Pasquale Galasso

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Pasquale Galasso

Pasquale Galasso (Poggiomarino, 17 maggio 1955) è stato un camorrista ed è oggi un collaboratore di giustizia italiano.

Ancora oggi le sue dichiarazioni vengono utilizzate in molti processi a boss di camorra. La sua villa situata nel comune di Scafati è oggi sede di una caserma della Guardia di Finanza.[senza fonte]

Su Pasquale Galasso è stato anche scritto un libro dal titolo Io, Pasquale Galasso: da studente in medicina a capocamorra, di Gigi Di Fiore, pubblicato nel 1994.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia piuttosto agiata (il padre Sabato Galasso possedeva un deposito di mezzi da lavoro FIAT), e studente universitario al secondo anno di medicina, Pasquale Galasso si trovò coinvolto nella malavita locale di Poggiomarino a causa di un singolare episodio: poco più che ventenne due malavitosi cercarono di rapire lui e sua sorella, ma lui rubò l'arma ad uno dei due e fece fuoco, ammazzandoli all'istante due dei tre rapitori, mentre il terzo fuggì[1] (un'altra versione dei fatti dice che i due erano venuti a chiedere il pizzo al padre Sabato).

Si unì alla Nuova Famiglia di Carmine Alfieri agli inizi degli anni '80 e fu coinvolto nell'omicidio del luogotenente di Raffaele Cutolo, Vincenzo Casillo, detto o' nirone, saltato in aria a causa di un'autobomba nel quartiere di Forte Boccea a Roma (in seguito si scoprì che Casillo aveva rapporti con servizi segreti deviati).

Proprio questo omicidio fu l'inizio del declino per la Nuova Camorra Organizzata del boss di Ottaviano. Pasquale Galasso, in questa guerra di camorra, perse anche suo fratello.

Venne rinchiuso nel carcere di Poggioreale a Napoli dove conobbe importanti camorristi del tempo, tra cui Raffaele Cutolo che più volte gli propose l'affiliazione alla sua organizzazione. Nel 1992, essendo stato catturato dopo un breve periodo di latitanza, Pasquale Galasso si pentì (fu poi seguito a ruota dal collega Carmine Alfieri).

Il suo fu un pentimento che scioccò l'Italia; parecchi furono i politici (non solo locali) che furono coinvolti. Fra questi vi sono Antonio Gava e Piccolo e alcuni dei maggiori esponenti della corrente dorotea campana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno De Stefano, I boss della camorra, Napoli, Newton Compton, 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gigi Di Fiore, Io, Pasquale Galasso: da studente in medicina a capocamorra, Pironti, 1994, ISBN 88-7937-126-6.
  • Bruno De Stefano, I boss della camorra, Napoli, Newton Compton, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN62355756 · LCCN: (ENn94086388
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