Michele Senese

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Michele Senese, detto o' Pazzo (Afragola, 18 novembre 1957) è un mafioso italiano, membro della Camorra, fondatore e boss del clan Senese, ritenuto uno dei più potenti boss della città di Roma.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Albori[modifica | modifica wikitesto]

Nato ad Afragola da una famiglia onesta e soprannominato o' Pazzo per via delle numerose perizie psichiatriche, dalla dubbia veridicità, che lo indicavano quale soggetto affetto da epilessia e schizofrenia, grazie alle quali ha più volte scampato il carcere, rappresentando, negli anni '70 e '80, come molti altri mafiosi di quei tempi, il cliché del boss folle e incapace di intendere (proprio come Raffaele Cutolo, evase dal manicomio criminale di Aversa, dov'era stato internato in virtù del suo presunto vizio di mente), Michele Senese inizia la sua carriera criminale come esponente del clan Moccia e della Nuova Famiglia, venendo ben presto coinvolto nell'esecuzione di omicidi, tra cui quello di Alfonso Catapano, fratello di Raffaele Catapano, elemento di spicco della Nuova Camorra Organizzata, ucciso in Nola agli inizi degli anni Ottanta[1][2].

Il trasferimento a Roma e l'evoluzione criminale[modifica | modifica wikitesto]

«È zio Michele, amico mio intimo, lui comanda tutta Roma, qualsiasi cosa passa prima da lui e poi va avanti

(indagato parla di Michele Senese a un conoscente [3])

A soli 22 anni, Senese viene inviato a Roma da Carmine Alfieri, per assolvere al compito, per conto della Nuova Famiglia, di muovere guerra e dare la caccia ai cutoliani presenti nella Capitale ma, soprattutto, per uccidere Vincenzo Casillo, il quale soggiornava a Roma ed era ritenuto da Carmine Alfieri e Pasquale Galasso, entrambi vertici della Nuova Famiglia, responsabile della morte dei propri fratelli[4]. È proprio qui, a Roma, che Senese, caldeggiato dal clan Moccia, inizia ad imporsi come un vero e proprio boss, fondando un'associazione criminale dedita principalmente al traffico di sostanze stupefacenti e un crescente impero criminale, stringendo alleanze con altre organizzazioni ivi attive, come la Banda della Magliana, il Clan Pagnozzi, i Fasciani e i Casamonica (i quali si approvvigionavano di stupefacenti principalmente da Senese e dalla 'ndrangheta), stringendo un solido legame con Massimo Carminati e altri clan camorristici e cosche mafiose, quali i Gallo di Torre Annunziata, gli Abate di San Giorgio a Cremano, i Rinzivillo di Gela e le cosche palermitane dell'Acquasanta e di Santa Maria di Gesù[5][1], fino ad arrivare a controllare lo spaccio di droga in diversi quartieri di Roma, come San Basilio, Cinecittà, Tor Bella Monaca, Tuscolano e Tiburtino, tramite gruppi associati[6][1][7].

Al clan Senese sarebbe stato legato, inoltre, il capo ultras della Lazio Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, legato anche a Carminati e considerato il punto di raccordo fra estrema destra romana, criminalità romana, gruppi criminali albanesi e Camorra, ucciso il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti, a sud-est di Roma, zona ricadente nel raggio d'azione dei Senese e dei Pagnozzi. Piscitelli, noto trafficante di droga, sarebbe stato a capo di una batteria di picchiatori, composta da soggetti italiani e albanesi, facente capo al gruppo Senese. Michele Senese inoltre, tramite il fratello Gennaro e il Piscitelli, agli inizi degli anni '90, era entrato in contatto con il Clan Abate di San Giorgio a Cremano, da cui si riforniva di eroina - prodotta in Turchia e trasportata in Italia via Germania - e di hashish proveniente dalla Spagna, da piazzare poi sul mercato della droga capitolino[8].

L'omicidio Carlino e l'arresto[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno del 2013, Michele Senese viene tratto in arresto poiché riconosciuto mandante dell'omicidio di Giuseppe "Pinocchietto" Carlino[5], malavitoso della Marranella, occorso in data 10 settembre 2001, a Torvajanica, eseguito da Domenico Pagnozzi, esponente di spicco del clan omonimo, operante ed egemone tra l'Avellinese e il Beneventano e anch'esso con forti ramificazioni nella Capitale. Carlino fu ucciso per vendicare la morte di Gennaro Senese, fratello di Michele, che era stato assassinato a pugnalate il 16 settembre del 1997 da Francesco Carlino, fratello di Giuseppe, ma anche per questioni di debiti economici che i Carlino avevano procurato a Senese con altre organizzazioni dedite al narcotraffico, che gli stessi Carlino non avevano mai onorato[9][6].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Nico Falco, Chi è il boss Michele Senese, “il pazzo” che da Afragola ha conquistato Roma, su fanpage.it. URL consultato il 3 dicembre 2020.
  2. ^ E’ iniziato oggi il processo a Michele Senese. Scopriamo chi è…, su nottecriminale.wordpress.com. URL consultato il 4 dicembre 2020.
  3. ^ Ecco chi è Michele Senese, lo "zio che comanda tutta Roma". Dagli inizi nella Camorra al cartello della droga, in Romatoday.
  4. ^ Giancarlo Tommasone, I Casamonica acquistano la cocaina dal boss Michele Senese, su stylo24.it, 16 aprile 2019. URL consultato il 3 dicembre 2020.
  5. ^ a b Mauro Cifelli, Michele Senese 'O pazzo' ordinò: "Uccidete Giuseppe Carlino", su romatoday.it, 27 giugno 2013. URL consultato il 4 dicembre 2020.
  6. ^ a b Redazione thewam, Arresti camorra. Chi è Michele Senese, capo supremo di Roma, su thewam.net, 1º dicembre 2020. URL consultato il 3 dicembre 2020.
  7. ^ Lorenzo Nicolini, Ecco chi è Michele Senese, lo "zio che comanda tutta Roma". Dagli inizi nella Camorra al cartello della droga, su romatoday.it, 2 dicembre 2020. URL consultato il 3 dicembre 2020.
  8. ^ Lorenzo Nicolini, Omicidio Fabrizio Piscitelli: Diabolik ucciso nel territorio di Michele 'o pazzo e dei 'napoletani del Tuscolano', su romatoday.it, 9 agosto 2019. URL consultato il 4 dicembre 2020.
  9. ^ Massimo Lugli, UCCISO MENTRE LA FINANZA LO PEDINA, su repubblica.it, 17 settembre 1997. URL consultato il 3 dicembre 2020.