Secondigliano

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Secondigliano
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
CittàCoA Città di Napoli.svg Napoli
CircoscrizioneMunicipalità VII
Altri quartieriMiano
San Pietro a Patierno
Codice postale80144
Superficie2,94 km²
Abitanti55 000 ab.
Densità18 707,48 ab./km²
Nome abitantiSecondiglianesi
Patronosanti Cosma e Damiano, san Gaetano Errico (compatrono)
Giorno festivo26 settembre, 29 ottobre
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 40°54′N 14°16′E / 40.9°N 14.266667°E40.9; 14.266667

Secondigliano è un quartiere della periferia nord di Napoli, facente parte della VII municipalità di Napoli, insieme ai quartieri di Miano e San Pietro a Patierno.

Confina a nord-ovest con il quartiere di Scampia; ad ovest con il quartiere di Miano; a sud con i quartieri di San Carlo all'Arena e San Pietro a Patierno, ed a est con i comuni di Arzano e Casavatore.

Talvolta il quartiere viene ritenuto erroneamente sede delle famose "Vele" (grandi costruzioni residenziali spesso teatro di attività illegali), in realtà site nel quartiere limitrofo Scampia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il quadrivio di Secondigliano all'indomani della tragedia del 23 gennaio 1996

Già casale di Napoli, è stato comune autonomo (comprendente anche Scampìa) dal 17/03/1861 al 03/07/1926 per poi essere fuso con il comune di Napoli, di cui ha costituito la circoscrizione numero 15, durante il Fascismo nel 1926[1].

Il termine è la contrazione di secondo miglio, trovandosi a una distanza di due miglia dal centro della città, segnalata dalla seconda pietra miliare della via Capuana o Atellana (anche se, secondo alcuni storici, il suo nome potrebbe derivare dalla famiglia romana dei Secondili, oppure dalla sua posizione geografica, in quanto a ridosso dei colli Secondili).[2]

“Casale Regio della città di Napoli, da cui ne dista miglia 3 circa, situato in pianura di buona aria, ma molto umido nel tramontar del sole. La più antica notizia che abbiamo di questo nostro casale è del 19 ottobre del VII secolo, sotto l'Imperatore Alessio, celebrata in questa nostra città, la quale contiene l'affitto di un fondo posto in villa “Secundillani”. In altri 2 diplomi dell'epoca di Carlo II chiamasi “Secundillyanum”, ma non si trova sotto l'imperatore Federico II tra il numero dei casali della nostra città. Il suo territorio è di moggia 2800. Egli è fertilissima di ogni sorta di vettovaglie, e produce pure della buona frutta. La sua chiesa Maggiore sotto il titolo di S.S. Cosma e Damiano tiene un bel forte campanile, ma non terminato. I suoi abitanti al numero di 6000 circa, per la massima parte sono addetti all'agricoltura, e tra i medesimi ci sono di quelli che oltrepassano i 100 anni."[3]

Il quartiere ha una struttura urbana molto moderna con la maggior parte delle costruzioni realizzate nel periodo di espansione edilizia degli anni settanta e ottanta del XX secolo. Tuttavia la prima urbanizzazione del quartiere è partita negli anni cinquanta. Nella progettazione del quartiere intervenne anche l'architetto organico Piero Maria Lugli.[4]

Molto nota fu la tragedia di Secondigliano, il 23 gennaio 1996, dove morirono 11 persone.

Problemi sociali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 Secondigliano è diventata teatro della guerra di camorra. La zona era infatti dominata dai clan dell'Alleanza di Secondigliano e dal clan del boss Paolo Di Lauro, arrestato nel settembre 2005, in lotta con i cosiddetti "scissionisti", fuoriusciti dal clan.

Secondigliano è sede di numerosi associazioni sociali. Il centro servizi sociali municipale, ad es., svolge funzioni di segretariato sociale, di selezione ed assegnazione alle strutture di accoglienza, di monitoraggio e analisi dei problemi. Sul territorio, inoltre, sono presenti numerose associazioni e cooperative che collaborano proficuamente per la promozione dei diritti di cittadinanza tramite una serie di iniziative quali, ad es., il progetto “Rete Anziani” che prevede corsi di ginnastica e riabilitazione per la terza età, il progetto “Nonno civico” per la sicurezza dei bambini fuori le scuole, il “Pony della solidarietà” per il trasporto di pacchi o spese a domicilio.[5]

 Corso Secondigliano
Corso Secondigliano – prima metà del XX secolo

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Corso Secondigliano nel 2017

Secondigliano è servita dall'omonima uscita della Tangenziale di Napoli. Asse principale del quartiere è il Corso Secondigliano (già parte della SS 7 bis) che collega Piazza Giuseppe Di Vittorio con la provincia.

Tale arteria, fra il 1882 e il 1959, ospitava i binari della tranvia Napoli-Aversa/Giugliano, gestita a cura della Société Anonyme des Tramways Provinciaux (SATP). La località era inoltre servita, tra il 1907 e il 1960 da un apposito capolinea delle cosiddette tranvie di Capodimonte.

Il trasporto pubblico è fornito dall'ANM per i collegamenti urbani e dalla CTP per quelli suburbani e interurbani.

È in progetto la costruzione di tre stazioni facenti parte della Linea 1 della Metropolitana di Napoli all'interno e a ridosso del quartiere Secondigliano, le quali serviranno il Corso Secondigliano, Piazza Di Vittorio (meglio conosciuta come Piazza Capodichino) e l'Aeroporto Internazionale di Napoli. Nel 1995 è stata aperta la stazione di Piscinola-Secondigliano della Linea 1 (il nome sarà modificato in Piscinola-Scampia), migliorando notevolmente l'accessibilità dell'area dal centro della città.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Attività sportive[modifica | modifica wikitesto]

A Secondigliano ci sono diversi campi di calcio adibiti per partite dilettantistiche:

  • il campo e scuola calcio dell'"Oasi del bimbo", villa comunale del quartiere dal 1990, sita in corso Secondigliano con annesso parco giochi per bambini.
  • il campo "Gaetano Scirea" che si trova nei pressi del Corso Secondigliano;
  • il campo "FootBall Club" che si trova nei pressi del Corso Secondigliano;
  • il campo "Mariolina Stornaiuolo" che si trova sulla Circumvallazione Esterna, costruito nel 1969;
  • il campo "Ottorino Barassi" che si trova nel cuore di Secondigliano, in Via Cupa dell'Arco;
  • il campo "Mariano Keller" che si trova nei pressi di Calata Capodichino, campo in cui si allena l'omonima scuola calcio;
  • il campo "Nereo Rocco", uno dei più antichi, fondato nel 1978 da Bruno Marasco allenatore poi successivamente presidente della scuola calcio.
  • Palestra "No Limits ADS" fiore all'occhiello della ginnastica artistica.
  • Piscina Comunale gestita dall'Associazione Aquila Nuoto al Corso Secondigliano.

Inoltre il quartiere possiede un'ottima tradizione della pallacanestro. Il Centro Sportivo Secondigliano milita nella serie D regionale, allenata dal coach Antonio Cino, nonché presidente della società. Il C.S.S gioca le partite al Palacino, trovandosi a Via detta scippa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R.D.L. 3 giugno 1926, n. 1002
  2. ^ Secondigliano e la sua storia, silvanagiusto.it. URL consultato il 16 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2009).
  3. ^ Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, Presso V. Manfredi, 1° gennaio 1802. URL consultato il 03 giugno 2016.
  4. ^ Facoltà di Architettura di Valle Giulia - Scomparsa del professore emerito Piero Maria Lugli. [collegamento interrotto], su w2.architetturavallegiulia.it. URL consultato il 4 ottobre 2011.
  5. ^ Pellecchia F. (2002) Viaggio nelle periferie: Secondigliano, “Volinforma: rivista bimestrale di cultura ed informazione per Napoli Città Sociale, Napoli, VI, pp. 12-22.

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