Alstom

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Alstom
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StatoFrancia Francia
Forma societariaSociété anonyme
Borse valoriEuronext: ALO
ISINFR0010220475
Fondazione1928
Sede principaleParigi
Persone chiaveHenri Poupart-Lafarge presidente e amministratore delegato
Settoreindustria meccanica
Prodotticostruzioni ferroviarie
Fatturato6,9 miliardi di (2015/2016)
Dipendenti31.000 (marzo 2016)
Slogan«We are shaping the future»
Sito web

Alstom (già GEC-Alsthom, in origine Alsthom) è un gruppo industriale francese che opera nel settore della costruzione di treni e infrastrutture ferroviarie (divisione Transport). In passato ha operato anche con la divisione Power (centrali di produzione di energia) e con la divisione Grid (reti di trasporto / distribuzione di energia).

Nel settore ferroviario opera nella realizzazione di materiale rotabile, infrastrutture e segnalamento; produce i treni TGV e AGV.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In origine Alsthom, contrazione di « Alsace » (Alsazia) e « Thomson » era il risultato della fusione, realizzata nel 1928, di una parte della SACM (Société Alsacienne de Constructions Mécaniques) di Mulhouse, specialista della costruzione di locomotive, e di Compagnie française Thomson-Houston (CFTH), società franco-americana specialista di equipaggiamenti a trazione elettrica. Il suo primo presidente fu Auguste Detoeuf.

Nel 1976, la Compagnie générale d'électricité (CGE), che aveva assorbito Alcatel nel 1966, acquisì Alsthom; nel 1988 quest'ultima si alleò con General Electric Company (GEC) (Gran Bretagna).

Il gruppo nella sua forma attuale nacque il 22 giugno 1989 come joint-venture franco-britannica costituita da GEC e Alcatel e chiamata GEC-Alsthom; essa raggruppa Alsthom e la divisione Power Systems di GEC. In seguito, le due case madri, scegliendo di riconcentrarsi sui propri ambiti produttivi di base (l'elettronica per la difesa per GEC, ribattezzata Marconi plc nel 1999, e le telecomunicazioni per Alcatel), decisero di vendere in borsa la maggioranza (52%) del capitale GEC-Alsthom, conservandone ciascuna il 24%. Questa fu la maggiore operazione di quotazione di una società europea al di fuori dei processi di privatizzazione. La nuova società, ottenendo un grande successo dall'operazione nel clima euforico dell'epoca, si rese indipendente nel 1998 e prese il nome Alstom, rendendo la pronuncia senza la h più facile nei vari paesi dove è presente.

Nel 1999 Alstom creò una joint venture con ABB, chiamata ABB Alstom Power, nel campo dei sistemi di produzione di energia, della quale ha poi assunto il completo controllo.

Nel 2000 l'Alstom acquisì la Fiat Ferroviaria, l'azienda italiana di Savigliano produttrice del Pendolino (e titolare del relativo brevetto), accrescendo in tal modo la sua presenza nel settore delle costruzioni ferroviarie.

Nel 2001 Alcatel cedette il suo 24% di Alstom. Penalizzata dalla quotazione da fondi insufficienti, poi dalle difficoltà delle turbine a gas di grande potenza GT24/26 ereditate da ABB, il gruppo sfiorò il fallimento nel 2004; il sostegno dello stato e un cambio di dirigenza permisero al gruppo di risalire la china.

Il 9 gennaio 2004 Alstom cedette ad Areva la sua attività di trasmissione e distribuzione per 913 M€.

A fine 2005 Alstom cedette a Barclays Private Equity la sua attività Power Conversion (elettronica di potenza), che ha preso il nome di Converteam nell'aprile 2006.

Il 4 gennaio 2006 la società ha deciso di uscire dai cantieri navali, i Chantiers de l'Atlantique, cedendoli alla società norvegese Aker Yards.

A ottobre 2007 Alstom controlla il 70% dei treni ad alta e altissima velocità.[1]

Il 2 novembre 2015, dopo quasi 18 mesi dalle prime voci ufficiali e dopo 14 anni dall'acquisizione, i settori Power e Grid vengono definitivamente ceduti a General Electric, divisione Power & Water, un'operazione che riconduce Alstom al solo settore ferroviario.

Il 26 settembre 2017 Alstom annuncia una proposta di fusione con Siemens Mobility, il settore rotabile del conglomerato tedesco Siemens AG, con l'obiettivo di creare "un nuovo colosso europeo nel settore ferroviario". L'accordo è siglato il 23 marzo 2018: la nuova società si chiamerà Siemens Alstom[2][3], sede a Parigi e 18 miliardi di dollari di ricavi. L'iniziativa, vista come una misura per contrastare (con il sostegno dei governi francese e tedesco) l'ascesa del gruppo cinese CRRC cinese che si sta affacciando in Europa con le prime ordinazioni in Germania e Repubblica Ceca dopo aver vinto molte commesse negli Stati Uniti grazie ai prezzi bassi, ha suscitato proteste popolari contro Emmanuel Macron per il timore di tagli di lavoro derivanti dalla fusione. Il 17 luglio 2018 gli azionisti di Alstom hanno approvato a maggioranza la fusione con Siemens ma il 6 febbraio 2019 la prevista fusione tra le due società è stata bloccata dal veto dalla Commissione europea perché, ha dichiarato la commissaria europea per la concorrenza, Margrethe Vestager, "avrebbe alterato la concorrenza nel settore del segnalamento ferroviario".[4]

Dati finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Alstom nel periodo dal 31 marzo 2007 al 31 marzo 2008 ha ottenuto 16,90 miliardi di euro di ricavi, un EBIT di 1,22 miliardi, utili per 862 milioni. Ha ricevuto ordinazioni per 23,47 miliardi di euro. Ha 1,92 miliardi di debiti, ma una posizione finanziaria netta positiva per 904 milioni.[5]

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

Dati tratti da Euronext ed aggiornati al 4 luglio 2018:

Prodotti e servizi[modifica | modifica wikitesto]

  • Rail Transport
    • veicoli ferroviari
    • infrastrutture ferroviarie

Transport[modifica | modifica wikitesto]

Veicoli ferroviari[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia opera con Alstom Ferroviaria S.p.A. (ex Fiat Ferroviaria).

Il 4 maggio 2011 l'A.D del gruppo francese, Patrick Kron, ha annunciato la definitiva chiusura dello stabilimento di produzione presso Colleferro (RM)[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Pendolino arriva a San Pietroburgo, Corriere.it, 5 ottobre 2007. URL consultato il 5 ottobre 2007.
  2. ^ (ENFRDE) Siemens Alstom, su createglobalmobilityplayer.com.
  3. ^ (EN) Alstom and Siemens in rail merger deal, in BBC News, 26 settembre 2017. URL consultato il 10 febbraio 2018.
  4. ^ Alstom-Siemens, la bocciatura Ue alla fusione fa arrabbiare Parigi e Berlino, su repubblica.it, 6 febbraio 2019. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  5. ^ Fonte: Bilancio Alstom reperibile su www.alstom.com
  6. ^ Notizia ANSA, su ansa.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (FREN) Alstom, su alstom.com.
    • (FREN) Power Generation, su power.alstom.com. URL consultato il 16 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2008).
    • (FREN) Power Service, su service.power.alstom.com. URL consultato il 16 novembre 2018 (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2008).
    • (FREN) Transport website [collegamento interrotto], su transport.alstom.com.
    • (FREN) Marine website, su marine.alstom.com. URL consultato il 14 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2006).
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