Terra dei fuochi

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"Terra dei Fuochi" è un'espressione coniata negli anni 2000 che ha ottenuto una notevole fortuna giornalistica per indicare una vasta area situata nell'Italia meridionale, che si estende in Campania, a cavallo tra la provincia di Napoli e quella di Caserta, che ha avuto un notevole risalto mediatico a causa dell' interramento[1] di rifiuti tossici e per l'innesco di numerosi roghi di rifiuti, tutte circostanze con un eventuale impatto sulla salute della popolazione locale.[2][3]

L'espressione "Terra dei fuochi" appare per la prima volta nel 2003, quando fu usata nel Rapporto Ecomafie 2003 curato da Legambiente.[4] In seguito è stata utilizzata da Roberto Saviano nel libro Gomorra, come titolo dell'undicesimo e ultimo capitolo.

Nella narrazione mediatica, le immagini di rifiuti incendiati, disseminati, o abbandonati in discariche abusive nella Terra dei Fuochi, anche in prossimità di zone abitate, vengono spesso associate con la percezione di un maggior rischio per la salute per le persone che abitano nell'area, con particolare riferimento ai tumori[2]. Tuttavia, questa opinione comune non trova riscontro nelle ricerche scientifiche che hanno interessato l'area, che non hanno evidenziato alcuna correlazione causale tra questa situazione socio-ecologica e l'anomala maggior incidenze epidemiologiche di patologie (ad esempio, di natura oncologica)[5]. In particolare, gli studi compiuti sulle piante che crescono nell'area, effettuati da fonti disparate (incluso il ministero della Salute e organismi internazionali indipendenti), non hanno fatto emergere alcun profilo di rischio riguardo ai livelli di tossine e contaminanti, che sono risultati essere conformi agli standard dettati dalle normative emanate in materia di sicurezza alimentare emanate dall'Unione europea[6]. Nonostante questo, la rappresentazione offerta dai mezzi di comunicazione di massa ha causato un notevole danno di immagine per l'agricoltura della Campania, comprese le aree non ricomprese, con conseguente crollo dei ricavi dell'intero comparto agricolo campano[6].

L'esposizione mediatica ha rischiato di far trasformare la stessa espressione, "Terra dei fuochi", in una sorta di brand di successo da agitare alla bisogna, privo di effettiva consistenza, in grado, però, di dispensare vantaggi ad alcuni e procurare danni a moti altri[6].

Allo stesso modo, non è dimostrato l'assunto secondo cui la situazione di abbandono abusivo generalizzato e di rogo dei rifiuti sia dovuta all'azione della camorra e non, invece, il risultato emergente del diffuso malcostume individuale delle popolazioni locali[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi sospetti sull'attività illegale dello smaltimento dei rifiuti tossici furono evidenziati nella prima metà degli anni novanta da un'indagine della Polizia di Stato condotta dall'allora ispettore della Criminalpol Roberto Mancini. La sua informativa del 1996 in cui presentava i risultati delle indagini e i dettagli sui reati e i presunti autori non ebbe però ulteriori sviluppi fino al 2011, quando venne ripresa dal Pubblico Ministero Alessandro Milita che riavviò le indagini.

Nel 2011, secondo un rapporto dell'ARPA della Campania, un'area di 3 milioni di metri quadri, compresa tra i Regi Lagni, Lo Uttaro, Masseria del Pozzo-Schiavi (nel Giuglianese) ed il quartiere di Pianura della città di Napoli, risulterebbe molto compromessa per l'elevata e massiccia presenza di rifiuti tossici.[7]

Nel 2015, nel comune di Calvi Risorta, il Corpo forestale dello Stato ha scoperto un'area di sversamento clandestino dei rifiuti, ritenuta la più grande discarica sotterranea d'Europa di rifiuti tossici. Si ritiene sia opera della camorra, con un stesso sistema di sigillamento degli strati della discarica, simile a quello utilizzato dal clan dei casalesi.[8]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano.

La definizione di Terra dei fuochi comprende un territorio di 1076 km², nel quale sono situati 57 comuni, nei quali risiedono circa 2 milioni e mezzo di abitanti: 33 comuni sono situati nella provincia di Napoli e 24 comuni sono ubicati nella provincia di Caserta. È compresa quasi l'intera provincia napoletana, mentre del casertano è colpita soprattutto la parte meridionale e sud-occidentale.[9]

Attività correlate[modifica | modifica wikitesto]

Si caratterizza per lo sversamento illegale di rifiuti, anche tossici. In molti casi, i cumuli di rifiuti, illegalmente riversati nelle campagne, o ai margini delle strade, vengono incendiati dando luogo a roghi i cui fumi diffondono nell'atmosfera e nelle terre circostanti sostanze tossiche, tra cui diossina.

Inquinamento dei prodotti agroalimentari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: mozzarella di bufala campana.

L'inquinamento da diossina dei terreni può essere molto pericoloso perché in grado di introdurre sostanze tossiche nella catena alimentare degli animali da allevamento, che possono raggiungere anche l'uomo. Il 26 marzo 2008, notizie giornalistiche hanno riferito[10] il riscontro di limitate presenze di diossina nel latte di bufala proveniente da allevamenti del casertano, attribuite all'inquinamento ambientale. A seguito di questi riscontri, che comunque riguardavano in maniera limitata gli allevamenti impiegati per produrre la mozzarella di bufala campana DOP[11], alcuni paesi, tra cui Corea del Sud e Giappone, bloccarono temporaneamente l'importazione della mozzarella campana. A seguito della notizia, la vendita di prodotti caseari della Campania è diminuita i modo significativo, non solo in Italia, ma anche all'estero.[12][13][14]. Test scientifici della mozzarella di bufala svolti in Germania, comunque, non hanno rilevato alcuna traccia di diossina né di metalli pesanti[15]. L'eventuale presenza anomala di contaminati, come diossine e metalli pesanti, è facilmente rilevabile prelevando campioni dalle piante che crescono sul terreno: studi compiuti da più autorità, statali e indipendenti (inclusi quelli straordinari compiuti nel 2014 dall'ente certificatore internazionale GlobalGap non hanno riscontrato alcuna anomalia, con risultati perfettamente al di sotto dei limiti comunitari in materia di sostanze pericolose o tossiche, tanto che i produttori agricoli dell'area hanno ottenuto la certificazione GlobalGap, necessaria per intrattenere rapporti commerciali con molti operatori economici della grande distribuzione organizzata[6].

Ricerche compiute dall'Università Federico II e, in modo indipendente, dall'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, con sede a Portici, hanno ridimensionato la situazione di rischio, confinando la presenza di aree critiche in ristrettissimi cluster, ben localizzati, che corrispondono a una frazione pari a solo il 3% dell'intera superficie geografica della cosiddetta Terra dei Fuochi[6]. Tali micro-aree locali, inoltre, non sono correlate ad aree rurali, né al fenomeno di mala gestione dei rifiuti, ma coincidono in modo sostanziale con le principali aree urbano-industriali presenti nel territorio[6].

Tali risultati confortanti non sono riusciti, tuttavia, a guadagnare la stessa attenzione mediatica di cui hanno goduto le precedenti campagne di stampa sensazionalistiche di segno opposto, né hanno potuto porre rimedio al danno di immagine ormai compiuto dai dei mezzi d'informazione, con la conseguenza di un'incrinatura nella fiducia per l'intero comparto agricolo e zootecnico della Campania, che ha determinato un crollo dei prezzi e dei ricavi per gli operatori economici del settore[6].

Smaltimento illegale dei rifiuti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: traffico di rifiuti.

La zona sarebbe interessata anche da un consistente traffico di rifiuti, tra le cui attività rientrerebbe lo sversamento e l'eliminazione di materiali come copertoni o scarti di abbigliamento,[16] provenienti soprattutto dal Nord Italia, o il recupero del rame dai cavi elettrici.[17][18]

I roghi divennero più frequenti quando potevano essere confusi tra i numerosi roghi appiccati ai cumuli di immondizia durante la crisi dei rifiuti in Campania, tra il 2007 e il 2008. I carabinieri accertarono che solo tra il gennaio e il marzo del 2007 furono bruciati 30 000 kg di rifiuti in terreni agricoli, con un ricavo di oltre 118 000 euro.[17]

Le indagini di Roberto Mancini e le dichiarazioni del pentito di camorra, Carmine Schiavone, hanno evidenziato come la Campania fosse destinata a diventare una discarica a cielo aperto, soprattutto di materiali tossici tra cui piombo, scorie nucleari e materiale acido, che hanno inquinato le falde acquifere campane e le coste di mare dal basso Lazio fino ad arrivare a Castelvolturno. Nonostante le dichiarazioni del pentito Schiavone, non è esiste alcuna prova che la situazione generalizzata di abbandono abusivo di rifiuti, con relativi roghi, sia dovuta all'azione criminale della camorra e non un Fenomeno di emergente dovuto alla somma di comportamenti di malcostume individuale delle popolazioni e delle comunità locali[5]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Esempio di una notizia di interramento accertata, da You-NG, 29 luglio 2013
  2. ^ a b Silvia Bencivelli, Domande sulla Terra dei Fuochi, in Le Scienze, 2 maggio 2016, p. 29.
  3. ^ La terra dei fuochi a nord di Napoli di Peppe Ruggiero, da nazioneindiana.com 29 settembre 2006
  4. ^ Rapporto ecomafie 2003, paragrafo 9.1.3
  5. ^ a b c Silvia Bencivelli, Domande sulla Terra dei Fuochi, in Le Scienze, 2 maggio 2016, p. 30.
  6. ^ a b c d e f g Silvia Bencivelli, Domande sulla Terra dei Fuochi, in Le Scienze, 2 maggio 2016, p. 35.
  7. ^ Arpac, rapporto choc: "Inquinata area di 3 milioni di metri quadri" da julienews.it, 28 luglio 2011
  8. ^ A Caserta, la più grande discarica sotterranea d'Europa, su ilGiornale.it. URL consultato il 13 gennaio 2016.
  9. ^ http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/pagpdf/TERRAFUOCHI.pdf
  10. ^ Mozzarella, limitate positività alla diossina . Il Governo dopo l'alt di Tokyo: no a psicoosi, su Corriere della sera, 26 marzo 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  11. ^ Consorzio di tutela del formaggio mozzarella di bufala campana DOP, Comunicato stampa (DOC), mozzarelladop.it, 20 aprile 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  12. ^ Mandara: Mozzarella sana, ma vendite in calo, su Il Denaro, 23 gennaio 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  13. ^ I prodotti tipici non si vendono più, la Cia: Rischio tracollo, su Il Denaro, 15 gennaio 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  14. ^ La spesa al tempo dei rifiuti "Prodotti locali? No, grazie", su La Repubblica-Napoli, 16 gennaio 2008. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  15. ^ I test in Germania assolvono la mozzarella bufala campana dop, Republica.it, 13-12-2013
  16. ^ 'Venti arresti per traffico illecito di rifiuti, articolo dal sito ilmediano.it, 19 dicembre 2008.
  17. ^ a b Rifiuti, i veleni tra i campi verdi di Caivano, Afragola e Casoria, su ecostiera on-line, 25 ottobre 2008. URL consultato il 1º ottobre 2008.
  18. ^ Afragola, scoperti 50 quintali di veleni vicino al cimitero. È allarme diossina per i roghi., su napolinord, 14 settembre 2008. URL consultato il 1º ottobre 2008.
  19. ^ Terra dei Fuochi, arriva anche la canzone: “Melissa”, singolo dedicato ad una ragazza morta | retenews24 - news on line, in retenews24 - news on line, 7 novembre 2013. URL consultato il 1º febbraio 2017.
  20. ^ Terra dei Fuochi, la canzone e il video esclusi da Sanremo: 'Una terra che tace', su Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2014. URL consultato il 1º febbraio 2017.
  21. ^ webmaster, Vietato Respirare - Oceanus, su www.oceanus.it. URL consultato il 1º febbraio 2017.
  22. ^ Nella terra dei fuochi, su www.cinemambiente.it. URL consultato il 15 marzo 2017.
  23. ^ (EN) MARIGLIANO.net, MARIGLIANO.net | News / Ambiente / "Nella Terra Dei Fuochi", su www.marigliano.net. URL consultato il 14 marzo 2017.
  24. ^ OGNI SINGOLO GIORNO // IL DOCUFILM SULLA TERRA DEI FUOCHI, in LovePress. URL consultato il 1º febbraio 2017.
  25. ^ La terra dei fuochi - il documentario, su laminaccia.blogspot.it. URL consultato il 1º febbraio 2017.
  26. ^ Rosaria Ferrara, "Il segreto di Pulcinella": primo docu-film sulla Terra dei Fuochi, su Libero Pensiero News, 27 settembre 2016. URL consultato il 1º febbraio 2017.
  27. ^ Edizioni Brescia S.p.A., Terra dei fuochi, la verità in un docufilm, in Bresciaoggi.it. URL consultato il 1º febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Mancini, "Io morto per dovere" la storia del poliziotto che scoperchiò la Terra dei Fuochi, su Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2016. URL consultato il 1º febbraio 2017.