Provincia di Caserta

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Provincia di Caserta
provincia
Provincia di Caserta – Stemma Provincia di Caserta – Bandiera
Provincia di Caserta – Veduta
Vista panoramica del parco del Palazzo Reale di Caserta.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Amministrazione
Capoluogo Caserta
Presidente Silvio Lavornia (Forza Italia) dal 20-9-2016[1]
Data di istituzione 1945
Territorio
Coordinate
del capoluogo
41°10′N 14°13′E / 41.166667°N 14.216667°E41.166667; 14.216667 (Provincia di Caserta)Coordinate: 41°10′N 14°13′E / 41.166667°N 14.216667°E41.166667; 14.216667 (Provincia di Caserta)
Superficie 2 651,35 km²
Abitanti 924 414[2] (1-1-2016)
Densità 348,66 ab./km²
Comuni 104 comuni
Province confinanti Benevento, Campobasso, Frosinone, Isernia, Latina, Napoli
Altre informazioni
Cod. postale 81100, 81010-81059
Prefisso 0823, 081
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-CE
Codice ISTAT 061
Targa CE
Cartografia
Provincia di Caserta – Localizzazione
Provincia di Caserta – Mappa
Sito istituzionale

La provincia di Caserta è una provincia italiana della Campania di 924 414 abitanti. Il suo capoluogo è Caserta.

Il territorio della provincia coincide in parte con quello dell'antica provincia di Terra di Lavoro, dalla quale l'odierna circoscrizione provinciale ha ereditato il proprio stemma. Il suo litorale costiero, lungo circa 45 km, si affaccia interamente sul mare del Golfo di Gaeta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica e medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Campania felix e Terra di Lavoro.

La provincia di Caserta si estende in un'area in quella che in età antica era nota anche come Liburia, termine che deriva da un'antica popolazione denominata Leporini oppure Leborini, che includeva il territorio compreso tra il Tirreno con le isole Ponza e Ventotene, gli Appennini e la fascia meridionale della valle Roveto. Secondo altre fonti, invece, i Leporini, o Leborini, erano stanziati prevalentemente nel territorio oggi occupato dalle città di Giugliano e Aversa.
La Liburia in epoca medievale è diventata Terra di Lavoro, probabilmente per un fenomeno linguistico che ha trasformato la locuzione Terra Liboris (terra di Liborio, o di Liburn) ovvero Terra Liborīs (Terra dei Leborini) in Terra Laboris.
Non tutta la Terra di Lavoro, però, ricade nella provincia di Caserta. Alcune tra le maggiori città di questa regione storico-geografica ricadono nella città metropolitana di Napoli; alcuni centri, come Chiaiano e Secondigliano, addirittura sono divenuti quartieri di Napoli. Il cassinate (ex circondario di Sora) e l'ex circondario di Gaeta ricadono rispettivamente nelle province di Frosinone e Latina, afferenti alla regione Lazio.
La Terra di Lavoro, durante l'età romana anche nota come Campania felix, successivamente divenne una divisione amministrativa del Regno di Napoli, chiamata Provincia di Terra di Lavoro e precedentemente Intendenza di Terra di Lavoro (anche Giustizierato di Terra di Lavoro, a seconda delle epoche storiche). Tale circoscrizione amministrativa al momento della sua massima estensione è arrivata a comprendere l'intera Terra di Lavoro dal Liri al Sele, più alcune zone del Sannio.

Il periodo della dinastia dei Borbone di Napoli e il Regno delle Due Sicilie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Provincia di Terra di Lavoro (1806-1860) e Reggia di Caserta.

Durante il governo dei sovrani della dinastia dei Borbone di Napoli fu costruita la Reggia di Caserta nella omonima città, con il parco della Reggia. Furono altresì realizzate opere di bonifica e irrigazione attraverso la canalizzazione Regi Lagni, nonché l'acquedotto carolino.
La città di Caserta all'epoca non ancora esisteva. Essa era prevista nel progetto vanvitelliano come città di fondazione, allo scopo di decongestionare la Capitale decongestionandone alcune attività amministrative. Il nome fu scelto da Casa Hirta, nome con cui era noto un piccolo villaggio situato sui monti Tifatini, attuale Casertavecchia. Il comune di Caserta sarebbe poi istituito, insieme con il comune di San Nicola la Strada e altri, nel 1799, anno della rivoluzione napoletana.

Durante il primo impero francese con legge 8 agosto 1806, n. 132 circa la suddivisione amministrativa del Regno di Napoli, Giuseppe Bonaparte riformò la ripartizione territoriale del Regno di Napoli sulla base del modello francese. Negli anni successivi (tra il 1806 e il 1811), una serie di regi decreti completò il percorso d'istituzione delle province con la specifica dei comuni che in esse rientravano e la definizione dei limiti territoriali e delle denominazioni di distretti e circondari in cui veniva suddivisa ciascuna provincia. La riforma napoleonica comportò per la provincia di Terra di Lavoro un ridimensionamento territoriale, derivante dall'istituzione della provincia di Napoli, comprendente la capitale del Regno, precedentemente avente uno status peculiare.
La provincia comprendeva importanti centri come Nola, Gaeta (compresa la frazione Mola, attuale Formia), Sora, Teano, Isola Liri, Aversa, Venafro, Fondi,San Germano e il capoluogo, Capua (comprendente sia l'attuale comune omonimo sia Sant'Angelo in Formis e Santa Maria, nota come Santa Maria di Capua, quest'ultima divenuta comune a sé acquisendo dapprima la denominazione di Santa Maria Maggiore e poi quella di Santa Maria Capua Vetere); nel 1818 Caserta divenne il nuovo capoluogo del dipartimento, sostituendo Capua.

L'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 1860, con le modifiche alla legge Rattazzi conseguenti all'annessione del Napoletano al Regno di Sardegna, che nel marzo 1861 mutò la propria denominazione in Regno d'Italia, fu scorporata dalla provincia di Terra di Lavoro anche la parte dell'alta valle del Volturno, aggregata alla provincia di Campobasso (nel 1970 alcuni di quei comuni, tra cui Isernia e Venafro, furono trasferiti alla nuova provincia di Isernia). La Valle Caudina fu invece suddivisa fra la neonata provincia di Benevento e la provincia di Avellino, che inglobò il vallo di Lauro e Baianese.
L'agro aversano, altresì, passò alla provincia di Napoli, mentre l'agro nolano, Acerra e Pomigliano d'Arco rimasero alla provincia di Terra di Lavoro.

Il ventennio fascista e la soppressione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927 il governo Mussolini decise di sopprimere la provincia di Terra di Lavoro.
Tutta la parte della provincia da Minturno in su, cioè il circondario di Sora e il circondario di Gaeta, compresa l'isola di Ponza, passò alla provincia di Roma, mentre la parte da Sessa Aurunca in giù, comprensiva di Caserta, Capua, Marcianise, l'area atellana, l'agro nolano (ad eccezione delle parti ricadenti nella provincia di Avellino), Maddaloni, Arienzo - San Felice e l'agro aversano, passò alla provincia di Napoli.
Alcuni comuni del massiccio del Matese furono ripartiti tra le province di Benevento e Campobasso.
Pochi mesi più tardi, con l'istituzione della provincia di Frosinone, quasi tutti i comuni della provincia passati alla provincia di Roma confluirono nella nuova provincia. L'ex circondario di Gaeta, compresi i comuni che nel frattempo erano passati alla provincia di Roma, passò poi, nel 1934, alla provincia di Littoria, come pure Ventotene, che sino ad allora aveva fatto parte della provincia di Napoli (circondario di Pozzuoli).

Il dopoguerra e la ricostituzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, con l'emanazione del decreto legislativo luogotenenziale 6 novembre 1945, n. 373[3], venne istituita la provincia di Caserta, secondo l'attuale configurazione, che comprende circa la metà dell'originaria provincia di Terra di Lavoro.
A partire dagli anni '60 coi primi insediamenti industriali, il territorio ha conosciuto un certo sviluppo economico, agevolato anche in parte dalla nascita, nel 1992, della creazione di una università, la Seconda Università degli studi di Napoli.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è occupato a nord del massiccio montuoso degli Appennini formato dal Matese, al centro da monti di modesta altura e da colline e al sud e ad ovest da pianure di diversa tipologia.

Confina a nord-ovest con il Lazio (provincia di Latina e provincia di Frosinone), a nord con il Molise (provincia di Isernia e provincia di Campobasso), a est con la provincia di Benevento, a sud con la città metropolitana di Napoli, a sud-ovest con il mar Tirreno.

Il fiume più importante è il Volturno, che origina però in Molise ed è uno dei fiumi col corso più esteso del sud Italia.

Matese[modifica | modifica wikitesto]

Il massiccio del Matese è composto da montagne di relativa altezza, comunque le più alte della Campania. La massima altezza viene toccata col Monte Miletto (2.050 m) diviso tra Campania e Molise.

Il massiccio è carsico, ricco di acque, anche termali e minerali (come la Lete), di grotte e di laghi di montagna.

Preappennini[modifica | modifica wikitesto]

La zona centro-settentrionale è separata dalle montagne dell'Appennino dal fiume Volturno. Il fiume scorre nella zona centrale, fino ad aprirsi nella Pianura Campana. Mentre, le alture meridionali, si trovano al confine con la Provincia di Benevento.

Rilevanti sono tre zone montuose:

  • Monte Santa Croce, con il vulcano spento di Roccamonfina, al confine con il Lazio;
  • Monti Trebulani, nel centro-nord della provincia con la vetta principale di Monte Maggiore (1036 m);
  • Monti Tifatini, nel sud della provincia, dove sorge il capoluogo caserta.

Pianura Campana[modifica | modifica wikitesto]

La vasta pianura campana comprende due aree del casertano:

  • Versante settentrionale: la piana del Volturno, di natura prettamente alluvionale, in precedenza paludosa fino all'avvento del regime fascista, ma bonificata in buona parte e dedicata attualmente all'allevamento semibrado dei bufali, soprattutto per la produzione di latte e di mozzarelle.
  • Versante meridionale: agro aversano, area prettamente rurale, un tempo paludosa e bonificata grazie ai Regi Lagni, voluti dai Borbone.

Litorale domizio[modifica | modifica wikitesto]

La provincia ha, ad ovest, uno sbocco sul mare del Golfo di Gaeta composto da una costa bassa e sabbiosa che si estende per circa 45 km. Tre fiumi sfociano sulle sue coste: il Volturno, il Savone e il Garigliano. Il nome deriva dalla via Domitiana, voluta dall'imperatore romano omonimo. Inizia dal fiume Garigliano arrivando fino a Pozzuoli. Un tempo era un'area selvaggia e incontaminata caratterizzata da folte e ampie pinete e da ampie spiagge ricche di macchia mediterranea, area preferita sulla rotta degli uccelli migratori, perché ricca di laghetti e aree umide.

Negli anni '60 e '70 si iniziò ad urbanizzare in modo disordinato, come avvenne ad esempio a Castelvolturno e a Baia Domizia, anche per finalità turistiche. Tra gli anni '80 e '90 questo territorio, in particolar modo i comuni di Castelvolturno e Mondragone, vissero un improvviso incremento demografico e una urbanizzazione selvaggia, troppo spesso illegale. I flussi migratori furono inizialmente alimentati dal trasferimento di molti abitanti in seguito al terremoto del 1980.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Caserta.
Provcaserta.svg
Ingrandisci
Comuni della provincia di Caserta
Il gonfalone della provincia

Appartengono alla provincia di Caserta i seguenti 104 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella i comuni della provincia di Caserta con più di 10.000 abitanti.[4]

Pos. Stemma Comune Popolazione
(31/05/2014)
Superficie
(km²)
Caserta-Stemma.png Caserta 76.692 53,91
Aversa-Stemma.png Aversa 53.294 8,73
Marcianise-Stemma.png Marcianise 40.118 30,00
Maddaloni-Stemma.png Maddaloni 39.196 36,53
Santa Maria Capua Vetere-Stemma.png Santa Maria Capua Vetere 32.807 15,76
Mondragone-Stemma.png Mondragone 28.471 54,00
Orta di Atella-Stemma.png Orta di Atella 27.062 10,70
Castel Volturno-Stemma.png Castel Volturno 25.178 72,23
San Nicola la Strada-Stemma.png San Nicola la Strada 22.349 4,70
10° Sessa Aurunca-Stemma.png Sessa Aurunca 21.814 163,00
11° Casal di Principe-Stemma.png Casal di Principe 21.379 23,00
12° Trentola-Ducenta-Stemma.png Trentola-Ducenta 19.298 6,00
13° Capua-Stemma.png Capua 18.039 48,63
14° San Felice a Cancello-Stemma.png San Felice a Cancello 17.581 26,78
15° Lusciano-Stemma.png Lusciano 15.332 4,56
16° Sant'Arpino-Stemma.png Sant'Arpino 14.279 3,2
17° Teverola-Stemma.png Teverola 14.272 6,7
18° Santa Maria a Vico-Stemma.png Santa Maria a Vico 14.118 10,84
19° San Marcellino (Italia)-Stemma.png San Marcellino 13.928 4,61
20° San Cipriano d'Aversa-Stemma.png San Cipriano d'Aversa 13.680 6,22
21° Casagiove-Stemma.png Casagiove 13.631 6,36
22° Teano-Stemma.png Teano 12.602 89,43
23° San Prisco-Stemma.png San Prisco 12.303 7,79
24° Villa Literno-Stemma.png Villa Literno 11.917 61,83
25° Gricignano di Aversa-Stemma.png Gricignano di Aversa 11.720 9,98
26° Pareto-Stemma.png Parete 11.346 5,61
27° Piedimonte Matese-Stemma.png Piedimonte Matese 11.321 41,43
28° Casaluce-Stemma.png Casaluce 10.153 9,56
29° Capodrise-Stemma.png Capodrise 10.028 3,46

Cittadini stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT, al 1º gennaio 2014 gli stranieri residenti in provincia erano 38.765.

I maggiori gruppi sono quelli di:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1999 e il 2000 ha conosciuto un certo sviluppo economico con le esportazioni aumentate del 22%. Sebbene presenti tassi di sviluppo eterogenei, i ritmi di industrializzazione si avvicinano sempre più a quelli della media nazionale. Il valore aggiunto dell'agricoltura tocca il 9,3%, contro il 5,6% del Mezzogiorno e il 3,3% dell'Italia; quello dell'industria è del 24,5%, contro il 20,3% del mezzogiorno d'Italia.

Tuttavia, secondo il rapporto di Unioncamere del 2007, la Provincia di Caserta risulta essere la più povera della Campania, ultima nella graduatoria nazionale con un PIL pro capite di 11.036 euro.[5][6]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

La provincia è leader in Italia nella produzione della mozzarella di bufala campana, prodotto tipico riconosciuto DOC e DOP dal 1993. Qui si concentra, infatti, l'80% del patrimonio bufalino nazionale. Particolarmente significative sono le produzioni di paste alimentari, acque minerali, vino e olio. Rilevante è anche la produzione del tabacco, con il 60% della quota nazionale per la varietà Burley.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio vi sono diverse aree industriali e i poli produttivi di eccellenza: high technology (Marcianise - Maddaloni), tessile (S. Leucio) calzaturiero (Aversa) ed anche uno dedicato all'oreficeria, il TARÌ di Marcianise.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Baia Domitia e Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano.

La provincia è attraversata da flussi turistici nazionali e internazionali, con 42 km di costa. Tra i luoghi più famosi vi è senza dubbio la reggia di Caserta, voluta da Re Carlo III e progettata dall'architetto Luigi Vanvitelli, sito di elevata rilevanza storica e culturale.

Le attrattive turistiche più famose sono il parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano e Baia Domizia, meta di turismo a livello nazionale e internazionale.

Trasporti e vie di comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Linee ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

Nella provincia ci sono un gran numero di linee ferroviarie:

Linee stradali[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Due sono le autostrade che attraversano il territorio:

Strade statali e provinciali[modifica | modifica wikitesto]

Porti e aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti due scali aerei di rilievo nazionale, ossia l'aeroporto di Caserta-Grazzanise e l'aeroporto di Capua, ambedue aeroporti militari, ma aperti anche al traffico civile.

Metropolitana Regionale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Alifana e Linea Napoli-Giugliano-Aversa.

La linea Napoli-Giugliano-Aversa, detta anche linea Arcobaleno (per i colori delle sue stazioni)[7], è una linea gestita da Ente Autonomo Volturno[8] ed è parte del sistema metropolitano regionale campano[9], costituisce la ricostruzione e la riconversione in metropolitana pesante, dell'Alifana bassa, una linea ferroviaria a scartamento ridotto (950 mm) dismessa nel 1976.

Con il suo tracciato suburbano totalmente sotterraneo è la prima metropolitana interprovinciale[10] costruita in Italia, poiché collega il capoluogo campano con il resto della conurbazione a nord della città attraversando l'hinterland napoletano e casertano.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Nella consueta indagine annuale sulla "Qualità della vita", relativa all'anno 2010, pubblicata dal quotidiano Il Sole24Ore[11] (che prende in considerazione una serie di dati statistici che vanno dal reddito all'occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero) la provincia di Caserta si è classificata al 105º posto su 107 province (perdendo due posizioni rispetto all'anno precedente), penultima tra tutte quelle campane.

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

  • PIL pro-capite (1999) Euro 9.051
  • Imprese attive (2000) 62.270
  • Tasso crescita aziendale (1997/2000) + 6,55%
  • Incremento export (1999/2000) + 22%
  • Valore esportazioni (2000) Euro 1,156 mil
  • Propensione all'export (1999) 11,9

I dati e le informazioni sono estratti dal progetto di marketing territoriale elaborato dal gruppo Valet (Medicacamere scrl - coordinamento; Istituto G.Tagliacarne; Mondimpresa Scpa).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ facente funzioni dopo l'impedimento di Angelo di Costanzo
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2016.
  3. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 11 giugno 1945, n. 373, in materia di "Ricostruzione della provincia di Caserta."
  4. ^ http://demo.istat.it/bilmens2015gen/index.html
  5. ^ Campania: in Irpinia i più ricchi della Regione
  6. ^ Reddito pro capite: Caserta ultima | interno18
  7. ^ Augusto Cracco e Alessandro Lutri, Sottoterra da Aversa a Napoli, in I Treni, nº 316, 2009, p. 30.
  8. ^ La linea Napoli-Giugliano-Aversa Ente Autonomo Volturno , eavcampania.it.
  9. ^ Metropolitana Regionale linea arcobaleno (PDF), MetroCampania NordEst. URL consultato il 31 agosto 2011.
  10. ^ Linea arcobaleno, presentazione (PDF), MetroCampania NordEst. URL consultato il 26 maggio 2012.
  11. ^ Dossier Qualità della vita 2010 - Il Sole24Ore

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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