Carmine Alfieri

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Carmine Alfieri (Saviano, 18 febbraio 1943) è un mafioso e collaboratore di giustizia italiano[1], detto anche "o' ntufato" (l'arrabbiato) a causa del ghigno corrucciato che aveva impresso in viso, vissuto a Piazzolla di Nola (frazione dell'omonimo comune), sua roccaforte, è stato uno dei massimi esponenti della Camorra napoletana nel decennio a cavallo tra gli anni '80 e gli anni '90.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere stato testimone dell'uccisione del padre, avvenuta al termine di un duello rusticano nelle campagne del nolano, giurando vendetta sul corpo del genitore, conobbe ascesa nel mondo del crimine ad inizio degli anni sessanta quando ancor giovane fu arrestato per detenzione abusiva di armi da fuoco, estorsione e lesioni.[2].

Nel 1974 ricevette dalla Camorra la consacrazione a "uomo d'onore", primo passo di una carriera criminale che lo porterà, a cavallo tra gli anni '80 e i '90, ad essere riconosciuto come uno dei più potenti e temuti boss, tra i primi, insieme al sodale Antonio Bardellino (col quale progetta e porta a compimento una delle più eclatanti carneficine di camorra: la Strage di Torre Annunziata, che nel 1984, a Torre Annunziata, decima il clan Gionta), a conferire, grazie anche ad importanti agganci ed influenze nel mondo politico e finanziario, un'impronta imprenditoriale alla criminalità organizzata in Campania.[3].

Nella seconda metà degli anni ottanta diede vita[4] con altri clan dell'entroterra e della città ad una confederazione camorristica, nota con il nome di Nuova Famiglia, che si contrappose ferocemente a quella capeggiata da Raffaele Cutolo denominata Nuova Camorra Organizzata (NCO) e sulla quale ebbe la meglio. Dopo essere diventato uno dei latitanti più ricercati dalla Polizia fu arrestato dai Carabinieri l'11 settembre 1992 a Saviano, all'interno del sotterraneo di una masseria locale, mentre era in compagnia del suo vice Marzio Sepe (arrestato per favoreggiamento, scarcerato dopo sei mesi e poi di nuovo arrestato il 6 settembre 1996).[5][6]

La collaborazione con la magistratura[modifica | modifica wikitesto]

Divenuto collaboratore di giustizia[7] ha rivendicato la responsabilità, diretta e indiretta, in circa centocinquanta omicidi, confessando insospettabili intrecci e protezioni a livello istituzionale, tirando in ballo uomini politici all'epoca assai in vista e chiarendo la posizione del suo braccio destro, il mammasantissima Pasquale Galasso, all'interno dell'organizzazione nota come Nuova Famiglia.

Particolarmente inquietanti sono, infine, le ultime dichiarazioni sul business dei rifiuti tossici sversati nell'area agricolo-industriale di Boscofangone, bretella di collegamento tra i comuni di Nola, Marigliano ed Acerra, area tristemente denominata "Triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano" a causa dell'alta percentuale di morti per cause tumorali. Stando alla sua testimonianza, l'intero complesso del CIS-Interporto-Vulcano Buono sarebbe stato edificato su terreni nei quali sarebbero stati sversati rifiuti "speciali" provenienti da fabbriche del Nord Italia e della Germania.

A causa della sua collaborazione con gli inquirenti ha subito numerosi lutti, tra i quali l'uccisione del figlio[8], di un fratello[9], di un nipote e del genero.[10][11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ chi è Carmine Alfieri il supercamorrista detto Faccia feroce, in Corriere della sera, 10 aprile 1993. URL consultato l'11 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2012).
  2. ^ Camorra, ucciso il genero di un pentito [collegamento interrotto], in Quotidiano.net, 18 dicembre 2007. URL consultato l'11 novembre 2009.
  3. ^ Napoli, arrestato dalla squadra Mobile, il super-latitante della camorra Salvatore Russo, in melitoonline, 31 ottobre 2009. URL consultato l'11 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2009).
  4. ^ Copia archiviata (PDF), su csm.it. URL consultato il 5 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2007).
  5. ^ https://web.archive.org/web/20120303151640/http://archiviostorico.corriere.it/1996/settembre/07/Preso_erede_Alfieri_co_0_96090711102.shtml
  6. ^ La curiosità: il rito di chiedere cappello e bastone - Il Mattino[collegamento interrotto]
  7. ^ si pente Carmine Alfieri superboss della camorra
  8. ^ La Repubblica/cronaca: Camorra, ucciso in un agguato il figlio di Carmine Alfieri
  9. ^ Corriere della Sera - Camorra, un sabato di sangue a Napoli
  10. ^ Camorra spietata: ucciso genero del pentito Carmine Alfieri - Pupia.Tv[collegamento interrotto]
  11. ^ Ammazzato il nipote del boss pentito Carmine Alfieri

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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