Vittime della camorra

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Questa pagina è una lista delle vittime della camorra, dagli anni settanta fino ai tempi odierni.

Anni 1970[modifica | modifica wikitesto]

  • Gerardo D'Arminio (Afragola, 5 gennaio 1976), maresciallo capo dei Carabinieri, viene ucciso in Piazza Gianturco ad Afragola. Era insieme al figlioletto di 4 anni. Per l'omicidio, fu condannato a 9 anni di carcere l'ultimo dei fratelli Moccia che all'epoca dei fatti era minorenne. Alla fine degli anni '60 fu tra coloro i quali parteciparono all’arresto di un importante boss palermitano, Michele Cavataio, calandosi nella botola che conduceva al nascondiglio segreto del boss.
  • Antonio Esposito Ferraioli (Nocera Inferiore, 30 agosto 1978), cuoco della mensa della FATME di Pagani e sindacalista italiano, ucciso per le sue indagini sull'uso di carne di provenienza sospetta all'interno della mensa.

Anni 1980[modifica | modifica wikitesto]

  • Ciro Rossetti (11 ottobre 1980) operaio dell'Alfa Sud ucciso per un errore a S. Giovanni a Teduccio Napoli a seguito di una sparatoria fra clan rivali lascia la moglie Antonietta Lamberti e due figli piccoli Gennaro e Cristina
  • Domenico Beneventano, (7 novembre 1980), consigliere comunale del PCI di Ottaviano
  • Marcello Torre (11 dicembre 1980), sindaco di Pagani
  • Filomena Morlando (17 dicembre 1980), insegnante, uccisa per errore durante una sparatoria per strada
  • Mariano Mellone (12 marzo 1981), padre di un bambino di appena 1 anno, ucciso per errore a seguito di sparatoria fra clan rivali
  • Dino Gassani (27 marzo 1981), avvocato penalista, ucciso nel suo studio per non aver voluto rinunciare alla difesa
  • Giuseppe Grimaldi (27 marzo 1981), segretario dell'Avv. Dino Gassani
  • Giuseppe Salvia (14 aprile 1981), vice direttore del carcere di Napoli-Poggioreale
  • Annamaria Esposito (7 gennaio 1982), uccisa in un bar di Via S. Anna a San Giorgio a Cremano
  • Antonio Esposito (Bellizzi, 21 aprile 1982), 54 anni, ucciso da alcuni sicari della Nuova Camorra Organizzata, insieme ad altre due persone innocenti. I tre furono scambiati per degli appartenenti alla Nuova Famiglia. [1].
  • Luigi Stelo (Bellizzi, 21 aprile 1982), 53 anni, ucciso per sbaglio dalla Nuova Camorra Organizzata in quanto scambiato per esponente della NF[1].
  • Raffaele Sarnataro (Bellizzi, 21 aprile 1982), 51 anni, ucciso per errore perché scambiato per un esponente della Nuova Famiglia, in piena faida tra Nuova Camorra Organizzata e Nuova Famiglia[1].
  • Simonetta Lamberti (29 maggio 1982), figlia del giudice Lamberti di Cava de' Tirreni. Uccisa durante un attentato al padre. In sua memoria sono intitolati lo stadio di Cava dei Tirreni e la Biblioteca "Museo del Mare" di Bagnoli
  • Salvatore Nuvoletta (2 luglio 1982), carabiniere ventenne, ucciso perché accusato a torto dalla camorra di aver partecipato allo scontro a fuoco in cui morì un loro affiliato
  • Antonio Ammaturo (15 luglio 1982), vicequestore della Polizia di Stato a Napoli
  • Pasquale Paola (15 luglio 1982), agente che accompagnava Antonio Ammaturo
  • Andrea Mormile (3 settembre 1982) maresciallo dei falchi
  • Elio Di Mella (7 ottobre 1982), carabiniere trentenne, ucciso mentre conduceva il detenuto Mario Cuomo, uomo della Nuova Camorra Organizzata, in tribunale
  • Gennaro De Angelis (15 ottobre 1982),lavorava nel carcere di Poggioreale, ucciso da 2 camorristi perché si opponeva a lavorare per loro.
  • Cipriano Licenza, 1983, nativo di San Cipriano d'Aversa (CE) e residente in Casapesenna (CE), ucciso per scambio di persona.
  • Franco Imposimato (11 ottobre 1983), Maddaloni, ucciso per ritorsione nei confronti del fratello, il giudice Ferdinando Imposimato, e per il suo impegno sul territorio
  • Giancarlo Siani (23 settembre 1985), giornalista ucciso per degli articoli che aveva scritto
  • Angelo Mario Biscardi (Sant'Agata de' Goti, 3 ottobre 1985), vicesindaco ed assessore all'urbanistica al comune di Sant'Agata de' Goti, ucciso per essersi opposto al tentativo della camorra di entrare in possesso dei fondi stanziati dallo Stato per la ricostruzione post-terremoto.
  • Mario Ferrillo (5 novembre 1986), impresario teatrale assassinato a Licola scambiato con noto camorrista locale lascia moglie e quattro figli di cui la più piccola Marianna di 10 anni
  • Rosa Visone (8 novembre 1986), di 16 anni uccisa a Torre Annunziata, per errore a seguito di sparatoria tra carabinieri e pregiudicati camorristi
  • Luigi D'Alessio (8 novembre 1986), maresciallo dei carabinieri, ucciso a Torre Annunziata in seguito a conflitto a fuoco con pregiudicati camorristi
  • Gennaro Galano (12 novembre 1986), segretario della X municipalità di Napoli della Democrazia cristiana, titolare insieme con il fratello dell'omonimo Bar "Galano", situato in una delle piazze più importanti della città. Deciso a non piegarsi al racket della camorra, fu assassinato all'uscita del suo bar mentre era in compagnia della figlia.
  • Aniello Giordano (Torre del Greco, 20 dicembre 1987), 63 anni, Sottufficiale della Polizia in pensione, ucciso per errore da alcuni camorristi, il cui vero obiettivo era il titolare del mobilificio - il 33enne Pasquale Polese, colpevole di aver respinto le richieste estorsive della camorra e pertanto condannato a morte - nel quale Aniello si era recato con l'intento di acquistare un salotto per suo figlio, il quale si era da poco sposato. A distanza di oltre trent'anni, i mandanti e gli esecutori dell'assassinio non sono ancora stati individuati[2].
  • Prof. Franco Salzano, 39 anni, consigliere comunale del comune di Afragola (NA), ucciso dalla camorra il 10 marzo del 1988.

Anni 1990[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Feliciello, (5 maggio 1990), impiegato della ASL, ucciso barbaramente per uno scambio di persona, si puntava all'uccisione di un pregiudicato.
  • Nunzio Pandolfi (18 maggio 1990), ucciso a due anni nel rione Sanità, mentre era tra le braccia della zia, nella stessa stanza dove c'era il padre vero obiettivo dell'agguato, anch'esso ucciso.
  • Tobia Andreozzi (30 agosto 1990), un ragioniere incensurato, estraneo alla camorra fu eliminato per il solo fatto di trovarsi in compagnia del vero obiettivo dei sicari.
  • Paolo Longobardi (Casola di Napoli, 14 settembre 1990), bambino di 8 anni, vittima innocente della faida tra i clan D'Alessandro ed Imparato, un conflitto che in quegli anni provocò, nella zona di Castellammare, una vera e propria carneficina. Il bambino fu ucciso, presumibilmente per errore, dai killer del boss Umberto Mario Imparato, che avrebbero dovuto colpire soltanto il padre del bambino - Antonio Longobardi, netturbino, che aveva rapporti con il clan D'Alessandro, che fu anch'egli ucciso -. Non è mai stato chiarito se il bambino sia stato ucciso per errore od in quanto figlio di un fiancheggiatore dei D'Alessandro.
  • Fabio De Pandi, 21 luglio 1991, bambino di undici anni. Ucciso da un proiettile vagante indirizzato ad uno spacciatore.
  • Angelo Riccardo, (21 luglio 1991), giovane di Casapesenna (Caserta) - 21 anni. Testimone di Geova, stava andando alla sala del Regno con degli amici. Ucciso durante un conflitto a fuoco tra clan avversari dei casalesi.
  • Alberto Varone, 24 luglio 1991, ucciso dal clan di Sessa Aurunca (CE) per non aver voluto cedere la sua attività. Storia raccontata nel libro “La Bestia”, di Raffaele Sardo
  • Nunziante Scibelli (30 ottobre 1991, Lauro, AV), prima vittima innocente della faida Cava-Graziano. Ha 26 anni, è di Taurano e fa l'operaio. Ucciso per errore a causa della sua auto, un'Alfetta marrone, la stessa del vero obiettivo dei killer. Succede a Ima, frazione di Lauro.
  • Costantino Laudicino (Boscotrecase, 3 febbraio 1992), ragazzo di 25 anni, vittima innocente della faida tra i Vangone-Limelli ed i Gionta, che si contendono l'Area Torrese [3].
  • Claudio Pezzuto (Surbo, 7 luglio 1963 - Pontecagnano Faiano, 12 febbraio 1992), carabiniere di 28 anni, freddato, insieme al collega Fortunato Arena, da due camorristi locali. La colpa di Claudio Pezzuto e del suo collega Fortunato Arena fu quella di aver domandato, dopo averli fermati ad un posto di blocco, i documenti ai loro assassini. I responsabili del duplice omicidio (Carmine De Feo, fratello di Pasquale De Feo, boss del clan omonimo di Bellizzi e Carmine D'Alessio, pregiudicato, legato al clan dei De Feo) sono stati condannati all'ergastolo. [4]
  • Fortunato Arena (San Filippo del Mela, 25 febbraio 1969 - Pontecagnano Faiano, 12 febbraio 1992), carabiniere 23enne, freddato a colpi di mitra assieme al collega Claudio Pezzuto, da due camorristi (tra cui il fratello di un boss) locali che avevano fermato ad un posto di blocco. Carmine De Feo e Carmine D'Alessio, riconosciuti responsabili del duplice omicidio, sono stati condannati alla pena dell'ergastolo. [5]
  • Pasquale Campanello (Mercogliano, 8 febbraio 1993), sovrintendente della polizia penitenziaria, in servizio presso la Casa Circondariale di Poggioreale - padiglione "Venezia", in cui erano reclusi diversi boss camorristi. Si ritiene che Pasquale Campanello sia stato ucciso per non aver accondisceso alle richieste di alcuni camorristi detenuti nel padiglione in cui lavorava.[6]
  • Gennaro Falco (31 ottobre 1993), medico. Fu ucciso a Parete, suo paese natale, per via di essere ritenuto "colpevole" di aver curato non adeguatamente la moglie di Francesco Bidognetti
  • Giuseppe Diana (19 marzo 1994), parroco di Casal di Principe
  • Maria Grazia Cuomo (Saviano, 8 aprile 1994), sorella di un lontano parente del boss pentito Carmine Alfieri, fu ammazzata da alcuni killer che volevano uccidere il figlio del boss, i quali, non trovando il ragazzo, crivellarono di colpi di Kalashnikov la stanza in cui si trovava Maria Grazia Cuomo, uccidendola[7].
  • Palma Scamardella (12 dicembre 1994) Nipote della vittima designata, Domenico Di Fusco. Palma, madre di una bimba di 15 mesi, è sulle scale della sua abitazione a Pianura (Napoli). Nascosta dal fogliame, i sicari le sparano vedendo la sua sagoma che si muove, colpendola alla testa.
  • Michele Ciarlo (Scafati, 22 marzo 1995), avvocato penalista di Pagani, ucciso nel proprio studio, in quel di Scafati. A decretare la sua morte furono gli 'Aquino-Annunziata' di Boscoreale, che condannarono a morte l'avvocato poiché colpevole di aver difeso diversi esponenti dei clan 'Visciano' di Boscoreale e 'Sorrentino' di Sant'Egidio del Monte Albino, rivali dei summenzionati 'Aquino-Annunziata'. [8]
  • Cesare Boschin, (Silvelle, 8 ottobre 1914Borgo Montello, 29 marzo 1995) è stato un presbitero italiano misteriosamente assassinato. Il suo omicidio è tuttora irrisolto. Associazioni locali e movimenti nazionali come Libera ritengono che sia stato ucciso perché si oppose alle infiltrazioni della camorra nel Lazio.
  • Gioacchino Costanzo (15 ottobre 1995), bimbo di due anni, viene ucciso in auto con lo zio, pregiudicato, venditore di sigarette di contrabbando, che il “commando” di sicari aveva deciso di eliminare[9]
  • Salvatore Manzi (Cicciano, 26 gennaio 1996), 30 anni, Sottufficiale della Marina, fu ucciso a Cicciano, in un campo da calcio, mentre si stava disputando una partita. Ad ucciderlo, verosimilmente per una vendetta trasversale, furono i killer del clan Graziano di Quindici, che colpirono Manzi poiché parente, da parte di madre, del boss rivale Salvatore Cava. [10]
  • Romano Luigi (15 ottobre 1996) falegname, inseguito e freddato nella sua macchina a Pollena Trocchia (NA)
  • Luigia Esposito (14 novembre 1996), ragazza uccisa perché alcuni giorni prima aveva assistito all'omicidio di Ciro Rispoli, delitto commesso nell'ambito della faida tra i clan della zona orientale di Napoli[11]
  • Raffaele Pastore (23 novembre 1996), commerciante di Torre Annunziata, ucciso dalla camorra nel suo stesso negozio per aver denunciato un'estorsione e aver fatto arrestare un camorrista[12]
  • Anjo Arcella (18 dicembre 1996), Avvocato di Napoli, ucciso dalla camorra perché si temeva che la sua attività professionale di difensore del boss Luigi Giuliano potesse indurre questi al pentimento[13]
  • Ciro Zirpoli (26 gennaio 1997), 16 anni, ucciso a Ercolano perché figlio di un pentito[14].
  • Silvia Ruotolo (11 giugno 1997), madre di famiglia di 39 anni uccisa per errore in un conflitto a fuoco. Era cugina dei giornalisti Guido e Sandro.
  • Alberto Vallefuoco, Salvatore De Falco e Rosario Flaminio (20 luglio 1998), operai, uccisi a Pomigliano d'Arco perché scambiati per componenti di una banda rivale[15]
  • Giovanni Gargiulo (18 febbraio 1998), ucciso a 14 anni, forse per qualche parentela[16]
  • Giustino Perna, 30 aprile 1999, assicuratore, ucciso per una vendetta trasversale nell'ambito della faida di Pianura.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Falanga (Torre del Greco, 28 luglio 2000), imprenditore edile, solo omonimo di uno dei boss di quel clan (Falanga) che lo condannò a morte giacché reo di non essersi piegato alle richieste estorsive di cui era rimasto vittima. I mandanti dell'omicidio sono stati individuati in Giovanni Falanga e Giovanni Pugliese (condannati al carcere a vita), mentre l'esecutore in Mario Capuano.[17]
  • Luigi Sequino e Paolo Castaldi (10 agosto 2000), ragazzi uccisi a 20 anni per errore, perché scambiati dai loro sicari (appartenenti al clan Marfella) per vedette del clan rivale dei Lago[18][19]
  • Valentina Terracciano (12 novembre 2000), uccisa a due anni[20]
  • Francesco Antonio Santaniello (31 gennaio 2002), imprenditore, ucciso nella sua rivendita di materiale edile a Lauro (AV)
  • Federico Del Prete (18 febbraio 2002), sindacalista
  • Antonio Corbisiero (Pago del Vallo di Lauro, 4 giugno 2003), 45 anni, imprenditore attivo nel settore vivaistico, ucciso a fucilate davanti agli occhi dei suoi tre figli. Un omicidio rimasto insoluto, i cui presunti responsabili sono stati assolti con formula piena nel settembre del 2012[21].
  • Annalisa Durante (27 marzo 2004), ragazza uccisa a 14 anni per errore
  • Antonio Graziano (San Paolo Bel Sito, 11 giugno 2004), 58 anni, ucciso assieme al nipote Francesco, 32 anni, solo in quanto parente di un boss del clan Graziano (Antonio Graziano era il suocero di Adriano Sebastiano Graziano). I killer dei Cava, coadiuvati via ricetrasmittente da un complice, non lasciarono scampo ai due. Antonio e Francesco si stavano dirigendo a Nola, dove gestivano un supermercato.[22]
  • Francesco Graziano (San Paolo Bel Sito, 11 giugno 2004), 32 anni, ucciso dai killer del clan Cava insieme allo zio Antonio Graziano, 58 anni, suocero del boss Adriano Sebastiano Graziano. Non potendo colpire quest'ultimo od altri capi dei Graziano, i Cava optarono per l'uccisione di Antonio e Francesco Graziano. I due si stavano recando a Nola, dove gestivano un supermercato. Furono trucidati a San Paolo Bel Sito. [22]
  • Gelsomina Verde (21 novembre 2004), uccisa a 22 anni nel pieno della prima faida di Scampia da un sicario del clan Di Lauro perché per un breve periodo era stata legata affettivamente ad un componente del clan degli Scissionisti.
  • Antonio Landieri (6 novembre 2004), disabile venticinquenne ucciso per errore
  • Dario Scherillo, 26 anni, ucciso il 6 dicembre 2004[23]
  • Francesco Rossi, 50 anni, ferito per errore a Sant'Anastasia (NA), il 28 dicembre 2004, morirà il 2 gennaio 2005 per le ferite riportate
  • Carmela Attrice (15 gennaio 2005), 47 anni[24][25]
  • Attilio Romanò (30 marzo 1975 - 24 gennaio 2005), 29 anni[26]
  • Nunzio Giuliano (21 marzo 2005)
  • Enrico Amelio (10 ottobre 2006)
  • Ciro Galotta (29 giugno 2007), ucciso per errore dai casalesi
  • Giuseppe Veropalumbo, ucciso il 31 dicembre 2007, la sera di fine anno, da una pallottola vagante, a Torre Annunziata
  • Domenico Noviello (Baia Verde, 20 maggio 2008), imprenditore ribellatosi al pizzo impostogli dal clan dei casalesi diversi anni prima, già sotto protezione
  • Umberto Bidognetti, ucciso il 2 maggio 2008[27] padre del pentito Domenico
  • Raffaele Granata, ucciso l'11 luglio 2008, padre del sindaco di Calvizzano: ucciso per aver rifiutato di pagare il pizzo al clan dei casalesi
  • Strage di Castelvolturno (18 settembre 2008), Kwame Antwi Julius Francis, Affun Yeboa Eric, Christopher Adams del Ghana, El Hadji Ababa e Samuel Kwako del Togo, Jeemes Alex della Liberia.
  • Nicola Nappo, 23 anni, ucciso per errore il 9 luglio 2009 a Poggiomarino.
  • Petru Birladeanu (26 maggio 2009), cittadino rumeno, ucciso per errore in una sparatoria tra bande nella zona della Pignasecca nel centro di Napoli, colpito da vari proiettili cerca riparo e aiuto nella stazione della funicolare di Montesanto dove è poi deceduto.
  • Salvatore Barbaro (13 novembre 2009), cantante neomelodico, vittima innocente di camorra caduta sotto i colpi dei sicari ad Ercolano. Quel pomeriggio Salvatore Barbaro era in auto in via Mare quando fu raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco che non gli diedero scampo. Fu colpito per un errore dello ‘specchiettista’, ovvero colui che aveva il compito di indicare l’obiettivo ai sicari. [28]

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianluca Cimminiello (2 febbraio 2010)
  • Angelo Vassallo (5 settembre 2010), sindaco di Pollica, ucciso in un attentato la cui sospetta matrice camorristica è ancora oggetto di indagini da parte della magistratura.
  • Teresa Buonocore (20 settembre 2010), 51 anni, uccisa da due sicari per ordine di un camorrista pedofilo da lei denunciato.
  • Vincenzo Liguori (San Giorgio a Cremano, 13 gennaio 2011), 57 anni, meccanico, ucciso per errore nei pressi della sua officina, a San Giorgio a Cremano, nel corso di un agguato, il cui bersaglio era il pregiudicato Luigi Formicola - anch'egli ucciso -, gestore di un circolo privato situato a pochi metri dall'officina di Liguori, con cui Liguori ebbe la sfortuna di fermarsi a parlare. Vincenzo Troia, boss di San Giorgio a Cremano, accusato di essere il mandante, è stato mandato assolto dalla Corte di Cassazione. [29]
  • Pasquale Romano (15 ottobre 2012), 30 anni, ucciso per errore da due sicari in sella ad una moto a Napoli, nel quartiere di Marianella, al confine con Scampia, perché scambiato per uno spacciatore (vero bersaglio dei killer) a cui assomigliava[30].
  • Vincenzo Ferrante (26 febbraio 2014), 29 anni, ucciso per errore ad Arzano, all'interno di un solarium, perché ritenuto un guardaspalle di un boss, ucciso nello stesso agguato, ma in realtà il ragazzo era totalmente estraneo ad ambienti criminali[31]. La notizia di tale agguato suscitò scalpore perché ricalcava esattamente la scena iniziale del film Gomorra.
  • Luigi Galletta (30 luglio 2015), 21 anni, meccanico ucciso con tre colpi di pistola al petto, all'interno dell'officina in cui lavorava nel quartiere napoletano di San Lorenzo, perché si era rifiutato di modificare le moto di alcuni camorristi.
  • Gennaro Cesarano (6 settembre 2015), ragazzo di 17 anni, morto in Piazza San Vittorio nel quartiere napoletano della Sanità (dove abitava), ucciso da un proiettile vagante sparato da una paranza (ovvero un gruppo di fuoco composto da camorristi di giovanissima età) durante una stesa, ovvero un raid armato con cui le paranze cercano d'imporre il proprio dominio sul territorio.
  • Maikol Giuseppe Russo (31 dicembre 2015), 26 anni, ucciso a Napoli all'interno di un bar di Piazza Calenda a Forcella da un proiettile vagante sparato durante una stesa.
  • Vincenzo Amendola (4 febbraio 2016), ragazzo di 18 anni, ucciso a Napoli, nel quartiere San Giovanni a Teduccio e ritrovato sepolto in un campo poco lontano da casa sua; la sua colpa era quella di aver stretto una relazione extraconiugale con la moglie di Antonio Formicola, boss della zona, detenuto al 41 bis; autore dell'omicidio è Gaetano Formicola, figlio ventunenne di Antonio e della donna con cui Amendola aveva instaurato tale relazione clandestina.
  • Ciro Colonna (7 giugno 2016), 19 anni, ucciso assieme a Raffaele Cepparulo (ritenuto il vero obiettivo dei sicari) nel quartiere napoletano di Ponticelli[32].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c 21 Aprile 1982 Verdesca Bellizzi (SA). Uccisi per errore Raffaele Sarnataro, 51 anni, Antonio Esposito, 54 anni e Luigi Stelo, 53 anni Il raid era stato organizzato per uccidere un esponente della criminalità organizzata
  2. ^ ANIELLO GIORDANO | #NONINVANO
  3. ^ Torre Annunziata - Venticinque anni fa l'omicidio di Costantino Laudicino, vittima innocente di camorra
  4. ^ Il sacrificio di Fortunato Arena e Claudio Pezzuto
  5. ^ noninvano.it
  6. ^ http://www.liberaavellino.it/memoria/vittime-innocenti/pasquale-campanello/
  7. ^ 8 APRILE 1994: LA CAMORRA UCCIDE A NOLA MARIA GRAZIA CUOMO, VITTIMA INNOCENTE DELLA Criminalità
  8. ^ https://www.tuttanatastoriasaa.it/2018/03/14/verso-il-21-marzo-michele-ciarlo/
  9. ^ Gioacchino Costanzo Archiviato il 24 febbraio 2009 in Internet Archive., studenticontrolacamorra.org
  10. ^ 26 gennaio 1996 Cicciano (Napoli). Ucciso il Maresciallo della marina Salvatore Manzi, 30 anni. Si ipotizza per vendetta trasversale.
  11. ^ Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Luigia Esposito
  12. ^ Denuncia un'estorsione: freddato nel suo negozio Repubblica.it
  13. ^ Il Corriere Quotidiano 19.11.2015 Archiviato il 26 novembre 2015 in Internet Archive.
  14. ^ VittimeMafia.it
  15. ^ 20 luglio 1998, tre operai uccisi per sbaglio dalla camorra[collegamento interrotto]
  16. ^ «Napoli, la camorra lo uccide a 14 anni», La Repubblica, 18 febbraio 1998
  17. ^ noninvano.it
  18. ^ « Una corona per ricordare Gigi e Paolo », videocomunicazioni.com, 11 agosto 2008, su videocomunicazioni.com. URL consultato il 1º settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2008).
  19. ^ « Nove anni fa Gigi e Paolo furono uccisi per errore dalla camorra », videocomunicazioni.com, 11 agosto 2009, su videocomunicazioni.com. URL consultato l'11 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2017).
  20. ^ Repubblica.it
  21. ^ Omicidio Antonio Corbisiero: il ricordo a 15 anni dalla morte
  22. ^ a b Francesco e Antonio Graziano - Libera Avellino
  23. ^ 6 dicembre 2004 Casavatore (NA). Ucciso Dario Scherillo, 26 anni, vittima Innocente della Criminalità., VittimeMafia.it
  24. ^ «Napoli, agguato a Scampia la faida uccide un'altra donna», La Repubblica, 15 gennaio 2005
  25. ^ «Sei condanne per il delitto Attrice»
  26. ^ 21marzo: Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia (Attilio Romanò)
  27. ^ Omicidio Bidognetti [collegamento interrotto], su delittiimperfetti.com.
  28. ^ Tre ergastoli per un omicidio di vittima innocente a Ercolano, su stylo24.it.
  29. ^ https://www.ilmattino.it/AMP/napoli/san_giorgio_a_cremano_omicidio_liguori_vittima_innocente_camorra_mandante_assolto_cassazione-2264879.html
  30. ^ «Ucciso per sbaglio con 14 colpi di pistola»
  31. ^ «L'agguato di Arzano: uno degli assassinati vittima innocente, ucciso per errore dai sicari in fuga», Repubblica Napoli, 27 febbraio 2014.
  32. ^ "Omicidio Ponticelli: Ciro Colonna ucciso per errore", NapoliToday, 9 giugno 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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