Vittime della camorra

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Questa pagina è una lista delle vittime della camorra, dall'Ottocento fino ai tempi odierni.

Anni 1800[modifica | modifica wikitesto]

1850[modifica | modifica wikitesto]

  • 5 novembre: Michele Ruggiero, ispettore di polizia, assassinato in servizio nel carcere di s. Francesco a Napoli su mandato del capocamorra Filippo Cirillo[1].

1861[modifica | modifica wikitesto]

  • 16 luglio: Ferdinando Mele, commissario di polizia, assassinato mentre tornava a casa in via Ventaglieri a Napoli[2].

Anni 1950-1970[modifica | modifica wikitesto]

1953[modifica | modifica wikitesto]

  • 20 gennaio: Lorenzo Rago. Il 20 gennaio 1953 l'allora sindaco di Battipaglia scomparve. Il corpo non fu mai trovato e nemmeno i colpevoli. Sta di fatto che la camorra iniziò a mettere radici nella Piana del Sele proprio dalla scomparsa di Rago che si opponeva alle costruzioni abusive e ad infiltrazioni della malavita[3].

1976[modifica | modifica wikitesto]

  • 5 gennaio: Gerardo D'Arminio, maresciallo capo dei Carabinieri, viene ucciso in piazza Gianturco ad Afragola. Era insieme al figlioletto di 4 anni. Per l'omicidio, fu condannato a 9 anni di carcere l'ultimo dei fratelli Moccia che all'epoca dei fatti era minorenne. Alla fine degli anni '60 fu tra coloro i quali parteciparono all’arresto di un importante boss palermitano, Michele Cavataio, calandosi nella botola che conduceva al nascondiglio segreto del boss.

1978[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1980[modifica | modifica wikitesto]

1980[modifica | modifica wikitesto]

  • 11 ottobre: Ciro Rossetti, operaio dell'Alfasud ucciso per un errore a San Giovanni a Teduccio in seguito a una sparatoria fra clan rivali; ha lasciato la moglie Antonietta Lamberti e i due figli piccoli Gennaro e Cristina.
  • 7 novembre: Domenico Beneventano, consigliere comunale del PCI di Ottaviano.
  • 11 dicembre: Marcello Torre, sindaco di Pagani.
  • 17 dicembre: Filomena Morlando, insegnante, uccisa per errore durante una sparatoria per strada.

1981[modifica | modifica wikitesto]

  • 12 marzo: Mariano Mellone, padre di un bambino di appena 1 anno, ucciso per errore a seguito di sparatoria fra clan rivali.
  • 27 marzo: Dino Gassani, avvocato penalista, ucciso nel suo studio per non aver voluto rinunciare alla difesa.
  • 27 marzo: Giuseppe Grimaldi, segretario dell'avvocato Dino Gassani.
  • 14 aprile: Giuseppe Salvia, vice direttore del carcere di Napoli-Poggioreale.

1982[modifica | modifica wikitesto]

  • 7 gennaio: Annamaria Esposito, uccisa in un bar di via S. Anna a San Giorgio a Cremano.
  • 8 gennaio: Rosa Visone, 16 anni, uccisa a Torre Annunziata, per errore in seguito a una sparatoria tra carabinieri e alcuni membri della Nuova Camorra Organizzata.
  • 8 gennaio: Luigi D'Alessio, maresciallo dei carabinieri, ucciso a Torre Annunziata durante una sparatoria tra carabinieri e alcuni membri della Nuova Camorra Organizzata.
  • 21 aprile: Antonio Esposito, 54 anni, ucciso a Bellizzi da alcuni sicari della Nuova Camorra Organizzata, insieme ad altre due persone innocenti. I tre furono scambiati per degli appartenenti alla Nuova Famiglia[4].
  • 21 aprile: Luigi Stelo, 53 anni, ucciso a Bellizzi per sbaglio dalla Nuova Camorra Organizzata in quanto scambiato per esponente della NF[4].
  • 21 aprile: Raffaele Sarnataro, 51 anni, ucciso a Bellizzi per errore perché scambiato per un esponente della Nuova Famiglia, in piena faida tra Nuova Camorra Organizzata e Nuova Famiglia[4].
  • 21 aprile: Luigi Cafiero, studente di 19 anni, ucciso per errore da alcuni camorristi che lo avevano scambiato per un certo 'Antonio', vero obiettivo del raid. Sul caso cercò di far luce la magistratura, supportata dal collaboratore di giustizia Luigi Maiolino, ex esponente della NCO, il quale, tuttavia, non fu ritenuto un testimone attendibile, ragion per cui i soggetti da lui accusati di aver ucciso il giovane vennero assolti.
  • 29 maggio: Simonetta Lamberti, figlia del giudice Lamberti di Cava de' Tirreni. Uccisa durante un attentato al padre, nella quale la bambina stava dormendo sul sedile posteriore.
  • 2 luglio: Salvatore Nuvoletta, carabiniere ventenne, ucciso perché accusato a torto dalla camorra di aver partecipato allo scontro a fuoco in cui morì un loro affiliato.
  • 3 settembre: Andrea Mormile, maresciallo dei falchi.
  • 7 ottobre: Elio Di Mella, carabiniere trentenne, ucciso mentre conduceva il detenuto Mario Cuomo, uomo della Nuova Camorra Organizzata, in tribunale.
  • 15 ottobre: Gennaro De Angelis, che lavorava nel carcere di Poggioreale, ucciso da due camorristi perché si opponeva a lavorare per loro.

1983[modifica | modifica wikitesto]

  • Febbraio: Elena Ferrigno, uccisa dalla Nuova Camorra Organizzata a Cava de' Tirreni insieme al suo fidanzato, in quanto quest'ultimo era uno spacciatore legato alla Nuova Famiglia.
  • Cipriano Licenza, nativo di San Cipriano d'Aversa e residente in Casapesenna, ucciso per uno scambio di persona.
  • 11 ottobre: Franco Imposimato, ucciso a Maddaloni per ritorsione nei confronti del fratello Ferdinando e per il suo impegno sul territorio.

1985[modifica | modifica wikitesto]

  • 23 settembre: Giancarlo Siani, giornalista ucciso per degli articoli che aveva scritto.
  • 3 ottobre: Angelo Mario Biscardi, vicesindaco e assessore all'urbanistica al comune di Sant'Agata de' Goti, ucciso per essersi opposto al tentativo della camorra di entrare in possesso dei fondi stanziati dallo Stato per la ricostruzione post-terremoto.

1986[modifica | modifica wikitesto]

  • 5 novembre: Mario Ferrillo, impresario teatrale assassinato a Licola scambiato con noto camorrista locale lascia moglie e quattro figli di cui la più piccola Marianna di 10 anni.
  • 12 novembre: Gennaro Galano, segretario della X municipalità di Napoli della Democrazia cristiana, titolare insieme al fratello dell'omonimo bar "Galano", situato in una delle piazze più importanti della città. Deciso a non piegarsi al racket della camorra, fu assassinato all'uscita del suo bar mentre si trovava in compagnia della figlia.
  • 20 dicembre: Carmela Iammarino, 41 anni, uccisa durante una rapina in un negozio di tabacchi a Gragnano.

1987[modifica | modifica wikitesto]

  • 20 dicembre: Aniello Giordano, 63 anni, sottufficiale di polizia in pensione, ucciso per errore da alcuni camorristi a Torre del Greco. Il vero obiettivo era in realtà il titolare del mobilificio, il trentatréenne Pasquale Polese, colpevole di aver respinto le richieste estorsive della camorra e pertanto condannato a morte; Giordano si trovava lì in quanto vi si era recato per acquistare un salotto per suo figlio, da poco sposatosi. A distanza di oltre trent'anni, i mandanti e gli esecutori dell'assassinio non sono ancora stati individuati[5].

1988[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 marzo: Francesco Salzano, 40 anni, consigliere comunale del comune di Afragola (NA), ucciso per i lavori connessi per la ricostruzione post-terremoto del 1980.
  • 10 marzo: Paolo Sibilio, 39 anni, medico analista, ucciso insieme al consigliere comunale Francesco Salzano.

Anni 1990[modifica | modifica wikitesto]

1990[modifica | modifica wikitesto]

  • 13 aprile: Gianfranco Pagano, l'avvocato difensore della famiglia Pecoraro e capozona della Nuova Famiglia nella Piana del Sele insieme al Clan Maiale.
  • 18 maggio: Nunzio Pandolfi, 2 anni, ucciso nel rione Sanità tra le braccia della zia nella stessa stanza dove si trovava il padre, vero obiettivo dell'agguato e anch'egli ucciso.
  • 30 agosto: Tobia Andreozzi, ragioniere incensurato ed estraneo alla camorra, fu eliminato per il solo fatto di trovarsi in compagnia del vero obiettivo dei sicari.
  • 14 settembre: Paolo Longobardi, 8 anni, vittima innocente della faida tra i clan D'Alessandro e Imparato, che in quegli anni provocò, nella zona di Castellammare, una vera e propria carneficina. Il bambino fu ucciso, presumibilmente per errore, dai killer del boss Umberto Mario Imparato, che avrebbero dovuto colpire soltanto il padre del piccolo.

1991[modifica | modifica wikitesto]

  • 29 marzo: Giuseppe Piccolo, 14 anni, vittima innocente della criminalità, ucciso a Cercola a causa di un proiettile vagante.
  • Antonio Longobardi, netturbino, che aveva rapporti con il clan D'Alessandro, fu anch'egli ucciso.
  • 21 luglio: Fabio De Pandi, 11 anni, ucciso da un proiettile vagante indirizzato a uno spacciatore.
  • 21 luglio: Angelo Riccardo, ventunenne di Casapesenna. Testimone di Geova, si stava recando alla sala del Regno con degli amici quando fu ucciso durante un conflitto a fuoco tra clan avversari dei casalesi.
  • 24 luglio: Alberto Varone, ucciso dal clan di Sessa Aurunca per non aver voluto cedere la sua attività. La sua storia è raccontata nel libro La Bestia di Raffaele Sardo.
  • 30 ottobre: Nunziante Scibelli, operaio ventiseienne di Taurano, prima vittima innocente della faida tra i Cava e i Graziano. Fu ucciso per errore a Ima, frazione del comune di Lauro, a causa della sua auto, un'Alfetta marrone, uguale a quella del vero obiettivo dei killer.

1992[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 febbraio: Costantino Laudicino, ragazzo di 25 anni, vittima innocente della faida tra i Vangone-Limelli e i Gionta, che si contendevano l'Area Torrese[6].
  • 12 febbraio: Claudio Pezzuto, carabiniere di 28 anni, freddato, insieme al collega Fortunato Arena, da due camorristi locali. La colpa di Claudio Pezzuto e del suo collega Fortunato Arena fu quella di aver domandato, dopo averli fermati ad un posto di blocco, i documenti ai loro assassini. I responsabili del duplice omicidio (Carmine De Feo, fratello di Pasquale, boss del clan omonimo di Bellizzi e Carmine D'Alessio, pregiudicato, legato al clan dei De Feo) sono stati condannati all'ergastolo.[7]
  • 12 febbraio: Fortunato Arena, carabiniere di 23 anni, freddato a colpi di mitra assieme al collega Claudio Pezzuto, da due camorristi (tra cui il fratello di un boss) locali che avevano fermato ad un posto di blocco. Carmine De Feo e Carmine D'Alessio, riconosciuti responsabili del duplice omicidio, sono stati condannati alla pena dell'ergastolo.[8]
  • 13 giugno: Domenico Palladino, impiegato Agenzia delle Entrate, Catasto, 57 anni, viene ucciso da un killer all'interno del Centro Sportivo sant'Antonio di cui era socio, perché più volte aveva messo alla porta spacciatori locali che cercavano di vendere la droga ai ragazzini iscritti alla scuola calcio o alla scuola tennis. In seguito fu ipotizzato che tra i mandanti vi fosse anche qualche piccolo capo-banda di zona. Domenico Palladino pagò l'aver osato ribellarsi alle bande camorristiche e lasciò la moglie Giovanna della Corte e i due figli, entrambi laureati e professionisti in carriera.

1993[modifica | modifica wikitesto]

  • 30 gennaio: Mario Lotano. Mario Lotano fu ucciso durante una rapina a Fisciano; per questo omicidio fu incolpato da 3 pentiti un affiliato del clan di Giuseppe Maisto detto 'O pugile di Mercato San Severino. Contrariamente alla volontà del PM costui venne assolto. I parenti di Lotano si sentirono traditi dalla giustizia e non si costituirono parte civile al processo.[9]
  • 8 febbraio: Pasquale Campanello, sovrintendente della polizia penitenziaria, in servizio presso il padiglione Venezia della casa circondariale di Poggioreale, in cui erano reclusi diversi boss camorristi. Si ritiene che Campanello sia stato ucciso per non aver accondisceso alle richieste di alcuni camorristi detenuti nel padiglione in cui lavorava.[10]
  • 31 ottobre: Gennaro Falco, medico. Fu ucciso a Parete, suo paese natale, ritenuto "colpevole" di aver curato non adeguatamente la moglie di Francesco Bidognetti, Teresa Tamburino, morta a causa di un tumore.

1994[modifica | modifica wikitesto]

  • 19 marzo: Giuseppe Diana, parroco di Casal di Principe
  • 8 aprile: Maria Grazia Cuomo, sorella di un lontano parente del boss pentito Carmine Alfieri, fu ammazzata da alcuni killer che volevano uccidere il figlio del boss, i quali, non trovando il ragazzo, crivellarono di colpi di kalašnikov la stanza in cui si trovava Cuomo, uccidendola[11].
  • 12 dicembre: Palma Scamardella, nipote della vittima designata, Domenico Di Fusco. Palma, madre di una bimba di 15 mesi, è sulle scale della sua abitazione a Pianura. Nascosta dal fogliame, i sicari le sparano vedendo la sua sagoma che si muove, colpendola alla testa.

1995[modifica | modifica wikitesto]

  • 22 marzo: Michele Ciarlo, avvocato penalista di Pagani, ucciso nel proprio studio, in quel di Scafati. A decretare la sua morte furono gli 'Aquino-Annunziata' di Boscoreale, che condannarono a morte l'avvocato poiché colpevole di aver difeso diversi esponenti dei clan Visciano di Boscoreale e Sorrentino di Sant'Egidio del Monte Albino, rivali dei summenzionati Aquino-Annunziata.[12]
  • 29 marzo: Cesare Boschin, presbitero italiano misteriosamente assassinato. Il suo omicidio è tuttora irrisolto. Associazioni locali e movimenti nazionali come Libera ritengono che sia stato ucciso perché si oppose alle infiltrazioni della camorra nel Lazio.
  • 15 ottobre: Gioacchino Costanzo, 2 anni, viene ucciso in auto con lo zio, pregiudicato e venditore di sigarette di contrabbando, che il “commando” di sicari aveva deciso di eliminare[13].

1996[modifica | modifica wikitesto]

  • 26 gennaio: Salvatore Manzi, 30 anni, Sottufficiale della Marina, fu ucciso a Cicciano, in un campo da calcio, mentre si stava disputando una partita. Ad ucciderlo, verosimilmente per una vendetta trasversale, furono i killer del clan Graziano di Quindici, che colpirono Manzi poiché parente, da parte di madre, del boss rivale Salvatore Cava.[14]
  • 15 ottobre: Romano Luigi, falegname, inseguito e freddato nella sua macchina a Pollena Trocchia.
  • 14 novembre: Luigia Esposito, ragazza uccisa perché alcuni giorni prima aveva assistito all'omicidio di Ciro Rispoli, delitto commesso nell'ambito della faida tra i clan della zona orientale di Napoli[15]
  • 23 novembre: Raffaele Pastore, commerciante di Torre Annunziata, ucciso dalla camorra nel suo stesso negozio per aver denunciato un'estorsione e aver fatto arrestare un camorrista[16]
  • 18 dicembre: Anjo Arcella, Avvocato di Napoli, ucciso dalla camorra perché si temeva che la sua attività professionale di difensore del boss Luigi Giuliano potesse indurre questi al pentimento[17]

1997[modifica | modifica wikitesto]

  • 26 gennaio: Ciro Zirpoli, 16 anni, ucciso a Ercolano perché figlio di un pentito[18].
  • 11 giugno: Silvia Ruotolo, madre di famiglia di 39 anni uccisa per errore in un conflitto a fuoco. Era cugina dei giornalisti Guido e Sandro.

1998[modifica | modifica wikitesto]

  • 18 febbraio: Giovanni Gargiulo, ucciso a 14 anni, forse per qualche parentela[19]
  • 20 luglio: Alberto Vallefuoco, Salvatore De Falco e Rosario Flaminio, operai, uccisi a Pomigliano d'Arco perché scambiati per componenti di una banda rivale[20]

1999[modifica | modifica wikitesto]

  • 30 aprile: Giustino Perna, assicuratore, ucciso per una vendetta trasversale nell'ambito della faida di Pianura.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

2000[modifica | modifica wikitesto]

  • 28 luglio: Giuseppe Falanga, imprenditore edile, solo omonimo di uno dei boss del noto clan che lo condannò a morte giacché reo di non essersi piegato alle richieste estorsive di cui era rimasto vittima. I mandanti dell'omicidio sono stati individuati in Giovanni Falanga e Giovanni Pugliese (condannati al carcere a vita), mentre l'esecutore in Mario Capuano.[21]
  • 10 agosto: Luigi Sequino e Paolo Castaldi, entrambi ventenni, uccisi per errore, perché scambiati dai loro sicari (appartenenti al clan Marfella) per vedette del clan rivale dei Lago[22][23].
  • 12 novembre: Valentina Terracciano, uccisa a due anni[24].

2002[modifica | modifica wikitesto]

  • 31 gennaio: Francesco Antonio Santaniello, imprenditore, ucciso nella sua rivendita di materiale edile a Lauro.
  • 18 febbraio: Federico Del Prete, sindacalista.

2003[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 giugno: Antonio Corbisiero, 45 anni, imprenditore attivo nel settore vivaistico, ucciso a fucilate davanti agli occhi dei suoi tre figli. Un omicidio rimasto insoluto, i cui presunti responsabili sono stati assolti con formula piena nel settembre del 2012[25].

2004[modifica | modifica wikitesto]

  • 5 febbraio: Alfonso Quaranta. L'azione si inseriva nella guerra di camorra, scoppiata nei primi anni e la metà del 2000, tra i clan D'Auria Petrosino e Contaldo. Il vero obiettivo era Nicola Fiore ma fu ucciso l'odontoiatra Quaranta che lo aveva accompagnato. Era stata tesa una trappola a Fiore per un chiarimento su una partita di droga. Il boss riuscì a scappare ed il medico morì.[26].
  • 26 marzo: Matilde Sorrentino, uccisa per aver denunciato una banda di pedofili colpevoli di abusi sessuali ai danni di alcuni bambini, tra cui suo figlio, che frequentavano la scuola elementare del rione Poverelli. Tra gli accusati vi era il boss del rione, Francesco Tamarisco — prima condannato e poi assolto dall'accusa di aver perpetrato gli abusi —, che fu riconosciuto come mandante dell'omicidio della donna e condannato all'ergastolo. Condannato all'ergastolo anche Alfredo Gallo, riconosciuto come esecutore materiale dell'omicidio[27].
  • 27 marzo: Annalisa Durante, 14 anni, uccisa per errore.
  • 11 giugno: Antonio Graziano, 58 anni, di San Paolo Bel Sito, ucciso assieme al nipote Francesco, 32 anni, solo in quanto parente di un boss del clan Graziano (Antonio era il suocero di Adriano Sebastiano Graziano). I killer dei Cava, coadiuvati via ricetrasmittente da un complice, non lasciarono scampo ai due. Antonio e Francesco si stavano dirigendo a Nola, dove gestivano un supermercato.[28].
  • 11 giugno: Francesco Graziano, 32 anni, ucciso dai killer del clan Cava insieme allo zio Antonio Graziano, 58 anni, suocero del boss Adriano Sebastiano Graziano. Non potendo colpire quest'ultimo o altri capi dei Graziano, i Cava optarono per l'uccisione di Antonio e Francesco Graziano. I due si stavano recando a Nola, dove gestivano un supermercato. Furono trucidati a San Paolo Bel Sito.[28]
  • 21 novembre: Gelsomina Verde (2004), uccisa a 22 anni nel pieno della prima faida di Scampia da un sicario del clan Di Lauro perché per un breve periodo era stata legata affettivamente ad un componente del clan degli Scissionisti.
  • 6 novembre: Antonio Landieri, disabile venticinquenne ucciso per errore.
  • 6 dicembre: Dario Scherillo, 26 anni[29].
  • 28 dicembre: Francesco Rossi, 50 anni, ferito per errore a Sant'Anastasia. Morirà il 2 gennaio 2005 per le ferite riportate.

2005[modifica | modifica wikitesto]

  • 15 gennaio: Carmela Attrice, 47 anni[30][31]
  • 24 gennaio: Attilio Romanò, 29 anni[32], ucciso per scambio di persona.
  • 21 marzo: Nunzio Giuliano
  • Leandro Iuri, travolto a Salerno da un latitante in fuga.

2006[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 ottobre: Enrico Amelio

2007[modifica | modifica wikitesto]

  • 29 giugno: Ciro Galotta, ucciso per errore dai casalesi
  • 10 agosto: Raffaele Cesarano, ucciso davanti ad una discoteca a Vietri sul Mare da un gruppo di ragazzi capeggiati da Raffaele Delle Chiaie, appartenente al clan dei ragazzi di Via Irno, gruppo emergente della malavita salernitana.
  • 31 dicembre: Giuseppe Veropalumbo, ucciso a Torre Annunziata da un proiettile vagante

2008[modifica | modifica wikitesto]

  • 2 maggio: Umberto Bidognetti, padre del pentito Domenico[33].
  • 20 maggio: Domenico Noviello, imprenditore ribellatosi al pizzo impostogli dal clan dei casalesi diversi anni prima, già sotto protezione.
  • 11 luglio: Raffaele Granata, padre del sindaco di Calvizzano, ucciso per aver rifiutato di pagare il pizzo al clan dei casalesi.
  • 18 settembre: strage di Castelvolturno, in cui persero la vita Kwame Antwi Julius Francis, Affun Yeboa Eric, Christopher Adams del Ghana, El Hadji Ababa e Samuel Kwako del Togo, Jeemes Alex della Liberia.

2009[modifica | modifica wikitesto]

  • 9 luglio: Nicola Nappo, 23 anni, ucciso per errore a Poggiomarino.
  • 26 maggio: Petru Birladeanu, cittadino rumeno, ucciso per errore in una sparatoria tra bande nella zona della Pignasecca nel centro di Napoli, colpito da vari proiettili cerca riparo e aiuto nella stazione della funicolare di Montesanto dove è poi deceduto.
  • 13 novembre: Salvatore Barbaro, cantante neomelodico, vittima innocente di camorra caduta sotto i colpi dei sicari ad Ercolano. Quel pomeriggio Salvatore Barbaro era in auto in via Mare quando fu raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco che non gli diedero scampo. Fu colpito per un errore dello ‘specchiettista’, ovvero colui che aveva il compito di indicare l’obiettivo ai sicari.[34]

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

2010[modifica | modifica wikitesto]

  • 2 febbraio: Gianluca Cimminiello
  • 5 settembre: Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, ucciso in un attentato la cui sospetta matrice camorristica è ancora oggetto di indagini da parte della magistratura.
  • 20 settembre: Teresa Buonocore, 51 anni, uccisa da due sicari per ordine di un camorrista pedofilo da lei denunciato.

2011[modifica | modifica wikitesto]

  • 13 gennaio: Vincenzo Liguori, 57 anni, meccanico, ucciso per errore nei pressi della sua officina, a San Giorgio a Cremano, nel corso di un agguato, il cui bersaglio era il pregiudicato Luigi Formicola - anch'egli ucciso -, gestore di un circolo privato situato a pochi metri dall'officina di Liguori, con cui Liguori ebbe la sfortuna di fermarsi a parlare. Vincenzo Troia, boss di San Giorgio a Cremano, accusato di essere il mandante, è stato assolto dalla Corte di Cassazione.[35]

2012[modifica | modifica wikitesto]

  • 15 ottobre: Pasquale Romano, 30 anni, ucciso per errore da due sicari in sella ad una moto a Napoli, nel quartiere di Marianella, al confine con Scampia, perché scambiato per uno spacciatore (vero bersaglio dei killer) a cui assomigliava[36].

2014[modifica | modifica wikitesto]

  • 26 febbraio: Vincenzo Ferrante, 29 anni, ucciso per errore ad Arzano, all'interno di un solarium, perché ritenuto un guardaspalle di un boss, ucciso nello stesso agguato, ma in realtà il ragazzo era totalmente estraneo ad ambienti criminali[37]. La notizia di tale agguato suscitò scalpore perché ricalcava esattamente la scena iniziale del film Gomorra.

2015[modifica | modifica wikitesto]

  • 30 luglio: Luigi Galletta, 21 anni, meccanico incensurato, ucciso all'interno dell'officina in cui lavorava nel quartiere napoletano di San Lorenzo nell'ambito della faida tra la paranza dei bambini (composta dai clan Giuliano, Sibillo ed Amirante) e i clan Mazzarella-Buonerba. Un killer appartenente alla paranza aveva intimato a Galletta, imparentato con un fedelissimo dei Buonerba, di rivelargli dove si trovasse il suo nascondiglio, ma Galletta non ne era a conoscenza (in quanto estraneo ad ambienti criminali), cosa che comportò il suo assassinio da parte del sicario, che lo uccise con tre colpi di pistola al petto.
  • 6 settembre: Gennaro Cesarano, ragazzo di 17 anni, morto in piazza San Vittorio nel quartiere napoletano della Sanità (dove abitava), ucciso da un proiettile vagante sparato da una paranza (ovvero un gruppo di fuoco composto da camorristi di giovanissima età) durante una stesa, ovvero un raid armato con cui le paranze cercano d'imporre il proprio dominio sul territorio.
  • 31 dicembre: Maikol Giuseppe Russo, 26 anni, ucciso a Napoli all'interno di un bar di piazza Calenda a Forcella da un proiettile vagante sparato durante una stesa.

2016[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 febbraio: Vincenzo Amendola, 18 anni, ucciso a Napoli, nel quartiere San Giovanni a Teduccio e ritrovato sepolto in un campo poco lontano da casa sua; la sua colpa era quella di aver stretto una relazione extraconiugale con la moglie di Antonio Formicola, boss della zona, detenuto al 41-bis; autore dell'omicidio è Gaetano Formicola, figlio ventunenne di Antonio e della donna con cui Amendola aveva instaurato tale relazione clandestina.
  • 7 giugno: Ciro Colonna, 19 anni, ucciso assieme a Raffaele Cepparulo (ritenuto il vero obiettivo dei sicari) nel quartiere napoletano di Ponticelli[38].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Fiore, Camorra e polizia nella Napoli borbonica (1840-1860) (PDF), Napoli, FedOAPress, 2019, pp. 137-139.
  2. ^ Antonio Fiore, Camorra e polizia nella Napoli borbonica (1840-1860) (PDF), Napoli, FedOAPress, 2019, p. 279.
  3. ^ Attilio Bolzoni, Quel sindaco dimenticato di Battipaglia, su Mafie. URL consultato il 28 maggio 2020.
  4. ^ a b c 21 aprile 1982 Verdesca Bellizzi (SA). Uccisi per errore Raffaele Sarnataro, 51 anni, Antonio Esposito, 54 anni e Luigi Stelo, 53 anni Il raid era stato organizzato per uccidere un esponente della criminalità organizzata
  5. ^ ANIELLO GIORDANO | #NONINVANO, su noninvano.it. URL consultato il 17 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2019).
  6. ^ Torre Annunziata - Venticinque anni fa l'omicidio di Costantino Laudicino, vittima innocente di camorra
  7. ^ Il sacrificio di Fortunato Arena e Claudio Pezzuto
  8. ^ noninvano.it. URL consultato il 20 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2019).
  9. ^ ...:: NOTIZIE IRNO ::... della Valle dell'Irno # www.notizieirno.it, su notizieirno.it. URL consultato il 28 maggio 2020.
  10. ^ Copia archiviata, su liberaavellino.it. URL consultato il 16 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2019).
  11. ^ 8 APRILE 1994: LA CAMORRA UCCIDE A NOLA MARIA GRAZIA CUOMO, VITTIMA INNOCENTE DELLA Criminalità
  12. ^ https://www.tuttanatastoriasaa.it/2018/03/14/verso-il-21-marzo-michele-ciarlo/
  13. ^ Gioacchino Costanzo Archiviato il 24 febbraio 2009 in Internet Archive., studenticontrolacamorra.org
  14. ^ 26 gennaio 1996 Cicciano (Napoli). Ucciso il Maresciallo della marina Salvatore Manzi, 30 anni. Si ipotizza per vendetta trasversale.
  15. ^ Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Luigia Esposito
  16. ^ Denuncia un'estorsione: freddato nel suo negozio Repubblica.it
  17. ^ Il Corriere Quotidiano 19.11.2015 Archiviato il 26 novembre 2015 in Internet Archive.
  18. ^ VittimeMafia.it
  19. ^ «Napoli, la camorra lo uccide a 14 anni», La Repubblica, 18 febbraio 1998
  20. ^ 20 luglio 1998, tre operai uccisi per sbaglio dalla camorra[collegamento interrotto]
  21. ^ noninvano.it
  22. ^ « Una corona per ricordare Gigi e Paolo », videocomunicazioni.com, 11 agosto 2008, su videocomunicazioni.com. URL consultato il 1º settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2008).
  23. ^ « Nove anni fa Gigi e Paolo furono uccisi per errore dalla camorra », videocomunicazioni.com, 11 agosto 2009, su videocomunicazioni.com. URL consultato l'11 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2017).
  24. ^ Repubblica.it
  25. ^ Omicidio Antonio Corbisiero: il ricordo a 15 anni dalla morte
  26. ^ Omicidio Quaranta, dopo 15 anni spuntano nuovi indagati, su ilmattino.it. URL consultato il 5 luglio 2020.
  27. ^ Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Matilde Sorrentino
  28. ^ a b Francesco e Antonio Graziano - Libera Avellino, su liberaavellino.it. URL consultato il 28 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2019).
  29. ^ 6 dicembre 2004 Casavatore (NA). Ucciso Dario Scherillo, 26 anni, vittima Innocente della Criminalità., VittimeMafia.it
  30. ^ «Napoli, agguato a Scampia la faida uccide un'altra donna», La Repubblica, 15 gennaio 2005
  31. ^ «Sei condanne per il delitto Attrice».
  32. ^ 21marzo: Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia (Attilio Romanò)
  33. ^ Omicidio Bidognetti [collegamento interrotto], su delittiimperfetti.com.
  34. ^ Tre ergastoli per un omicidio di vittima innocente a Ercolano, su stylo24.it.
  35. ^ https://www.ilmattino.it/AMP/napoli/san_giorgio_a_cremano_omicidio_liguori_vittima_innocente_camorra_mandante_assolto_cassazione-2264879.html
  36. ^ «Ucciso per sbaglio con 14 colpi di pistola»
  37. ^ «L'agguato di Arzano: uno degli assassinati vittima innocente, ucciso per errore dai sicari in fuga», Repubblica Napoli, 27 febbraio 2014.
  38. ^ "Omicidio Ponticelli: Ciro Colonna ucciso per errore", NapoliToday, 9 giugno 2016.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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