studio ha evidenziato che «la mortalità per tutte le cause è risultata in eccesso significativo per gli uomini del 19% nei comuni della provincia di Caserta e del 43% nei comuni della provincia di Napoli; per le donne del 23% nella provincia di Caserta e del 47% nella provincia di Napoli». Sono stati inoltre riscontrati eccessi di malformazioni congenite. La relazione evidenzia che «Le zone a maggior rischio identificate negli studi sulla mortalità e sulle malformazioni congenite in buona parte si sovrappongono e sono interessate dalla presenza di discariche e siti di abbandono incontrollato di rifiuti», ma sostiene che «è comunque difficile stabilire se la corrispondenza dei numerosi eccessi con la possibile occorrenza di esposizioni legate allo smaltimento dei rifiuti sia di natura causale e, nel caso, stimare l’entità di tale impatto».

La presenza di pericolose sostanze inquinanti, come la diossina, in particolare nella zona di Acerra, è comunque accertata[7], oltre che per le attività illecite di smaltimento dei rifiuti[8], anche in relazione all'attività della Montefibre[9], e già nel 1987 un decreto del Ministero dell'Ambiente definiva Acerra territorio “ad elevato rischio di crisi ambientale”[10].

Sversamento illegale di rifiuti tossici in Campania[modifica | modifica sorgente]

La tesi che lega l'aumento dell'incidenza dei casi di tumore all'inquinamento ambientale, che in realtà coinvolge anche altre aree della Campania, è avvalorata dalle confessioni del boss Gaetano Vassallo, legato al clan dei Casalesi, che avrebbe per vent'anni lavorato per sversare sistematicamente in Campania rifiuti tossici corrompendo politici e funzionari del commissariato di Governo[11][12]. La maggior parte dei rifiuti arriva dal nord Italia, come anche affermato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel giugno del 2008[13][14]:

« È assolutamente accertato anche in sede parlamentare [... che ci sono stati ...] sistematici trasferimenti di rifiuti tossici, altamente pericolosi da industrie del nord in territorio campano, con l’attiva cogestione da parte della camorra»
(Giorgio Napolitano, 4-06-2008.)

Nelle campagne campane e nel sangue di alcuni abitanti sono state misurate alte concentrazioni di policlorobifenili (PCB), che sono prodotti da industrie chimiche assenti in regione[15]. Fanghi industriali provenienti da Porto Marghera, per un ammontare di ottomila tonnellate, sarebbero stati smaltiti nelle campagne di Acerra dai clan dei Casalesi, grazie a proprietari dei terreni compiacenti, mascherandoli da compost fertilizzante[16][17]. Emblematico è il caso di una ditta, i cui beni sono stati sequestrati dai carabinieri nell'ambito di un'inchiesta partita il 2006[18], che smaltiva illegalmente rifiuti provenienti da industrie del Veneto e della Toscana riversandoli nei territori di Bacoli, Giugliano e Qualiano, per un totale, in tre anni, di circa un milione di tonnellate e per un fatturato di 27 milioni di euro. La ditta era già stata oggetto di un'inchiesta nel 2003, ma ha continuato ad agire indisturbata ancora per anni[19]. A Marigliano è stata ritrovata interrata un'intera autocisterna piena di sostanze velenose sotterrata in una discarica abusiva[20][21].

La terra dei fuochi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi terra dei fuochi.

A queste attività, si aggiungono i roghi appiccati per eliminare copertoni, o per recuperare il rame dai cavi elettrici[22][23]. I roghi, che producono diossina, sono diventati più frequenti quando potevano essere confusi tra i numerosi roghi appiccati ai cumuli di immondizia durante la crisi dei rifiuti in Campania del 2007-2008. I carabinieri hanno accertato che solo tra gennaio e marzo 2007 sono stati incendiati in terreni agricoli 30.000 chilogrammi di rifiuti con un ricavo di oltre 118.000 euro[22].

La presenza di roghi ha dato il nome all'area a nord di Napoli di terra dei fuochi[24], nome usato da Roberto Saviano nel libro Gomorra come titolo del XI ed ultimo capitolo.

Sversamenti illegali in discariche regolari[modifica | modifica sorgente]

Lo sversamento di rifiuti industriali altamente inquinanti riguarda anche in discariche legali. Già nel 2000 un'inchiesta della commissione parlamentare sui rifiuti[25] ha messo in luce che probabilmente fanghi dell'ACNA di Cengio sono stati smaltiti nella discarica di Pianura[26][27], a Napoli, per un ammontare di almeno ottocentomila tonnellate. Tra gli abitanti delle zone limitrofe alla discarica di Pianura, un'indagine epidemiologica ordinata dalla Procura di Napoli ha dimostrato che almeno 60 persone hanno contratto il linfoma di Hodgkin[28]. Irregolarità negli sversamenti nella discarica di Villaricca emergono anche nelle intercettazioni telefoniche ordinate della Procura di Napoli sulla gestione dei rifiuti da parte della FIBE (società del gruppo Impregilo) che si occupa dello smaltimento dei rifiuti in Campania[29].

Le proteste della popolazione[modifica | modifica sorgente]

La mancanza di fiducia nelle istituzioni, che negli anni hanno permesso o non si sono efficacemente opposte a sversamenti illeciti di rifiuti pericolosi, anche in discariche autorizzate, che hanno causato casi di tumore accertati è tra i motivi della protesta della popolazione di Chiaiano nei confronti dell'apertura della nuova discarica prevista dal piano straordinario del commissario Guido Bertolaso[30]. Analoghe motivazioni suscitarono violente proteste per la riapertura della discarica di Pianura, paventata dal commissario di governo Giovanni De Gennaro, e poi smentita. La protesta degenerò in vera e propria guerriglia urbana tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008[31] tra Napoli e le zone limitrofe di Quarto e Pozzuoli, anche per l'azione di esponenti criminali[32] che agivano sotto la regia di politici locali collusi con i delinquenti per interessi legati alla speculazione edilizia[33].

Analogamente, il timore per un'ulteriore fonte di inquinamento, rappresentata dall'inceneritore di Acerra è stato motivo della protesta degli abitanti del luogo[34].

Impatto sui prodotti agroalimentari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mozzarella di bufala campana#Allarme_diossina_2008.

Nel marzo 2008 furono riscontrate[35] presenze di diossina nel latte di bufale provenienti da allevamenti del casertano, attribuite all'inquinamento ambientale, tanto da causare la temporanea sospensione delle esportazioni verso alcuni paesi tra cui Corea del Sud e Giappone. A seguito della notizia, che comunque riguardava in maniera limitata gli allevamenti impiegati per produrre la mozzarella di bufala campana DOP[36], la vendita di prodotti caseari della Campania è diminuita significativamente, non solo in Italia, ma anche all'estero[37][38][39]. Recenti test svolti in Germania, tuttavia, non hanno evidenziato alcuna presenza né di diossina né di metalli pesanti[40].

I rifiuti tossici in Campania in letteratura e al cinema[modifica | modifica sorgente]

Lo sversamento illegale di rifiuti tossici in Campania viene affrontato nel libro Gomorra dello scrittore Roberto Saviano e rappresentato nell'omonimo film di Matteo Garrone, e nel film-documentario Biùtiful cauntri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) The Lancet Oncology, vol. 5, n. 9, settembre 2004, pag. 525-527, Italian “Triangle of death” linked to waste crisis.
    Vedi la traduzione dal sito del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
  2. ^ a b Il triangolo della morte in rassegna.it, marzo 2007. URL consultato il 26 settembre 2008.
  3. ^ Discariche piene di rifiuti tossici quello è il triangolo della morte in la Repubblica, 31 agosto 2004. URL consultato il 26 settembre 2008.
  4. ^ La pubblicazione dei suoi studi costò ad Alfredo Mazza il licenziamento dalla protezione civile. Vedi: Ho denunciato tutto e mi hanno fatto fuori in il Tempo, 19 gennaio 2008. URL consultato il 1º ottobre 2008.
  5. ^ Bolle false e finti trattamenti così camuffiamo i veleni in la Repubblica, 6 giugno 2008. URL consultato il 29 settembre 2008.
  6. ^ Vedi la sintesi del rapporto Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Regione Campania.
  7. ^ Diossina ad Acerra, analisi fai da te in il manifesto, ambienti, 18 settembre 2007. URL consultato il 1º ottobre 2008. .
  8. ^ Morire di diossina nel paese dei rifiuti Ricerca dell'Oms Qui il cancro uccide trenta volte di più in la Stampa, 12 maggio 2007. URL consultato il 24 ottobre 2008.
  9. ^ Roberto Saviano, Acerra, polmone di cemento, 27 agosto 2004. URL consultato il 1º ottobre 2007.
  10. ^ D.C.d.M. 26-02-1987.
  11. ^ Così ho avvelenato Napoli in l'Espresso, 11 settembre 2008. URL consultato il 24 ottobre 2008.
  12. ^ Inchiesta sui veleni a Napoli perquisiti l'Espresso e due reporter in la Repubblica, 12 settembre 2009. URL consultato il 26 settembre 2008.
  13. ^ Napolitano: "Rifiuti tossici arrivati in gran parte dal nord" in la Repubblica, 4 giugno 2008. URL consultato il 24 ottobre 2008.
  14. ^ Rifiuti, l'allarme di Napolitano: "Quelli tossici provengono dal Nord" in la Stampa, 4 giugno 2008. URL consultato il 29 settembre 2008.
  15. ^ Corriere del Mezzogiorno, 14 marzo 2008. http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/cronache/articoli/2008/03_Marzo/14/marfella_analisi.shtml . URL consultato il 6 ottobre 2008.
  16. ^ Dal nord rifiuti industriali in provincia di Caserta in Reuters, caffenews, 25 febbraio 2008. URL consultato il 24 ottobre 2008.
  17. ^ Campania, scoperto traffico illecito dei rifiuti. L'attività di smaltimento gestita dai Casalesi in ecocostiera on-line, 25 febbraio 2008. URL consultato il 29 settembre 2008.
  18. ^ Rifiuti, sequestro al gruppo Pellini in il Nolano, 23 settembre 2008. URL consultato il 1º ottobre 2008.
  19. ^ Complicità ed emergenza rifiuti dietro il traffico illecito scoperto in Campania in VAS Campania, 24 gennaio 2006. URL consultato il 1º ottobre 2008.
  20. ^ Striscia la notizia: i veleni di Marigliano in marigliano.net, 27 febbraio 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  21. ^ Vedi il video tratto da Striscia la notizia
  22. ^ a b Rifiuti, i veleni tra i campi verdi di Caivano, Afragola e Casoria in ecostiera on-line, 25 ottobre 2008. URL consultato il 1º ottobre 2008.
  23. ^ Afragola, scoperti 50 quintali di veleni vicino al cimitero. È allarme diossina per i roghi. in napolinord, 14 settembre 2008. URL consultato il 1º ottobre 2008.
  24. ^ Peppe Ruggiero, La terra dei fuochi a nord di Napoli in Nazione indiana, 29 settembre 2006. URL consultato il 6 novembre 2008.
  25. ^ Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse.
  26. ^ Anche i fanghi dell'Acna di Cengio tra i veleni sepolti sotto quella collina in la Repubblica, 22 gennaio 2008. URL consultato il 24 ottobre 2008.
  27. ^ Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse.
  28. ^ Tumori a Pianura, conferme dal consulente del pm: vicino alla discarica 60 casi sospetti in Corriere del Mezzogiorno, 13 giugno 2008. URL consultato il 29 settembre 2008.
  29. ^ "La discarica è piena di liquido se sale sarà come un Vajont" in la Repubblica, 29 maggio 2008. URL consultato il 29 settembre 2008.
  30. ^ Noi non siamo N.I.M.B.Y. in chiaiaNodiscarica. URL consultato il 30 settembre 2008.
  31. ^ Pianura, scontri alla discarica assaltata anche un'ambulanza in la Repubblica, 5 gennaio 2008. URL consultato il 1º ottobre 2008.
  32. ^ Rifiuti, per gli scontri a Pianura oltre trenta arresti a Napoli in la Repubblica, 6 ottobre 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  33. ^ "Arrivano i Carabinieri". Così Nugnes avvertiva i rivoltosi in la Repubblica, 7 ottobre 2008. URL consultato l'8 ottobre 2008.
  34. ^ Protesta contro i rifiuti ad Acerra continua il presidio alla stazione in la Repubblica, 11 settembre 2004. URL consultato il 1º ottobre 2008.
  35. ^ Mozzarella, limitate positività alla diossina. Il Governo dopo l'alt di Tokyo: no a psicoosi in Corriere della sera, 26 marzo 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  36. ^ Consorzio di tutela del formaggio mozzarella di bufala campana DOP, Comunicato stampa, 20 aprile 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  37. ^ Mandara: Mozzarella sana, ma vendite in calo in Il Denaro, 23 gennaio 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  38. ^ I prodotti tipici non si vendono più, la Cia: Rischio tracollo in Il Denaro, 15 gennaio 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  39. ^ La spesa al tempo dei rifiuti "Prodotti locali? No, grazie" in La Repubblica-Napoli, 16 gennaio 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  40. ^ I test in Germania assolvono la mozzarella bufala campana dop, Repubblica.it, 13-12-2013

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]