Rosetta Cutolo

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Rosetta Cutolo (Ottaviano, agosto 1937) è una mafiosa italiana.

Sorella maggiore del camorrista Raffaele Cutolo e di Pasquale Cutolo, è considerata l'esponente principale della Nuova Camorra Organizzata poiché, nel corso delle lunghe detenzioni del fratello, ha diretto il feroce clan, gestendone gli introiti. Rosetta Cutolo non si è mai sposata e, tuttora, vive ad Ottaviano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio della carriera criminale[modifica | modifica wikitesto]

Ha vissuto per un lungo periodo - assistita e protetta dal maggiordomo Francesco Violento - nel Palazzo Mediceo di Ottaviano[1], un edificio del XVI secolo con 365 camere e un grande parco. In questa residenza, Rosetta teneva la contabilità delle estorsioni realizzate dai capozona e provvedeva ad assistere, legalmente ed economicamente, le famiglie dei carcerati. Inoltre, teneva un minuzioso elenco degli affiliati conservato in una nicchia scavata in una parete del castello e coperta da un quadro. Secondo il piano di Raffaele Cutolo, una volta liberi, gli affiliati inviavano a Rosetta un fiore, ossia un'offerta in denaro. La donna provvedeva a riutilizzare tali risorse per creare un vincolo di fedeltà tra gli affiliati.

La latitanza[modifica | modifica wikitesto]

Imputata in diversi processi, il 12 settembre 1981 scampò all'arresto quando la polizia fece irruzione nel castello mediceo di Ottaviano al termine di un vertice della camorra. Con Rosetta Cutolo, infatti, c'era tutto lo Stato maggiore della NCO (Nuova Camorra Organizzata) ed un esponente della Dc di Ottaviano. La polizia sequestrò una grande quantità di documenti e le mappe che dividevano l'area napoletana nelle zone di influenza controllate dal clan[2]. Da quel momento, Rosetta cominciò una lunga latitanza con l'aiuto di don Giuseppe Romano, sacerdote confessore della famiglia e di altri membri della NCO. Più volte è sfuggita alla cattura, come nel 1990 quando scappò da un convento poco prima di un blitz dei carabinieri[3]. L'8 febbraio 1993, dopo alcune trattative che impegnarono anche i servizi segreti, si costituì[4] per scontare 9 anni e 7 mesi per associazione mafiosa. In realtà, dopo sei anni è tornata ad Ottaviano, dove tuttora vive.

L'intervista su l'Espresso[modifica | modifica wikitesto]

Un'inchiesta di Claudio Pappaianni, pubblicata sul settimanale L'Espresso nel 2009, ha reso evidenti i rapporti tra il presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro e la NCO di Cutolo. Luigi Cesaro ha ammesso che, nel corso degli anni ottanta, chiese la protezione di Rosetta Cutolo per sfuggire alle continue estorsioni. Cesaro, al fine di sottrarsi alle pesanti richieste estorsive del gruppo di Pasquale Scotti, chiese l'intercessione di Rosetta Cutolo la quale, a sua volta, inviò una lettera di raccomandazione allo Scotti.[5]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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