Mario Fabbrocino

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Mario Fabbrocino (Ottaviano, 5 gennaio 1943) è un criminale italiano, legato alla Camorra e capo del Clan Fabbrocino dal 1982 al suo arresto, avvenuto nel 2005. E' soprannominato ‘o Gravunaro (il carbonaio).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato uno dei promotori della Nuova Famiglia, un'organizzazione camorristica nata alla fine degli anni settanta per contrastare la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.

Intorno al 1982 si distacca da Michele Zaza e, con i fratelli Russo di San Paolo Bel Sito e Salvatore D'Avino di Somma Vesuviana costituisce un clan autonomo che controlla un vasto territorio tra il nolano e il Vesuvio: San Gennaro Vesuviano e San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e San Gennarello, Palma Campania e parte di Terzigno.

Nel 1984 viene arrestato e il 22 settembre 1987, mentre era detenuto nel carcere di Bellizzi Irpino, gli furono concessi gli arresti domiciliari in clinica, per curarsi da dei problemi cardiaci, ma il 14 novembre scappa e inizia la sua latitanza durata circa 10 anni.

Il 3 settembre 1997 viene arrestato in un elegante appartamento a una trentina di chilometri da Buenos Aires e viene rinchiuso nella stessa cella che aveva da poco ospitato Diego Armando Maradona[1]. Nel 2001 viene estradato. Nel luglio 2002 viene scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare e sottoposto all'obbligo di firma. Quattro giorni dopo è di nuovo in carcere, rimanendoci fino ad agosto, con l'obbligo di firma presso la polizia giudiziaria.

Divenuto irrintracciabile nel 2004, il 14 agosto 2005 viene incarcerato con l'accusa di duplice omicidio, condanna confermata nel 2006.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arrestato l' ultimo boss della vecchia camorra. Corriere della sera. Cronaca. 4 settembre 1997.
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