Clan De Luca Bossa

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De Luca Bossa
Nomi alternativiMinichini
Aree di influenzaPonticelli, Cercola
Periodoanni 1980 - anni 2000
BossUmberto De Luca Bossa, Antonio De Luca Bossa
AlleatiClan Marfella
Clan Prestrieri
Clan Licciardi
RivaliClan Lo Russo
Clan Sarno
Clan Mazzarella
Attivitàtraffico di droga
racket
contrabbando

Il clan De Luca Bossa è[1] un sodalizio camorristico[2][3][4][5][6][7][8][9][10][11][12][13] operante nella periferia est di Napoli[2], più precisamente nell'area del quartiere di Ponticelli e del comune di Cercola[14][15].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondato da Antonio De Luca Bossa, classe 1971,[14][16] detto 'o Sicco, per la sua corporatura snella[17], il clan De Luca Bossa fu ostile al cartello formato dai clan Fusco-Ponticelli e Sarno[18]. 'O Sicco fu un feroce assassino del clan Sarno per poi scindere dallo stesso e creare un proprio quartier generale nel "Lotto 0" di via Bartolo Longo, una zona di Ponticelli Sud. I due clan finirono in una sanguinosa guerra per il controllo del territorio, vinta dal clan Sarno[15].

La lunga e sanguinosa faida che ha visto contrapposte negli anni le famiglie De Luca Bossa e Mazzarella-Misso, ha avuto il suo culmine nell'esplosione di un'autobomba all'uscita del carcere di Poggioreale che uccise il 25 aprile 1998 Luigi Amitrano, nipote di Vincenzo Sarno[18], e nell'agguato a Francesco Mazzarella, patriarca del clan omonimo, ma in realtà l'obbiettivo dell'agguato era il figlio Vincenzo detto 'o Pazz'. Il boss Antonio De Luca Bossa fu arrestato con l'accusa di esser stato il mandante dell'omicidio di via Argine[19]. Durante il suo periodo da "detenuto" continuava a dare ordini al suo fedelissimo affiliato Giuseppe Mignano Peppe scé scé, che era l'autore materiale dell'attentato con l'autobomba[20], il quale divenuto il "boss del clan" in assenza di 'o Sicco tenne il controllo del quartiere fino alla sua uccisione avvenuta il 26 ottobre 2002 nei pressi del quartiere "Lotto 0".

Dopo l'arresto le sue condizioni di salute si sono aggravate a tal punto da ricevere la scarcerazione per pochi giorni. Tuttavia, dopo la morte di Giuseppe Mignano – voluta dai fratelli Sarno ed ottenuta dal boss di Cercola Gianfranco Ponticelli[20] – e il conseguente sgretolamento del clan, questo fu totalmente eliminato dai potenti Sarno.

Negli anni 2000, grazie alla frequentazione di Teresa De Luca Bossa[21] con Giuseppe Marfella, boss di Pianura, le forze dei due clan si uniscono nel combattere il clan Lago per il predominio del quartiere flegreo[22]. Una riorganizzazione del clan ha luogo, interessato a riprendersi il controllo del quartiere di Ponticelli, approfittando dei numerosi arresti subiti, e del pentimento di esponenti di primo piano del clan Sarno[18]. L'arresto di Teresa De Luca Bossa a inizio 2010[23] mette un freno all'espanzione del clan: prima camorrista detenuta con il regime del 41 bis, perde poco a poco il controllo del territorio, disputato da clan rivali, come i D'Amico (detti Fraulella) e i De Micco (detti i Bodo)[1][24]. Ne conseguono l'arresto di Christian Marfella, fratellastro di Antonio De Luca Bossa[25], e un agguato a sua figlia Anna nel 2014[24], considerata la "reggente" del clan De Luca Bossa[11]. Anna viene in seguito arrestata negli stessi mesi, fra il 2016 e l'inizio del 2017, di Umberto De Luca Bossa, figlio di Tonino 'o Sicco[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Ciro Cuozzo, Sangue, droga e omicidi: il legame dei Marfella-De Luca Bossa tra Pianura e Ponticelli, in Voce di Napoli, 16 marzo 2017. URL consultato il 29 marzo 2018.
  2. ^ a b Luigi Amitrano, Camorra, annullati quattro ergastoli, in La Repubblica, 23 febbraio 2006.
  3. ^ Luciana Esposito, Arrestato a Torre Annunziata il giovane boss di Ponticelli Umberto De Luca Bossa, su napolitan.it, 12 gennaio 2017.
  4. ^ Napoli. Sangue nella notte a Ponticelli: gravemente ferita donna del clan Bossa, in Il Mattino, 19 luglio 2014.
  5. ^ Ministero dell'Interno, Rapporto del ministro dell'interno sullo stato della sicurezza in Italia: Roma, 9 febbraio 2001, Il Mulino, p. 167, ISBN 9788815082848.
  6. ^ Colpo al clan De Luca-Bossa: 5 arresti, in Il Corriere del Mezzogiorno, 14 gennaio 2010.
  7. ^ Camorra: Catturato il reggente del clan De Luca Bossa, in La Provincia di Como, 11 febbraio 2010.
  8. ^ Camorra: clan De Luca Bossa, 5 arresti (2), in Libero, 13 febbraio 2012.
  9. ^ Umberto De Luca Bossa arrestato a Napoli: ha accoltellato un coetaneo, in Blitz Quotidiano, 27 giugno 2011.
  10. ^ Arrestato latitante clan De Luca Bossa, 11 febbraio 2018.
  11. ^ a b Lotto Zero, due omicidi e un agguato dietro la morte di Volpicelli, in Il Gazzettino, 31 gennaio 2016. URL consultato il 21 marzo 2018.
  12. ^ Napoli: Arrestati 10 esponenti camorristici, in Adnkronos, 10 novembre 2003.
  13. ^ Latitante tra Londra e Barcellona, preso affiliato clan, in AGI, 12 gennaio 2016.
  14. ^ a b ANSA, Camorra: arrestato boss De Luca Bossa., su archivio.antimafiaduemila.com, 24 aprile 2008. URL consultato il 29 marzo 2018.
  15. ^ a b Andrea Aversa, Camorra a Ponticelli, da feudo dei Sarno alla faida tra i clan D'Amico e De Micco, in Voce di Napoli, 20 febbraio 2017. URL consultato il 29 marzo 2018.
  16. ^ Biografia di Antonio De Luca, in cinquantamila.it. URL consultato il 29 marzo 2018.
  17. ^ De Stefano, voce DE LUCA OSSA ANTONIO (1971)
  18. ^ a b c Irene De Arcangelis, Ponticelli, 10 anni di orrendi delitti cadaveri smembrati e sciolti nell'acido - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it, 21 dicembre 2010. URL consultato il 22 marzo 2018.
  19. ^ Antonio De Luca Bossa torna in carcere[collegamento interrotto]
  20. ^ a b Colpo alla camorra vesuviana: 34 arresti tra Napoli e San Sebastiano - Corriere del Mezzogiorno, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 20 dicembre 2010. URL consultato il 22 marzo 2018.
  21. ^ Poliziotte in bikini arrestano una capoclan della Camorra, in La Repubblica, 29 agosto 2000.
  22. ^ Giovanni Marino, I Marfella e i De Luca Bossa alleati contro i Lago - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it, 20 agosto 2000. URL consultato il 29 marzo 2018.
  23. ^ Arrestata Teresa De Luca Bossa - JulieNews - 1, su www.julienews.it, 2 gennaio 2010. URL consultato il 22 marzo 2018.
  24. ^ a b Sette colpi per Anna donna di camorra dei De Luca Bossa, in Archivio - la Repubblica.it, 20 luglio 2014. URL consultato il 22 marzo 2018.
  25. ^ Redazione online, Camorra, arrestato figlio di Teresa De Luca Bossa, in Corriere del Mezzogiorno, 29 aprile 2013. URL consultato il 22 marzo 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno De Stefano, La camorra dalla A alla Z, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 9788854199385.
  • Corrado De Rosa, I medici della camorra, LIT EDIZIONI, ISBN 9788868263775.
  • Francesco Barbagallo, Storia della camorra, Gius.Laterza & Figli, ISBN 9788858115732.
  • Bruno De Stefano, I boss della camorra, Newton Compton Editori, ISBN 9788854123328.
  • Giuseppe Craparo, Anna Maria Ferraro, Girolamo Lo Verso, Mafia e psicopatologia: Crimini, vittime e storie di straordinaria follia, FrancoAngeli, p. 67, ISBN 9788891764027.
  • Simone Di Meo, L'impero della camorra, Newton Compton Editori, 2014, p. 67, ISBN 9788854170117.
  • John Dickie, Mafia Republic: Italy's Criminal Curse. Cosa Nostra, 'Ndrangheta and Camorra from 1946 to the Present, Hachette UK, 2013, ISBN 9781444726435.
  • Giovanni Fiandaca, Women and the Mafia: Female Roles in Organized Crime Structures, vol. 5, Springer Science & Business Media, 2007, p. 16, ISBN 9780387365428.