Clan Licciardi

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Licciardi
Nomi alternativiMasseria Cardone
Aree di influenzaSecondigliano, Scampia, Chiaiano, Miano
Estero: Romania, Paesi Bassi
Periodoanni 1980 - in attività
BossGennaro Licciardi, Vincenzo Licciardi, Maria Licciardi, Giuseppe Musella
SottogruppiAlleanza di Secondigliano
AlleatiClan Contini
Clan Mallardo
Clan Moccia
Clan Nuvoletta
Clan Polverino
'Ndrina Gallico
RivaliClan Lo Russo (estinto)
Clan Prestieri (estinto)
Clan Misso
Attivitàtraffico di droga
spaccio di droga

Il clan Licciardi è un potentissimo sodalizio camorristico di Napoli con a capo Andrea Licciardi, il clan opera nelle zone periferiche della città, precisamente nel quartiere Secondigliano, e ha come roccaforte la Masseria Cardone.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Nella metà degli anni ottanta Gennaro Licciardi è il capozona del clan Giuliano nel quartiere di Secondigliano. Pochi anni più tardi, nello stesso quartiere, ritenuto dagli altri camorristi poco importante in quanto privo di esercizi commerciali a cui chiedere il pizzo, formerà un clan del tutto indipendente riuscendo a trasformare la zona in un nodo strategico per lo stoccaggio e lo spaccio di droghe. Il clan fa parte insieme alle famiglie Contini, Mallardo, Lo Russo, Ferone, Stabile, Prestieri, Bosti e Bocchetti del Cartello Camorristico denominato Alleanza di Secondigliano, da sempre in lotta con i clan del centro storico.

Dopo la morte del boss Gennaro la gestione del clan è passata interamente ai fratelli Pietro, Vincenzo e soprattutto alla sorella Maria.

Attualità[modifica | modifica wikitesto]

Il clan che ha sfruttato la sua influenza per mediare tra i gruppi Di Lauro e Scissionisti per mettere fine alla Faida di Scampia, attualmente vive un conflitto interno a causa delle rivendicazioni di autonomia delle famiglie Sacco e Bocchetti di S. Pietro a Patierno. Dopo l'arresto di Vincenzo Licciardi a capo del clan ci sono Pietro Licciardi, Andrea Licciardi e Gennaro Cirelli detto Gerry.

Tra i fratelli Licciardi vi sono:

  • Gennaro detto 'a scigna,
  • Pietro, detto Pierino
  • Vincenzo, detto 'o chiatto
  • Maria detta 'a Piccerella
  • Andrea detto 'a varea
  • Il 9 luglio 2008 sono stati sequestrati al clan beni del valore di 300 milioni di euro e nell'operazione sono finiti agli arresti 44 persone.[1]
  • Il 21 marzo 2018 vengono effettuati 19 arresti a Roma di presunti elementi appartenenti al clan Licciardi e ai Filippone e Gallico accusati di traffico di droga.[2]
  • Secondo Francesco Forgione, già presidente della Commissione antimafia del Parlamento italiano, il clan Licciardi è attivo nei Paesi Bassi nel settore della contraffazione di marchi, dall'abbigliamento agli utensili.[3]
  • Il febbraio 2019 fu arrestato Giuseppe Musella, figlio di Maria Licciardi, secondo le indagini Musella era l'attuale leader del clan. Lui è stato arrestato a Scampia per reati di associazione per delinquere, rapina e sequestro di persona.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]