Terra dei fuochi

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Con "terra dei fuochi" si individua una vasta area situata nell'Italia meridionale, in Campania, tra le province di Napoli e Caserta, famosa a livello mediatico a causa della presenza di rifiuti tossici e numerosi roghi di rifiuti e il loro impatto sulla salute della popolazione locale.[1]

La terminologia "terra dei fuochi" è stata utilizzata per la prima volta nel 2003 nel Rapporto Ecomafie 2003 curato da Legambiente.[2] Successivamente è stata utilizzata da Roberto Saviano nel libro Gomorra, come titolo dell'XI ed ultimo capitolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1970 in poi nelle campagne della Campania si sono verificati sversamenti di rifiuti industriali, rifiuti tossici e nucleari. In particolare, nelle zone dell' Agro Aversano, Caivano, Acerra e Giugliano in Campania si sono verificati roghi di rifiuti industriali, responsabili di un alto tasso di tumori che hanno colpito soprattutto giovani donne, al seno e alla tiroide e bambini.

I primi sospetti sull'attività illegale dello smaltimento dei rifiuti tossici furono evidenziati nella prima metà degli anni novanta da un'indagine della Polizia di Stato condotta dall'allora ispettore della Criminalpol Roberto Mancini. La sua informativa del 1996 in cui presentava i risultati delle indagini e i dettagli sui reati e i presunti autori non ebbe però ulteriori sviluppi fino al 2011, quando venne ripresa dal Pubblico Ministero Alessandro Milita che riavviò le indagini.

Nel 2011, secondo un rapporto dell'ARPA della Campania, un'area di 3 milioni di metri quadri, compresa tra i Regi Lagni, Lo Uttaro, Masseria del Pozzo-Schiavi (nel Giuglianese) ed il quartiere di Pianura della città di Napoli, risulterebbe molto compromessa per l'elevata e massiccia presenza di rifiuti tossici.[3]

Nel 2015 nel comune di Calvi Risorta il Corpo forestale dello Stato ha scoperto un'area di sversamento dei rifiuti clandestina, ritenuta la più grande ​discarica sotterranea d'Europa di rifiuti tossici. Si ritiene sia opera della camorra, stesso sistema di sigillamento degli strati della discarica, simile a quello utilizzato dal clan dei casalesi.[4]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano.

La terra dei fuochi comprende un territorio di 1076 km², nel quale sono situati 57 comuni, nei quali risiedono circa 2 milioni e mezzo di abitanti: 33 comuni situati nella provincia di Napoli e 24 comuni situati nella provincia di Caserta. È compresa quasi l'intera provincia napoletana, mentre del casertano è colpita soprattutto la parte meridionale e sud-occidentale.[5]

Attività correlate[modifica | modifica wikitesto]

Si caratterizza per lo sversamento illegale di rifiuti, anche tossici, da parte della Camorra e, in particolare, dal clan dei Casalesi. In molti casi, i cumuli di rifiuti, illegalmente riversati nelle campagne, o ai margini delle strade, vengono incendiati dando luogo a roghi i cui fumi diffondono nell'atmosfera e nelle terre circostanti sostanze tossiche, tra cui diossina.

Inquinamento dei prodotti agroalimentari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: mozzarella di bufala campana.

L'inquinamento da diossina dei terreni è estremamente pericoloso perché introduce sostanze tossiche nella catena alimentare degli animali da allevamento e può raggiungere anche l'uomo. Nel 26 marzo 2008 furono riscontrate[6] presenze di diossina nel latte di bufala provenienti da allevamenti del casertano, attribuite all'inquinamento ambientale. A seguito di questi riscontri, che comunque riguardavano in maniera limitata gli allevamenti impiegati per produrre la mozzarella di bufala campana DOP[7], alcuni paesi, tra cui Corea del Sud e Giappone, bloccarono temporaneamente l'importazione della mozzarella campana. A seguito della notizia, la vendita di prodotti caseari della Campania è diminuita significativamente, non solo in Italia, ma anche all'estero.[8][9][10]. Recenti test della mozzarella di bufala svolti in Germania, comunque, non hanno rilevato alcuna traccia di diossina né di metalli pesanti[11].

Smaltimento illegale dei rifiuti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: traffico di rifiuti.

La zona sarebbe interessata anche da un consistente traffico di rifiuti, tra le cui attività rientrerebbe lo sversamento e l'eliminazione di materiali come copertoni o scarti di abbigliamento,[12] provenienti soprattutto dal Nord Italia, o il recupero del rame dai cavi elettrici.[13][14]

I roghi divennero più frequenti quando potevano essere confusi tra i numerosi roghi appiccati ai cumuli di immondizia durante la crisi dei rifiuti in Campania, tra il 2007 e il 2008. I carabinieri accertarono che solo tra il gennaio e il marzo del 2007 furono bruciati 30 000 kg di rifiuti in terreni agricoli, con un ricavo di oltre 118 000 euro.[13]

Le indagini di Roberto Mancini e le dichiarazioni del pentito di camorra, Carmine Schiavone, hanno evidenziato come la Campania fosse destinata a diventare una discarica a cielo aperto, soprattutto di materiali tossici tra cui piombo, scorie nucleari e materiale acido, che hanno inquinato le falde acquifere campane e le coste di mare dal basso Lazio fino ad arrivare a Castelvolturno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La terra dei fuochi a nord di Napoli di Peppe Ruggiero, da nazioneindiana.com 29 settembre 2006
  2. ^ Rapporto ecomafie 2003, paragrafo 9.1.3
  3. ^ Arpac, rapporto choc: "Inquinata area di 3 milioni di metri quadri" da julienews.it, 28 luglio 2011
  4. ^ A Caserta, la più grande ​discarica sotterranea d'Europa, su ilGiornale.it, https://plus.google.com/+ilGiornale. URL consultato il 13 gennaio 2016.
  5. ^ http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/pagpdf/TERRAFUOCHI.pdf
  6. ^ Mozzarella, limitate positività alla diossina . Il Governo dopo l'alt di Tokyo: no a psicoosi, in Corriere della sera, 26 marzo 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  7. ^ Consorzio di tutela del formaggio mozzarella di bufala campana DOP, Comunicato stampa (DOC), mozzarelladop.it, 20 aprile 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  8. ^ Mandara: Mozzarella sana, ma vendite in calo, in Il Denaro, 23 gennaio 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  9. ^ I prodotti tipici non si vendono più, la Cia: Rischio tracollo, in Il Denaro, 15 gennaio 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  10. ^ La spesa al tempo dei rifiuti "Prodotti locali? No, grazie", in La Repubblica-Napoli, 16 gennaio 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  11. ^ I test in Germania assolvono la mozzarella bufala campana dop, Republica.it, 13-12-2013
  12. ^ 'Venti arresti per traffico illecito di riffiuti, articolo dal sito ilmediano.it, 19 dicembre 2008.
  13. ^ a b Rifiuti, i veleni tra i campi verdi di Caivano, Afragola e Casoria, in ecostiera on-line, 25 ottobre 2008. URL consultato il 1º ottobre 2008.
  14. ^ Afragola, scoperti 50 quintali di veleni vicino al cimitero. È allarme diossina per i roghi., in napolinord, 14 settembre 2008. URL consultato il 1º ottobre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]