Cengio

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Cengio
comune
Cengio – Stemma Cengio – Bandiera
Cengio – Veduta
Panorama di Cengio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
SindacoSergio Marenco (Lista civica "Cengio c'è") dal 27/05/2013
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°23′15.9″N 8°12′30.45″E / 44.38775°N 8.208458°E44.38775; 8.208458 (Cengio)Coordinate: 44°23′15.9″N 8°12′30.45″E / 44.38775°N 8.208458°E44.38775; 8.208458 (Cengio)
Altitudine409 m s.l.m.
Superficie18,96 km²
Abitanti3 458[1] (30-6-2017)
Densità182,38 ab./km²
Comuni confinantiCairo Montenotte, Cosseria, Millesimo, Montezemolo (CN), Roccavignale, Saliceto (CN)
Altre informazioni
Cod. postale17056
Prefisso019
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT009023
Cod. catastaleC463
TargaSV
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 421 GG[2]
Nome abitanticengesi
Patronosanta Caterina da Siena
Giorno festivo29 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cengio
Cengio
Cengio – Mappa
Posizione del comune di Cengio nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Céngio (Ceng[3] o Çengio[4] in ligure, Cengg in piemontese) è un comune italiano di 3.458 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Cengio è situato in alta val Bormida, sul versante settentrionale dell'Appennino ligure adiacente al colle di Cadibona, e consiste in un insieme di borgate sugli opposti versanti della Bormida di Millesimo. Il territorio è delimitato in alcuni punti da terrazze rocciose, dette "cenge", da cui deriverebbe il toponimo del borgo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le fonti storiche l'attuale territorio di Cengio fu abitato in epoca preistorica dai Varagini[5], una locale tribù dei Liguri, che solamente nel 163 a.C. verranno sottomessi, senza non poche difficoltà, dall'Impero romano[5]. Il borgo medievale, citato con l'antico toponimo di Cinglum[5] o Cinglo, fu assoggettato al vescovo di Savona Bernardo con diploma imperiale di Ottone I di Sassonia - datato all'8 settembre 967[5] - e confermato nel 999 da Ottone III al vescovo savonese Giovanni I[5].

Compreso nella Marca degli Aleramici dal X secolo[5] e possesso di Bonifacio del Vasto[5][6] (quest'ultimo cederà il borgo di Cinglo alla canonica dell'abbazia di Ferrania nel 1097[5][6]), i feudi principali di Cengio e Rocchetta Cengio passeranno nel 1142 nelle mani di Ugo del Vasto[5][6], marchese di Clavesana e poi del fratello Anselmo di Ceva[6]. È in questo frangente storico che verranno edificati il castello di Cengio Alto e la torre saracena di Rocchetta Cengio, entrambi distrutti nei secoli successivi[5].

Nel 1268 il territorio feudale (comprensivo anche dei centri maggiori come Millesimo e Saliceto) entrò nelle proprietà del marchese Corrado Del Carretto[5][6] che l'anno successivo si mise sotto la protezione della Repubblica Astese[6]. Negli anni successivi fu sempre assoggettato al vassallaggio della famiglia carrettesca, ma nelle proprietà del Marchesato del Monferrato e della Signoria Viscontea[5].

Nel corso delle guerre franco-spagnole del Seicento Cengio acquisì un importante ruolo strategico: se i Franco-piemontesi fossero riusciti a impadronirsene, avrebbero potuto utilizzare Cengio come base da cui minacciare di interrompere il collegamento fra Milano e Madrid lungo la valle della Bormida di Spigno. Dal 1638 gli Spagnoli finanziarono la costruzione di fortificazioni moderne a Cengio tramite l'imposizione di dazi nel Finalese. Nel 1648 gli scontri bellici portarono alla devastazione del paese e alla distruzione del castello. Nel 1659 i territori tra Cengio e Millesimo verranno ceduti dalla Spagna al Ducato di Savoia[6] e dal 18 novembre del 1738, a seguito della Pace di Vienna, annesso al Regno di Sardegna.

Sul finire del XVIII secolo subì la sorte di altri borghi e località della val Bormida partecipando agli scontri napoleonici del 1796.

Con la dominazione francese il territorio di Cengio rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Tanaro[6], con capoluogo Asti, all'interno della Repubblica Subalpina. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, inizialmente compreso nella III Divisione di Cuneo e sotto la provincia di Mondovì[6]; dal 1819 Cengio fu amministrato dalla sabauda provincia di Genova[6] nella VII Divisione di Genova.

Inglobato nel Regno d'Italia dal 1861, dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel II mandamento di Millesimo del circondario di Savona facente parte della provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale cengese passò sotto la neo costituita provincia di Savona.

Subisce gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale nel 1928[7] quando le fu unito il soppresso comune di Rocchetta Cengio e, nello stesso anno[8], con la cessione di alcune zone in favore del comune di Millesimo.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Bormida.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Cengio-Stemma.png
Cengio-Gonfalone.png

« Troncato in scaglione: nel primo, d'azzurro a tre stelle di cinque raggi, d'argento, male ordinate; nel secondo, d'argento a tre torri di rosso, murate di nero, la centrale aperta del campo, rastremata in alto, merlata di tre alla guelfa, le laterali prive di porta, rovinate in sbarra e in banda, tutte fondate sulla pianura di verde; il filetto d'oro sulla troncatura. Ornamenti esteriori da Comune »

(Descrizione araldica dello stemma[9])

« Drappo troncato di bianco e d'azzurro... »

(Descrizione araldica del gonfalone[9])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 23 gennaio del 1986.[10]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Giuseppe nel quartiere Bormida

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Giuseppe nel quartiere di Bormida. Eretta nel 1955, da pochi anni ospita mosaico dietro l'altare con al centro la statua di San Giuseppe. Ristrutturata nel 2010, ora possiede due cappelle laterali laterali al presbiterio: a sinistra il battistero, a destra la cappella del Santissimo Sacramento.
  • Chiesa di Santa Caterina nel quartiere di Bormida. Edificata nel XVIII secolo, fu parrocchiale del paese in attesa del completamento della chiesa di San Giuseppe.
  • Cappella di San Rocco nella borgata di Brignoletta. Presenta una particolarità quasi unica: la statua del santo contenuta nella cappella presenta una ferita sulla gamba destra di san Rocco e non sulla sinistra, come è solitamente rappresentato.
  • Santuario della Natività di Maria Vergine nella borgata di Cengio Alto, del 1662, edificata in stile barocco piemontese, con portico e portale in pietra del 1807.
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Barbara e Giovanni Battista nel quartiere di Genepro. Eretta in stile neoromanico agli inizi del Novecento, a partire da una struttura civile-industriale di proprietà del vicino stabilimento SIPE.
  • Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari nel quartiere di Rocchetta. Citata per la prima volta nel 1205 quale Ecclesia Rochetale sub Cingio, venne parzialmente ricostruita nel XVIII secolo; un tempo con l'asse orientato ovest-est, venne ricostruita a metà dell'Ottocento a pianta centrale ruotando la facciata verso la piazza cioè a sud (la base del campanile è ancora quella originaria). Conserva al suo interno un organo del 1830 costruito dai fratelli Vittino di Centallo.
  • Cappella di San Rocco (già intitolata ai santi Quirico e Giulitta) nel quartiere di Rocchetta.
  • Cappella di San Sebastiano nel quartiere di Rocchetta.
  • Cappella di San Filippo e San Marco Caviglia.
  • Cappella dei Santi Giovanni Nepomuceno e Vincenzo Ferrer.
  • Cappella di Santa Teresa (privata).
  • Cappella della Madonnina.
  • Cappella di Santa Maria degli Angeli.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Rosso. Ex edificio del dopolavoro ACNA, costruito in uno stile neo romanico, con grandi ambienti interni totalmente affrescati, ora è un importante centro del paese: è la sede locale della Snamprogetti, ospita gli uffici del Commissario delegato per l'ACNA e gli uffici locali della Provincia di Savona. Negli ultimi anni sta tornando ad essere importante sede anche in campo culturale con il grande corridoio centrale ospitante mostre e l'ex sala cinema per lo svolgersi di conferenze anche in vista del passaggio della gestione e della proprietà della struttura all'amministrazione Comunale.
  • Il municipio, costruito durante il ventennio fascista, rappresenta un tipico esempio dell'architettura del regime. Un tempo era di solo un piano, due piani la parte centrale, con una piccola torre. Ora è stato alzato: nell'ala centrale ospita il Comune, alla sinistra il poliambulatorio e alla destra la SOMS e il gruppo bocciofilo.
  • Una serie di edifici civili d'epoca, costruiti a inizio del Novecento come alloggi per gli operai, che stanno diventando di interesse internazionale per lo studio dell'edilizia operaia e dell'archeologia industriale (a partire dell'anno 2010 sono le università la Sorbona di Parigi, insieme a quelle di Padova e di un'altra università portoghese hanno iniziato uno studio più approfondito di questi siti). Cengio possedeva fino a qualche anno fa anche un borgo operaio costruito secondo i crismi di quella architettura operaia propria del periodo della seconda rivoluzione industriale, tale borgo durante le operazioni di bonifica è stato completamente, forse un po' troppo frettolosamente, raso al suolo.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio della piazza principale
  • Castello di Cengio Alto. Imponente costruzione del Medioevo, fu eretto dai marchesi di Clavesana nel XII secolo e ampliato in seguito dai Del Carretto. Distrutto dall'esercito spagnolo nel 1648, ad oggi restano poche rovine.
  • Torre Saracena. Sita a Rocchetta e simbolo del quartiere, fu edificata nel XIII secolo. Nel corso degli eventi bellici della seconda metà del XVII secolo fu quasi completamente distrutta, lasciando ad oggi in piedi solo un lato dell'edificio con i segni di un grande caminetto dell'ingresso con ponte levatoio e un paio di finestre.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Area naturalistica attrezzata rio Parasacco. Recentemente rinnovata con tre nuovi sentieri, quest'area è dotata di ogni genere di comodità, rimanendo immersi nella natura: Percorso Vita, Percorso Naturalistico Attrezzato, sentieri immersi nel verde, area Pic-Nic e campetto da calcio.
  • Nuovo percorso ciclo-pedonale collegante il centro di Cengio, la sua frazione Vignali, Roccavignale e Millesimo.
  • Nel territorio comunale di Cengio è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il sito è collocato nel versante occidentale della valle del rio Chiappa, tra abitazioni residenziali e coltivazioni. In questa zona era presente una cava di estrazione dell'argilla (Cava Ferecchi) che, una volta dismessa, ha formato aree umide artificiali dove è segnalato un particolare habitat formato da vegetazioni acquatiche come le orchidee. Tra le specie animali sono presenti gli anfibi raganella (Hyla italica) e il tritone alpestre (Triturus alpestris) e la luscengola (Chalcides chalcides) della famiglia dei rettili; tra gli uccelli il porciglione (Rallus aquaticus) e la pavoncella (Vanellus vanellus)[11].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]


Da pochi abitanti, la popolazione cengese ha avuto una grande crescita demografica negli anni settanta-ottanta-novanta del XX secolo, durante il periodo di piena attività dell'ACNA. Ora la popolazione va via via diminuendo, anche a causa della chiusura di questa industria che dava lavoro a gran parte dei valbormidesi.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Cengio sono 527[13], pari al 14,53% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[14]:

  1. Marocco, 136
  2. Romania, 98
  3. Albania, 93
  4. Tunisia, 40
  5. Ucraina, 32
  6. Senegal, 29

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale si trovano, oltre al capoluogo (che comprende le località di Bormida, Genepro, Montaldo e Rocchetta), le località di Brignoletta, Cengio Alto, Costa e Vignali, per una superficie territoriale di 18,96 km².

Confina a nord con il comune di Saliceto (CN), a sud con Roccavignale, Millesimo e Cosseria, ad ovest con Montezemolo (CN), ad est con Cairo Montenotte.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona si pratica la coltivazione dei cereali e altri prodotti naturali e la produzione di liquori biologici.

Nel territorio ha operato tra il 1882 e il 1999 lo stabilimento chimico dell'ACNA in cui si producevano vernici, coloranti e pigmenti. Ora il sito ha compiuto la sua bonifica ed è il primo sito europeo completamente bonificato in questo senso, ad oggi l'amministrazione comunale attende il compimento di tutte le pratiche burocratiche (da parte di governo e regioni) per rilanciare, nel rispetto dell'ambiente, l'imponente area rimasta libera. Della vecchia ACNA resterà solo il torrione antincendio, simbolo dello stabilimento, la portineria e il biologico. Inoltre l'ACNA contiene un laboratorio universitario che segue costantemente la bonifica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Cengio è attraversato principalmente dalla strada provinciale 339 di Cengio che gli permette il collegamento stradale con Millesimo, a sud, e Saliceto in provincia di Cuneo. Un ulteriore collegamento viario del territorio è la provinciale 42 per Cosseria.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Cengio è dotata di una stazione ferroviaria, recentemente ristrutturata per allargare la strada, sulla ferrovia Torino-Fossano-Savona.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Sergio Gamba Sindaco
1990 1995 Bruno Pesce Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1995 1999 Sergio Gamba Lista civica di centro Sindaco
1999 2004 Sergio Gamba Partito Socialista Italiano Sindaco
2004 25 novembre 2012 Ezio Billia Lista civica "Cengio c'è" Sindaco [15]
26 novembre 2012 27 maggio 2013 Sergio Marenco Lista civica "Cengio c'è" Vicesindaco [16]
2013 in carica Sergio Marenco Lista civica "Cengio c'è" Sindaco [17][18]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

  • U.S.D. Cengio 1929, militante nel campionato di Seconda Categoria. Gioca le partite di casa allo stadio "Pino Salvi".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 189.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l Fonte dal sito del Comune di Cengio-Storia, su comune.cengio.sv.it. URL consultato il 3 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2012).
  6. ^ a b c d e f g h i j Fonte dal sito dell'ex comunità montana alta val Bormida-Cengio, su cm-altavalbormida.it. URL consultato il 5 settembre 2012.
  7. ^ Regio decreto 31 maggio 1928, n. 1364
  8. ^ Regio decreto 25 ottobre 1928, n. 2525
  9. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ Tratto dallo Statuto Comunale
  11. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria, su natura2000liguria.it. URL consultato il 15 novembre 2012.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  14. ^ Dati superiori alle 20 unità
  15. ^ Deceduto durante la carica amministrativa
  16. ^ Subentra con Decreto del Presidente della Repubblica del 17 dicembre 2012 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 2013
  17. ^ Con la sentenza n° 724 del Tribunale Amministrativo Regionale vengono dichiarate nulle le elezioni amministrative del 2013 accogliendo le motivazioni di irregolarità nelle operazioni elettorali avanzate dal candidato sindaco Francesco Dotta, su ivg.it. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  18. ^ Il 10 dicembre 2013 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dal sindaco Sergio Marenco per l'annullamento della sentenza del TAR, su ilsecoloxix.it. URL consultato il 10 dicembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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